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giovedì 10 marzo 2016

England Is Born: The Last Kingdom


Bernard Cornwell è e resterà sempre il mio autore di romanzi storici preferito in assoluto.
Di fatto, ad eccezione della saga di Richard Sharpe, che non mi attira granché, dato che il mio periodo storico preferito va dall'Antico Egitto fino al termine del Medioevo nel 1492, di lui ho praticamente letto quasi tutto: l'ho conosciuto tramite la saga Alla Ricerca Del Graal, con protagonista l'arciere inglese Thomas di Hookton, poi sono passato a Il Romanzo Di Excalibur, epopea narrante le vicende di Re Artù tramite gli occhi del giovane guerriero britanno Derfel e, infine, neanche fatto apposta, ho iniziato a leggere qualche mese fa quella che, da molti, è stata definita come "la storia infinita" di Cornwell, ovvero proprio Le Storie Dei Re Sassoni, al momento giunta al nono libro, Warriors Of The Storm, da me terminato qualche giorno fa ed uscito ad ottobre nel Regno Unito, mentre in Italia siamo ancora fermi al settimo, Re Senza Dio, dato che Longanesi, casa editrice italiana dei libri di Bernard, non ha ancora in programma le traduzioni degli ultimi due romanzi.
Non potete dunque neanche lontanamente immaginare con quale grandissimo stupore ho accolto la notizia dell'arrivo, ad ottobre 2015, di una serie TV, basata su questo ciclo di romanzi e prodotta da BBC Two, proprio mentre stavo leggendo il secondo o terzo libro, non ricordo bene.
Con gran trepidazione ho quindi atteso l'arrivo della serie in questi mesi, specie dopo l'annucio del nutrito cast di attori ed attrici, noti e non al grande pubblico e, finalmente, ora potrò dare un giudizio su di essa tramite questo articolo: sto dunque parlando di The Last Kingdom!
Cominciamo prima con una breve sinossi.
La storia viene narrata in prima persona, come avviene sempre nelle opere di Bernard Cornwell, dal giovane Osbert, un ragazzo sassone, secondogenito di Lord Uthred (interpretato dal grande Matthew MacFadyen), aldermanno di Bebbanburg (oggi Bamburgh Castle, nel Northumberland), il fortilizio più imprendibile della Northumbria, durante le primissime invasioni vichinghe della Gran Bretagna tra l'800 e il 900 d.C.
Un giorno, il ragazzo, in compagnia del padre e di suo zio Aelfric (interpretato da Joseph Millson), scorge in lontananza delle vele danesi di fronte al loro castello. Allarmati, Lord Uthred ed Aelfric mandano in avanscoperta alcuni uomini ed Uthred, primogenito dell'aldermanno e fratello maggiore di Osbert.

Da sinistra verso destra: Lord Uthred e Aelfric l'Usurpatore
Ma i vichinghi, capeggiati dal potente Jarl Ragnar, li assalgono, uccidendo Uthred e scatenando le ire di suo padre, che scende in battaglia contro di loro, unendosi agli altri lord della Northumbria in un unico esercito, non prima però di aver fatto ribattezzare Osbert col nome di Uthred, nominandolo ufficialmente come suo nuovo erede.
Fatto ciò, l'aldermanno, freddo con tutti, perfino con i propri cari, decide di portarsi dietro suo figlio in guerra, contro il volere della madre, e lì il giovane Uthred non solo assisterà alla sconfitta dell'esercito sassone ed alla cruenta uccisione di suo padre, il quale verrà inoltre derubato del titolo di aldermanno di Bebbanburg dall'invidioso fratello Aelfric, che bandirà il nipote, il legittimo erede del castello, mettendo una taglia sulla sua testa: Uthred infatti verrà anche rapito dallo Jarl Ragnar, poiché in lui vede un giovane ardimentoso e coraggioso, che non si arrende dinanzi a nessuno.
Da qui cominceranno quindi le avventure e disavventure del ragazzo, interpretato da Tom Taylor, nato sassone e cresciuto come danese, che verrà appunto adottato dal nobile vichingo, divenendo Uthred Ragnarson, impersonato da Alexander Dreymon.

Da sinistra verso destra: il giovane Osbert/Uthred e Uthred adulto
Il ragazzo ripudierà la religione cristiana per abbracciare il culto degli dei di Asgard, divenendo in tutto e per tutto un membro della famiglia di Ragnar, composta da sua moglie e da sua figlia Thyra, nonché dalle persone che più saranno vicine al giovane, ovvero lo stesso Jarl, suo figlio primogenito Ragnar il Giovane, il padre dello Jarl, Ravn, e la sua migliore amica e primissimo amore, ovvero Brida.

Da sinistra verso destra: lo Jarl Ragnar il Vecchio, Ragnar il Giovane, Ravn e Brida
Il primo, interpretato da Peter Gantzler, inizialmente rude nei confronti del ragazzo, gli sarà debitore, decidendo appunto di liberarlo dalla sua condizione di schiavo dei danesi e addirittura di adottarlo come suo figlio, poiché Uthred sarà il solo a dirgli la verità, riguardante il tradimento e la vergogna di Sven, un bambino crudele, figlio di Kjartan, uno dei guerrieri più formidabili di Ragnar. Ma la testimonianza del ragazzo contro Sven e Kjartan scatenerà una catena di eventi tragici e funesti del tutto imprevedibili.
Il secondo, interpretato da Tobias Santelmann, ancor prima che Uthred venisse adottato da suo padre, adorava molto il ragazzo e lo amava già come se fosse realmente suo fratello. Questo fortissimo legame resterà intatto anche dopo molti eventi che separeranno più volte i due.
Il terzo, interpretato dal mitico Rutger Hauer, sarà il primo maestro di Uthred, poiché, nonostante la sua cecità ed anzianità, insegnerà al giovane come vivere nella società vichinga, rispettando le tradizioni e, soprattutto, i superiori, vista la grande irruenza e sfrontatezza del ragazzo.
La quarta, interpretata da Emily Cox, sarà appunto il primo amore di Uthred, ancor di più perché entrambi sono accomunati dal fatto di essere sassoni di nascita e danesi di adozione e, a differenza di ciò che avverrà con Ragnar il Giovane, il loro rapporto sarà saldo fino ad un certo punto, ovvero solo fino al momento di un'importante scelta di vita di Uthred, quando dovrà decidere se essere ancora un danese o tornare ad essere nuovamente sassone, un atroce dubbio che lo allontanerà per sempre dalla ragazza.
E quell'importante scelta di vita del giovane sarà sancita da un solo uomo: Alfredo il Grande, re del Wessex, interpretato da David Dawson, e primissimo precursore, nonché ideatore, di una terra, all'epoca divisa in quatto regni (Wessex, Northumbria, Anglia orientale e Mercia), unita sotto un solo sovrano: l'Inghilterra.

Alfredo il Grande
Infatti, se il pensiero fisso di Uthred è quello di rivendicare una volta per tutte Bebbanburg come sua di diritto, strappandola dalle mani dell'odiatissimo zio Aelfric, il sogno di Alfredo di riunire i quattro reami in una singola monarchia farà rimandare di molto la vendetta del giovane northumbro convertito in danese e l'incontro tra i due cambierà radicalmente le sorti dell'intera isola britannica.
Tuttavia, il loro rapporto avrà molti alti ma, soprattutto, tantissimi bassi, sia per via della fervente fede cristiana del sovrano, che si circonda da sempre di preti ed avvoltoi pronti al guadagno della chiesa, a discapito dei cittadini sassoni, e del totale rifiuto del dio crocifisso da parte di Uthred, che preferisce restare un pagano felice e non un triste schiavo del recente culto di Roma, ma anche a causa dei vari sudditi del re del Wessex e, in particolare, di cinque di loro: padre Beocca, Aethelwold, l'aldermanno Odda il Vecchio, suo figlio Odda il Giovane e il loro guerriero più fedele, Leofric.

Da sinistra verso destra: padre Beocca, Aethelwold, Odda il Vecchio, Odda il Giovane e Leofric
Il primo, interpretato da Ian Hart (il professor Raptor di Harry Potter E La Pietra Filosofale), sarà, nonostante le grandi ritrosie di Uthred verso la sua fede, uno degli amici più fidati del ragazzo, poiché il prete lo vide nascere e crescere, essendo stato un tempo il sacerdote di Bebbanburg, battezzandolo per ben due volte e fuggendo via dalla città, come Uthred, quando Aelfric rivendicò ingiustamente il titolo di aldermanno del castello. Durante le vicende della serie TV, i due si scontreranno più volte su molte questioni, ma alla fine si riappacificheranno sempre, soprattutto nel momento del bisogno, quando Alfredo sarà debole.
Il secondo, interpretato da Harry McEntire, è il nipote di Alfredo e legittimo erede al trono del Wessex, la cui pretesa verrà rifiutata dal Witan, il consiglio dei saggi del regno, a causa della sua condotta licenziosa, dedita al gozzoviglio, il gioco d'azzardo e la fornicazione più sfrenata con belle donne, al quale verrà appunto preferito il piissimo e ben più saggio zio. In seguito a questa scelta, il giovane scapestrato, le cui ben poco nobili attitudini lo accomuneranno varie volte ad Uthred, inizierà a serbare rancore nei confronti del suo parente, cercando in tutti i modi di rubargli la corona.
Il terzo, interpretato da Simon Kunz, è uno degli aldermanni più fidati di Alfredo, un uomo giusto ed onesto che si dimostrerà più volte amico del giovane Uthred, aiutandolo in molti casi.
Stessa cosa però non si potrà dire nel caso del quarto personaggio, cioè suo figlio Odda il Giovane, interpretato da Brian Vernel, il quale non perderà mai occasione di spiattellare il suo forte odio contro il giovane sassone cresciuto dai danesi, nel quale vede rispecchiato il giovane coraggioso e caparbio che lui non sarà mai. Più volte metterà i bastoni tra le ruote ad Uthred, specie quando il legittimo aldermanno di Bebbanburg otterrà, grazie ad Alfredo, la mano di Mildrith, donna che Odda ha sempre amato.
Infine, il quinto, interpretato da Adrian Bower, è il fidato capitano dell'esercito di Odda il Vecchio, al quale sarà affidata, sempre da Alfredo, la supervisione dell'operato di Uthred nell'addestramento delle milizie del Wessex, poiché il ragazzo è il solo a conoscere le tattiche di guerra dei danesi, avendo vissuto accanto a loro per tanti anni. I due, inizialmente freddi l'uno con l'altro, diverranno man mano grandissimi amici e fratelli d'armi e resteranno sempre fianco a fianco in ogni occasione, anche in quelle più funeste.
E le occasioni funeste saranno decretate proprio dai nemici di Uthred, ovvero Kjartan e suo figlio Sven, Ubba, il re dei danesi, Guthrum, fedele alleato di Ubba, e Skorpa (nei libri in realtà si chiama Svein, vai a capire la ragione di questo cambiamento di nome, mah!) del Cavallo Bianco, un potentissimo e crudele Jarl danese.

Da sinistra verso destra: Kjartan e Sven, Ubba, Guthrum e Skorpa
Come già detto prima, la testimonianza del piccolo Uthred contro Kjartan e Sven, interpretati rispettivamente da Alexandre Willaume e da Ole Christoffer Ertvaag da adulto, scatenerà una serie di eventi tragici che spingeranno il giovane danese di adozione a fuggire via con Brida, poiché ricercato per un gravissimo crimine, crimine che lui in realtà non ha mai commesso.
Infatti, il secondo, interpretato Rune Temte, sarà il primo a credere che Uthred sia colpevole, poiché in lui appunto scorre pur sempre sangue sassone e non danese, e, essendo il re, gli darà più volte la caccia, fino all'epico scontro finale.
Il terzo, interpretato da Thomas W. Gabrielsson, è uno dei Jarl più potenti della Danimarca e fedele amico di Ubba, unito ad egli da un timore reverenziale per gli dei, siano essi quelli norreni o il Dio dei romani. Col passare del tempo, il potere di Guthrum crescerà e la sua sete di conquista lo porterà a scontrarsi più volte con Alfredo e, di conseguenza, anche con Uthred.
L'ultimo, interpretato da Jonas Malmsjö, si farà avanti in Gran Bretagna, dopo aver combattuto insieme ad Uthred per una causa comune e quando il potere del Wessex sarà indebolito. Inizialmente amico del giovane sassone/danese, lo tradirà e scatenerà una tremenda faida con il ragazzo.
Ma, come sempre, che cos'è un uomo, senza il sostegno di donne sagge al proprio fianco? E di fatto, dopo Brida, Uthred conoscerà l'amore per altre due ragazze (le prime di tante, se i produttori della serie resteranno fedeli ai libri nelle prossime stagioni): Mildrith ed Iseult.

Da sinistra verso destra: Mildrith e Iseult
La prima, interpretata da Amy Wren, è la figlia adottiva di Odda il Vecchio, che sarà promessa in sposa da Alfredo ad Uthred, al fine di rafforzare l'alleanza del giovane aldermanno di Bebbanburg con la nobiltà del Wessex, ma ad un caro prezzo che il ragazzo inizialmente ignora: l'astuto sovrano per mettere alla prova il giovane, cederà sì una delle ragazze nobili più belle della sua terra ad un pagano, ma gli porterà in dote anche l'esorbitante debito che la famiglia di Mildrith ha nei confronti della chiesa cristiana. Ciò scatenerà le ire di Uthred e il graduale deterioramento dell'idilliaco amore della coppia, coronato perfino dalla nascita di Uthred, il primogenito dell'aldermanno northumbro. Il loro rapporto, come si vedrà, subirà, al suo termine, un gravissimo scossone.
Uno scossone anticipato già dall'improvviso e focoso innamoramento di Uthred per Iseult, interpretata da Charlie Murphy (già famosa per il ruolo di Inghean in I Vichinghi), una delle regine britanne più belle del Cornwalum (oggi Cornovaglia). Il ragazzo infatti conoscerà la ragazza, famosa per essere anche una veggente, durante la sua brevissima alleanza con Skorpa e, da quel momento in avanti, il loro amore sarà ardente e, al tempo stesso, come capirete presto quando si parla degli amori di Uthred, tragico.
Ora, la season 1 di The Last Kingdom, composta da 8 episodi ed andata in onda per l'appunto su BBC Two e BBC America (al momento è ancora inedita in Italia, quindi andate assolutamente con le puntate in English subbed Italian, è un ordine!), mi è piaciuta molto fino a poco dopo la metà, perché poi c'è stato un lieve calo che mi ha fatto abbassare di qualche punto il voto finale.
La ragione?
Tralasciando dettagli come la fin troppa "bellezza" di Beocca (nei libri è strabico, zoppo e con la mano sinistra anchilosata), i capelli di Uthred, castani anziché biondi (una bella tinta prima delle riprese no, eh?) l'infanzia di Uthred accorciata di brutto (ma qui posso giustificare la scelta degli sceneggiatori, visto che gli spettatori medi non avrebbero forse gradito assistere molto a lungo alla vita di un bambino) e, come già detto prima, l'inspiegabile cambiamento di nome per Svein, diventato Skorpa, inizialmente la fedeltà ai romanzi è stato molto elevata, sia per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi (e qui va il mio plauso all'intero cast, soprattutto ad Alexander Dreymon) che per le vicende narrate, ma dopo la metà della stagione qualcosa è andato storto: dove cavolo è finito Steapa?
Voi mi direte: possibile che l'assenza di un personaggio possa causare tanto scompiglio? Sì, signori e signore, può farlo e non esagero affatto nel dirlo, dato che chi ha letto i libri mi capisce bene: infatti, quello che, successivamente, diverrà il più formidabile e temutissimo guerriero di Alfredo, pari, al di fuori della sua immensa stazza, in tutto e per tutto ad Uthred, col quale diverrà grande amico, quasi sempre cruciale, poiché si rivelerà essere un costante deus ex machina nelle battaglie che verranno, viene del tutto soppiantato e sostituito da Leofric. Quest'ultimo, come vedrete, accetterà di diventare il campione del re del Wessex contro Uthred per una grave disputa, causando un'incredibile contraddizione, visto che il Leofric dei libri mai e poi mai si sarebbe messo contro il suo migliore amico, cedendo appunto il posto all'allora sconosciuto Steapa, fidato guerriero di Odda il Giovane e poi appunto spada giurata di Alfredo.
Dunque spero davvero che la produzione decida, in qualche modo, di farlo apparire nella season 2, altrimenti la rabbia dei fan, da me capeggiati, già scatenatasi al termine di questa stagione, probabilmente provocherà un calo degli ascolti, almeno da parte dei "bookies".
Per caso lo staff tecnico non sa chi ingaggiare per il ruolo? Toh, vi offro un'ottima soluzione:

Hafþór Júlíus Björnsson
Hafþór Júlíus Björnsson, famoso per aver interpretato la Montagna in Game Of Thrones, a mio parere azzeccatissimo per il ruolo di Steapa, quindi forza cast recruiters di The Last Kingdom, sbrigatevi ad apporre una bella toppa al pasticcio commesso dagli sceneggiatori!
Scherzi a parte (no, non è vero, voglio Steapa! =P), in generale questa serie TV non ha deluso affatto le mie aspettative e non vedo quindi l'ora che arrivi la season 2, la cui conferma dovrebbe giungere a breve, in modo che tutti possano conoscere i magnifici capolavori del grande Bernard Cornwell, tra l'altro discendente proprio della dinastia di aldermanni di Bebbanburg!
Buona visione!

Il trailer:


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venerdì 9 ottobre 2015

Recensione Flash: Frost/Nixon - Il duello


Anno e Nazione di Produzione: USA 2008

Distribuzione in Italia: Universal Pictures

Genere: Drammatico

Durata: 122 minuti

Cast: Michael Sheen, Frank Langella, Rebecca Hall, Matthew MacFadyen, Kevin Bacon, Oliver Platt, Toby Jones, Sam Rockwell

Regista: Ron Howard

Il Watergate è ancora, pesantemente, negli occhi e nelle orecchie dei cittadini degli Stati Uniti. Un rancoroso Richard Nixon, dopo essersi dimesso da Presidente, si ritira nella sua villa in California, a leccarsi le ferite. Intanto, in Australia, il presentatore e giornalista David Frost assiste, da spettatore, alle ultime immagini di Nixon alla Casa Bianca e ha l'idea: intervistarlo. Tre anni dopo, nel 1977, lo scandalo Watergate desta ancora scalpore e Frost riesce, finalmente, ad avviare il suo progetto a cui l'entourage di Nixon e il presidente stesso ha acconsentito.Un'occasione per Frost, di risalire la china di un successo che è in discesa, e per riacquistare popolarità. Mentre, per Nixon, un modo per riscattarsi agli occhi dei suo connazionali.Con Frost sarà semplice, pensa Nixon: invece, accettare quelle interviste, sarà il suo secondo errore dopo il Watergate.
Ron Howard porta al cinema, sotto forma di documentario, il duello tra Nixon e Frost che appassionò il mondo intero e che costò, all'ex presidente, la sua definitiva ammissione di colpevolezza nello scandalo Watergate. Appassionante ed accurato, il film coinvolge grazie alle formidabili prove di Frank Langella(impressionante la somiglianza con Nixon) e Michael Sheen: i due sfidanti riescono a portare lo spettatore nel clima dell'epoca e nella vicenda. Ottimo anche il resto del cast, e la regia ben strutturata di Ron Howard che accompagna lo spettatore in una delle pagine più difficili nella storia degli Stati Uniti. E nella vita di un uomo, che davanti alla sua carica ha posto prima la sua vanità.

Il trailer:




Consigliato: Sì

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mercoledì 23 gennaio 2013

Recensione Flash: Anna Karenina


Anno e nazione di produzione: Gran Bretagna 2012

Distribuzione in Italia: Universal Pictures

Uscita nelle sale: 21 febbraio

Genere: Drammatico

Durata: 130 minuti

Cast: Keira Knightley, Matthew MacFadyen, Jude Law, Aaron Johnson, Kelly MacDonald, Domnhall Gleeson, Michelle Dockery, Emily Watson, Alicia Vikander

Regista: Joe Wright

Nel 1874, nella grande Russia imperiale, i matrimoni d'amore non erano la normalità. Tra gli aristocratici lo erano ancora di meno. Infatti, il paese che ha dato i natali alla dottrina comunista aveva l'aristocrazia più conservatrice e retrograda d'Europa. Oblonsky, aristocratico e burocrate, era riuscito a coniugare amore e censo, sposando la donna di cui era innamorato. Ma la sua natura "vigorosa" ha lasciato indietro l'amata consorte, indaffarata con i cinque figli piccoli e con un corpo che invecchia, per inseguire avventure, giovani donne che consolino la sua età matura. Scoperto il fedifrago, Dolly chiama a Mosca sua cognata, Anna Karenina, per far rinsavire il fratello e riportarlo sulla retta via.
Anna, sposata giovanissima ad un uomo anaffettivo che ama più il suo lavoro che lei, da San Pietroburgo va a Mosca per riportare la pace nella famiglia Oblonsky. Sul treno incontra la contessa Vrosnky, e una volta giunta a Mosca conosce il figlio, Aleksej. Per Anna è la scoperta dell'amore e l'inizio della sua caduta.
Dopo la versione del 1997, Joe Wright cerca di stupire e innovare, con questo nuovo adattamento cinematografico, il romanzo di Lev Tolstoj. Se il film di Bernard Rose è classicamente strutturato per sceneggiatura, dialoghi e ambientazioni, quello di Wright strizza l'occhio ai film di Baz Luhrmann che originalmente decide di ambientare il film in un teatro. Il palcoscenico accoglie le scene dei personaggi nobili, mentre gli spazi angusti delle quinte faranno da sfondo ai pochi umili della storia o ai tradimenti di Oblonsky. Ma i rutilanti cambi di scena o i dinamici dialoghi possono distrarre lo spettatore dalla storia.
L'Anna Karenina di Keira Knightley è profondamente moderna ma l'attrice è costretta in un personaggio che è facile da banalizzare, una maschera di scena cui lei non aggiunge alcuna novità. Il sorprendente Jude Law abbandona i panni di canaglia per indossare quelli del marito represso, straordinario. Matthew MacFadyen  è un ridanciano adultero che diverte molto. Il Vronsky di Johnson è più un fragile dandy che un'affascinante ufficiale, preferisco il Vronsky di Sean Bean nella versione del 1997. Rimangono impressi per bravura le interpretazioni di Domnhall Gleeson e di Alicia Vikander nei panni di Levin e Kitty.
Lo spettacolo di Wright è riuscito a metà.

Il trailer:


Consigliato: Nì


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giovedì 18 ottobre 2012

Al cinema e in TV con Jane Austen

Per le amanti di Jane Austen, inclusa me, ho pensato di riassumere in questo post i vari film e serie TV tratti dai suoi libri o sulla sua vita. Sicuramente me ne sfuggirà qualcuno!

Iniziamo con i film. E come posso non partire da Orgoglio e Pregiudizio? Quello più datato che ho avuto modo di vedere è del 1940 con Laurence Olivier nei panni di Mr. Darcy e Greer Garson in quelli di Lizzie Bennet.


Carino, ovviamente con un po' di fascino demodè, recitazione trattenuta. Ma se siete delle appassionate di Jane Austen e di Orgoglio e Pregiudizio, non può mancare.

La mia versione cinematografica preferita del romanzo è sicuramente quella del 2003 di Joe Wright, con una straordinaria Elizabeth impersonata da Keira Knightley e un favoloso Mr. Darcy che ha il volto di Matthew Macfadyen. 


Il regista Joe Wright era alla sua prima prova importante sul grande schermo e secondo me non ha sbagliato nulla: cast, ambientazione, musiche, sceneggiatura. Tutto perfetto. Un film da vedere e rivedere, non stanca mai. Un consiglio: se avete curiosità di vederlo in inglese non vi spaventate: non siete voi che non capite Keira Knightley nonostante i sottotitoli, è lei che in molte scene recita con l'acceleratore.

Come non includere la miniserie della BBC con Colin Firth e Jennifer Ehle?




Sei puntate, record di ascolti. Colin Firth diventa più famoso della regina Elisabetta e ci scappa anche un flirt con la co-protagonista. Da allora Mr. Darcy sarà sempre associato all'attore inglese. Lui è Mr. Darcy! E lo interpreta anche ne Il Diario di Bridget Jones: la scrittrice Helen Fielding ha chiamato così il personaggio che si innamora di Bridget proprio in onore di Colin.
E se siete curiose di vedere le vicende di Elizabeth in salsa bollywoodiana, siete accontentate: Elizabeth si trasforma in Lalita Bakshi, interpretata da Aishwarya Rai.


Il film Matrimoni e Pregiudizi è diretto da Gurinder Chada, la regista di Sognando Beckam. Musiche, danze e allegria, questo film oltre che molto divertente è una gioia per gli occhi. Come tutti gli altri film indiani.

E se un bel giorno, vi ritrovereste Elizabeth Bennet in carne e ossa, nel bagno di casa vostra cosa fareste?


E' la trama di Lost in Austen, miniserie britannica originale e divertentissima. Amanda Price (il cognome richiama l'altra eroina di Jane Austen) si dà il cambio con Elizabeth Bennet: Lizzie decide di rimanere nella realtà, e Amanda viene catapultata nel suo romanzo preferito. Tra equivoci, risate e colpi di scena Amanda vedrà il suo sogno realizzarsi. E il Mr. Darcy di questa versione è...stupendo! In una scena viene riproposta, dietro richiesta di Amanda che è innamorata della serie della BBC, anche la famosa scena nel laghetto che ha reso un sex symbol Colin Firth.

Ragione e Sentimento è l'altro capolavoro di Jane Austen.
Al cinema l'ha diretto Ang Lee.


Il film non è un capolavoro, Ang Lee non si trova molto a suo agio nell'Inghilterra dell'Ottocento. A differenza di Emma Thompson che per la sceneggiatura vinse il Premio Oscar. Nel cast troviamo la stessa Thompson nei panni di Elinor, una giovanissima e già brava Kate Winslet che interpreta Marianne, Hugh Grant che impersona il timido Edward Ferrars e un fascinoso Alan Rickman che ci regala un magnifico Colonnello Brandon.

Entrambe le versioni di Persuasione, quella per il cinema e la serie della BBC, sono molto belle e ben fatte. 


La versione cinematografica è del 1995; Anne Elliot è interpretata da Amanda Root e il capitano Wentworth è impersonato da Ciaran Hinds.


Quella della BBC è del 2007, e i protagonisti sono Sally Hawkins e Rupert Penry-Jones. Una particolarità della serie BBC sono le modalità di ripresa di alcune scene: troviamo la steadycam a descrivere meglio le emozioni e i sentimenti di Anne Elliot.


Emma è il film diretto nel 1996 da Douglas McGrath con Gwyneth Paltrow, Greta Scacchi e Jeremy Northam. L'antipaticissima Emma è perfetta, Gwyneth Paltrow non poteva impersonarla meglio. Forse Emma è una delle eroine meno amate di Jane Austen, d'altronde è la stessa Jane che disse: "Emma non deve piacere a tutti, ma deve piacere a me." Comunque nel complesso, film carino.


De L'abbazia di Northanger c'è il film TV con J.J. Feild e Felicity Jones che impersonano rispettivamente Henry Tilney e Catherine Morland. La svagata Catherine e il buffo Tilney fanno tenerezza e divertono.


Il film TV su Mansfield Park non mi è piaciuto. I protagonisti sono Billie Piper nel ruolo di Fanny Price e Blake Ritson nei panni di Edmund Bertram. Noioso, e l'attrice che interpreta Fanny non era, secondo me, in parte.


Nel 2007 è toccato alla stessa Jane Austen diventare protagonista di un film. Ad impersonarla Anne Hathaway.


Oltre ad Anne, nel cast troviamo anche James McAvoy e Maggie Smith. Film molto bello, ovviamente la vita della scrittrice inglese qui risulta molto romanzata e non del tutto aderente alla realtà. Ma è molto piacevole da vedere, se non l'avete ancora visto ve lo consiglio.

Jane Austen diventa anche un Dottor Stranamore nel film Il club di Jane Austen.


Un gruppo di lettura rilegge mese per mese tutti i romanzi della scrittrice inglese, e tra coppie in crisi e coppie che nascono, la cara Jane ci mette lo zampino: tramite le sue storie i protagonisti del film capiscono cosa vogliono dalla vita e chi amare.


E se vi stavate sorprendendo di questa abbondante filmografia sulla scrittrice inglese, allora siete all'oscuro che...è una verità universalmente riconosciuta che tutti amano Jane Austen.


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lunedì 15 ottobre 2012

Pilastri della Terra vs. Mondo senza Fine

Appassionati del Medioevo, sicuramente avrete visto I pilastri della Terra, la serie inglese andata in onda un anno fa e tratta dal best seller di Ken Follett. Ora è in arrivo a novembre su Sky, il seguito, Mondo senza Fine, sempre tratto dal romanzo dello scrittore inglese. 
La serie sta andando in onda per ora in Canada e negli Stati Uniti. In Inghilterra la messa in onda è prevista verso la fine del 2012 su Channel 4.
Entrambe le serie sono state prodotte dai fratelli Ridley e Tony Scott. E proprio per ricordare Tony Scott, scomparso di recente, Mondo senza Fine è stato presentato al Roma Fiction Fest.

Dato che ho amato molto I Pilastri della Terra, appena ho saputo del seguito non ho resistito e ho cominciato a vederlo. Ma ci sono notevoli differenze.


Le differenze che ho notato riguardano vari aspetti. Innanzitutto il cast: ora non vorrei sembrare una snob, ma attori "in parte" secondo me apportano una notevole qualità recitativa ad un film o ad una serie TV. E il cast de I pilastri della Terra era di tutto rispetto: dai "grandi vecchi" Ian McShane e Donald Sutherland, alle certezze come Matthew Macfadyen e Rufus Sewell fino alle nuove scoperte, come Eddie Redmayne e Hayley Atwell. La regia di Sergio Mimica-Gezzan ha confezionato un piccolo capolavoro: dall'ambientazione, alla fotografia, fino alla narrazione degli eventi. Tutto curato nei minimi dettagli. Aggiungiamoci l'appassionante storia scritta da Ken Follett et voilà: record di ascolti ovunque. Secondo me è qualitativamente superiore. Per non parlare della pubblicità per la promozione della miniserie in TV. Insomma un lavoro molto accurato per un prodotto di valore.


Mondo senza Fine è ambientato 200 anni dopo gli eventi de I Pilastri della Terra, durante la Guerra dei 100 anni e la peste nera.
Stessi produttori: la tedesca Tandem e Scott Free. Ma qualcosa non va. A partire proprio dalla messa in onda della serie: la precedente miniserie è stata un evento Tv e le varie emittenti televisive che l'hanno trasmessa, inclusa Sky, ne hanno fatto una punta di diamante delle loro programmazioni.Ho scoperto per caso della sua esistenza, e questa è già la prima differenza.
Tra il cast è presente qualche nome noto, come Cynthia Nixon, Miranda Richardson e Ben Chaplin. Gli altri sono giovani attori, non molto conosciuti. Quindi non ci sono grandi nomi. Non voglio dire che, per fare una bella serie, devono esserci per forza degli attoroni di stirpe, ma nonostante la bravura del cast, Mondo senza Fine sembra più una telenovelas che un racconto storico, sia per la recitazione che per la regia.
La narrazione degli eventi in alcuni punti mi sembra affrettata e poco accurata. Ed è anche più splatter. Comunque è molto avvincente e tieni incollati allo schermo. Insomma salviamo il salvabile.
Gli do la sufficienza, I pilastri della Terra non si batte.

Il trailer:


Buona visione!


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