Anno e Nazione di Produzione: USA 2014 Distribuzione in Italia: Walt Disney
Data di uscita in Italia: 2 aprile
Genere: Fantastico
Durata: 124 minuti
Cast: Meryl Streep, Emily Blunt, Anna Kendrick, Chris Pine, Johnny Depp
Regista: Rob Marshall
Rob Marshall torna al cinema, riadattando per il grande schermo il musical di Broadway firmato da Stephen Sondheim. Targato Disney, un mix di favole della tradizione, da Cappuccetto Rosso a Cenerentola fino a Jack e il fagiolo magico e Raperonzolo, interpretati al cinema da un cast eccezionale. Fra tutti, Meryl Streep che torna al musical, dopo Mamma Mia!, e questa volta interpreta la strega cattiva, guadagnando anche una nomination agli 87esimi Academy Awards. Il musical di Marshall dà modo allo spettatore, di scoprire le doti canore di attori che si sono lanciati in questa avventura, o che, semplicemente, nascondevano timidamente la loro voce come Chris Pine. Tutti davvero molto bravi, Anna Kendrick era già nota per la sua stupefacente vocalità. Nella versione italiana, per fortuna le parti cantate rimarranno in lingua originale con sottotitoli. Quindi, se amate le favole e i musical non dovete perderlo. Soprattutto per vedere Johnny Depp nei panni di un burtoniano lupo cattivo!
Cast: Olivia Wilde, Jake Johnson, Anna Kendrick, Ron Livingston, Jason Sudeikis, Joe Swanberg
Regista: Joe Swanberg
Kate lavora in un birrificio di Chicago. Unica donna a lavoro, la ragazza di certo non si sente a disagio perché tutti i colleghi l'adorano, è la sola che riesce a sopportare il nevrotico capo e una forte amicizia la lega a uno degli operai, Luke. I due sono compagni di bevute, un'amicizia quasi maschile la loro caratterizzata da serate al biliardo, aiuto reciproco e intesa senza parole. Ma l'attrazione e la gelosia sono dietro l'angolo.
Confesso: ho deciso di vedere il film solo perché c'è Jake Johnson, il favoloso Nick Miller della serie TV New Girl. Per Mr. Johnson ho una scuffia da almeno un annetto e quindi non potevo perdermi una sua performance in un lungometraggio. Che dire del film? Sicuramente presenta aspetti originali, uno di questi è proprio il tipo di amicizia che lega i due protagonisti. Non il classico preludio all'amour ma un legame quasi da camerati, maturo ma non immune all'attrazione e alla gelosia. Formerebbero una coppia perfetta ma il regista Joe Swanberg ha pensato bene di disattendere le speranze romantiche degli spettatori. Ha giocato la carta dell'originalità per distinguersi dalla massa delle commedie romantiche made in USA e perché no, ha voluto anche rimanere vicino alla realtà e lasciare che una bella amicizia rimanesse una bella amicizia. Dopo l'happy end al cinema non possiamo immaginare granché, tutto è già avvenuto, così almeno possiamo pensare che una birra tira l'altra e Kate e Luke si innamorino nella right way e non dopo il banale week end da soli, durante il quale improvvisamente scoprono di amarsi. Chapeau insomma a Swanberg, anche se il film a tratti soffre di punti morti e dialoghi noiosetti. Gli attori hanno recitato senza un copione, conoscevano solo la storyline e la successione cronologica degli eventi, quindi i dialoghi erano estemporanei e improvvisati. Non mi hanno colpito granché la Wilde e Johnson (Jake questa volta te boccio!), invece mi è piaciuta molto Anna Kendrick: brava cara, corri via a gambe levate dai vampiri che è meglio!
Cast: Kodi Smith-McPhee (Norman Babcock), Casey Affleck (Mitch), Tempest Bledsoe (Sceriffo Hooper), John Goodman (Signor Prenderghast), Jeff Garlin (Perry, il papà di Norman), Bernard Hill (Giudice Hopkins), Jodelle Ferland (Aggie), Alex Borstein (Signora Henscher), Anna Kendrick (Courtney, la sorella di Norman), Leslie Mann (Sandra, la mamma di Norman), Christopher Mintz-Plasse (Alvin), Elaine Stritch (Nonna Babcock)
Registi: Sam Fell & Chris Butler
Sia come cinefilo che come semplice "essere umano", sono sempre stato del parere che la crescita è la parte integrante, e forse la più importante, nella vita di una persona ma che, al tempo stesso, va sempre accompagnata da una sana e piccola dose di amore per le cose che amavamo nell'infanzia. Mi riferisco ai cartoni animati, in grado (almeno quelli più belli) di mantenere vivi nell'animo di tutti il bambino o la bambina che eravamo un tempo.
Uno di questi cartoni che mi hanno davvero colpito ed entusiasmato è ParaNorman, che ha ottenuto tra l'altro una nomination agli Oscar 2013.
Il film narra le vicende di Norman, un ragazzino americano che vive in una città dove tutti lo evitano e nessuno gli è amico, un po' per via dei suoi gusti macabri (ama i film horror e splatter), ma soprattutto perché afferma di vedere i fantasmi delle persone e degli animali che un tempo vivevano nella sua città. Infatti, la sera parla con la nonna paterna, mentre guarda la TV comodamente "seduta" per così dire sul divano di casa; ogni mattina, quando va a scuola, compie la solita routine di salutare tutti i fantasmi che incontra, e così di seguito.
Nessuno gli crede e molti, come il bullo Alvin, gli rovinano le giornate con le loro angherie, finché non conosce Neil, un ragazzo grassottello che gli dà fiducia e crede a ciò che dice. Tutto sembra andare per il meglio, finché uno strambo barbone non mette in guardia Norman da un pericolo imminente, un pericolo antico che sta per risvegliarsi in città e che solo Norman potrà affrontare per salvare tutti.
Il piccoletto riuscirà a farcela? Ma soprattutto, la gente inizierà a credergli finalmente?
I punti di forza e l'originale comicità della pellicola stanno proprio nell'incredibile stupidità delle persone che circondano Norman, stupidità intesa sia come demenzialità ma anche come chiusura mentale verso il diverso. In un un cartone animato, il cui target è principalmente il pubblico infantile, è un messaggio molto importante da trasmettere. I concittadini di Norman si rendono protagonisti di gag e scenette divertentissime (come già potrete pregustarvi nel trailer) che rendono il film unico ed irripetibile. Davvero un peccato che non sia riuscito a vincere l'Oscar, lo meritava.
Titolo originale: 50/50 Distribuzione in Italia: Eagle Pictures Anno e nazione di produzione: USA 2011 Genere: Commedia drammatica Durata: 100 minuti Cast: Joseph Gordon-Levitt, Seth Rogen, Anna Kendrick, Anjelica Huston, Bryce Dallas Howard Regista: Jonathan Levine
50 e 50. Questa è la speranza di Adam per guarire dal cancro.
Adam è un ragazzo normale, con una vita tranquilla, un lavoro a cui tiene, un amico cazzone ma affezionato e una fidanzata bellissima. Ma un giorno, scopre di avere il cancro. Il dottore glielo comunica come se stesse parlando di una cosa normale, di ordinaria amministrazione. Come è ovvio, la vita di Adam cambia.
Ma all'inizio è come se non se ne rendesse conto, è quasi una nuova avventura, un cambiamento nella sua vita troppo tranquilla. Inizia anche ad andare da una terapista, ma non sa proprio perché continua ad andarci.
Poi i capelli iniziano a cadere, gli amici della chemio a scomparire e le persone che lo circondano gli fanno vedere ciò che lui non aveva mai notato nei rapporti che intratteneva con loro.
-Un tumore, io?
-Sì.
-Non ha alcun senso dottore...non fumo, non bevo, faccio la raccolta differenziata!
Non aspettatevi un ennesimo film strappalacrime come Scelta d'amore con Julia Roberts, perché 50 e 50 è un film intelligente. E divertente. La malattia viene vista come prova del fuoco, come occasione per capire dove Adam voglia dirigere la sua vita. E soprattutto conoscere con chi condividere questo viaggio. Perché non è così scontato che tutti ti rimangano vicino. Anzi non lo è per niente.
Joseph Gordon-Levitt riconferma la sua bravura e versatilità, Anna Kendrick, per fortuna, continua a farci dimenticare il suo personaggio da svampita nella saga di Twilight, con film che hanno una trama sensata. E Seth Rogen ruba la scena a tutti, spalla perfetta e risate assicurate.
Emozionante. La vita, nel bene o nel male, sa sempre come svegliarti.