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martedì 22 dicembre 2015

Recensione Flash: Io, Robot


Titolo originale: I, Robot

Anno e nazione di produzione: USA 2004

Distribuzione in Italia: 20th Century Fox Italia

Genere: Azione/Fantascienza/Poliziesco

Durata: 115 minuti

Cast: Will Smith, Bridget Moynahan, Alan Tudyk, James Cromwell, Bruce Greenwood, Chi McBride, Shia LaBeouf, Jerry Wasserman, Terry Chen

Regista: Alex Proyas

Tra le tante fissazioni mie, una delle più forti, come ben sapete, è il sottogenere fantascientifico cyberpunk e, nello specifico, quello riguardante l'I.A., ovvero l'Intelligenza Artificiale.
Quindi, dopo la mia amatissima trilogia di Matrix e la saga di Terminator (a cui si è aggiunto recentemente Terminator Genisys, non potevo non parlarvi di un altro mitico film, che ho visto già tempo fa e che volevo appunto aggiungere al catalogo cinematografico cyberpunk di Incursioni Cinemaniache: Io, Robot.
Di fatto, questa pellicola del 2004, diretta dal grande Alex Proyas, già regista dell'epico Il Corvo e di un altro film distopico, ovvero Dark City, è stata una dei tanti capolavori, insieme ad Equilibrium, ad esempio, derivati appunto dalla trilogia dei Wachowski, che vede come protagonista proprio uno dei tanti attori che hanno rifiutato, pentendosi successivamente, il ruolo di Neo, andato poi (per fortuna!) al grande Keanu Reeves, cioè Will Smith.
La storia di Io, Robot è basata proprio sull'omonima antologia di Isaac Asimov e ricalca del tutto la questione delle famose Tre Leggi della Robotica, che ogni androide deve rispettare, e di come esse siano fallaci e piene di difetti, poiché semplici da infrangere, per via dell'I.A. che riesce a raggiungere una coscienza ed autocoscienza di sé.
Assistiamo dunque alle vicende di Del Spooner (Will Smith), un detective di polizia della Chicago del 2035 che, a differenza di tutti gli altri umani, ormai del tutto in armonia con i robot positronici, assistenti domestici e lavoratori instancabili, creati dalla famosa ditta U.S. Robotics del magnate Lawrence Robertson (Bruce Greenwood, famoso per aver interpretato anche il Presidente degli Stati Uniti in National Treasure 2: Il Mistero Delle Pagine Perdute), vive da solo e alla vecchia maniera, ovvero rifiutando qualsiasi innovazione tecnologica, prima fra tutte proprio la presenza di qualsivoglia androide in casa, che lui odia dal profondo per via di un gravissimo trauma subito recentemente (di cui non vi parlerò, per evitare di fare spoiler) che lo affligge con tormentosi incubi ricorrenti.
La sua vita sembra trascorrere tranquilla finché, alla vigilia dell'arrivo sul mercato della nuovissima generazione di robot della U.S. Robotics, ovvero i modelli NS-5, che sostituiranno tutte le vecchie generazioni nelle case dell'intero pianeta, il dottor Alfred Lanning (James Cromwell), brillante scienziato e fondatore della ditta, affidata poi a Robertson, lo convoca personalmente tramite un dispositivo olografico con una registrazione enigmatica, dopo essersi suicidato.
Spooner, molto legato al dottore proprio per via del suo trauma passato, inizierà quindi ad indagare, poiché non accetta affatto di credere alla teoria del suicidio, nonostante tutte le prove dimostrino il contrario, e, grazie alla psicologa Susan Calvin (Bridget Moynahan), esperta di Intelligenza Artificiale, fa la rocambolesca conoscenza di Sonny, un NS-5, assistente di Lanning, specialissimo, perché totalmente diverso da quelli in arrivo sul mercato, per via della sua incredibile e scioccante capacità di decidere di sua spontanea iniziativa se seguire o no le Tre Leggi.
Del, pieno di pregiudizi nei confronti della razza androide (un problema che, tantissime volte, scatenerà le ire del suo capo e le denigrazioni da parte dei suoi colleghi), immediatamente sospetterà di Sonny, ma insieme alla dottoressa Calvin, capirà poi che la verità non è affatto quel che sembra e che il suo essere prevenuto sarà un'arma a doppio taglio, che lo spingerà sempre più in un vortice pericolosissimo che lo isolerà da tutto e tutti, finché non accadrà un gravissimo evento che sconvolgerà le sorti dell'intero pianeta.
Riuscirà Spooner a risolvere questo cocente caso?
Come già detto, Io, Robot, essendo una pellicola di genere cyberpunk, mi è piaciuto parecchio sin da subito, sia per le scene adrenaliniche che per il mistero che avvolge la morte del dottor Lanning, ma soprattutto perché uno dei temi più importanti di questo filone fantascientifico, ovvero l'I.A. che, viste le ultime scoperte nel campo della robotica (vi basti vedere, ad esempio, cosa è in grado di fare il robot ATLAS della Boston Dynamics), sta diventando, man mano, sempre più reale, si mostra in tutte le sue complicate sfaccettature.
Il mio plauso va a tutto il cast, ma soprattutto a Will Smith che, come sempre, riesce ad incastonare alla perfezione la sua verve comica anche in film seri come questo, e ad Alan Tudyk, bravissimo nell'aver interpretato Sonny.
Consiglio dunque a tutti Io, Robot e vi auguro buona visione con il trailer della pellicola.

Il trailer:


Consigliato: Assolutamente sì

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venerdì 4 dicembre 2015

Recensione Flash: Storia D'Inverno


Titolo originale: Winter's Tale

Anno e nazione di produzione: USA 2014

Distribuzione in Italia: Warner Bros.

Genere: Fantasy/Drammatico/Sentimentale

Durata: 113 minuti

Cast: Colin Farrell, Jessica Brown Findlay, Russell Crowe, Jennifer Connelly, William Hurt, Will Smith, Eva Marie Saint, Matt Bomer, Lucy Griffiths, Kevin Durand, Kevin Corrigan, Graham Greene, Finn Wittrock

Regista: Akiva Goldsman

L'amore vero ed eterno esiste per davvero?
Questo è uno dei quesiti che da sempre scervellano le menti più eccelse, dai filosofi agli scienziati, e finora non si è mai riusciti a trovare una risposta certa, né a livello psicologico né fisico. Per questa ragione, la sola maniera per vedere all'opera l'amore indissolubile al momento è rappresentata dal piccolo e grande schermo e dalle grandi storie che essi ci propongono.
Una di esse è proprio Storia D'Inverno, pellicola del 2014 basata sull'omonimo romanzo di Mark Helprin, pubblicato nel 1983, e diretta dallo sceneggiatore e produttore Akiva Goldsman, che debutta alla regia proprio con questo film.
Esso narra le vicende di Peter Lake (Colin Farrell), un ladro professionista di New York degli inizi del '900, che, trovato da piccolo nelle acque del fiume Hudson da dei Nativi Americani e poi cresciuto dal famoso, spietato e potente criminale Pearly Soames (Russell Crowe), capisce di aver sbagliato a fidarsi del suo boss, che si rivela essere un demone, giunto sulla Terra per evitare che il bene prevalga, e decide di abbandonare i Five Points, la gang di Soames, che in lui vedeva il perfetto erede del suo regno del crimine, salvandosi appena in tempo dalla banda, grazie all'arrivo improvviso di un maestoso cavallo bianco volante.
Durante i preparativi per fuggire dalla città, il cavallo bianco, che in realtà è uno spirito guida giunto in aiuto di Peter, indica al suo cavaliere un'enorme casa, appartenente al famoso editore Isaac Penn (William Hurt): credendo che il suo fidato compagno gli abbia indicato l'abitazione col solo scopo di rapinarla, il giovane ladro si intrufola in essa e si imbatte per caso in Beverly Penn (Jessica Brown Findlay), la giovane e bellissima figlia dell'editore, malata di consunzione e purtroppo in punto di morte.
Tra i due scatta il colpo di fulmine: Peter decide, nonostante gli enormi rischi che ne conseguono, di rimanere in città per vivere con lei, cambiando totalmente vita, ed impegnandosi a scatenare quello che, come il suo fidato amico Humpstone John (Graham Greene) gli ha spiegato, viene chiamato "il miracolo che ogni persona ha dentro di sé", al fine di salvare la sua amata con il suo, ancor di più dopo aver scoperto che il suo miracolo si sprigionerà solo per una donna coi capelli rossi, ovvero proprio il colore della capigliatura di Beverly.
Ma naturalmente, le cose non saranno facili, visto che Pearly, ormai ossessionato da Peter e dalla sua volontà di distruggerlo, contrasterà in tutti i modi, terreni ed ultraterreni, il grande amore nato tra i due.
Cosa accadrà dunque? Peter riuscirà a salvare la sua amata?
Devo dire di essere rimasto abbastanza colpito da Storia D'Inverno, proprio per via della struggente passione tra Peter e Beverly, nonché per gli eventi della trama, del tutto imprevedibili e sorprendenti fino al gran finale.
Purtroppo questa pellicola è stata un flop al botteghino, con mio sommo rammarico, dato che ho visto film ben peggiori di questo ottenere immeritatissimi successi, ma si sa, il pubblico cambia parere sui generi cinematografici dalla mattina alla sera, quindi forse Storia D'Inverno è capitato in un periodo non molto azzeccato.
Complimenti davvero a tutti gli attori del cast, soprattutto ai due protagonisti, a Jennifer Connelly (non vi spiego qual è il suo ruolo per evitare spoiler) e ai due antagonisti, ovvero Russell Crowe e Will Smith (nell'eccentrico ruolo di Lucifero, davvero comicissimo!) e consiglio vivamente questo film a tutta la famiglia.
Buona visione!

Il trailer:


Consigliato: Sì

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venerdì 10 aprile 2015

Recensione Flash: Nemico Pubblico


Titolo originale: Enemy Of The State

Anno e nazione di produzione: USA 1998

Distribuzione: Touchstone Pictures

Genere: Azione/Thriller

Durata: 131 minuti

Cast: Will Smith, Gene Hackman, Jon Voight, Regina King, Jack Black, Lisa Bonet, Gabriel Byrne, Loren Dean, Barry Pepper, Jake Busey, Scott Caan, Jamie Kennedy, Jason Lee, Tom Sizemore

Regista: Tony Scott

Molte volte capita che il mondo del cinema e della TV anticipi di gran lunga eventi che potrebbero verificarsi realmente, in un futuro non molto lontano. E' questo infatti il caso di Nemico Pubblico, film del 1998 diretto dal compianto Tony Scott.
Il protagonista è l'avvocato del lavoro Robert Clayton Dean, interpretato da Will Smith. L'uomo, mentre si trova fare compere per Natale in un negozio, incontra improvvisamente un suo vecchio amico di college, un certo Daniel Zavitz, di professione ricercatore. Dopo una brevissima chiacchierata, Zavitz, braccato da uomini misteriosi, nasconde in una busta di Robert un apparecchio elettronico. E' da questo momento in poi che la vita del giovane avvocato non sarà più la stessa.
Di fatto, quell'apparecchio contiene le prove di un gravissimo omicidio a sfondo politico e l'NSA, capeggiata dall'ambiguo Thomas Brian Reynolds, interpretato da Jon Voight, e pronta a tutto pur di prendere quel nastro, inizierà ad ossessionare la vita di Robert e della sua famiglia, rovinando a poco a poco la sua reputazione e tenendolo sotto controllo 24 ore su 24 senza che lui se ne accorga minimamente.
Quando tutto sembrerà perduto, l'avvocato troverà un valido aiuto nel fantomatico Brill, interpretato da Gene Hackman.
Cosa accadrà? Robert riuscirà a scoprire la verità e a riprendersi la sua vita?
Come dicevo prima, il tema dell'essere controllati dalle agenzie governative americane tramite le nuove tecnologie, nonostante il film sia uscito ben diciassette anni fa, è attualissimo visto ciò che accaduto con il caso WikiLeaks di Julian Assange e, soprattutto, con il giovane ed eroico Edward Snowden che ha scelto di dire tutta la verità sull'NSA e le sue attività illecite di spionaggio a livello mondiale, rovinando la sua brillante carriera e dovendo vivere in esilio in Russia.
Il personaggio interpretato da Will Smith finisce intrappolato in una rete nella quale è stato catapultato per caso, a causa degli interessi del governo americano, e la sua vita viene letteralmente stravolta, con l'astuzia e l'ingegno come sole ed uniche armi a sua disposizione.
Ed è proprio l'ingegno tipico di Tony Scott la chiave vincente di questo film: il ritmo è sempre adrenalinico, mai noioso e ridondante e la scelta del tema si è rivelata piuttosto profetica. Dispiace molto aver perso troppo presto un talento come Tony, uno spirito fragile ma brillante.
Unica pecca del film: Gabriel Byrne! Perché diavolo hanno ingaggiato un grande attore come lui per una particina della durata di 4-5 minuti?!
Vabbé, tralasciando questo aspetto, complimenti davvero a Will Smith per la sua bravura, a Gene Hackman per la sua comicità e a Jon Voight per la sua malvagità (negli anni Novanta forse amava essere inquietante, visti i suoi ruoli in questo film e in Mission: Impossible, infatti lo preferisco di più nel ruolo del papà di Ben Gates in Il Mistero Dei Templari e Il Mistero Delle Pagine Pedute!).
Consigliatissimo a chiunque sia interessato a conoscere meglio lo strapotere tecnologico degli USA.
Buona visione!

Il trailer:


Consigliato: Dopo i recenti fatti di cronaca, assolutamente sì

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domenica 21 settembre 2014

Noi dei semplici poliziotti?! Ti sbagli, amico: noi siamo i Bad Boys!


Dopo Starsky & Hutch, Miami Vice e tanti altri polizieschi con protagonisti dei piedipiatti americani tutti d'un pezzo, la gran parte dei fan di questo genere adrenalinico non possono e non devono esimersi dal vedere in azione la coppia di poliziotti più comici e duri di tutti i tempi: i Bad Boys!
La serie di film, diretta dall'apprezzato/odiato Michael Bay, prodotta dall'"amante dei pirati" Jerry Bruckheimer e finora ferma a due capitoli, il primo uscito nel 1995, mentre il secondo nel 2003, narra le avventure di Mike Lowry, poliziotto sciupafemmine proveniente da una famiglia benestante di Miami (infatti vi rifarete gli occhi in entrambi i film con le auto possenti che può permettersi!), interpretato dal mitico Will Smith, e Marcus Burnett, poliziotto tutto casa e famiglia, quando ha tempo, interpretato dal simpaticissimo Martin Lawrence.
I due, completamente agli antipodi in quanto a carattere, dimostrano il più delle volte quanto la loro unione possa essere esplosiva ed impossibile da fermare, con i loro metodi per nulla ortodossi, a tal punto di essersi appunto guadagnati il nomignolo di Bad Boys, dal titolo dell'omonima canzone degli Inner Circle, che i due canticchiano molte volte, ma facciamo un passo alla volta cominciando a parlare del primo capitolo.


Nel primo film, osserviamo questa sgangherata coppia di poliziotti afro-americani della sezione narcotici di Miami che deve fronteggiare una banda di narcotrafficanti, capeggiata dal crudele Fouchet, interpretato da Tchéky Karyo. Questo gruppo di criminali ha rubato una partita di eroina, sotto custodia della polizia, del valore di ben 100 milioni di dollari, ed è pronto a rivenderla per ottenere cospicui guadagni. L'unica persona che può aiutare Mike e Marcus è la giovane e avvenente Julie, interpretata da Téa Leoni. La ragazza ha infatti assistito all'assassinio della sua migliore amica, sotto copertura per aiutare il suo ex spasimante Mike, da parte di Fouchet e dei suoi uomini, ed è quindi in pericolo costante, poiché solo lei può testimoniare contro il capo della banda. Tuttavia, la giovane, terrorizzata, accetta di parlare solo con Mike, come le aveva suggerito di fare la sua amica in caso di pericolo. E' proprio in questa occasione che succede il finimondo, poiché Marcus, dato che Mike, intento a piangere la sua ex spasimante, non è dunque reperibile al momento della chiamata da parte di Julie, è costretto dal suo capo, il nevrotico capitano Howard, interpretato da Joe Pantoliano, ad impersonare il suo collega, scambiandosi di ruolo con il vero Mike.
Dopo numerose sparatorie ed ostacoli vari, finalmente, grazie all'aiuto di Julie, i due poliziotti riescono a trovare Fouchet, con un finale incredibile.

Mike bracca Fouchet
Nel secondo film, uscito 8 anni dopo il primo, osserviamo come tra Mike e Marcus, un po' più attempati ma sempre energici, inizino a mostrarsi dei dissapori, dovuti, a detta di Marcus, al loro rapporto completamente disfunzionale. Infatti, Mike è sempre pronto all'azione adrenalinica, ha il grilletto facile e perde la testa per le belle donne, mentre Marcus non vuole fare altro che avere un po' di tempo per godersi la sua famiglia.
Purtroppo, anche stavolta, dovrà rimandare i suoi piani, nonostante l'arrivo di sua sorella, la bella Sydney, interpretata da Gabrielle Union, spasimante segreta di Mike, che sembra finalmente aver messo la testa a posto, ma che teme la feroce reazione del suo collega, nel caso in cui la loro relazione dovesse venire a galla.


Di fatto, Sydney, o Syd, che vive a New York e lavora per la DEA, non è giunta a Miami solo per andare a fare visita a suo fratello e alla sua famiglia: la ragazza si è infatti infiltrata nella banda del potente narcotrafficante cubano Hector Juan Tapia, interpretato da Jordi Mollà, più volte arrestato per i suoi terribili crimini, ma poi subito scagionato e liberato, grazie alle sue amicizie potenti.
La DEA ha quindi intenzione di cogliere sul fatto Tapia e i suoi uomini con l'ausilio di Syd, ma la ragazza non ha fatto i conti con suo fratello e Mike, pronti ad aiutarla, nonostante i grandi rischi e gli interessi in ballo (ogni volta che veniva arrestato, Tapia infatti riusciva ad ottenere sempre il licenziamento degli agenti di polizia che lo avevano catturato).

Hector Juan Tapia
Tra mirabolanti inseguimenti in auto e combattimenti tra le strade di Cuba, i due poliziotti riusciranno, come al solito, a farsi riconoscere e affronteranno la questione relativa al loro rapporto complicato, dato che Marcus rivela a Mike di aver chiesto il trasferimento in un'altra città, lasciando di stucco il suo collega.
Cosa accadrà dunque? Assisteremo alla fine della tostissima accoppiata? Ma soprattutto, come riusciranno i due a porre un freno alle azioni sfrenate del terribile Tapia, in quella che sembra essere la loro ultima missione insieme?


Sapendo che il duo Smith-Lawrence ha sempre fatto e fa ancora faville, non ho avuto alcun dubbio sul fatto che queste due pellicole fossero belle, divertenti ed interessanti. Tra i due film, preferisco più il secondo, forse per via dell'azione continua, rispetto al primo che ha un ritmo molto altalenante, ma in fin dei conti, entrambi se la cavano bene e meritano di essere visti.
Bello soprattutto vedere il rapporto di amicizia tra Mike e Marcus che, nonostante le numerose avversità e i continui battibecchi, finisce sempre per dimostrarsi forte e duraturo.
Intanto, sin dal 2003, anno in cui uscì il secondo capitolo, si parlò incessantemente di un terzo film. Le voci si sono rincorse di continuo in questi ultimi anni e, a metà agosto del 2014, Martin Lawrence ha confermato che finalmente il film è quasi del tutto pronto e si farà per certo. Una bellissima notizia per i fan della serie, tra i quali rientro anch'io ormai, che non possono fare altro che attendere con trepidazione l'arrivo del prossimo capitolo.
Vi lascio con un video-tributo alle pellicole e vi auguro buona visione!

Il video-tributo:


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mercoledì 13 novembre 2013

Recensione Flash: After Earth: Dopo La Fine Del Mondo


Titolo originale: After Earth

Anno e nazione di distribuzione: USA 2013

Distribuzione in Italia: Sony Pictures

Genere: Fantascienza/Azione/Avventura

Durata: 100 minuti

Cast: Jaden Smith, Will Smith, Sophie Okonedo, Zoe Isabelle Kravitz, David Denman, Glenn Morshower, Diego Klattenhoff

Regista: M. Night Shyamalan

Quelli che credevano ancora che le raccomandazioni e i figli di papà fossero un'invenzione tutta italiana dovranno ricredersi: After Earth, film di M. Night Shyamalan, sfortunato regista del grandissimo flop L'Ultimo Dominatore Dell'Aria, ha offerto a Will Smith la possibilità di realizzare un film "tutto in famiglia", dove suo figlio Jaden avrebbe rivestito il ruolo di protagonista esclusivo, mentre lui avrebbe ricoperto un ruolo secondario, ma al tempo stesso sarebbe stato uno dei produttori della pellicola, insieme a sua moglie Jada.
Ma non facciamo subito i prevenuti.
Questo film narra le vicende degli umani superstiti della Terra, mille anni dopo che il pianeta è stato abbandonato perché ormai distrutto dai cambiamenti climatici e dall'inquinamento. I Ranger, l'ordine militare che ha diretto l'esodo verso altri pianeti, hanno stabilito il loro comando generale su Nova Prime, un pianeta quasi identico alla Terra perduta, dovendo però fare i conti con gli Skrel, un'ostile razza aliena che combatte gli invasori usando gli Ursa, bestie cieche geneticamente modificate che riescono ad uccidere le loro prede fiutando i feromoni della paura.
La guerra sembra quindi destinata a terminare a favore degli Skrel, finché uno dei Ranger, Cypher Raige/Will Smith, riesce a sconfiggere completamente la paura riuscendo a "spettrare", ovvero a divenire completamente inodore ed impossibile da individuare per gli Ursa.
Dopo averne uccisi parecchi, l'uomo diviene il generale supremo dei Ranger ed il simbolo della lotta per la sopravvivenza umana.
Lo stesso non si può dire per suo figlio Kitai, bravo e diligente, ma al tempo stesso attanagliato dalla paura, a causa di un misterioso e terribile incidente che lo ha segnato durante l'infanzia e che gli ha causato l'ostilità del padre.
L'opportunità per recuperare il rapporto padre-figlio si presenta quando Cypher permette al figlio di accompagnarlo in una missione verso un pianeta vicino, ma tutto crolla repentinamente quando un'improvvisa pioggia di asteroidi danneggia gravemente la nave, costringendola ad un atterraggio di emergenza sul pianeta più terribile ed inospitale per la razza umana: la Terra.
Gli unici due sopravvissuti sono Kitai e suo padre Cypher, quest'ultimo ferito gravemente alle gambe ed impossibilitato a muoversi.
Per lanciare il segnale di aiuto cosmico, Kitai dovrà quindi raggiungere, con l'ausilio via radio del padre, la coda dell'astronave, precipitata a 100 km. di distanza dal punto in cui si trovano loro nella foresta.
Il ragazzo dovrà quindi trovare il coraggio e sconfiggere i demoni del passato, fronteggiando i rischi del pianeta e dovendo infine scontrarsi con un oscuro nemico per poter portare in salvo sé stesso e suo padre così da recuperare il rapporto perduto.
Se si guarda il film senza troppi pensieri e senza ricordarsi del fatto che i due protagonisti sono davvero padre e figlio, la trama risulta abbastanza piacevole ed avventurosa. Il trucco sta proprio in questo, altrimenti finirete col denigrare questa pellicola e a non apprezzarla per via dell'impressione provocata dal fatto che Will Smith abbia voluto realizzarla solo per dar maggiore luce a suo figlio, come se la recitazione fosse un'arte da tramandare di generazione in generazione e non una vocazione.
A voi la scelta, se riuscirete nell'impresa di "sopportare" questo "polpettone familiare", valutando ovviamente sia i pro che i contro. Buona visione!

Il trailer:


Consigliato: Nì
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venerdì 15 marzo 2013

Les Films En Rose




Gli americani sono i maestri delle commedie romantiche.


Ogni sfumatura, ogni paura, ogni emozione, insomma ogni sfaccettatura dell'amoroso sentimento è stato analizzato e filmato dai registi che hanno firmato storie che ci hanno fatto ridere, sognare e riflettere.


Ne ho visti a migliaia, sono i film che mi mettono di buon umore quando magari ho avuto una giornata no e che (non vorrei essere troppo melensa!) mi scaldano il cuore perché a volte il mondo lì fuori non è che usa i guanti bianchi o ti fa vivere emozioni da film. Anzi.


Cominciamo!


HARRY TI PRESENTO SALLY (1989)



Grazie alla magistrale sceneggiatura di Nora Ephron, When Harry met Sally è diventato un classico delle commedie romantiche, la "bibbia" da consultare per gli sceneggiatori che vogliono scrivere di un amore romantico, divertente, litigarello e unico, ovviamente! Billy Crystal e Meg Ryan sono perfetti. Una sofisticata commedia romantica.

La scena cult del film:



E la mitica scena finale:




RICATTO D'AMORE (2009)




Capo redattrice canadese rischia di essere cacciata fuori dagli States perché non ha la cittadinanza americana. Soluzione? Sposare il suo segretario americano e, una volta acquisita la cittadinanza, divorziare. I due stringono un patto: lui l'aiuta a diventare americana e lei lo nomina capo redattore. Ma prima di sposarsi, Margaret deve conoscere la famiglia di Andrew, in Alaska. Ma soprattutto dovranno imparare a conoscersi se vorranno superare il colloquio all'ufficio immigrazione.
E se il clima dell'Alaska non è di certo dei migliori, l'algida Margaret si scioglierà.
Commedia romantica esilarante. Anche la coppia Reynolds - Bullock fa scintille!





La scena del bosco:





E il finale:




COLAZIONE DA TIFFANY (1961)



Tratto dal romanzo di Truman Capote, il film di Blake Edwards è IL grande classico delle commedie romantiche.
La dolce ed insicura Holly incontra lo scrittore (mantenuto) Paul. La ragazza ha tante manie e abitudini: una di queste è quella di far colazione davanti le vetrine della gioielleria Tiffany per far passare le "paturnie", quella fastidiosa tristezza che ogni tanto l'assale. Ma da quando Paul va a vivere nel suo palazzo, Holly si sente meno sola e Gatto non è l'unico, vero, amico con cui parlare.


Audrey Hepburn dà il massimo per questo film. L'attrice ha dichiarato che si sentiva piena di energie perché era una neo mamma, il figlio Sean ha contribuito quindi al successo del leggendario personaggio di Holly Golightly. Sulle note di Moon River, Paul e Holly hanno fatto sognare, e fanno sognare, milioni di persone.




La scena finale:




HITCH (2005)


L'educatore sentimentale Alex Hitchens decide di seguire un caso disperato, quello di Albert, impiegato grassottello e imbranato, innamorato del suo capo, l'ereditiera Allegra Cole.
Nel frattempo la giornalista Sara Melas è sulle sue tracce per intervistarlo, infatti Hitchens è diventato quasi una leggenda in città aiutando innamorati e curando cuori infranti. Ma nessuno lo conosce e Alex vuole mantenere la sua identità segreta. Ma per una coincidenza, Alex e Sara si incontrano una sera in un locale, ovviamente non sanno chi sono. E questa volta sarà Alex a capitolare!
Frizzantissima commedia con Will Smith in versione romantica. Colonna sonora trascinante! Insomma, da non perdere!

Lezioni di ballo con Albert:




Scena finale:



Menzioni Speciali

I film che ho visto ultimamente e che mi hanno più emozionato. Per Il Lato Positivo ho sviluppato una vera e propria fissazione!







Buona visione!

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venerdì 30 novembre 2012

Tu vuò fà l'americano!


Affermato regista, emigrato in America, vorrebbe cambiare il cinema italiano.
Non è il rifacimento del film di Sordi, ma è il riassunto dell'ultimo periodo cinematografico di Gabriele Muccino.
I primi due film made in USA, che il pubblico americano ha apprezzato, sono La Ricerca della Felicità e Sette Anime. Ad accompagnare il regista nel suo viaggio a Hollywood, l'attore Will Smith, produttore e attore di entrambe i film. Il ragazzo di Bel Air conosceva i film italiani di Gabriele e ha fornito il magico pass al neofita italiano per la fabbrica dei sogni. Ora Gabriele è al suo terzo film yankee, Quello che so sull'amore, e di certo non pensa affatto a tornare in patria.

La ricerca della felicità è il film che gli americani hanno sicuramente apprezzato di più: la vecchia novità di un regista italiano "esportato" in America (ovviamente non possiamo paragonare Muccino ad un Antonioni) associato al protagonista del film, un self made man che incarna il sogno americano per eccellenza. L'esordio di Jaden Smith è molto promettente. Gabriele, con l'opera prima, è voluto andare sul sicuro. Record di incassi nella madre patria.


Sette anime è, invece, il film più nelle corde del regista. Sempre Will Smith protagonista, in più Rosario Dawson a completare l'affresco cinematografico disegnato da Gabriele per una storia commovente e tragica, tenera e complicata. Non è piaciuto tantissimo agli americani, ma in Italia è nuovamente record di incassi.


E il 10 gennaio, arriva sugli schermi di casa nostra (negli USA esce prima) Quello che so sull'amore. Il posto di protagonista e produttore del film viene preso da Gerard Butler. Nel cast anche Jessica Biel, Uma Thurman, Catherine Zeta-Jones e Dennis Quaid. Un cast stellare che il regista italiano non ha dovuto nemmeno faticare a convincere: hanno accettato tutti subito, tutti fan dei precedenti film di Muccino.
Riflettori puntati sul rapporto tra padre e figlio. La prima commedia romantica di Gabriele, genere tipico del cinema americano. Staremo a vedere.

Gabriele negli USA ci sta bene. E questi anni, "lontani" dal cinema italiano, gli hanno chiarito le idee su cosa non va proprio qui in Italia. In America fare cinema è, da sempre, un business. Un apparato cinematografico come quello americano, una vera e propria industria, in Italia ma anche in Europa non potrebbe mai esistere. Gli americani fabbricano profitti, gli europei sogni, opere d'arte. Ed è proprio questo che non va, secondo il regista romano. Un film se è commerciale, se vende, non è detto che non sia un buon prodotto "artistico".
In più, è questione di meritocrazia: negli USA i film li fa chi merita i finanziamenti. In Italia, chi ha un nome. Muccino ha bisogno di competizione e innovazione. E non di raccomandazioni. E un giorno, magari tornerà in Italia, e cercherà di cambiare le cose. Per questo, good luck Mr. Muccino.

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mercoledì 10 ottobre 2012

Recensione Flash: Men In Black 3


Anno e nazione di produzione: USA 2012

Distribuzione in Italia: Columbia Pictures

Genere: Fantascienza, Commedia

Durata: 103 minuti

Cast: Will Smith, Tommy Lee Jones, Josh Brolin, Emma Thompson, Alice Eve, Nicole Scherzinger, Jemaine Clement, Michael Stuhlbarg

Regista: Barry Sonnenfeld

Il reparto segreto speciale del governo statunitense, noto come M.I.B., che monitora l'attività extraterrestre sul pianeta Terra fa il suo ritorno dopo 10 anni dall'uscita del secondo episodio.
Finalmente rivediamo i due formidabili agenti della storia dei M.I.B., l'anziano e veterano K e l'astuto e mattacchione J, di nuovo in azione per difendere il pianeta da una terribile minaccia aliena. Unico problema? K è scomparso nel nulla!
Ebbene sì, il povero agente è stato cancellato dalla storia del mondo a causa di Boris l'Animale (ma chiamatelo solo Boris, altrimenti si arrabbierà di brutto!), un alieno pluriomicida evaso dal carcere di massima sicurezza dei M.I.B. sulla Luna per vendicarsi di K, colpevole di aver fermato i suoi piani. Ed infatti tornerà indietro nel tempo per uccidere l'agente nel passato ed avviare poi l'invasione del suo popolo sulla Terra nel presente.
Toccherà quindi a J salvare il pianeta tornando anche lui indietro nel tempo, ma dovrà fare i conti, oltre che con Boris, anche con un'altra persona: il giovane K del '69! Tra gag comiche e scene mozzafiato, finalmente J scoprirà quale grande segreto si cela dietro il carattere rude e scorbutico di K, un segreto nascosto proprio nel suo passato.
Dopo il primo epico film ed il secondo, abbastanza scialbo e ripetitivo, finalmente Barry Sonnenfeld ritorna con un film fresco ed originale che, nonostante il solito cattivo di turno che minaccia di distruggere il mondo, mostra situazioni comiche ed incredibili che richiamano alla memoria proprio il primo episodio della saga (forse infatti verrà realizzato anche un quarto film). Will Smith è il solito J, divertentissimo e con la battuta pronta, mentre Tommy Lee Jones, sebbene sia invecchiato, è ancora molto arzillo e simpatico. Ma i miei complimenti più sinceri vanno al grande Josh Brolin, prima di questo film non lo conoscevo e mi ha colpito tantissimo. Infatti la sua interpretazione del giovane K è stata più che magistrale, dimostrando un'eccezionale bravura nel ricalcare esattamente il carattere dell'anziano K, mescolando il tutto con aspetti sconosciuti a J e agli spettatori. Scopriremo alla fine del film il misterioso e commovente avvenimento che svelerà a J il grande segreto di K.
Non vi dico altro, se non buona visione!

Il trailer:


Consigliato: Sì

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