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martedì 1 dicembre 2015

Recensione (mica tanto) Flash: Hunger Games - Il canto della rivolta Parte II


Anno e Nazione di Produzione: USA 2015

Titolo Originale: The Hunger Games - Mockingjay Part 2

Distribuzione in Italia: Universal Pictures

Genere: Avventura

Durata: 136 minuti

Cast: Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Liam Hemsworth, Donald Sutherland, Philip Seymour Hoffman, Julianne Moore, Woody Harrelson, Gwendoline Christie, Natalie Dormer, Elizabeth Banks, Sam Claflin, Jena Malone, Stanley Tucci, Jeffrey Wright

Regista: Francis Lawrence

Mentre Katniss deve ancora riprendersi dall'aggressione di Peeta, tornato da Capitol City e sfuggito al controllo del presidente Snow, la campagna vittoriosa dei distretti ribelli capeggiata da Alma Coin prosegue. Manca davvero poco all'arrivo a Capitol, e l'arma (mediatica) principale dei ribelli è proprio la Ghiandaia Imitatrice. Coinvolta in spot di propaganda e in nessun modo utile alla causa, Katniss pensa ad un piano in solitaria: vuole uccidere personalmente Snow. E' anche un modo per allontanarsi da Peeta, non riuscendo a riconoscere il ragazzo che ama. Parte clandestinamente e arriva al distretto 2: Alma Coin e Plutarch Heavensbee scoprono la fuga e mettono su, sempre per propaganda, una squadra speciale composta da Katniss, Gale, Finnick, a cui si aggiungerà, con stupore di Katniss, anche l'instabile Peeta. Riuscirà la Ghiandaia Imitatrice a sconfiggere Capitol, uccidere Snow e riportare la pace, non solo a Panem ma anche nel suo cuore?


Quando una saga finisce, sono sempre triste. Tranne Twilight! Infatti la differenza tra la saga dei vampiri luccicanti e quella di Hunger Games è il sotto testo, le allegorie, i messaggi che una storia, seppur per adolescenti, uno young adult come sono definiti, lascia nel lettore e, in questo caso, nello spettatore. Rifacendomi al gergo della storia, Hunger Games è un ibrido: a metà tra l'intrattenimento e l'impegnato. Ecco qual è il suo valore, quel fulcro di riflessione che, secondo me, soprattutto in libri o film per adolescenti, dovrebbe sempre esserci. Non far guidare la propria vita agli altri, ma esserne sempre i protagonisti. Indagare la realtà e non fermarsi alla sua apparenza, non essere schiavi di un mondo a cui interessa solo l'esteriorità e vorrebbe tutti superficiali. Proteggere chi si ama.
A fare grande questa saga anche gli attori: in primis il premio Oscar Jennifer Lawrence. L'ho sempre pensato, fin dalla prima volta che ho visto un suo film: questa ragazza è un fenomeno, è nata per recitare. E sono convinta che è proprio lei l'ingrediente segreto del successo di Hunger Games al cinema. Un'attrice meno dotata (coff coff Kristen Stewart coff coff) sarebbe rimasta intrappolata nel ruolo: lei, invece, è riuscita ad essere Katniss, e ad uscirne grazie alla sua grande forza recitativa, duttile ed empatica con qualsiasi ruolo interpretato. Katniss non era un personaggio semplice da interpretare: molto introspettivo e poco comunicativo, la Lawrence ha recitato soprattutto l'interiorità di Katniss, i non detti, gli sguardi, portando lo spettatore a conoscerla e stabilire un contatto con lei.


Parafrasando Dirty Dancing: nessuno può mettere Katniss in un angolo. Lei combatte, pensa e agisce. Non è una pedina tra le mani della Coin. Ed è questo che la presidente del Distretto 13 sottovaluta, e che Heavensbee invece apprezza, e usa a suo favore ma, al tempo stesso, supportando Katniss per il bene di Panem. Un grande Philip Seymour Hoffman: poche scene ma l'imponenza di questo grande interprete hanno lasciato il segno nella saga. Ottimi anche Julianne Moore e Donald Sutherland, quasi una nemesi di Katniss in questo ultimo capitolo. Meno preponderanti le presenze di Liam Hemsworth e Josh Hutcherson, ma comunque valide ed indispensabili, che contribuiscono a caratterizzare Katniss. 
La regia di Francis Lawrence ha decisamente soddisfatto le mie aspettative, non deludendo.
Spetta a Haymitch, il bravo Woody Harrelson, lanciare il messaggio del film: siamo esseri votati all'autodistruzione, e sempre sarà così. Quello che ci salva è la nostra ostinata speranza in un futuro migliore.

Il trailer:


Consigliato: Sì

I precedenti articoli sui film della saga:


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martedì 23 dicembre 2014

Cinque buoni motivi per vedere True Detective


Se dico True Detective, cosa vi viene in mente? La serie TV da record del 2014, l'ossessione che questa serie vi ha lasciato su Carcosa, il Re Giallo e i bayou brulicanti di magia, oppure le irresistibili frasi ciancicate di Matthew McConaughey?
Chi ha amato True Detective, penso risponderà che tutti sono buoni motivi per ricordare che il nuovo fenomeno, targato HBO, sia uno dei prodotti televisivi più validi degli ultimi anni.

Season TWO

Lo scrittore Nic Pizzolatto, dopo il grande successo della sua creatura, decisamente non è rimasto con le mani in mano. La sceneggiatura della seconda stagione è già tra le mani dei nuovi cast and crew. Dalla soffocante Louisiana, la produzione si è spostata in California. Da qualche settimana, le riprese sono iniziate: "i nuovi poliziotti", Colin Farrell, Taylor Kitsch e Rachel McAdams, quindi, sono già al lavoro. La parte del cattivo, per la nuova stagione, è andata a Vince Vaughn. Riusciranno a bissare il successo della prima stagione? Staremo a vedere.


Cinque buoni motivi per vedere True Detective

1 - Nic Pizzolatto e l'addio alla sua fama letteraria


Sì, è lui: cameo, in uno degli episodi, di Pizzolatto in True Detective
Pizzolatto, creatore di True Detective, non si è sempre occupato di TV. Anzi, lui nasce come scrittore. Almeno, c'ha provato. A detta di molti, se la cavava anche abbastanza bene, ma non ha trovato terreno fertile nel mondo della narrativa statunitense. Così Nic si reinventa, e attirato dalla TV, si trasferisce in California. Scrive diversi pilot, e poi arriva l'idea per True Detective. Sottopone il lavoro alla HBO che approva il progetto, e dà il via ai casting. La serie, appena nata dall'immaginazione di Pizzolatto, era in realtà un romanzo. E di quella letterarietà, conserva parecchio. Infatti, lo scrittore si è ispirato al libro di Robert W. Chambers, Il re giallo. Per chi volesse leggerlo, in Italia è edito da Vallardi.

2 - Record, premi e nomination

Il regista Cary Fukunaga con l'Emmy vinto per True Detective

Premi come se non ci fosse un domani. Agli Emmy 2014, la serie ha collezionato ben dodici nomination, vincendo in cinque categorie. Critici televisivi e pubblico in delirio, volete dei dati? Eccoli:

- La prima stagione ha avuto una media spettatori intorno agli 11,2 milioni. Un record per l'HBO, imbattuto dal 2001.

- Nonostante sia una serie non proprio per famiglie, gli ascolti non sono mai scesi al di sotto dei dieci milioni di spettatori.

- Su Rotten Tomatoes, ben l'88% degli internauti ha affermato di apprezzare molto il nuovo show della HBO.

E i premi non sono finiti qui: è di qualche giorno fa la notizia di altre nomination ai Writers Guild Awards, ai Sag Awards (doppia candidatura per McConaughey e Harrelson)e Golden Globe. Inutile dire che la serie è una delle favorite per la vittoria.

3 - Light vs. Darkness 

La storia corre su due binari cronologici, il 1995 e il 2012. L'azione parte nei giorni nostri: l'ex detective Rustin Cohle, è interrogato da due investigatori. Anche il suo ex partner e collega, Martin Hart, viene contattato. Tramite lui, i due poliziotti vogliono cercare di sapere più cose possibili su Rust, che è sempre stato una mina vagante, per superiori e colleghi. Il perché di questi colloqui, è presto detto: l'"ossessione" di Cohle per un caso risalente a diciassette anni prima. E al suo oscuro allestimento.



Nel 1995, l'omicidio di Dora Lange, si è concluso con l'arresto del colpevole. Rust, però, è convinto che l'omicida sia ancora a piede libero. Soprattutto è sicuro che, dietro le morti e sparizioni di donne e bambini, che sono continuate anche dopo il 1995, non c'è solo una mente malata, ma l'intera società della Louisiana, marcia e torbida. Rust è costretto a ripercorrere, con i detective, tutte le fasi della sua investigazione, raccontando anche la sua vita. Quando comprende che gli sbirri che lo stanno interrogando, se si fossero avvicinati troppo alla verità, circa il suo ritorno in Louisiana, avrebbero mandato in fumo tutte le prove accumulate in diciassette anni, l'ex detective chiede aiuto a Marty, ed insieme si rimettono al lavoro sul caso. Quello che scoperchieranno, sarà un vaso di Pandora colmo di male, perversioni e segreti rancidi, taciuti troppo a lungo. Alla fine, però, il bene vince sempre.




4 -Woody e Matthew, il duo delle meraviglie


Ciò che appassiona gli spettatori, addirittura più del caso di omicidio, sono i due protagonisti. I misteri che due uomini, all'apparenza comuni, possono nascondere e tacere. A se stessi, e a chi vogliono bene. Le dinamiche tra Marty, pragmatico e razionale, e Rust, visionario, nichilista e tormentato, è il caso che Pizzolatto ha sottoposto al pubblico. Dipanare la psicologia di Marty, uomo troppo umano, che racconta balle e se le racconta, forse è più semplice. Detective di provincia, padre di famiglia, tutte etichette che lo soffocano. Così annega in alcool e relazioni extraconiugali, votandosi alla solitudine. Che tanto disprezza in Rust. Proprio Rust, è uno che le balle non se le racconta, e non le propina nemmeno agli altri. Brutale, crudo, forse troppo avanti per quella città, coacervo di magia e perversione umana. Le sue riflessioni sul mondo e sulle persone fanno male, ma sono vere. E, ormai, i suoi momenti epifanici, sono irrimediabilmente oggetto di parodie in rete. Un assaggio del pensiero filosofico di mr. Cohle:





Eppure, queste sue spigolosità attirano. La bravura di McConaughey sta proprio nel far solidarizzare lo spettatore con un personaggio scomodo e difficile come Rust. L'attore texano ti porta sulla stessa lunghezza d'onda non solo del suo personaggio, ma anche dell'assassino. Perché è la follia lucida di Rust a risolvere il caso. Quelle sicurezze che ha perso, e che ha, poi, ritrovato. Sporche e ammaccate, ma sicuramente più vere. Un altro mistero della serie, effettivamente, è proprio McConaughey: non che non avesse bazzicato il genere, ma nel 2014 abbiamo scoperto che Matthew è parecchio portato per il drammatico.
Nessun stereotipo, solo tanta fragilità per i characters di Harrelson&McConaughey.



5 - La Louisiana, Fukunaga e la musica country

Originariamente, la serie doveva essere ambientata in Arkansas. Poi Pizzolatto cambia idea, e decide di trasferirla a casa sua, in Louisiana. Così, entra in gioco il terzo protagonista. Perché anche la location partecipa all'azione, alla storia, nascondendo, modificando e svelando le tracce dell'assassino. A dare un'anima alla Louisiana, ha contribuito anche la regia, magistrale, di Cary Fukunaga. Quando ho scoperto chi c'era dietro la macchina da presa di True Detective, non ho avuto dubbi. Dovevo vederlo.


Mi ha letteralmente stregata con la sua Jane Eyre. Sapevo che con True Detective sarebbe tornata quella magia, che è in grado di creare con la cinepresa: conferire personalità ad un luogo, farlo partecipare con colori e atmosfere rarefatte agli stati d'animo dei personaggi. Il ragazzo è giovane, ma ci sa fare. Emmy più che meritato. 
Vogliamo parlare della musica? Country, a tratti cupa. Dietro la scelta dei brani c'è il premio Oscar T Bone Burnett. La HBO ha curato ogni dettaglio. Io, sono innamorata degli opening credits:



Allora, vi ho convinto a vedere True Detective?

Intanto, aspetto l'arrivo della seconda stagione. Loro sono già pronti, sul divano, per gustarsi il primo episodio



Buona visione!


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lunedì 15 dicembre 2014

Recensione Flash: Hunger Games - Il canto della rivolta Parte I


Anno e Nazione di Produzione: USA 2014

Titolo Originale: The Hunger Games - Mockingjay Part I

Distribuzione in Italia: Universal Pictures

Genere: Avventura

Durata: 123 minuti

Cast: Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Donald Sutherland, Philip Seymour Hoffman, Julianne Moore, Liam Hemsworth, Jeffrey Right, Woody Harrelson, Elizabeth Banks, Stanley Tucci, Natalie Dormer, Sam Claflin, Jena Malone

Regista: Francis Lawrence

L'edizione dei 75esimi Hunger Games si è chiusa con l'irruzione dei ribelli. La rivolta contro il presidente Snow ha eletto, come suo simbolo, proprio Katniss Everdeen. Il suo coraggio, la sua rabbia fiera hanno ispirato i distretti, e li ha spinti a liberarsi dal giogo di Capitol City. Katniss e Peeta vengono divisi: lei, la Ghiandaia Imitatrice, raggiunge il distretto 13; Peeta, invece, rimane a Capitol City, e alla mercé di Snow. Plutarch Heavensbee e pochi altri, compreso Haymitch, erano a conoscenza del piano dei ribelli, e vogliono sfruttare l'effetto sorpresa, d'accordo con il presidente del distretto Alma Coin, di avviare la rivolta proprio dal distretto fantasma. Katniss accetta di esserne la protagonista, il volto di quella rivolta. Per la sete di giustizia dei distretti, ma soprattutto per salvare Peeta.
Penultimo film della saga, tratta dai romanzi di Suzanne Collins. Anche per Hunger Games, come accadde anni fa per Harry Potter, si è deciso di dividere in due film, l'ultima parte della storia. Avendo letto il libro, sapevo già in anticipo che questa prima parte non sarebbe stata molto esaltante. In effetti, la storia si focalizza più sulla preparazione della rivolta, sul lato mediatico del potere di Katniss. Azione e adrenalina sono le grandi assenti. Così, il film va a rilento, arranca di scena in scena fino alla conclusione che, invece, preannuncia un epilogo epico.
Jennifer Lawrence, come sempre, ottima. Dà uno spessore alla sua eroina per teenager. Liam Hemsworth non pervenuto. I "grandi" del cast, da Philip Seymour Hoffman, Julianne Moore fino a Woody Harrelson e Stanley Tucci, sono in parte e conferiscono il giusto pathos ai loro ruoli. Menzioni d'onore per Josh Hutcherson e Donald Sutherland: lo sguardo smarrito del Peeta di Hutcherson ti rimane impresso. Preparatevi ad una grande interpretazione dell'attore nell'ultimo capitolo della saga. Sutherland è glaciale, di una crudeltà composta e di classe. Magnifico.
Da vedere, ma come preludio all'ultimo film della saga.

Il trailer:



Consigliato: Nì


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lunedì 2 dicembre 2013

Recensione (mica tanto) Flash: Hunger Games - La Ragazza di Fuoco


Anno e Nazione di Produzione: USA 2013

Titolo Originale: Hunger Games - Catching Fire

Distribuzione in Italia: Universal Pictures

Genere: Avventura

Durata: 146 minuti

Cast: Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Liam Hemsworth, Woody Harrelson, Elizabeth Banks, Lenny Kravitz, Philip Seymour Hoffman, Jeffrey Wright, Stanley Tucci, Donald Sutherland, Jena Malone, Sam Claflin

Regista: Francis Lawrence

Tornati al loro distretto, Katniss e Peeta hanno poco tempo per dimenticare gli Hunger Games, Capitol City e il presidente Snow. I due ragazzi, a casa, oltre ad affrontare la nuova stretta tirannica di Panem, devono fronteggiare i demoni e i brutti ricordi che dopo i giochi non li hanno abbandonati, e prepararsi al Tour della Vittoria. La situazione nei distretti è diventata difficile da controllare per il presidente Snow: tutti hanno visto in Katniss una speranza di ribellione e di libertà. Così, Panem (è il caso di scriverlo con la maiuscola!) et circenses: Snow vuole ammansire le folle con i due innamorati del distretto 12. L'arrivo del nuovo comandante dei pacificatori al loro distretto, che istituisce il coprifuoco ed esecuzioni sommarie, fa comprendere ai ragazzi che il loro mondo, quello prima della partecipazione ai giochi, è definitivamente scomparso. Così Katniss deve nuovamente dire addio alla sua famiglia e a Gale. Durante il Tour, la Ragazza di Fuoco non riesce a tollerare le sofferenze a cui sono costretti i distretti ma non può fare nulla per loro: il presidente ha scoperto il legame con Gale e costringe Katniss a recitare il ruolo da lei tanto odiato, pena: la morte delle persone che ama.
Aiutata da Peeta, porterà a termine il Tour proprio a Capitol City ma Snow ha in mente qualcosa, d'accordo con il nuovo stratega, Plutarch Heavensbee. Un'edizione della memoria per i 75esimi Hunger Games: i vincitori ancora in vita delle passate edizioni vengono sorteggiati e ributtati nell'arena. Per Katniss e Peeta è una nuova grande sfida da affrontare insieme. Per la Ragazza di Fuoco e per i distretti è l'inizio della rivolta.


Per la regia del secondo film della saga, il testimone è passato da Gary Ross a Francis Lawrence (per chi se lo stesse chiedendo, nessuna parentela lo lega a Jennifer). Il secondo Hunger Games è sicuramente diverso dal primo per trama e caratterizzazione dei personaggi: i protagonisti hanno vissuto un'esperienza traumatica come quella dei giochi. Katniss, Gale e Peeta sono cresciuti, sono diventati più consapevoli di ciò che succede nel loro mondo, consapevoli del loro nuovo sé e del potere che soprattutto Katniss esercita sulla gente come ispiratrice della rivolta dei distretti, assoggettati a Capitol City.
C'è molta più tensione, adrenalina e più cervello in questo secondo lungometraggio: non sono più dei giochi con ragazzi senza scrupoli che contano solo e soltanto sulla loro forza. All'Edizione della Memoria partecipano adulti, persone che affronteranno i giochi con il cervello e l'astuzia. Inoltre molte cose sono tenute nascoste allo spettatore che le scopre solo alla fine del film. Se invece avete letto il romanzo, alleanze e colpi di scena non vi sorprenderanno molto. Ho letto i romanzi e penso che i registi, finora, abbiano fatto un buon lavoro. Ovviamente alcuni momenti sono stati tagliati o modificati, ma la storia è tutta lì: nel coraggio di Katniss, nella forza di Gale e nella tenace dolcezza di Peeta.

  
Parlando proprio dei tre ragazzi: Katniss ha molta paura. Il coraggio la accompagna sempre ma dopo aver conosciuto il mondo malato di Capitol City e la crudeltà del presidente Snow è costantemente preoccupata, attanagliata dal timore di perdere le persone cui vuole bene. Peeta, tra i tre, forse è quello che è cambiato meno ma è diventato più maturo, sicuro di sé e del sentimento che prova per Katniss. Per lui non è finzione ma realtà. Gale, invece, non è più il ragazzotto che lavora nelle miniere del distretto 12 ma un combattente, un guerriero che diventerà protagonista nei prossimi film della saga, previsti per il 2014 e il 2015.
Katniss è molto confusa: è attratta da Gale perché è come lei. Peeta però ha un potere, quello di tranquillizzarla, di tenere a bada il fuoco che le arde dentro costantemente. La ragazza lo capirà perché nell'ultima parte del film il bacio tra lei e Peeta non è per le telecamere ma riguarda solo loro.
Attori al loro massimo, su tutti Jennifer Lawrence che non ha dato vita ad una banale eroina per adolescenti ma ad una ragazza dalle mille sfaccettature, mai uguale a se stessa. Mi sono piaciute molto anche le new entries: Philip Seymour Hoffman, Jeffrey Wright, Jena Malone e Sam Caflin che ritroveremo nei prossimi film insieme ad altri due nuovi arrivi eccellenti: Julianne Moore e John Cusack.
Il finale de La Ragazza di Fuoco è molto aperto, tutto deve ancora avvenire e questo film è solo l'inizio della rivolta, la scintilla che infiammerà i distretti e che cambierà per sempre i protagonisti.

Il trailer:

Consigliato: Sì

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mercoledì 27 marzo 2013

Il fenomeno The Hunger Games


Dopo l'esperienza "Twilight" avevo deciso di stare lontana dai film per young adult, come li chiamano negli USA, e di fare la spettatrice seria. Dedicarmi ai grandi registi e magari andare a qualche rassegna di film "per pochi eletti", corredati di sottotitoli che fanno tanto intellettuale della rive gauche.
Ma, sì c'è un ma, la mia anima adolescenziale non ha resistito al fenomeno The Hunger Games. A convincermi anche la presenza nel film di Jennifer Lawrence: la giovane attrice, che in Hunger Games interpreta la protagonista Katniss Everdeen, è sicuramente quella che in quest'ultimo periodo ha conquistato entusiastici riconoscimenti per la sua bravura. E non dimentichiamoci l'Oscar vinto nel febbraio scorso per il ruolo interpretato ne Il Lato Positivo. Jennifer ovviamente ha conquistato anche me, quindi potevo ignorarla in un film che ha incassato, globalmente, più di seicento milioni di dollari? Direi di no.


Prima che un film, The Hunger Games è una trilogia, scritta da Suzanne Collins. Come per la trilogia della Meyer, anche il successo di quest'ultima è legato alla grande risonanza che la versione cartacea ha avuto, globalmente. Il primo libro della saga fu pubblicato con una tiratura di 200.000 mila copie, ma il successo fu strabordante. Così il libro fu tradotto in ventisei lingue e pubblicato in quaranta nazioni. Definito best seller dal New York Times, recensito positivamente dallo scrittore del brivido Stephen King, la casa di produzione cinematografica Lions Gate acquista i diritti per girare i film.


La Collins non ha ricoperto una creatura soprannaturale di brillantini e l'ha ficcata nel triangolo amoroso più noioso mai esistito, ma ha scritto di una realtà distopica in un lontano futuro, con le sue regole, le sue storture. Un mondo vicino a quello reale, quello che noi viviamo ogni giorno, come il nostro anche la realtà della nazione di Panem si regge su un fragile equilibrio.
La scrittrice ha raccontato che l'ispirazione per scrivere la saga l'ha attinta da diversi luoghi, letterari e non: il mito di Teseo e il minotauro per l'antica punizione dei Tributi che i governanti di Panem infliggono ai dodici distretti a loro assoggettati. I ragazzi scelti, giunti a Capitol City, la capitale, dovranno partecipare agli Hunger Games. E il vincitore sarà solo uno.


La guerra in Vietnam, che la scrittrice ha vissuto in prima persona, visto il coinvolgimento del padre e gli ormai onnipresenti reality show e i loro pazzeschi meccanismi di alleanze e finzioni. Di riflesso ritroviamo tutto, nei libri e nel film.
La Lions Gate e la Warner Bros sapevano di avere tra le mani un nuovo successo, appena acquistati i diritti si mettono subito al lavoro per scrivere la sceneggiatura ed iniziare i casting. Chi saranno i protagonisti del nuovo fenomeno mondiale? La più perplessa ad accettare il ruolo in Hunger Games è stata proprio Jennifer Lawrence: sapeva che la sua vita sarebbe radicalmente cambiata e la sua immagine sarebbe stata legata a quella di Katniss, ma ehi se ce l'ha fatta miss Espressività (Kristen Stewart) la Lawrence non avrebbe dovuto nemmeno preoccuparsi. Accetta ed entra in squadra. Con lei Liam Hemsworth che interpreta Gale e Josh Hutcherson che interpreta Peeta.


Come da copione i fan della saga, da ogni parte del mondo, hanno protestato per il consueto stravolgimento nel passaggio dal libro al film. La trama è stata semplificata in alcuni punti per  rendere più dinamico il film e mantenere costante l'apporto di tensione. Perché trascorsa la prima parte del film, quella delle alleanze e dell'adattamento di Katniss alla realtà di Capitol City così diversa da quella del suo distretto, si inizia a giocare. Con la vita.
La ragazza di fuoco, la prima ad essersi offerta volontaria per il distretto 12, dimostrerà di saper infuocare il pubblico del reality show e di fare gioco di squadra con Peeta anche se molti, compreso il presidente Snow, considera quelli dei distretti più periferici degli underdogs (sfavoriti).


Insieme ai tre protagonisti nel cast ci sono anche Donald Sutherland, il glaciale presidente Snow, Woody Harrelson che interpreta Haymitch Abernathy, il mentore dei due ragazzi del distretto 12, il cantante Lenny Kravitz nel ruolo dello stilista (e fautore del successo mediatico di Katniss) Cinna e Stanley Tucci nei panni dell'eccentrico presentatore Caesar Flickerman.


Anche se le riprese sono state molto impegnative (Jennifer Lawrence ha raccontato di tante giornate trascorse nei boschi a girare in mezzo al fango e ad animali di ogni genere; la sera, una volta tornata nella sua roulotte non aveva nemmeno la forza di farsi una doccia e così si ripresentava la mattina dopo, ricoperta di terra e sangue finto, già pronta per girare senza passare al trucco!) il film di Gary Ross ha ottenuto il successo sperato, superando il budget di 78 milioni di dollari, speso per la sua realizzazione. Al primo week end nelle sale la prima parte della trilogia di Hunger Games ha incassato 152 milioni di dollari, una cifra da record!
The Hunger Games non è una superficiale teen saga: i produttori statunitensi hanno capito che ciò che il pubblico giovane vuole vedere al cinema, oltre alla classica storia d'amore (a due o a tre è indifferente), sono personaggi diversi che si ribellano e che agiscono, che cercano di cambiare la realtà con la forza delle menti, che si sottraggono alla macchinazioni (politiche, sociali e dei media) decidendo e pensando con la propria testa.
Il nuovo capitolo della saga cinematografica, La Ragazza Di Fuoco, con tutto il cast riconfermato, è atteso nelle sale per il 22 novembre 2013.
Nell'attesa, che la fortuna possa essere sempre a vostro favore.




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