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domenica 22 dicembre 2013

Recensione Flash: Il Sospetto


Anno e Nazione di Produzione: Danimarca 2012

Titolo Originale: Jagten (inglese: The Hunt)

Distribuzione in Italia: BIM

Genere: Drammatico

Durata: 115 minuti

Cast: Mads Mikkelsen, Thomas Bo Larsen, Susse Wold, Annika Wedderkopp, Alexandra Rapaport, Anne Louise Hassing

Regista: Thomas Vinterberg

Piccola città del nord Europa, tranquilla e dove si conoscono tutti: è qui che vive Lucas, insegnante all'asilo locale. Perfettamente integrato nella comunità, l'uomo è stimato e apprezzato da amici e colleghi. Un matrimonio fallito alle spalle e un figlio, Marcus, che l'ex moglie non gli fa vedere quanto vorrebbe. I suoi piccoli alunni lo adorano, soprattutto Klara, la figlia del suo migliore amico Theo. Un giorno la piccola lo bacia sulla bocca e gli fa un piccolo dono. Lucas, con dolcezza, la redarguisce dicendole che certe attenzioni sono riservate ai genitori e ai familiari. La bambina, imbarazzata e ferita, inizia a raccontare una storia di violenze sessuali che travolgeranno la vita di Lucas, spingendo la città in una caccia al mostro.
Il regista, e attore, Thomas Vinterberg tra i primi ad aderire a Dogma 95, il manifesto cinematografico danese degli anni Novanta cui presero parte anche Lars von Trier e la giovane Susanne Bier, ritorna al cinema con un film che, rispetto ai suoi precedenti, abbandona i toni comici e grotteschi per denunciare l'ipocrisia borghese. Lucas, dopo il racconto della piccola Klara, per i suoi amici e concittadini diventa un mostro nonostante la mancanza di prove, reali, che attestino la violenza. Non solo, gli alunni influenzandosi a vicenda, iniziano a raccontare tutti la stessa storia trasformando l'uomo in un pedofilo seriale.
Isolato, perseguitato e minacciato Lucas affermerà sempre la sua innocenza. Vinterberg ambienta la scena madre del film in chiesa, durante la notte di Natale, quasi a voler implicitamente individuare la "fonte" dell'odio dei benpensanti. Il regista chiude il film con un colpo di fucile che manca di poco Lucas, a un anno di distanza dagli eventi narrati: il sospetto rimarrà sempre e Lucas ne rimarrà per sempre segnato.
Candidato ai Golden Globe 2014, Il Sospetto è un film freddo, asciutto, razionale, che non lascia margini di redenzione alla società borghese. Mads Mikkelsen, protagonista assoluto del lungometraggio, vincitore con questo film della Palma d'Oro a Cannes nel 2012, conferma il suo caleidospico talento di attore di razza. Thomas Bo Larsen, attore feticcio di Vinterberg, si carica del conformismo provinciale e convince. Bravissima la piccola Annika Wedderkopp.
Non importa chi sei: se gli altri hanno bisogno di un capro espiatorio, lo diventi.

Il trailer:



Consigliato: Sì


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giovedì 21 febbraio 2013

Cinema dal Mondo...Fredde emozioni


Sapete a chi appartiene quello sguardo penetrante? Se non lo riconoscete, vi dico che è di Mads Mikkelsen.
Dopo la meritata vittoria a Cannes 2012, l'attore è diventato sicuramente il simbolo dell'ascesa del cinema danese. 
Infatti, negli ultimi anni, il cinema danese (e in generale quello del nord Europa) sta mietendo successi e si sta imponendo a livello mondiale, conquistando premi ed esportando attori che sono diventati delle star a Hollywood.
Volete delle prove? Andate a leggere le nomination di quest'anno dei vari premi cinematografici: dagli Oscar ai Golden Globe fino ai BAFTA, molta attenzione è stata data ai film nord europei.
Concentrandoci sulla Danimarca, l'elenco di premi e premiati nelle varie manifestazioni è lungo: all'ultima edizione del Festival di Cannes ha avuto enorme successo il film Il Sospetto di Thomas Vinterberg; il protagonista Mads Mikkelsen ha vinto la Palma d'Oro come Miglior Attore. Nel 2011 la regista Susanne Bier ha vinto l'Oscar con In un mondo migliore per Miglior Film Straniero e il premio come miglior regista europea agli European Film Awards. Sempre agli EFA, Melancholia di Lars Von Trier ha vinto il premio come miglior film e ha stregato tutti (nonostante le esternazioni del regista su Hitler). Ovviamente non si sono dimenticati di Mads Mikkelsen che, sempre agli EFA, ha vinto il premio come miglior contributo europeo al cinema mondiale.



"Noi non abbiamo dei grossi problemi politici o sociali e ci concentriamo maggiormente sulle storie interpersonali e sulle relazioni. E hanno un'elevata intensità."

                                                                                                            Mads Mikkelsen

Forse non tutti sanno che il cinema danese è stato tra i più attivi nel momento in cui la settima arte stava diffondendosi nel vecchio continente. La prima proiezione pubblica venne organizzata a Copenaghen nel 1896; nel 1904 venne aperta la prima sala cinematografica. Nel corso di due anni i locali si moltiplicarono in ogni parte del paese. Nel 1906 Ole Olsen fondò la prima casa cinematografica su modello americano, la Nordisk Film Kompagni. In quattro anni raggiunse i 1700 dipendenti e in Europa divenne la seconda casa di produzione, dopo la francese Pathé. Importanti furono le innovazioni apportate dai danesi nelle ambientazioni, l'uso della luce o lo stile recitativo. I registi più famosi sono sicuramente, a partire dal muto: Blom, Sandberg, Christensen e soprattutto Dreyer e Jensen. Tutti ovviamente lavorarono con la Nordisk di Olsen.
Il cinema danese contemporaneo è rappresentato dai firmatari del movimento cinematografico Dogma 95. Gli ispiratori del movimento sono Lars Von Trier e Thomas Vinterberg. L'obiettivo degli aderenti al Dogma 95 era quello di purificare il cinema, tornare alla semplicità eliminando: gli effetti speciali, la colonna sonora, la scenografia e divieto assoluto di investimenti miliardari. Inoltre l'unico mezzo ammesso per le riprese era la camera a mano. Tutti le regole furono ovviamente trascritte nel documento di fondazione del movimento ma è inutile dire che fin dall'inizio non furono rispettate. L'alibi fu quello che ogni regista poteva interpretare il decalogo a modo suo. L'esperienza di Dogma 95 si chiuse nel 2005, con 35 film.
Oggi il cinema danese ha il volto femminile della regista Susanne Bier. Anche lei ha aderito a Dogma 95, con i suoi primi film ha riscosso notevole successo prima in patria poi in Europa. Dopo il film Non desiderare la donna d'altri (gli americani ne hanno fatto uno sbiadito remake, Brothers con Natalie Portman, Jake Gyllenhaal e Tobey Maguire) che ha avuto successo a livello mondiale, per la Bier l'America diventa la sua seconda patria. Con il film successivo, Dopo il matrimonio, la regista riceve la sua prima candidatura all'Oscar. La statuetta degli Academy la stringerà tra le mani cinque anni dopo.



Il film è un viaggio emozionale in segreti e amori forse dimenticati. Jacob Petersen gestisce un orfanotrofio a Mumbai. In cerca di finanziamenti è costretto a tornare in Danimarca perché un ricco uomo d'affari sembrerebbe disposto a donare una cospicua somma di denaro ma vuole conoscere Jacob di persona. L'uomo, da molto tempo lontano da casa, scoprirà che il suo passato diventerà il suo presente.
La regista analizza le dinamiche di una rappresentazione dei sentimenti, dove il grande burattinaio è l'attore svedese Rolf Lassgård. Forse il film potrebbe sembrare un ingenuo melò ma in realtà, allo spettatore più attento, verrà svelato un microcosmo di particolari, gesti segreti ed espressioni che animano la vita dei protagonisti. Un'alchimia di lacrime e rabbia.

Il trailer:

Dopo il matrimonio:



Spesso i film danesi non vengono distribuiti in Italia, ed è un peccato perché l'originalità e il gusto ricercato per i particolari ormai, nella cinematografia mondiale, sono diventati merci rare.

Per chi vuole saperne di più sul cinema danese:

Storia del cinema danese

Recensione Flash del film danese candidato agli Oscar e Golden Globe 2013:

A Royal Affair

Buona visione!


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