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martedì 16 febbraio 2016

Recensione Flash...Oscar 2016: Steve Jobs


Anno e Nazione di Produzione: USA 2015

Distribuzione in Italia: Universal Pictures

Genere: Biografico

Durata: 122 minuti

Cast: Michael Fassbender, Kate Winslet, Seth Rogen, Jeff Daniels, Michael Stuhlbarg

Regista: Danny Boyle

1984, 1988, 1998: tre anni fondamentali nella vita di Steve Jobs, fondatore della Apple, l'azienda informatica più incisiva della Silicon Valley. La presentazione del Macintosh, dopo il fallimento del Lisa; Jobs alla NeXT, sua nuova creatura dopo il benservito dalla Apple ad opera di John Sculley. E in ultimo, il 1998: il ritorno a 'casa Apple', col primo nuovo personal computer, l'iMac. Seguiamo Jobs in questi tre atti, nella storia della sua vita e di chi ne ha fatto parte. Di chi l'ha toccato, ispirato, con chi si è scontrato, chi l'ha appoggiato. Chi l'ha reso come noi lo conosciamo: un individuo fuori dagli schemi.


Aaron Sorkin ha concepito Steve Jobs, liberamente tratto dalla biografia di Walter Isaacson (che vi consiglio!), come una pièce teatrale. Ebbene sì: non ci troviamo di fronte all'ennesimo biopic nascita-vita-morte o ad una biografia pop del fondatore del colosso di Cupertino, come quella di qualche anno fa con Ashton Kutcher. L'accoppiata Boyle-Sorkin concepisce un punto di vista originale, una nuova visione di Steve Jobs, che va oltre l'agiografia a cui ci hanno abituato i media.
Tre atti, tre momenti importanti nella vita di Jobs, e che si svolgono tutti prima della presentazione di un prodotto, i famosi keynote-spettacolo del fondatore della Apple. Pochi minuti prima di andare in scena, il protagonista viene raggiunto da personaggi chiave della sua vita, personale e lavorativa, che lo mettono spalle al muro, lo fanno riflettere o chiedono semplicemente la sua attenzione. Accanto, c'è sempre Joanna a calmarlo, consigliarlo e a contenere tutta quell'esuberanza che a volte puo' essere distruttiva.



Essendo un film dal cuore teatrale, si basa sulle interpretazioni. Michael Fassbender e Kate Winslet sono assolutamente all'altezza del compito assegnato: sono l'anima del film e condividono una buona chimica. E se Fassbender, a differenza di Ashton Kutcher, non assomiglia fisicamente a Jobs, ciò non vuol dire che la sua interpretazione sia meno efficace, anzi: lo vedi Steve Jobs in lui, eccome. La sua asprezza, la sua arroganza, il suo essere controcorrente, andare contro tutto e tutti, non farsi ingabbiare da definizioni perché a crearle ci pensava lui. Il suo Steve Jobs sbaglia, colleziona insuccessi e inimicizie, è un maniaco del controllo e non è assolutamente un buon padre. Eppure piace, perché è un innovatore e di innovatori al mondo ne nascono sempre troppo pochi. La regia di Boyle accompagna gli interpreti e srotola la storia, senza interferenze, e con un buon ritmo sfilano dialoghi fulminanti, tra tutti, quelli con Jeff Daniels e Seth Rogen. 
"Sono fatto male", dice Jobs alla fine del film. Non si puo' dire altrettanto del film.

Il trailer:



Consigliato: Assolutamente sì


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lunedì 11 gennaio 2016

Golden Globe 2016: i premiati e gli acceptance speech!


La corsa ai premi è decisamente iniziata!
Ad aprire come ogni anno la stagione, i Golden Globe assegnati dalla stampa estera ad Hollywood, che premiano Cinema e Serie TV. Molte le sorprese, alcuni dei favoriti sono stati sbaragliati e qualche perplessità su dei premi assegnati. However, andiamo con ordine e iniziamo col cinema. E già che ci siamo, perché no, facciamo delle previsioni Oscar visto che il prossimo 14 gennaio saranno annunciate le nomination agli Academy Awards.

CINEMA

MIGLIOR FILM DRAMA e MIGLIOR REGISTA




Un sorpreso Alejandro González Iñárritu, che forse non si aspettava di risalire sul palco a distanza di un anno dall'enorme successo di Birdman, ritira i Golden Globes per The Revenant - Redivivo. Per gli Oscar la vedo dura: nomination assicurate, ma la statuetta più ambita forse, anzi LO SPERO, la stringerà solo Leonardo DiCaprio.

MIGLIOR FILM COMMEDIA/MUSICAL


Il premio per la categoria se l'è accaparrato Ridley Scott (pensavo sarebbe stato postumo, dice il regista) per The Martian che vince anche il premio per Miglior attore commedia che va a Matt Damon. Agli Oscar, anche in questo caso nomination assicurate ma sono incerta sulla vittoria in categorie importanti.


MIGLIOR ATTORE IN UN FILM DRAMMATICO



Standing ovation in sala. What can I say? Bello come il scioleeee, come sempre d'altronde, Leonardo DiCaprio vince il premio come Miglior attore protagonista per The Revenant. Non ho ancora visto il film, ma sono sicura che è strameritato. Ok, la bellezza, ma Leo è anche altro: magnifico il suo acceptance speech. Per gli Oscar gli auguro il meglio, perché davvero se lo merita.

MIGLIOR ATTRICE IN UN FILM DRAMMATICO


A sorpresa, Brie Larson sbaraglia la temibile doppietta Cate Blanchett/Rooney Mara e l'altra favorita, Saoirse Ronan. Agli Oscar credo che la situazione sarà decisamente ribaltata. Terzo Academy Awards per la divina Blanchett? Vedremo...

MIGLIOR ATTRICE IN UN FILM COMMEDIA/MUSICAL


Oops, she did it again! Jennifer Lawrence vince il suo terzo Golden Globe per Joy di David O. Russell. Da notare: gli altri Golden Globe li ha vinti sempre per film di Russell. In pratica il suo discorso di ringraziamento è una dichiarazione d'amore e riconoscenza al regista. Agli Academy, JLaw ci sarà sicuramente ma la sua vittoria la vedo incerta. Per il film forse c'è qualche chance.

Inoltre, a sorpresa il premio come Miglior attrice non protagonista va a Kate Winslet per Jobs, Miglior attore non protagonista a Sylvester Stallone per Creed, Miglior film straniero a Lazlo Nemes per The son of Saul and.... Miglior colonna sonora al Maestro Ennio Morricone che vince il suo terzo Golden Globe. Lo ritira per lui il regista di The Hateful Eight, Quentin Tarantino, che troppo eccitato sbaglia. Quentin non è il primo Globe per il Maestro: 


SERIE TV

MIGLIOR SERIE DRAMMATICA


Il premio va a Mr. Robot, che in questi mesi ha raccolto consensi positivi ovunque grazie all'originalità della storia e al magnifico cast. Uno dei protagonisti insieme a Rami Malek, Christian Slater vince il premio come Miglior attore non protagonista.


MIGLIOR SERIE  e MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA COMMEDIA/MUSICAL


YEAHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!! Mi chico!!!! Tra i premi più meritati, tra quelli assegnati ieri sera. Emozionatissimo Gael Garcia Bernal, e pure incredulo. Davvero la qualità di Mozart in the Jungle è innegabile, così come la sua originalità: Amazon torna a vincere alla grande dopo l'anno scorso con Transparent.

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA IN UNA SERIE DRAMMATICA


The Queen!!! Taraji P. Henson vince per Empire, la serie Fox creata da Lee Daniels. Cookies for everyone, dice l'attrice che ha reso iconico il suo personaggio e aggiunge: non sarei niente senza il resto del cast.

MIGLIOR ATTORE IN UNA MINISERIE 


Mi cospargo il capo di cenere: avevo iniziato a vedere Show me a hero e poi l'ho abbandonato. Mea culpa, lo vedrò sicuramente perché da quella sola puntata che ho visto avevo capito che era un gran bello show, targato HBO. Grande Oscar Isaac davvero un bel periodo per il bravissimo attore guatemalteco.

Poi: Miglior attore in una serie drammatica, Jon Hamm che è premiato all'ottava ed ultima serie di Mad Men. Rachel Bloom per Miglior attrice protagonista in una serie commedia/musical, Crazy Ex Girlfriend. Maura Tierney in The Affair per Miglior attrice non protagonista in una serie. Wolf Hall vince il premio per Miglior Miniserie. E ora mi devo soffermare su questo:

MIGLIOR ATTRICE IN UNA MINISERIE O FILM TV


SERIOUSLY????? What a crap! In una cinquina di attrici molto più meritevoli di lei, voi  date il premio a Lady Gaga? Ok, se vogliamo parlare di persone alla loro prima prova recitativa, io avrei fatto vincere Sarah Hay di Flesh and Bone. E non sono di parte: se avete visto la serie mi capirete, e se non l'avete fatto beh, non perdetevi quel capolavoro.

That's all folks for this year! Nel bene o nel male i Globe ci sorprendono sempre...

lunedì 17 agosto 2015

Recensione Flash: Le regole del caos


Anno e Nazione di Produzione: Gran Bretagna 2015

Titolo originale: A little chaos

Distribuzione in Italia: Eagle Pictures

Durata: 112 minuti

Genere: Drama/Romance

Cast: Kate Winslet, Matthias Schoenaerts, Alan Rickman, Stanley Tucci, Helen McCrory, Jennifer Ehle

Regista: Alan Rickman

André Le Notre, capo giardiniere di Versailles, è incaricato dal Re Sole di assumere qualcuno per la costruzione del "giardino roccioso", un piccolo anfiteatro nel verde immenso della nuova reggia. La prescelta è Sabine de Barra, vedova e giardiniera, la cui passione è diventata lavoro. Diversi, eppure così simili, André e Sabine lavoreranno fianco a fianco per sorprendere il Re, che troverà nel caos creativo di Sabine il giusto coronamento della nuova dimora reale. E sorprenderanno se stessi, scoprendo la loro capacità di rifiorire alla vita.
Seconda regia dell'attore inglese Alan Rickman, che sceglie la Francia e Versailles come location per una nuova storia da raccontare. Arricchisce le vicende di André Le Notre, realmente esistito ed interpretato da Matthias Schoenaerts, romanzandole col personaggio di Sabine, che ha il volto di Kate Winslet, grande amica di Rickman. Molto curate ambientazioni, ricostruzione storica e fotografia, ma la storia risente del troppo spazio dato ai drammi dei due protagonisti che ancorano il film ad un po' di noia. Molto buona l'interpretazione di Kate Winslet, e mi sono piaciuti anche Stanley Tucci e Alan Rickman. Spenta la prova di Schoenaerts, passivo e trascinato dagli eventi. Bello ma non troppo.

Il trailer:



Consigliato: Nì


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martedì 21 aprile 2015

Recensione Flash...Doppia! Divergent & Insurgent


Anno e Nazione di Produzione: Usa 2014/2015

Distribuzione in Italia: Eagle Pictures

Genere: Azione/Avventura

Durata: 139 minuti; 119 minuti

Cast: Shailene Woodley, Theo James, Kate Winslet, Ansel Elgort, Miles Teller, Zoe Kravitz, Ashley Judd, Naomi Watts, Octavia Spencer, Suki Waterhouse

Regista: Neil Burger; Robert Schwentke

In un futuro distopico, anni dopo una grande guerra che ha distrutto le città, i superstiti della razza umana vivono secondo un nuovo ordinamento della società per mantenere la pace. Divisi in fazioni, Abneganti, Candidi, Eruditi, Intrepidi e Pacifici, ogni ragazzo al compimento della maggiore età può scegliere liberamente a quale fazione appartenere. Giunge il momento anche per Beatrice Prior e il fratello Caleb di Chicago. I genitori appartengono agli abneganti, cosa sceglieranno loro invece? Prima del grande giorno, Beatrice e Caleb sono sottoposti al test attitudinale, che dovrebbe indirizzarli alla fazione adatta a loro. Per Beatrice, però, non andrà così: al test risulta essere una divergente, non imbrigliabile in una sola fazione, ma soprattutto i divergenti sono perseguitati dal governo e fatti sparire perché ritenuti pericolosi. In preda a dubbi e paure, Beatrice sceglie di entrare negli intrepidi, uno dei risultati del test, e così inizia il suo training nelle forze di polizia. Sarà dura crescere, migliorare, prendere decisioni e trovarsi in situazioni più grandi di lei. Ma grazie ai suoi amici e a Quattro, Beatrice inizierà un nuovo capitolo della sua vita.

DIVERGENT

Primo film della saga, tratta dai romanzi di Veronica Roth che hanno riscosso un enorme successo tra i giovani, Divergent ha decisamente un buon ritmo. La storia è accattivante e trascina lo spettatore nella storia di Beatrice. Non ho letto i libri, quindi confronti non posso farli però il film mi ha decisamente colpito perché ha gli ingredienti giusti per avere successo: azione, avventura, amore, una cattiva direi eccellente interpretata da Kate Winslet. Non per niente al primo week end nelle sale ha guadagnato 56 milioni di dollari. Una regia che appassiona, dicevo, e inoltre un cast azzeccatissimo: la sempre più lanciata Shailene Woodley e i due golden boy di questi ultimi anni, Ansel Elgort e Miles Teller. Theo James, affascinante ma un po' mono-espressivo. Ce ne deve essere sempre uno negli young adult, chissà perché! Godibile. 



INSURGENT

Arrivato nei cinema a marzo, Insurgent è decisamente diverso rispetto al primo capitolo. Cambio di regia, dietro la macchina da presa arriva Robert Schwentke: il film è più debole e noioso, con movimenti di macchina e inquadrature che a volte fanno pensare se ci sia davvero qualcuno a coordinare le riprese. La storia è sempre appassionante, seguire Tris nel suo cammino di crescita lascia qualche emozione ma l'indecisione del regista compromette film e interpretazioni: salvo solo Kate Winslet, Naomi Watts (anche se a volte hanno l'aria da: ma cosa ci faccio qui?) e Miles Teller: ma quanto è bravo 'sto ragazzo? Gli altri del cast spenti e non sfruttati al meglio delle loro possibilità. Poi, vogliamo aggiungerci la stucchevolezza della romance tra Tris e Quattro? Ho capito che i ragazzi si amano, ho capito che Tris potrebbe morire da un momento all'altro  ma ripetere nel giro di cinque minuti "non posso vivere senza di te" mi pare un po' eccessivo. However, un po' una delusione ma aspettiamo gli ultimi due film della saga...perché sapete vero che Allegiant è stato diviso in due? As usual, la Lionsgate ha previsto l'uscita rispettivamente per la Parte I di Allegiant il 18 marzo 2016, mentre la seconda il 24 marzo 2017.

I trailer:




Consigliati: Sì/Nì

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sabato 15 dicembre 2012

Racconti strampalati di una svagata cinefila


Io il cinema lo amo. Non solo come intrattenimento o mondo. Andare al cinema, intendo.
Vedere i film a casa è rilassante certo, soprattutto tranquillo senza i classici disturbatori che parlano, ridacchiano, rispondono al cellulare, insomma fanno tutto tranne che rimanersene zitti a vedere il film.
Per me vedere un film al cinema è il massimo. 
Ma venire con me non è divertente perché io, al cinema, divento una mummia: scelgo la mia poltroncina e mi ci imbalsamo sopra. Chi ci viene lo deve sapere in anticipo: divento come il commissario Montalbano quando mangia: non parlo e mi incazzo se qualcuno mi rivolge la parola durante il film. Ovviamente, durante la pausa, ritorno per un attimo alla realtà ma non garantisco sulla sensatezza del mio dialogo perché sono completamente assorbita dalla storia che sto vedendo, e quell'interruzione per me è un fastidio. Non mi alzo, non vado ad acquistare popcorn. Il mio sogno? Abolire la pausa durante la visione del film. Sono una cinefila pazzoide, lo so.
Avevo otto anni quando sono entrata per la prima volta in un cinema, e per me quello è diventato il luogo più magico della Terra.
Immersa nel buio, con lo schermo che quasi sembra ti ingoi e ti trascina nella storia. Ti risucchia in una realtà di celluloide, che diventa l'unica realtà possibile per quelle due orette. Come disse Jean Cocteau: "la morte non è che un'abolizione dello spazio e del tempo. Questo è anche il fine del cinema".  
Ma non è solo l'incanto della sala buia, anche la condivisione delle emozioni con gli altri spettatori: risate, dispiacere, paura. Amo ridere e sentir ridere gli altri insieme a me. Per me quella è magia.
Il film che ho adorato vedere al cinema è stato...


Metteteci la bimbaminkiaggine dei dodici anni, però prima di Titanic non conoscevo assolutamente Leonardo di Caprio, quindi non ci sono andata per lui. Il problema è che dopo me ne sono innamorata follemente e lui non ha mai ricambiato i miei sentimenti...vabbè.
Tutti parlavano di questo film e sembrava fosse un dovere andarlo a vedere. Così, un pomeriggio ci andai.
Il film, nel piccolo e mal funzionante cinema del mio paese, era in programmazione già da due settimane. Mai successo. Le richieste furono talmente tante che decisero di prolungarlo per un'altra settimana.
Quando arrivai, davanti al cinema trovai una fila chilometrica di persone che aspettava di entrare, impaziente di assistere a quell'evento che stava incantando il mondo. E nella mia città di provincia, un cosa del genere ti faceva sentire meno ai margini e parte di un evento planetario.
Una volta entrata e pagato il biglietto, scopro che le poltroncine erano tutte occupate. Altra cosa mai accaduta.
Che fare? Mi siedo sulle scale che portano alle toilette. Meglio di niente.
Il film inizia. La rugosa Rose ci accompagna nel 1912 e mentre è persa nei suoi ricordi, sullo schermo compare questo fotogramma...


Una valanga di urla coprì l'audio del film per almeno dieci minuti. Ci tengo a precisare che io non ho urlato. Non ne ho avuto il tempo perché ero troppo impegnata a tamponarmi la bava.
Vi lascio immaginare le reazioni del ballo in terza classe di Jack e Rose e dell'altro ballo, in una lussuosa automobile, nella stiva.
E quando la calma tornò in sala, arrivarono le lacrime. Fu così che annegammo insieme ai passeggeri del Titanic. Ma non passò nessuna scialuppa per salvare gli sventurati fidanzati, mariti o padri che non riuscivano a far calmare le fontane che avevano dovuto, e sottolineo dovuto, accompagnare.
Titanic è stato un grande evento, il film che ha incassato di più nella storia del cinema e io vi ho preso parte. Queste emozioni te le può regalare solo l'invenzione dei fratelli Lumiere.
Chiudo il post, ricordando una serata a Roma: cinema Barberini, avevo visto Immaturi. Mi era piaciuto molto e mi ero divertita. Ancora completamente immersa nel film, esco fuori, ormai era sera, e mi ritrovo davanti una via Veneto mozzafiato, con i suoi localini e i ricordi della Dolce Vita. E penso: la magia sta continuando e ci sono entrata dentro. Non mi preoccupavano più le diciotto fermate di metro che dovevo sorbirmi.

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giovedì 8 novembre 2012

Recensione Flash: Carnage


Titolo originale: Carnage

Anno e nazione di produzione: Francia, Germania, Polonia, Spagna 2011

Genere: Drammatico

Distribuzione in Italia: Medusa

Durata: 79 minuti

Cast: Jodie Foster, Kate Winslet, Cristoph Waltz, John C. Reilly

Regista: Roman Polanski


I Cowan e i Longstreet si incontrano dopo il litigio avvenuto tra i loro due figli. Il ragazzo dei Longstreet, durante la lite, si è ferito. Quindi si rende necessario un incontro per parlare dell'accaduto tra adulti e risolvere l'incresciosa bambinata con ragionevoli provvedimenti.
Tutta la vicenda si svolge nel salotto di casa Longstreet, tranne alcune puntatine in bagno e nel pianerottolo, da dove spunterà, dietro una porta socchiusa, lo stesso regista. Solo un grande come Polanski poteva riuscire a rendere dinamica e divertente questa black comedy, un atto unico rubato al teatro.
La risoluzione della faccenda sembra facilmente ed educatamente raggiunta ad inizio film, ma è solo un illusione. Il dio del massacro (Carnage, dal titolo), di cui Mr. Cowan è un seguace, non tarda ad arrivare in scena e a smascherare i falsi buonismi e le civili ipocrisie.
Vengono sparati a raffica dalle due coppie invettive verso i figli dei rispettivi sfidanti, accusandosi gli uni con gli altri di cattiva educazione e scarso interesse verso la prole. Si creano fazioni, che si modificano nel corso del film: senza le briglie della buona educazione, i quattro danno sfogo alle loro insofferenze e alla loro aggressività. Il litigio dei figli viene messo da parte, le donne si alleano con le donne, e gli uomini con gli uomini per l'eterno match tra sessi a causa di mancanze e differenze incolmabili. Ed è un crescendo di rabbia e di maschere gettate in terra con forza.
Quattro straordinari attori al servizio di un regista geniale per una sana, liberatoria, godibile litigata.

Il trailer:



Consigliato: Sì

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martedì 30 ottobre 2012

And the Oscar goes to...


Spero che questo post non risulti troppo zuccheroso, tipo l'intro del film Love Actually.
Nel caso lo diventasse...siete avvisati ;)

Ho un'insana fissazione per la notte degli Oscar, non tanto per i film o lo show in sé, ma per i discorsi degli attori nel momento della vittoria, per vedere la commozione sui loro visi e per assaporare delle emozioni genuine.
Quindi voglio fare una rapida carrellata dei discorsi più belli, divertenti o emozionanti della storia degli Oscar, secondo me. Se avete dei vostri discorsi preferiti, scrivetelo nei commenti.

So...let's start!


Penso che uno dei discorsi più emozionanti mai pronunciati durante la notte degli Oscar sia quello di Sidney Poitier in occasione del conferimento dell'Oscar alla carriera nel 2002. 


Ed ecco la traduzione:

"Sono arrivato ad Hollywood all'età di 22 anni, in un'epoca molto diversa da oggi. Un tempo in cui le probabilità che io potessi essere qui, stasera, cinquantatré anni dopo, non sarebbero state a mio favore. Allora non era stata tracciata alcuna via per dove io sperassi di andare. Nessun percorso visibile che potessi seguire. Nessuna consuetudine a cui accordarmi. Eppure sono qui stasera al termine di un viaggio che, nel 1949, sarebbe stato considerato praticamente impossibile. E, difatti, nulla si sarebbe messo in moto se non vi fosse stato un numero inestimabile di scelte coraggiose ed altruistiche intraprese da un manipolo di creatori visionari americani: registi, scrittori e produttori, ciascuno con un forte senso di responsabilità civile verso l'epoca in cui viveva. Ciascuno senza paura di consentire alla propria arte di riflettere le proprie visioni e i propri valori - etici e morali - e per di più, riconoscerli come propri. Erano consapevoli delle difficoltà che si ergevano di fronte a loro, i loro sforzi furono immani e con ogni probabilità avrebbero potuto rivelarsi troppo faticosi per farcela. Nondimeno essi perseverarono, comunicando attraverso la propria arte alla parte migliore di ciascuno di noi. E io ho beneficiato dei loro sforzi; l'industria del cinema ha beneficiato dei loro sforzi; l'America ha beneficiato dei loro sforzi; e in misura maggiore e minore anche il mondo ha beneficiato dei loro sforzi. Per cui è con rispetto che io condivido questo grande onore con Joe Mankiewicz, Richard Brooks, Ralph Nelson, Darryl Zanuck, Stanley Kramer, i fratelli Mirish, specialmente Walter, la cui amicizia si colloca nel pieno centro di questo momento. Guy Green, Norman Jewison, e tutti gli altri che hanno offerto un contributo nel modificare la sorte, per me e per altri. Senza di loro, questo momento così memorabile non avrebbe mai potuto esserci e i tanti giovani eccellenti attori che sono seguiti in maniera ammirevole avrebbero potuto non esserci, come invece ci sono, e non avrebbero potuto arricchire la tradizione del cinema americano, come invece hanno potuto. Io accetto questo premio in memoria di tutti gli attori ed attrici afroamericani che sono venuti prima di me, durante gli anni difficili. Coloro sulle cui spalle ho avuto il privilegio di sedere e vedere dove sarei potuto andare. Il mio amore e il mio ringraziamento alla mia meravigliosa, meravigliosa moglie, i miei figli, i miei nipoti, il mio agente nonché amico Martin Baum e, infine, a tutti coloro del pubblico, in tutto il mondo, che hanno riposto la loro fiducia nel mio giudizio come attore e regista. Io ringrazio ciascuno di voi per il vostro supporto durante tutti questi anni. Grazie."


Quella serata è diventata ancora più magica con la vittoria di Denzel Washington; è il secondo Oscar per l'attore e lo vince nella categoria Miglior Attore Protagonista. Nell'acceptance speech è doveroso il riferimento a Sidney Poitier; definirlo commovente è poco.


"Quarant'anni per ottenere questo premio in questa città, e anche a lui hanno affibbiato questo problema! Ti darò sempre la caccia e seguirò sempre i tuoi passi Sidney perché non potrei fare niente di meglio...Dio ti benedica."


Le due "esibizioni" più divertenti sono sicuramente quelle di Whoopi Goldberg e Cuba Gooding Jr.
Whoopi ammette candidamente di aver sempre desiderato l'Oscar e che non vedeva l'ora di riceverlo!


"Sin da quando ero una bambina volevo questa statuetta...voi non lo sapete. Mio fratello non mi sopportava più e mi ha detto: puoi farcela questa volta, insieme a mia madre e a qualcun altro che mi sta guardando adesso."

Cuba Gooding Jr. invece è l'unico che ha continuato il suo discorso anche quando l'antipatica orchestra ha iniziato a suonare per segnalargli che il tempo a sua disposizione era finito. E il simpatico Cuba non solo ha continuato a parlare ma si è davvero scatenato sul palco ringraziando tutti, da Dio a Tom Cruise. Per la sua folle gioia oltre all'Oscar si è guadagnato una standing ovation!


Per la sezione orgoglio latino non possono mancare ovviamente Javier Bardem e Penelope Cruz.
Javier è molto veloce nel suo discorso...vediamolo:

Vince l'Oscar per il film Non è un paese per vecchi e ringrazia i registi, i fratelli Coen, per avergli fatto indossare la parrucca più brutta della storia! E poi si lascia andare alla dedica dell'Oscar, ovviamente in spagnolo. E secondo voi a chi dedica la statuetta? Alla mamma e alla Spagna.
E i due attori iberici non a caso ora formano una coppia. Il discorso di Penelope Cruz è quasi identico: anche lei, dopo aver ringraziato i registi che hanno creduto in lei sin dall'inizio come Pedro Almodovàr, ad un certo punto parla in spagnolo; dedica l'Oscar alla sua famiglia e ricorda la sua infanzia trascorsa nella città di Alcobendas, dove sognare era un lusso. Ma la futura attrice rimaneva sveglia fino a notte fonda per seguire la notte degli Oscar in TV. Aggiunge anche che l'arte è un linguaggio universale e bisogna fare di tutto per proteggerlo.


Sono a tutta famiglia i discorsi di Reese Whiterspoon e Kate Winslet.
Reese vince l'Oscar per Walk the line - Quando l'amore brucia l'anima, dove interpreta accanto a Joaquin Phoenix la coppia Johnny Cash - June Carter.


Entusiasta del personaggio che ha interpretato, "Ringrazio T. Bone Burnett per avermi felicemente aiutato a realizzare uno dei sogni della mia vita: diventare una cantante country!" Ringrazia poi il suo co-partner nel film, e passa alla famiglia. I genitori che l'hanno sempre supportata e il marito (ora ex...) e i figli "che dovrebbero essere a letto". I valori che la nonna le ha trasmesso li ha ritrovati impersonando June Carter che diceva: "Sto solo cercando di fare la differenza".
L'attrice inglese, invece, riceve l'Oscar per la magnifica interpretazione in The Reader.


"Ho scritto la prima versione di questo discorso quando avevo probabilmente otto anni, davanti allo specchio del bagno e questa (indicando la statuetta) era una bottiglia di shampoo. Ma non è una bottiglia di shampoo adesso!"

I ringraziamenti alla famiglia sono divertenti: non riuscendo ad individuare i genitori in platea, l'attrice chiede al padre di fischiare! Li individua e parte l'applauso divertito del pubblico.

La più dolce, commossa, sorpresa e senza parole è senz'altro l'adorabile Marion Cotillard.


L'attrice francese non aveva rivali: la sua Edith Piaf è stata extraordinaire ! Ringrazia il regista del film: "Olivier cosa mi hai fatto? Maestro Olivier Dahan you rock my life!" Non sapendo cosa dire ringrazia la vita, l'amore e dice che è vero che ci sono gli angeli in quella città, riferendosi a Los Angeles.
Più esuberante è stato sicuramente Jean Dujardin.


L'attore premiato per il film muto The Artist, con un delizioso accento francese dice "Amo il vostro paese!" E dopo un breve excursus sulla prima notte degli Oscar nel 1929 che durò 15 minuti, dice di essersi ispirato per il ruolo al divo del muto Douglas Fairbanks e primo presidente dell'Academy of Motion Picture Arts and Sciences. E citando il regista italo-americano Joseph Valentine, in francese esclama "Wow! Che vittoria geniale!"

Il più commovente è sicuramente quello di Adrien Brody, che riceve l'Oscar per Il pianista di Roman Polanski.


Tutti in platea si alzano, contenti della sua vittoria.
Dopo un bacio a sorpresa con Halle Berry che l'ha premiato, l'attore dice che non aveva compreso che fosse stato nominato il suo nome.

"Non ho preparato un discorso, perché ogni volta che lo preparavo non vincevo! Ci sono momenti nella vita nei quali sembra che ogni cosa abbia un senso. Questo non è uno di quelli!"

Si commuove quando ringrazia la madre. Quando ringrazia il regista e poi quando  l'orchestra comincia a suonare, la ferma. E per fortuna, perché Adrien ha qualcosa di importante da dire: ricorda i terribili anni del secondo conflitto mondiale, durante i quali è ambientato il film, e si ricollega ai tempi moderni sperando nella pace.

Come dimenticare la mitica Meryl Streep? Quest'anno ha vinto il suo terzo Oscar su 17 nominations ricevute nell'arco della sua carriera. Insomma detiene il record di più nominations ricevute da un attore nella storia del premio.
Divertentissimo il suo discorso:


"Oh mio Dio! Ma dai! Grazie mille! Grazie! Grazie! Quando ho sentito il mio nome ho immaginato l'America che diceva <<Oh no! Ma dai! Perchè? Lei? Ancora?>> Ma, vabbè!"

E dopo continua dicendo di voler ringraziare per primo il marito perché altrimenti alla fine partirebbe la musica! Insomma, sempre la malefica orchestra.


Ed infine un po' di orgoglio italiano: Federico Fellini e Roberto Benigni.



Ad accoglierlo un pubblico che non vuole smettere di applaudire. 
Il discorso del maestro Fellini, con un inglese dall'accento romagnolo, è famoso per il grazie Marcellino che sei venuto fin qui! rivolto a Mastroianni, che insieme a Sofia Loren gli consegna l'Oscar alla carriera, e lo Stop crying! rivolto a Giulietta Masina, la sua carissima moglie e attrice in tanti suoi film.

Cosa dire di Roberto Benigni?



Come sempre Benigni diverte, sorprende e smuove l'ingessata cerimonia degli Oscar.


Tutti entusiasti della sua vittoria, l'onnipresente Sofia Loren commossa fino alle lacrime. Ringrazia la mamma e il babbo per avergli donato la povertà. Dedica la statuetta a chi gli ha ispirato il film, a coloro che hanno dato la vita e non ci sono più.
E citando Dante, l'amor che muove il sole e l'altre stelle, dedica il premio anche alla moglie Nicoletta Braschi.

Hollywood è dove i sogni si avverano...o si vedono in TV.

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giovedì 18 ottobre 2012

Al cinema e in TV con Jane Austen

Per le amanti di Jane Austen, inclusa me, ho pensato di riassumere in questo post i vari film e serie TV tratti dai suoi libri o sulla sua vita. Sicuramente me ne sfuggirà qualcuno!

Iniziamo con i film. E come posso non partire da Orgoglio e Pregiudizio? Quello più datato che ho avuto modo di vedere è del 1940 con Laurence Olivier nei panni di Mr. Darcy e Greer Garson in quelli di Lizzie Bennet.


Carino, ovviamente con un po' di fascino demodè, recitazione trattenuta. Ma se siete delle appassionate di Jane Austen e di Orgoglio e Pregiudizio, non può mancare.

La mia versione cinematografica preferita del romanzo è sicuramente quella del 2003 di Joe Wright, con una straordinaria Elizabeth impersonata da Keira Knightley e un favoloso Mr. Darcy che ha il volto di Matthew Macfadyen. 


Il regista Joe Wright era alla sua prima prova importante sul grande schermo e secondo me non ha sbagliato nulla: cast, ambientazione, musiche, sceneggiatura. Tutto perfetto. Un film da vedere e rivedere, non stanca mai. Un consiglio: se avete curiosità di vederlo in inglese non vi spaventate: non siete voi che non capite Keira Knightley nonostante i sottotitoli, è lei che in molte scene recita con l'acceleratore.

Come non includere la miniserie della BBC con Colin Firth e Jennifer Ehle?




Sei puntate, record di ascolti. Colin Firth diventa più famoso della regina Elisabetta e ci scappa anche un flirt con la co-protagonista. Da allora Mr. Darcy sarà sempre associato all'attore inglese. Lui è Mr. Darcy! E lo interpreta anche ne Il Diario di Bridget Jones: la scrittrice Helen Fielding ha chiamato così il personaggio che si innamora di Bridget proprio in onore di Colin.
E se siete curiose di vedere le vicende di Elizabeth in salsa bollywoodiana, siete accontentate: Elizabeth si trasforma in Lalita Bakshi, interpretata da Aishwarya Rai.


Il film Matrimoni e Pregiudizi è diretto da Gurinder Chada, la regista di Sognando Beckam. Musiche, danze e allegria, questo film oltre che molto divertente è una gioia per gli occhi. Come tutti gli altri film indiani.

E se un bel giorno, vi ritrovereste Elizabeth Bennet in carne e ossa, nel bagno di casa vostra cosa fareste?


E' la trama di Lost in Austen, miniserie britannica originale e divertentissima. Amanda Price (il cognome richiama l'altra eroina di Jane Austen) si dà il cambio con Elizabeth Bennet: Lizzie decide di rimanere nella realtà, e Amanda viene catapultata nel suo romanzo preferito. Tra equivoci, risate e colpi di scena Amanda vedrà il suo sogno realizzarsi. E il Mr. Darcy di questa versione è...stupendo! In una scena viene riproposta, dietro richiesta di Amanda che è innamorata della serie della BBC, anche la famosa scena nel laghetto che ha reso un sex symbol Colin Firth.

Ragione e Sentimento è l'altro capolavoro di Jane Austen.
Al cinema l'ha diretto Ang Lee.


Il film non è un capolavoro, Ang Lee non si trova molto a suo agio nell'Inghilterra dell'Ottocento. A differenza di Emma Thompson che per la sceneggiatura vinse il Premio Oscar. Nel cast troviamo la stessa Thompson nei panni di Elinor, una giovanissima e già brava Kate Winslet che interpreta Marianne, Hugh Grant che impersona il timido Edward Ferrars e un fascinoso Alan Rickman che ci regala un magnifico Colonnello Brandon.

Entrambe le versioni di Persuasione, quella per il cinema e la serie della BBC, sono molto belle e ben fatte. 


La versione cinematografica è del 1995; Anne Elliot è interpretata da Amanda Root e il capitano Wentworth è impersonato da Ciaran Hinds.


Quella della BBC è del 2007, e i protagonisti sono Sally Hawkins e Rupert Penry-Jones. Una particolarità della serie BBC sono le modalità di ripresa di alcune scene: troviamo la steadycam a descrivere meglio le emozioni e i sentimenti di Anne Elliot.


Emma è il film diretto nel 1996 da Douglas McGrath con Gwyneth Paltrow, Greta Scacchi e Jeremy Northam. L'antipaticissima Emma è perfetta, Gwyneth Paltrow non poteva impersonarla meglio. Forse Emma è una delle eroine meno amate di Jane Austen, d'altronde è la stessa Jane che disse: "Emma non deve piacere a tutti, ma deve piacere a me." Comunque nel complesso, film carino.


De L'abbazia di Northanger c'è il film TV con J.J. Feild e Felicity Jones che impersonano rispettivamente Henry Tilney e Catherine Morland. La svagata Catherine e il buffo Tilney fanno tenerezza e divertono.


Il film TV su Mansfield Park non mi è piaciuto. I protagonisti sono Billie Piper nel ruolo di Fanny Price e Blake Ritson nei panni di Edmund Bertram. Noioso, e l'attrice che interpreta Fanny non era, secondo me, in parte.


Nel 2007 è toccato alla stessa Jane Austen diventare protagonista di un film. Ad impersonarla Anne Hathaway.


Oltre ad Anne, nel cast troviamo anche James McAvoy e Maggie Smith. Film molto bello, ovviamente la vita della scrittrice inglese qui risulta molto romanzata e non del tutto aderente alla realtà. Ma è molto piacevole da vedere, se non l'avete ancora visto ve lo consiglio.

Jane Austen diventa anche un Dottor Stranamore nel film Il club di Jane Austen.


Un gruppo di lettura rilegge mese per mese tutti i romanzi della scrittrice inglese, e tra coppie in crisi e coppie che nascono, la cara Jane ci mette lo zampino: tramite le sue storie i protagonisti del film capiscono cosa vogliono dalla vita e chi amare.


E se vi stavate sorprendendo di questa abbondante filmografia sulla scrittrice inglese, allora siete all'oscuro che...è una verità universalmente riconosciuta che tutti amano Jane Austen.


INCURSIONI CINEMANIACHE

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