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martedì 18 febbraio 2014

Recensione Flash: A proposito di Davis


Anno e Nazione di Produzione: USA, Francia 2013

Titolo Originale: Inside Llewyn Davis

Distribuzione in Italia: Lucky Red

Durata: 105 minuti

Genere: Drammatico

Cast: Oscar Isaac, Carey Mulligan, Justin Timberlake, Garrett Hedlund, John Goodman, F. Murray Abraham

Registi: Joel ed Ethan Coen

Anni Sessanta. Llewyn Davis, cantante folk sconosciuto ma talentuoso, vive e lavora a New York. Senza una casa e senza prospettive per il futuro, Llewyn vagabonda da un divano all'altro, raccattando affetto e ospitalità dai suoi amici. Non fa progetti per il futuro, è allergico alle responsabilità, la musica è il suo unico punto fermo. Llewyn si trascina nei giorni, senza farsi troppe domande, accumulando serate nei locali di New York per inseguire il suo sogno. Quando incassa l'ennesimo no di un produttore e fa visita al padre in una casa di riposo, Llewyn accetta la sconfitta e la celebra con un'ultima serata. Un'ultima, struggente, ballata folk.
L'ultimo lavoro dei fratelli Coen, che ha vinto il Gran Premio della Giuria a Cannes, è più intimo, tenero ed introverso rispetto ai precedenti. In Llewyn ci possiamo riconoscere tutti, il suo personaggio è portatore universale di illusioni e aspirazioni deluse: lui non vuole sopravvivere ma vivere. In inglese il concetto rende meglio: "Non voglio esistere, voglio vivere!". E' un uomo che non vuole piegarsi al sistema, che non vuole seguire tappe prestabilite, che crede in quello che fa e con la musica vorrebbe dimostrare agli altri che si può desiderare anche di più di un banale posto fisso e di un'asfissiante famiglia da mantenere. Eppure Llewyn si piegherà perché la musica, la sua unica certezza, non sarà più amore dopo la morte di Mike e gli insuccessi della sua carriera da solista, diventa un semplice mezzo per sopravvivere. Il suo sogno si sporca di prevedibilità e paura.
Oscar Isaac è un Llewyn che ti entra dentro: davvero eccezionale la sua interpretazione, mix indimenticabile di recitazione e musica. I fratelli Coen regalano al pubblico un film emotivamente autentico; ombre inghiottono il loro protagonista che alla luce non ci si avvicina nemmeno per sbaglio. Bellissima la scena tra Isaac e Murray Abraham, dove l'arte e la bravura di Davis sono quantificati in "vile denaro". La poesia della sua canzone svanisce violentemente.
Dai tratti comici e struggenti, il personaggio di Llewyn colleziona ironicamente sconfitte ed errori. Durante la sua ultima esibizione, con levità accarezza le corde della sua chitarra, cantando ancora una volta quando la vita degli altri, quella rifiutata, già lo attira su un sentiero di anonimato e sicurezze inutili.

Il trailer:



Consigliato: Sì


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mercoledì 21 agosto 2013

Recensione Flash: The Social Network


Anno e nazione di produzione: USA 2010

Distribuzione in Italia: Sony Pictures

Genere: Biografico

Durata: 120 minuti

Cast: Jesse Eisenberg, Andrew Garfield, Justin Timberlake, Rooney Mara, Joseph Mazzello, Patrick Mapel

Regista: David Fincher

Mark Zuckerberg è uno studente di Harvard. Nel gergo giovanile contemporaneo lo si potrebbe definire uno sfigato. Un nerd, sfigato. Non ha molti amici, vita sociale pari a zero e ha appena rotto con la sua ragazza. Per "vendicarsi" la sbeffeggia sul suo blog, letto da tutti nel campus, e sono scontate anzi dovute le prese in giro verso la ragazza da parte degli altri studenti. Mark da il via anche a una gara, un concorso di bellezza online: chi tra le studentesse di Harvard è la più bella? La rete internet del campus va in tilt per i numerosi contatti ed è in quel momento che inizia l'avventura del futuro milionario Zuckerberg perché "Facebook" è appena dietro l'angolo.
David Fincher per The Social Network si è dimostrato un regista davvero valido e intelligente: ha documentato la nascita di un fenomeno e ha accuratamente evitato di farlo da un unico punto di vista, quello cioè di Mark Zuckerberg/Jesse Eisenberg, ma usandone molteplici perché in questa storia c'è più di un protagonista che ha qualcosa da dire o da "testimoniare". Significativo il dialogo, circa a metà film, tra l'ex fidanzata, Rooney Mara, e Mark poiché la ragazza esplica l'essenza di Facebook: il (malsano) bisogno di essere protagonisti e di condividere ogni aspetto della propria vita in rete, anche con sconosciuti. Questa voglia di protagonismo, e soprattutto di rivalsa, è ciò che spinge Zuckerberg nell'ideare Facebook, oggi il social network più famoso e diffuso dell'intero globo. L'alter ego del regista è la giovane avvocatessa che è l'unica che instaura con il personaggio di Mark un dialogo durante le interminabili giornate di patteggiamenti con gli avvocati dei suoi ex amici: "Mark tu non sei stronzo ma fai di tutto per esserlo", questa battuta mette in evidenza la grande solitudine e difficoltà nell'essere Mark, e nel diventare poi Mr. Zuckerberg. Lo sguardo vacuo e perso di Eisenberg trasmette lo smarrimento di un ragazzo che voleva solo essere notato, davvero speciale la sua interpretazione. Andrew Garfield gli tiene testa: convince e avvince. La dose di cinismo è tutta di Justin Timberlake, attore (ormai prestato alla musica) che alterna ruoli leggeri a quelli più impegnativi interpretandoli con successo e bravura.
David Fincher non racconta soltanto la storia di Mark Zuckerberg o di chi ha preso parte alla nascita di Facebook, ma narra di un'intera generazione, quella digitale, sempre più persa nell'individualismo e in rapporti umani che si riducono a bit impersonali e tristi con-divisioni.

Il trailer:


Consigliato: Sì

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martedì 23 aprile 2013

Recensione Flash: Di nuovo in gioco


Anno e nazione di produzione: USA 2012

Titolo originale: Trouble with the curve

Distribuzione in Italia: Warner Bros

Genere: Drammatico

Durata: 111 minuti

Cast: Clint Eastwood, Amy Adams, Justin Timberlake, John Goodman, Chelcie Ross, Scott Eastwood

Regista: Robert Lorenz

Gus Lobel è il migliore scout nel mondo del baseball: ha scoperto campioni e fatto vincere molte squadre. Ma è vecchio, quasi cieco. Fiaccato dalla vecchiaia che avanza, Gus però è ancora pronto a combattere e soprattutto a lavorare. Molti lo reputano finito, l'ultimo incarico è la sua occasione per affermare che non è così. La figlia Mickey decide di accompagnarlo, per aiutarlo e per ricucire il loro rapporto.
Robert Lorenz, aiuto regista di Clint Eastwood, esordisce alla regia con Di nuovo in gioco in cui Clint ritorna davanti la macchina da presa nei panni di uno scontroso old man che non rinuncia a lottare. Il cast è molto affiatato, molto bella l'alchimia tra Eastwood e la Adams, una delle attrici più affermate dell'ultimo periodo. Il ruolo di Justin Timberlake è di secondo piano ma colpisce.
Film carino ma prevedibile che si appoggia su uno dei giochi più amati negli USA, sui buoni sentimenti e su Clint, ovvio.

Il trailer:


Consigliato: Sì

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lunedì 1 ottobre 2012

Nuove tendenze al cinema: friends with benefits




Per gli sceneggiatori, la vita reale costituisce la maggior fonte di ispirazione quando sono alla ricerca di idee per un nuovo film. Come si dice, la realtà supera sempre la fantasia.
Quindi Hollywood poteva mai lasciarsi sfuggire la nuova tendenza nei rapporti di coppia? Certo che no!
Sto parlando dei Friends with Benefits; la traduzione in italiano non è altrettanto politically correct: gli scopa-amici.
Come funziona: due amici, in mancanza di una relazione seria o proprio perché non sentono la mancanza di una relazione stabile, si accordano tra loro per soddisfare le loro esigenze sessuali.



E fu così che Hollywood confezionò tre filmettini sull'argomento: Amici di Letto con Justin Timberlake e Mila Kunis, Amici, amanti e… con Natalie Portman e Ashton Kutcher e Amore & Altri rimedi con Jake Gyllenhaal e Anne Hathaway.
Come da classica tradizione hollywoodiana, le tre coppie rimarranno coinvolte nei ben più complicati meccanismi amorosi. E nel film di Edward Zwick c'è anche una piccola incursione nel dramma: Anne Hathaway è una giovane malata di Parkinson. Il devastato Jake Gyllenhaal, all'oscuro di tutto, una volta scoperta la malattia di Maggie/Anne, ormai perdutamente innamorato di lei, le rimarrà vicino...fino al consueto happy end.


La romantic comedy americana cerca di rivitalizzarsi con questo nuovo filone, dove alla fine l’amore prende il posto del sesso. E vissero tutti, americanamente, felici e contenti. I drammi li lasciano ai film europei: sono o no la nazione più spensierata al mondo?

Per chi fosse all'oscuro di questa nuova <<moda>>, i tre film potranno sopperire a questa “gravissima” mancanza e assicurarvi anche una serata divertente.

Ecco i trailers:

Amici, Amanti e...:


Amici Di Letto:


Amore E Altri Rimedi:


Buona visione!


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