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lunedì 4 marzo 2013

Recensione Flash: Lincoln



Anno e nazione di produzione: USA, India 2012

Distribuzione in Italia: 20th Century Fox

Genere: Biografico

Durata: 150 minuti

Cast: Daniel Day-Lewis, Sally Field, David Straithairn, Joseph Gordon-Levitt, Tommy Lee-Jones, John Hawkes, James Spader

Regista: Steven Spielberg

Mentre la guerra civile americana si avvia verso la fine, nel 1865 il presidente Lincoln decide di portare alla camera, per l'approvazione, il 13° emendamento, riguardante l'abolizione della schiavitù dei neri d'America.
Senza dimenticare che la guerra doveva concludersi entro quell'anno, poiché, come per la schiavitù, troppe vite erano state sacrificate, Lincoln lotterà strenuamente contro l'ottusità di alcuni membri del parlamento per far approvare l'emendamento. Non smetterà mai di credere nella sua visione di America come paese libero, per tutti. Nei suoi ultimi mesi di vita, il presidente cambierà il suo paese, regalandogli finalmente pace e unità, e cambierà il mondo, scrivendo con le sue mani di umile avvocato di provincia l'inizio della grande battaglia per la conquista dei diritti civili, per tutti gli uomini.
Steven Spielberg con il suo nuovo film ha puntato in alto: Abraham Lincoln è sicuramente il presidente più amato nella storia degli Stati Uniti d'America, quindi l'impresa era ardua. Ma il regista americano, avvalendosi del suo fidato team di autori e tecnici ha girato un biopic di pregio, come solo un grande "artigiano" del cinema sarebbe stato in grado di fare. Lincoln è un film che forse nell'intento del regista vorrebbe infondere speranza nella politica intesa come unica associazione umana che opera per il bene comune, soprattutto ora che in più parti del mondo essa delude. Il presidente Lincoln ha mentito, comprato voti, barattato non per sé stesso ma per il bene della nazione. L'uomo più puro d'America ha fatto ciò che era necessario per traghettare la sua nazione verso la modernità, anche se questo voleva dire sacrificare sé stesso, la sua famiglia, la sua vita. Il film è anche un'interessante affresco dei meccanismi della politica, dei suoi obblighi, dei sotterfugi e degli ideali che dovrebbero animarla.
Daniel Day-Lewis è magnifico: nota a tutti la sua metodica immersione nei personaggi interpretati, ha letto oltre cento libri prima di iniziare le riprese. Nonostante la preparazione "libresca" la sua è un'interpretazione viva, vigorosa e commovente. Il resto del cast, compreso lo straordinario Tommy Lee-Jones, ha cooperato rendendo il film sicuramente indimenticabile.

Il trailer:




Consigliato: Sì


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venerdì 22 febbraio 2013

Recensione Flash: The Sessions


Anno e nazione di produzione: USA 2012

Distribuzione in Italia: 20th Century Fox

Genere: Drammatico

Durata: 95 minuti

Cast: John Hawkes, Helen Hunt, William H. Macy, Moon Bloodgood, Annika Marks, Adam Arkin

Regista: Ben Lewin

California, anni Ottanta. Mark O'Brien è un giornalista e scrittore. Dall'età di sei anni, a causa della poliomelite, è paralizzato dal collo in giù e sopravvive grazie ad un polmone d'acciaio. Nonostante il suo handicap, l'uomo ha sempre cercato di condurre una vita normale e soddisfacente. Dopo essersi laureato a Berkeley, ha iniziato a scrivere poesie e collaborare con giornali. Ciò che manca nella vita di Mark è l'amore. E il sesso. Nonostante la tenera autoironia verso la sua condizione, Mark è estremamente sensibile e vulnerabile. Si confida con il suo parroco e, insieme a lui, l'uomo prende la decisione di rivolgersi ad una specialista. E' così che Mark conosce Cheryl, una sex surrogate. La terapista aiuterà l'uomo a far pace col suo corpo. E con sé stesso. Perché prima che col corpo, il sesso è vissuto con la mente.
Il regista Ben Lewin, lui stesso sopravvissuto alla poliomelite, venuto a conoscenza della storia di Mark O'Brien, ha deciso subito di farne un film. Appartenente al circuito del cinema americano indipendente, il film non conquista per l'originalità della storia ma per il pregevole lavoro "artigianale" di cast e crew. Nel perfetto stile anticonvenzionale californiano, The Sessions is made with love. La sensibilità con cui tutti hanno lavorato a questo film è già un buon motivo per andarlo a vedere. Helen Hunt e soprattutto John Hawkes sono straordinari. William H. Macy con la sua interpretazione ti fa venire voglia di donare l'8 x mille alla Chiesa.
Scherzi a parte, parafrasando proprio ciò che dice alla fine del film il prete di Macy, The Sessions è il viaggio di un uomo alla ricerca di un'esperienza di vita completa come persona e non come caso umano.

Il trailer:


Consigliato: Sì


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