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venerdì 20 marzo 2015

Recensione Flash: L'amore bugiardo - Gone girl


Anno e Nazione di Produzione: USA 2014

Distribuzione in Italia: 20th Century Fox

Genere: Drammatico

Durata: 145 minuti

Cast: Ben Affleck, Rosamund Pike, Neil Patrick Harris, Sela Wards, Tyler Perry, Kim Dickens

Regista: David Fincher

Amy e Nick si conoscono a New York, durante una festa. Si piacciono, si amano, si sposano. Lei è una scrittrice di libri per l'infanzia, soffocata dai genitori che vedono in lei la protagonista dei suoi libri: perfetta, piena di risorse e da ammirare. Lui, invece, è un uomo comune, senza particolari qualità, e molto prevedibile. Ed è per questo che Amy, dopo aver lasciato New York per una piccola provincia del Missouri, deciderà di movimentare la loro vita con una caccia al tesoro, dove gli indizi sono segreti inconfessabili e un delitto.
David Fincher chiama Rosamund Pike ad interpretare uno dei personaggi più inquietanti mai visti al cinema, ultimamente. Ben Affleck è un buon gregario, e la Pike è eccezionale: fredda, porta al cinema una donna glaciale che ha un buco nell'anima. Una voragine senza fondo, che risucchia lei e chiunque le stia vicino. Il ritmo del film è sempre costante, senza cali di tensione o momenti morti. E a fine film, lo spettatore è stordito da quanto la normalità di una coppia normale e ammirata, possa rivelare buchi neri e scelte malate.

Il trailer:


Consigliato: anche solo per l'interpretazione della Pike, decisamente sì

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mercoledì 21 agosto 2013

Recensione Flash: The Social Network


Anno e nazione di produzione: USA 2010

Distribuzione in Italia: Sony Pictures

Genere: Biografico

Durata: 120 minuti

Cast: Jesse Eisenberg, Andrew Garfield, Justin Timberlake, Rooney Mara, Joseph Mazzello, Patrick Mapel

Regista: David Fincher

Mark Zuckerberg è uno studente di Harvard. Nel gergo giovanile contemporaneo lo si potrebbe definire uno sfigato. Un nerd, sfigato. Non ha molti amici, vita sociale pari a zero e ha appena rotto con la sua ragazza. Per "vendicarsi" la sbeffeggia sul suo blog, letto da tutti nel campus, e sono scontate anzi dovute le prese in giro verso la ragazza da parte degli altri studenti. Mark da il via anche a una gara, un concorso di bellezza online: chi tra le studentesse di Harvard è la più bella? La rete internet del campus va in tilt per i numerosi contatti ed è in quel momento che inizia l'avventura del futuro milionario Zuckerberg perché "Facebook" è appena dietro l'angolo.
David Fincher per The Social Network si è dimostrato un regista davvero valido e intelligente: ha documentato la nascita di un fenomeno e ha accuratamente evitato di farlo da un unico punto di vista, quello cioè di Mark Zuckerberg/Jesse Eisenberg, ma usandone molteplici perché in questa storia c'è più di un protagonista che ha qualcosa da dire o da "testimoniare". Significativo il dialogo, circa a metà film, tra l'ex fidanzata, Rooney Mara, e Mark poiché la ragazza esplica l'essenza di Facebook: il (malsano) bisogno di essere protagonisti e di condividere ogni aspetto della propria vita in rete, anche con sconosciuti. Questa voglia di protagonismo, e soprattutto di rivalsa, è ciò che spinge Zuckerberg nell'ideare Facebook, oggi il social network più famoso e diffuso dell'intero globo. L'alter ego del regista è la giovane avvocatessa che è l'unica che instaura con il personaggio di Mark un dialogo durante le interminabili giornate di patteggiamenti con gli avvocati dei suoi ex amici: "Mark tu non sei stronzo ma fai di tutto per esserlo", questa battuta mette in evidenza la grande solitudine e difficoltà nell'essere Mark, e nel diventare poi Mr. Zuckerberg. Lo sguardo vacuo e perso di Eisenberg trasmette lo smarrimento di un ragazzo che voleva solo essere notato, davvero speciale la sua interpretazione. Andrew Garfield gli tiene testa: convince e avvince. La dose di cinismo è tutta di Justin Timberlake, attore (ormai prestato alla musica) che alterna ruoli leggeri a quelli più impegnativi interpretandoli con successo e bravura.
David Fincher non racconta soltanto la storia di Mark Zuckerberg o di chi ha preso parte alla nascita di Facebook, ma narra di un'intera generazione, quella digitale, sempre più persa nell'individualismo e in rapporti umani che si riducono a bit impersonali e tristi con-divisioni.

Il trailer:


Consigliato: Sì

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