lunedì 2 dicembre 2013

Recensione (mica tanto) Flash: Hunger Games - La Ragazza di Fuoco


Anno e Nazione di Produzione: USA 2013

Titolo Originale: Hunger Games - Catching Fire

Distribuzione in Italia: Universal Pictures

Genere: Avventura

Durata: 146 minuti

Cast: Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Liam Hemsworth, Woody Harrelson, Elizabeth Banks, Lenny Kravitz, Philip Seymour Hoffman, Jeffrey Wright, Stanley Tucci, Donald Sutherland, Jena Malone, Sam Claflin

Regista: Francis Lawrence

Tornati al loro distretto, Katniss e Peeta hanno poco tempo per dimenticare gli Hunger Games, Capitol City e il presidente Snow. I due ragazzi, a casa, oltre ad affrontare la nuova stretta tirannica di Panem, devono fronteggiare i demoni e i brutti ricordi che dopo i giochi non li hanno abbandonati, e prepararsi al Tour della Vittoria. La situazione nei distretti è diventata difficile da controllare per il presidente Snow: tutti hanno visto in Katniss una speranza di ribellione e di libertà. Così, Panem (è il caso di scriverlo con la maiuscola!) et circenses: Snow vuole ammansire le folle con i due innamorati del distretto 12. L'arrivo del nuovo comandante dei pacificatori al loro distretto, che istituisce il coprifuoco ed esecuzioni sommarie, fa comprendere ai ragazzi che il loro mondo, quello prima della partecipazione ai giochi, è definitivamente scomparso. Così Katniss deve nuovamente dire addio alla sua famiglia e a Gale. Durante il Tour, la Ragazza di Fuoco non riesce a tollerare le sofferenze a cui sono costretti i distretti ma non può fare nulla per loro: il presidente ha scoperto il legame con Gale e costringe Katniss a recitare il ruolo da lei tanto odiato, pena: la morte delle persone che ama.
Aiutata da Peeta, porterà a termine il Tour proprio a Capitol City ma Snow ha in mente qualcosa, d'accordo con il nuovo stratega, Plutarch Heavensbee. Un'edizione della memoria per i 75esimi Hunger Games: i vincitori ancora in vita delle passate edizioni vengono sorteggiati e ributtati nell'arena. Per Katniss e Peeta è una nuova grande sfida da affrontare insieme. Per la Ragazza di Fuoco e per i distretti è l'inizio della rivolta.


Per la regia del secondo film della saga, il testimone è passato da Gary Ross a Francis Lawrence (per chi se lo stesse chiedendo, nessuna parentela lo lega a Jennifer). Il secondo Hunger Games è sicuramente diverso dal primo per trama e caratterizzazione dei personaggi: i protagonisti hanno vissuto un'esperienza traumatica come quella dei giochi. Katniss, Gale e Peeta sono cresciuti, sono diventati più consapevoli di ciò che succede nel loro mondo, consapevoli del loro nuovo sé e del potere che soprattutto Katniss esercita sulla gente come ispiratrice della rivolta dei distretti, assoggettati a Capitol City.
C'è molta più tensione, adrenalina e più cervello in questo secondo lungometraggio: non sono più dei giochi con ragazzi senza scrupoli che contano solo e soltanto sulla loro forza. All'Edizione della Memoria partecipano adulti, persone che affronteranno i giochi con il cervello e l'astuzia. Inoltre molte cose sono tenute nascoste allo spettatore che le scopre solo alla fine del film. Se invece avete letto il romanzo, alleanze e colpi di scena non vi sorprenderanno molto. Ho letto i romanzi e penso che i registi, finora, abbiano fatto un buon lavoro. Ovviamente alcuni momenti sono stati tagliati o modificati, ma la storia è tutta lì: nel coraggio di Katniss, nella forza di Gale e nella tenace dolcezza di Peeta.

  
Parlando proprio dei tre ragazzi: Katniss ha molta paura. Il coraggio la accompagna sempre ma dopo aver conosciuto il mondo malato di Capitol City e la crudeltà del presidente Snow è costantemente preoccupata, attanagliata dal timore di perdere le persone cui vuole bene. Peeta, tra i tre, forse è quello che è cambiato meno ma è diventato più maturo, sicuro di sé e del sentimento che prova per Katniss. Per lui non è finzione ma realtà. Gale, invece, non è più il ragazzotto che lavora nelle miniere del distretto 12 ma un combattente, un guerriero che diventerà protagonista nei prossimi film della saga, previsti per il 2014 e il 2015.
Katniss è molto confusa: è attratta da Gale perché è come lei. Peeta però ha un potere, quello di tranquillizzarla, di tenere a bada il fuoco che le arde dentro costantemente. La ragazza lo capirà perché nell'ultima parte del film il bacio tra lei e Peeta non è per le telecamere ma riguarda solo loro.
Attori al loro massimo, su tutti Jennifer Lawrence che non ha dato vita ad una banale eroina per adolescenti ma ad una ragazza dalle mille sfaccettature, mai uguale a se stessa. Mi sono piaciute molto anche le new entries: Philip Seymour Hoffman, Jeffrey Wright, Jena Malone e Sam Caflin che ritroveremo nei prossimi film insieme ad altri due nuovi arrivi eccellenti: Julianne Moore e John Cusack.
Il finale de La Ragazza di Fuoco è molto aperto, tutto deve ancora avvenire e questo film è solo l'inizio della rivolta, la scintilla che infiammerà i distretti e che cambierà per sempre i protagonisti.

Il trailer:

Consigliato: Sì

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lunedì 25 novembre 2013

Recensione Flash: Benvenuto Presidente!


Anno e nazione di distribuzione: Italia 2013

Distribuzione: 01 Distribution

Genere: Commedia

Durata: 100 minuti

Cast: Claudio Bisio, Kasia Smutniak, Giuseppe Fiorello, Omero Antonutti, Remo Girone, Massimo Popolizio, Michele Alhaique, Cesare Bocci, Gianni Cavina, Patrizio Rispo, Pietro Sarubbi, Piera Degli Esposti, Gigio Morra, Federico Maria Galante

Regista: Riccardo Milani

Immaginate, per un momento, che la presidenza della Repubblica italiana venisse affidata, per un errore dei politici corrotti, ad un uomo onesto, retto e pulito fino al midollo che riesce a risollevare, nei modi più improbabili e meno ortodossi, le sorti del paese in tempi brevissimi.
Ecco, questo è ciò che vedrete in Benvenuto Presidente!, la nuova pellicola di Riccardo Milani con Claudio Bisio nei panni dell'improbabile presidente Giuseppe Garibaldi, bibliotecario precario e pescatore per hobby nominato dai partiti più forti del paese che, tentando di smuovere gli animi votando simbolicamente il vero Garibaldi, si ritrovano a constatare che esiste appunto un uomo con lo stesso nome e pienamente in regola per la carica più importante dello Stato italiano. Se all'inizio, Giuseppe si sente inadeguato nel rivestire tale ruolo, successivamente riesce ad assestare colpi potenti ai poteri forti e alla casta, aiutando i cittadini italiani e tutto il paese a riavere una dignità ed un lavoro con i fatti, e non con le chiacchiere. Il finale del film è tutto una sorpresa.
Come il precedente Viva L'Italia di Michele Placido, anche questo film ripropone, in maniera molto goliardica ma anche seria, la disastrata situazione italiana ridotta in questa maniera da politici che, come viene affermato nel film, si trovano lì perché rispecchiano in pieno i difetti di noi cittadini italiani, la maggior parte dei quali abituati a furbizie, sotterfugi e raccomandazioni.
Ciò che si vede nel film è alquanto utopico, ma non impossibile. Tutto sta nel cambiare prima noi stessi e poi il paese intero, viziato da brutte e radicate "abitudini". Riusciremo mai a salvarlo coi fatti concreti e non con parole buttate al vento? A voi la risposta.
Buona visione!

Il trailer:


Consigliato: Sì

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martedì 19 novembre 2013

The first time I met...James Franco


So che guardando la foto, care lettrici cinemaniache, non riconoscereste a James Franco altri meriti se non quello di essere un figo da paura. Eppure, questo californian boy è una continua sorpresa. Eclettico non solo nei ruoli che ha interpretato e interpreta al cinema ma anche nella vita. Mai uguale a se stesso, sempre alla ricerca di storie da raccontare, nuovi stimoli e progetti in cui buttarsi a capofitto. E sì, perché James è guidato da una grande passione, in tutte le cose che fa: la passione per il suo lavoro di attore, la passione per l'arte, un lato non molto conosciuto di Franco che forse ha ereditato dalla nonna materna, proprietaria di una celebre galleria d'arte a Cleveland. La passione per la vita e per il mondo che lo circonda.


James non si sente e non è assolutamente il classico sex symbol hollywoodiano, seppur nel 2009 sia stato inserito nella classifica degli uomini più sexy al mondo. Se andate a sbirciare il suo account su Instagram scoprirete un ragazzo molto (auto)ironico, semplice e a volte anche strambo!
La sua carriera d'attore è solo l'aspetto più superficiale perché è anche regista, scrittore (ha all'attivo due libri di racconti), produttore e sceneggiatore. In più aggiungeteci anche l'arte, preferibilmente indipendente: una recente collaborazione, presentata alla 70esima Mostra Cinematografica di Venezia con Marina Abramovic ha visto l'artista serba realizzare un documentario sulla vita dell'attore e d'attore, "in bilico tra arte e intrattenimento", (QUI l'intervista ai due per chi fosse interessato).


James Edward Franco nasce a Palo Alto, in California, il 19 aprile del 1978. Le sue origini sono un melting pot di culture e provenienze geografiche: la madre, Betsy Lou Verne, poetessa autrice ed editrice, è ebrea di origine russe mentre il padre, Douglas Eugene Franco, direttore di un'agenzia no profit e di una compagnia portacontainer, ha origini italiane, portoghesi e svedesi. Direi che il risultato finale è stato ottimo. Teddy, come lo chiamano in famiglia, dopo aver incassato la vittoria per "Il più bel sorriso della Palo Alto High School", si iscrive al college dove decide di studiare letteratura inglese. Ben presto abbandona gli studi per dedicarsi alla recitazione, attività che intraprende per tenere a bada la timidezza. Così inizia a prendere lezioni con Robert Carnegie e dopo 15 mesi di preparazione viene scelto per la serie TV Freaks and Geeks. Poco dopo, nel 2001, interpreta James Dean nel film per la TV dedicato al "gigante" di Hollywood che gli varrà la vittoria ai Golden Globe del 2002.



La carriera di James è sempre più in ascesa. Sostiene il provino per il nuovo Spider Man, ma il ruolo di protagonista va a Tobey Maguire. Pessima scelta. Lui interpreta Harry Osborne, il figlio del Goblin verde che, alla morte del padre, diventa il nuovo nemico del ragno. Girerà anche Annapolis, Giovani Aquile, Colpevole d'Omicidio con Robert de Niro che lo volle con sé nel film, e poi...



Tristano e Isotta nel 2006. E' l'unico romance nella filmografia di James. Tutti gli altri ruoli che ha interpretato sono impegnati, demenziali, molto vissuti e infatti Mr. Franco non apprezza molto il filone romantico di certo cinema statunitense e si è pentito di aver girato questo film: lui e il regista, Kevin Reynolds, avevano una visione completamente differente del personaggio di Tristano. Quella di James forse era più vicina alla leggenda e meno romanzata.
Probabilmente a convincerlo sono stati i produttori del film, Tony e Ridley Scott perché oltre alla storia d'amore dei protagonisti c'è anche molta azione e combattimenti. Franco si è allenato per otto mesi, praticando boxe, imparando ad andare a cavallo e a combattere con la spada. Dopo Spider Man questo è forse l'altro suo grande successo di pubblico. Tristano e Isotta l'ho visto per la prima volta al cinema e così è iniziata la mia "storia d'amore" cinematografica con il bel californiano che...



...è bello sempre, anche ricoperto di sangue e fango. E lo è ancora di più quando interpreta un eroe romantico e invincibile. Care lettrici, vedete e rivedete quel film perché non penso che James ne farà un altro del genere. Diciamo che il ragazzo ha cambiato compagnie.



La loro amicizia può essere definita quasi una storia d'amore: dura da ben dieci anni e conta già numerosi film insieme. L'ultimo è Facciamola Finita (clicca sul link per leggere la recensione) dove è esilarante il rapporto e la caratterizzazione dei personaggi di Franco e Seth Rogen che interpretano loro stessi: James ha un affetto morboso per Seth, appassionato di architettura e arte, salutista fighettino e compiaciuto collezionista di memorabilia dei personaggi che ha interpretato. Questi due, insieme, promettono ancora risate.
Visto che in famiglia sono tutti laureati, James nel 2006 decide di riprendere gli studi e quindi:

- si laurea nel 2008
- contemporaneamente a New York frequenta i corsi di scrittura alla Columbia University, quello di regia alla New York University's Tisch School of the Arts e quello di scrittura creativa al Brooklyn College
- nel 2010 riceve il Master of Fine Arts della Columbia University e frequenta il dottorato in inglese a Yale

Come se non bastasse, è anche bravo in matematica!
Mentre studiava e sgobbava sui libri, recitava anche: Strafumati con l'amico Seth, Milk di Gus Van Sant con Sean Penn, Urlo e infine il suo ruolo più bello in cui ha dato prova della sua bravura: 127 ore di Danny Boyle che gli è valso una candidatura agli 83esimi Academy Awards che tra l'altro ha anche condotto con Anne Hathaway. Ecco un immagine:



Sì lui è quello col vestito fucsia, un Marilyn Monroe forzuto. L'ho detto che a volte è strambo no??
Gli ultimi film cui ha partecipato, oltre a Facciamola Finita, sono L'alba del pianeta delle scimmie, Il Grande e Potente Oz di Sam Raimi, Sua MaestàLovelace. Impegnatissimo anche dietro la macchina da presa, tra i suoi lavori Sal, Interior. Leather Bar. presentato alla Berlinale 2013 e in arrivo, nel 2014, il film su Charles Bukowski. Inoltre è imminente il suo debutto anche a Broadway.
Cos'altro dire? Continua a sorprenderci James!

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Recensione Flash: Facciamola Finita


Anno e Nazione di Produzione: USA 2012

Titolo Originale: This is the end

Distribuzione in Italia: Warner Bros

Genere: Commedia

Durata: 107 minuti

Cast: James Franco, Seth Rogen, Jonah Hill, Jay Baruchel, Danny McBride, Craig Robinson, Michael Cera, Emma Watson

Regista: Seth Rogen, Evan Goldberg

Jay raggiunge l'amico Seth a Los Angeles. Non si vedono da un anno e hanno programmato una reunion per il weekend. Dopo svariate partite alla playstation e parecchie canne, Seth propone a Jay di andare alla festa che James Franco darà quella sera per la sua nuova villa. Sì, James Franco l'attore. Seth è Seth Rogen, così come Jay è l'apprendista stregone addestrato da Nicolas Cage. Seppur il canadese Jay odi Los Angeles, Hollywood e le sue feste, la dà vinta all'amico. Attori, cantanti, comici si sono dati tutti appuntamento da James. La fine del mondo scombinerà i piani per la serata dell'allegra combriccola. Oltre all'Apocalisse un'altra cosa è certa: tutti daranno il loro peggio.
Avevo sentito parlare di questo film qualche mese fa ma lo etichettai subito come cinema demenziale. Poi la curiosità ha vinto lo snobismo e una sera, molto scettica, ho deciso di vederlo. Non c'avrei scommesso un centesimo ma con Facciamola Finita ci si sganascia dalle risate dall'inizio alla fine. Non aspettatevi comicità intelligente, perché ci avevo visto giusto: è demenziale. Poco importa perché tra demoni, gente che da di matto, esorcismi e una sorprendente Hermione/Emma Watson si ride di gusto. Tutti i protagonisti, la nuova generazione della comicità americana, tra cui lo stesso Rogen che è anche regista con Goldberg, hanno una loro peculiarità, il proprio lato oscuro che nell'imminenza della fine del mondo di certo non terranno a bada.
Facciamola Finita è una commedia allucinogena, davvero da non perdere!

Il trailer:



Consigliato: Sì!!!!

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venerdì 15 novembre 2013

Recensione Flash: Una Notte Da Leoni 3


Titolo originale: The Hangover: Part III

Anno e nazione di distribuzione: USA 2013

Distribuzione in Italia: Warner Bros. Pictures

Genere: Commedia

Durata: 100 minuti

Cast: Bradley Cooper, Ed Helms, Zach Galifianakis, Justin Bartha, Ken Jeong, Heather Graham, Jeffrey Tambor, Gillian Vigman, Sasha Barrese, Jamie Chung, John Goodman, Mike Epps, Melissa McCarthy, Sondra Currie

Regista: Todd Phillips

"Il finale epico di un'incredibile trilogia": ecco quello che ci era stato ripetutamente promesso prima dell'uscita del film a maggio. Sinceramente, e questa non è solo un'opinione mia ma di molti, di epicità nello stile tipico del "branco" scanzonato di mascalzoni e sbandati dei primi due film non se ne vede neanche l'ombra.
Una Notte Da Leoni 3 ha voluto mettere la parola fine ad una trilogia cominciata nel 2009 e, al tempo stesso, segnare un netto cambiamento con gli episodi precedenti.
Di fatto, nei primi due capitoli lo schema era sempre quello del tipico addio al celibato all'americana, esageratamente radicale a causa dell'insano Alan e dei suoi amici pusher, mentre il terzo ci mostra quanto i protagonisti siano ormai stanchi della pazzia del "panzone", venendo costretti ad accompagnarlo in un centro di recupero psichiatrico.
Tutto cambia improvvisamente quando, lungo il tragitto, i quattro vengono rapiti da Marshall, un gangster e narcotrafficante che sta cercando Mr. Chow, il terribile orientale cocainomane che è stato parte integrante delle scorribande del branco nei primi due film. Il nanerottolo ha rubato metà dell'oro di Marshall e solo Alan, che si è tenuto in contatto col cinese mentre era in prigione, all'insaputa di tutti, può trovarlo, pena la morte del povero Doug, tenuto in ostaggio dal gangster.
Da qui cominciano le tipiche avventure di Alan, Stu e Phil, intrise più di scene di azione che di comicità. Riusciranno a salvare per l'ennesima volta Doug e fermare una volta per tutte Mr. Leslie Chow?
Sarò forse un po' tradizionalista, ma a parer mio, se la missione di salvataggio di Doug fosse stata simile a quelle di ricerca dei primi due film, quest'ultimo capitolo sarebbe stato di certo molto più comico di quanto si è rivelato.
Quindi, se avete amato alla follia le prime due pellicole e non riuscireste ad accettare questo cambiamento nella terza, evitate di vederlo e preservate il ricordo che avete in mente, altrimenti fatevi forza e vedetelo, accontentandovi della scena nei titoli di coda che riporta alla mente i vecchi tempi in cui il branco ululava ancora come una banda di forsennati.
Buona visione!

Il trailer:


Consigliato: Nì

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mercoledì 13 novembre 2013

Recensione Flash: After Earth: Dopo La Fine Del Mondo


Titolo originale: After Earth

Anno e nazione di distribuzione: USA 2013

Distribuzione in Italia: Sony Pictures

Genere: Fantascienza/Azione/Avventura

Durata: 100 minuti

Cast: Jaden Smith, Will Smith, Sophie Okonedo, Zoe Isabelle Kravitz, David Denman, Glenn Morshower, Diego Klattenhoff

Regista: M. Night Shyamalan

Quelli che credevano ancora che le raccomandazioni e i figli di papà fossero un'invenzione tutta italiana dovranno ricredersi: After Earth, film di M. Night Shyamalan, sfortunato regista del grandissimo flop L'Ultimo Dominatore Dell'Aria, ha offerto a Will Smith la possibilità di realizzare un film "tutto in famiglia", dove suo figlio Jaden avrebbe rivestito il ruolo di protagonista esclusivo, mentre lui avrebbe ricoperto un ruolo secondario, ma al tempo stesso sarebbe stato uno dei produttori della pellicola, insieme a sua moglie Jada.
Ma non facciamo subito i prevenuti.
Questo film narra le vicende degli umani superstiti della Terra, mille anni dopo che il pianeta è stato abbandonato perché ormai distrutto dai cambiamenti climatici e dall'inquinamento. I Ranger, l'ordine militare che ha diretto l'esodo verso altri pianeti, hanno stabilito il loro comando generale su Nova Prime, un pianeta quasi identico alla Terra perduta, dovendo però fare i conti con gli Skrel, un'ostile razza aliena che combatte gli invasori usando gli Ursa, bestie cieche geneticamente modificate che riescono ad uccidere le loro prede fiutando i feromoni della paura.
La guerra sembra quindi destinata a terminare a favore degli Skrel, finché uno dei Ranger, Cypher Raige/Will Smith, riesce a sconfiggere completamente la paura riuscendo a "spettrare", ovvero a divenire completamente inodore ed impossibile da individuare per gli Ursa.
Dopo averne uccisi parecchi, l'uomo diviene il generale supremo dei Ranger ed il simbolo della lotta per la sopravvivenza umana.
Lo stesso non si può dire per suo figlio Kitai, bravo e diligente, ma al tempo stesso attanagliato dalla paura, a causa di un misterioso e terribile incidente che lo ha segnato durante l'infanzia e che gli ha causato l'ostilità del padre.
L'opportunità per recuperare il rapporto padre-figlio si presenta quando Cypher permette al figlio di accompagnarlo in una missione verso un pianeta vicino, ma tutto crolla repentinamente quando un'improvvisa pioggia di asteroidi danneggia gravemente la nave, costringendola ad un atterraggio di emergenza sul pianeta più terribile ed inospitale per la razza umana: la Terra.
Gli unici due sopravvissuti sono Kitai e suo padre Cypher, quest'ultimo ferito gravemente alle gambe ed impossibilitato a muoversi.
Per lanciare il segnale di aiuto cosmico, Kitai dovrà quindi raggiungere, con l'ausilio via radio del padre, la coda dell'astronave, precipitata a 100 km. di distanza dal punto in cui si trovano loro nella foresta.
Il ragazzo dovrà quindi trovare il coraggio e sconfiggere i demoni del passato, fronteggiando i rischi del pianeta e dovendo infine scontrarsi con un oscuro nemico per poter portare in salvo sé stesso e suo padre così da recuperare il rapporto perduto.
Se si guarda il film senza troppi pensieri e senza ricordarsi del fatto che i due protagonisti sono davvero padre e figlio, la trama risulta abbastanza piacevole ed avventurosa. Il trucco sta proprio in questo, altrimenti finirete col denigrare questa pellicola e a non apprezzarla per via dell'impressione provocata dal fatto che Will Smith abbia voluto realizzarla solo per dar maggiore luce a suo figlio, come se la recitazione fosse un'arte da tramandare di generazione in generazione e non una vocazione.
A voi la scelta, se riuscirete nell'impresa di "sopportare" questo "polpettone familiare", valutando ovviamente sia i pro che i contro. Buona visione!

Il trailer:


Consigliato: Nì
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martedì 12 novembre 2013

Recensione Flash: The Big Wedding


Anno e Nazione di Produzione: USA 2013

Genere: Commedia

Durata: 90 minuti

Cast: Robert De Niro, Robin Williams, Diane Keaton, Susan Sarandon, Katherine Heigl, Topher Grace, Ben Barnes, Amanda Seyfried, Patricia Rae, Ana Ayora

Regista: Justin Zackham

I Griffin si preparano al matrimonio del piccolo di famiglia: Alejandro. Il ragazzo, di origine colombiana (interpretato dall'inglesissimo Ben Barnes con un chilo di cerone marrone in faccia per renderlo sudamericano), è stato adottato quando era molto piccolo perché la madre biologica non poteva permettersi di crescere entrambe i figli. Il ragazzo ha trovato nella famiglia Griffin due genitori e due fratelli che lo hanno amato come se fosse loro, biologicamente. La madre di Alejandro, Madonna, per il matrimonio del figlio decide di andare negli Stati Uniti, accompagnata da Nuria, la sorella di Alejandro. Questo è un problema, perché Don ed Ellie sono divorziati e Madonna è una fervente cattolica. Soprattutto, Don ora vive con Bebe, sua compagna ed ex amica del cuore proprio di Ellie. Non sono una famiglia da definire normale, ognuno ha i suoi problemi e stramberie. Ma ciò che conta è l'amore, e nell'allargata famiglia Griffin ce n'è tanto.
Classica commediola americana, non propone nulla di nuovo e cerca di buttare fumo negli occhi dello spettatore con i grandi nomi del cast. Così tante glorie del cinema americano e nuove promesse insieme non si erano mai viste ma ovviamente da soli non riescono a far decollare il film. Tipico lungometraggio in cui gli attori si guadagnano la pagnotta e niente più.
Voi mi chiederete: ma ti deve pur essere piaciuto qualcosa del film? Sì, Ben Barnes! Davanti alla TV mi sono sentita un po' Jamie Lee Curtis in Un pesce di nome Wanda che va su di giri quando sente parlare Kevin Kline in spagnolo. Ben Barnes in questo film si destreggia in qualche dialogo spagnoleggiante. Con accento inglese. Miei pensieri vietati ai minori di 18 anni.
Di arrivo nelle sale in Italia non se ne parla. Meglio così.

Il trailer:


Consigliato: No

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