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venerdì 29 maggio 2015

Recensione Flash: Li Chiamarono... Briganti!


Anno e paese di distribuzione: ITA 1999

Produzione: Medusa Film

Genere: Storico/Drammatico

Durata: 129 minuti

Cast: Enrico Lo Verso, Branko Tesanovic, Roberta Armani, Ennio Coltorti, Claudia Cardinale, Benoit Vallès, Remo Girone, Carlo Croccolo, Franco Nero, Francesco Mazzini, Salvatore Puntillo, Michele D'Anca, Luigi Montini, Lina Sastri, Giorgio Albertazzi, Carlo Mucari

Regista: Pasquale Squitieri

"La storia la scrivono i vincitori."
Quante volte abbiamo ascoltato questa affermazione? Come facciamo ad essere così sicuri che ciò che abbiamo studiato a scuola sia davvero la sola e pura verità storica?
Da oltre trent'anni è sorta una corrente di pensiero, ovvero quella del revisionismo risorgimentale, che ha letteralmente smontato tutte le belle storielle dei coraggiosi Mille di Garibaldi (in realtà erano oltre tremila e non erano solo italiani, ma anche mercenari di varie nazionalità) e la tanto acclamata (e stranamente e sottolineo stranamente improvvisa) voglia di unità della penisola italiana.
Tantissimi sono i conti che non tornano, riflettendoci bene, e la questione meridionale, nonché tutti i problemi del Sud in generale, sono sorti proprio subito dopo l'unità d'Italia. Moltissimi scrittori e giornalisti, come il compianto Nicola Zitara, Pino Aprile e Marco Esposito si sono dedicati e si dedicano ancora alla ricerca dei fatti storici, tramite i tantissimi documenti celati a dovere dai vari governi italiani.
Ma tali verità non sono più accessibili solo tramite i libri o Internet, quest'ultimo meritevole delle più grandi lodi, poiché prima del suo avvento, la divulgazione delle realtà storiche, consultabili da tutti, era quasi del tutto impossibile.
Di fatto, cosa che pochissime persone sanno, il regista Pasquale Squitieri realizzò il film Li Chiamarono... Briganti!, uscito nelle sale italiane nel 1999, con un cast stellare: si va da Enrico Lo Verso a Claudia Cardinale, da Remo Girone a Franco Nero, Carlo Croccolo, Lina Sastri, Giorgio Albertazzi e tanti altri.
La domanda che vi starete ponendo è: come mai non ne sappiamo niente? Semplice: il film venne immediatamente censurato dalla Medusa Film, la casa di produzione, che ritirò la pellicola dalle sale dopo forti pressioni da parte del governo italiano e dello Stato Maggiore dell'Esercito che, in questa maniera, hanno letteralmente ed implicitamente ammesso che ciò che si vede nel film è la verità dei fatti.
La trama infatti parla delle vicende del famoso Carmine Crocco, interpretato da Enrico Lo Verso, un ex garibaldino che, insieme al suo fidato amico Ninco Nanco, torna finalmente a casa, a Rionero in Vulture, dopo la spedizione con Garibaldi, per scoprire che la situazione del Sud, anziché essere migliorata, dopo la fine del Regno Delle Due Sicilie, è invece drasticamente peggiorata: i meridionali subiscono i continui soprusi dell'esercito piemontese, nonché delle nuove giunte municipali, asservite ai Savoia, che hanno impoverito del tutto la popolazione, esattamente come accade nelle colonie interne.
Quando Carmine e Ninco cercano di bloccare questa barbarie, il sindaco della loro città li fa arrestare. Fortunatamente, grazie all'appoggio di vari nobili filoborbonici e del Vaticano, offeso anch'esso dai massacri compiuti dai garibaldini e dai piemontesi, i due vengono liberati e riforniti di armi e soldi, in modo da divenire i capi delle tantissime bande di briganti, sorte in seguito alla fuga dalle autorità che pretendevano troppe tasse da gente troppo povera.
Organizzando la prima vera resistenza ai piemontesi, Carmine diventa famoso come il "Generale dei Briganti" e comincia l'offensiva per scacciare gli invasori, guidati dal folle, spietato e razzista generale savoiardo Enrico Cialdini, e ripristinare la monarchia borbonica nel Sud, che tanto aveva fatto per il proprio popolo. Ma le conseguenze di tale scelta saranno molto amare.
Il film è realizzato davvero bene e l'immensa bravura di Squitieri è stata quella di racchiudere tutti gli aspetti della trasformazione del Sud Italia in colonia interna del Nord, con le numerose conseguenze negative (l'inizio della cultura razzista dei nordici nei confronti dei meridionali, a causa delle teorie pseudoscientifiche di Cesare Lombroso, precursore dei nazisti, il cui museo degli orrori è tuttora aperto a Torino, nonché l'inizio del rapporto tra Stato italiano e mafiosi, camorristi e 'ndranghetisti), in sole 2 ore di pellicola.
Forse l'unica nota un po' stonata, ma non grave ai fini della trama, è il grande Massimo Venturiello che doppia Enrico Lo Verso, dando a Crocco un accento napoletano, cosa del tutto erronea, dato che il Generale dei Briganti era lucano.
Un film consigliatissimo, specie per la gente del Sud che ancora ignora qual è la vera causa di tutti i mali del nostro territorio, un tempo culla di un regno florido e ricco, checché ne dicano i libri scritti dagli storici di regime, ed ora terra letteralmente stuprata e rovinata dalle continue scempiaggini dei governi italiani.
Per quanto riguarda la disponibilità della pellicola, Li Chiamarono... Briganti! è tranquillamente disponibile su YouTube o sui programmi P2P, quindi la parola d'ordine è: viva la pirateria informatica!
Buona visione!

Il trailer:


Consigliato: Assolutamente sì

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martedì 22 gennaio 2013

Recensione (mica tanto) Flash: Django Unchained


Anno e nazione di produzione: USA 2013

Distribuzione in Italia: Warner Bros.

Genere: Western

Durata: 165 minuti

Cast: Jamie Foxx, Christoph Waltz, Leonardo DiCaprio, Samuel Lee Jackson, Franco Nero, Kerry Washington, Don Johnson, Quentin Tarantino

Regista: Quentin Tarantino

Due anni prima della guerra civile, da qualche parte nel Texas, lo schiavo Django trascina le sue catene al seguito dei fratelli Speck.
Lungo il cammino, il gruppo di schiavi e negrieri incontra il dottor King Schultz che con un'eloquio forbito e divertente chiede ai fratelli Speck di voler comprare proprio Django. E se i due negrieri pensano di aver a che fare con un uomo con qualche rotella fuori posto, devono subito ricredersi quando si ritrovano uno con la gamba rotta e l'altro defunto; il sopravvissuto fratello Speck è costretto ad accettare l'offerta del dottore. Ed è così che inizia la nuova vita di Django, da uomo libero, al fianco di Schultz, e con un lavoro: cacciatore di taglie. Il dottore era sulle tracce dello schiavo perché è l'unico che può aiutarlo nel riconoscere i fratelli Brittle, i delinquenti che gli assicureranno un buon guadagno. Il loro sodalizio è firmato col sangue e con la vendetta, infatti Django accetta subito di aiutare il dottore perché i tre negrieri hanno separato lui dalla moglie Broomhilda, anni fa. Il patto è che Django aiuterà Schultz ad incassare le taglie, il dottore aiuterà lui nel liberare Broomhilda. Dopo un inverno tra i monti innevati, i due scendono verso il Mississippi, diretti a Candyland, una delle piantagioni più grandi della zona, di proprietà di Calvin Candie, allenatore di mandingo. E' lì che li aspetta Broomhilda.
L'ottavo lungometraggio di Quentin Tarantino, campione di incassi negli USA  e in Italia, è un'enciclopedia dei più bei film western e spaghetti - western, scelti da un autentico cinemaniaco: lo stesso regista. Tarantino ha sempre affermato di essere un'autodidatta, di fare cinema da appassionato e di voler stupire. Sempre e comunque.
Dai titoli di testa, chiari riferimenti al Django di Corbucci, al cammeo di Franco Nero fino all'esplosione finale sulle note di Lo chiamavano Trinità..., Django Unchained è da non perdere per cultori del genere e ovviamente per i fan di Mr. Tarantino. Numerosi anche i rimandi agli altri film del regista, da Kill Bill a Bastardi senza Gloria.
Schultz per Django diventa un mentore, e grazie a lui lo schiavo oltre a liberarsi dalle catene, libererà sé stesso dalla paura di essere nero e schiavo. Il dottore forgia per lui una nuova personalità, sul mito nordico di Sigfrido, e lo trasforma in Django Freeman.
Sicuramente la prima parte del film è quella più divertente e originale. Dall'ingresso a Candyland la storia svolta verso il prevedibile, seppur coinvolgente, film di genere. Django Unchained è il film più lungo di Tarantino e se non siete fan sfegatati, noterete che molte scene potevano essere abbreviate o addirittura tagliate.
Ottima l'interpretazione di Christoph Waltz. Jamie Foxx è stata la giusta scelta per Django, in parte ed esplosivo. Leonardo Di Caprio non stupisce abbastanza ma è credibile. Non aspettatevi di vedere la tipica eroina tarantiniana in Kerry Washington, infatti il personaggio di Broomhilda è più una donzella in difficoltà. Samuel Lee Jackson non delude. Molto bella la colonna sonora, commistione di stili e colori dal sound trascinante.
Il mio primo "incontro" con Tarantino è stato sicuramente spassoso ed è chiaro che l'ex iena continua a divertirsi e a divertire. Ma anche una profana come me ha capito che i litri di sangue oltre a galvanizzare il pubblico, servono a coprire qualche banale scivolone.

Il trailer:



Consigliato: Sì


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