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venerdì 15 marzo 2019

Recensione Flash: Domani è un altro giorno


Anno e Nazione di Produzione: Italia 2019

Distribuzione: Medusa

Genere: Commedia

Durata: 100 minuti

Cast: Marco Giallini, Valerio Mastandrea, Anna Ferzetti, Andrea Arcangeli, Fabrizia Sacchi, Renato Scarpa, Barbara Ronchi, Blas Roca-Rey

Regista: Simone Spada

Tommaso e Giuliano sono amici, ma amici davvero. Quelli che ormai è difficile trovarne ancora in giro, così legati al sentimento che li unisce.
Succede, però, che la vita ci mette del suo, sempre. Giuliano, attore di TV  e teatro, è malato, gli resta poco da vivere. Costantemente aggiornato sulla salute dell'amico dalla cugina di lui, Paola, Tommaso segue l'evolversi della malattia da lontano. Vive in Canada da anni, con moglie e figli.
Quando la situazione di Giuliano si avvia verso l'inevitabile conclusione, Paola chiede a Tommaso di aiutarla: Giuliano rifiuta le ultime cure, che lo terrebbero in vita per qualche mese ma nulla più. Lui non ci sta: è sempre stato libero (oltre che libertino, donnaiolo scanzonato e impenitente), non si arrende ad una fine così. Ad uscire di scena con gli applausi ancora scroscianti, è questo che vuole. D'altronde è un attore.
Tommaso così arriva a Roma, sperando di convincere Giualiano a proseguire le terapie. Invece sarà un addio, il loro, lungo quattro giorni, fatto di risate, tenerezza e affetto sincero. Sentimenti che nemmeno una morte imminente può scalfire e cancellare.



In principio fu Truman (la mia recensione ---> QUI), film spagnolo del 2015 che fece incetta di premi e successo, forte di una trama toccante e delle interpretazioni eccezionali dei due protagonisti della pellicola, l'argentino Ricardo Darin e lo spagnolo Javier Camara. Truman credo sia uno dei miei film spagnoli preferiti, e quando, mesi fa, ho letto la notizia di un rifacimento made in Italy che annunciava come protagonisti due degli attori italiani che più apprezzo, Marco Giallini e Valerio Mastandrea, mi sono ripromessa di vederlo assolutamente.
La scelta di Giallini e Mastandrea è la forza del film: i due attori, amici per davvero anche nella vita reale, rievocano alla perfezione l'alchimia dei protagonisti originali perché essendo la storia basata sul racconto di un'amicizia fraterna e di lunga data, era assolutamente imprescindibile che i due protagonisti condividessero un grande feeling. Giallini ci regala forse una delle sue migliori interpretazioni, a cui Mastandrea fa da spalla alla perfezione.
Posso dire che, non facendo poi tanti confronti col film spagnolo, Domani è un altro giorno mi ha regalato emozioni profonde e preziose.
Gira tutto intorno all'amore questo film: amore tra due amici, amore filiale, amore per un cane, Pato, fedele e tenero compagno di una vita. L'amore in tutte le sue declinazioni, quello puro e sincero. E c'è anche tanta riconoscenza, nonostante tutto: alla vita, alle persone che Giuliano ha incontrato, a cui ha voluto bene e a cui ha fatto del male. Riconoscenza anche alla morte, perché è grazie a lei che Giuliano prende coscienza della sua fortuna, dell'affetto che lo circonda. Scopre chi è davvero, cosa vuole e mette a tacere le 'voci di dentro', per far parlare solo il cuore. 

Il trailer:


Consigliato: Assolutamente sì!

domenica 20 gennaio 2019

Recensione Flash: Non ci resta che il crimine


Anno e Nazione di Produzione: Italia 2019

Distribuzione: 01 Distribution

Genere: Commedia

Durata: 102 minuti

Cast: Marco Giallini, Alessandro Gassmann, Gianmarco Tognazzi, Edoardo Leo, Ilenia Pastorelli, Antonello Fassari

Regista: Massimiliano Bruno

Roma, oggi: tre amici, Moreno, Sebastiano e Giuseppe sono in centro per promuovere, col loro banchetto scalcagnato, un tur (se vedrete il film, capirete il perché della scrittura errata di tur) nei luoghi che hanno fatto la storia della banda della Magliana, il gruppo di criminali che ha terrorizzato Roma tra fine anni settanta e inizi anni Ottanta. Il più fissato dei tre con questa storia è Moreno, disoccupato e in rotta con la ex moglie per via degli alimenti che le dovrebbe. Incontrano Gianfranco, un loro amico d'infanzia, bullizzato prevalentemente da Moreno, che ha fatto fortuna rispetto a loro, vessati e scontenti della vita che conducono. Entrando in un bar, per prendere un caffè offerto proprio dalla loro ex vittima, i tre scoprono nello scantinato un varco temporale. Così, per sfuggire all'asfissiante Gianfranco, lo attraversano e si ritrovano nell'Italia del giugno '82: i Mondiali di Spagna, la Roma bella e genuina di allora. Moreno agogna la 'svorta', che nel suo tempo non è mai riuscito a raggiungere, facendo affidamento sulla memoria prodigiosa di Giuseppe che ricorda tutti i risultati delle partite del Mondiale e sulle scommesse che, quindi, risulterebbero tutte vincenti. Ma i tre dovranno vedersela proprio con Renatino De Pedis e la sua banda.
Massimiliano Bruno torna al cinema, nella veste di regista e attore, con una buona idea, anche se ricalca il topos narrativo dei viaggi nel tempo, quindi non è di originalità che stiamo parlando. Però, quest'ultimo declinato nella Roma della banda della Magliana ha una sua forza e attrattiva. Ma, sì c'è un ma, per me l'idea non è stata sfruttata bene, poiché si adagia su risate facili, dialoghi prevedibili e su attori che conosciamo benissimo, la chimica tra loro è innegabile, ma proprio per questo anche loro sanno già di visto. Le interpretazioni le ho apprezzate tantissimo, mi sono piaciuti davvero tutti, da Giallini a Gassmann, Tognazzi ed Edoardo Leo, ma è come se Bruno fosse voluto andare sul sicuro. Al posto suo, avrei puntato su attori giovani, e magari quasi sconosciuti, forse avrebbe funzionato di più. Poi, non capisco perché relegano Ilenia Pastorelli sempre nei ruoli di bonona/gatta morta (ma solo a me la Pastorelli ha ricordato con quella tutina le tre ladre di Occhi di gatto?): lei saprebbe interpretare ben altri ruoli, mi pare un peccato ed uno spreco farle fare sempre la coattona.  
Chissà Bruno se ha intenzione di proseguire la 'saga', visto il finale aperto. Magari, sulla falsariga di Smetto quando voglio. Ma ecco, lì il cast variegato e 'nuovo', sostenuto anche da una trama originale, ha saputo dare vita a una serie di film che rappresentano un qualcosa di innovativo nel panorama cinematografico italiano odierno.
Paragoni a parte, se secondo film sarà, spero che il regista corregga il tiro perché il potenziale nella storia c'è ma non è stato tirato del tutto fuori.

Consigliato: Nì

Il trailer: 


sabato 12 marzo 2016

Recensione Flash: Perfetti sconosciuti


Anno e Nazione di Produzione: Italia 2016

Distribuzione: Medusa

Genere: Commedia

Durata: 97 minuti

Cast: Marco Giallini, Valerio Mastrandrea, Edoardo Leo, Kasia Smutniak, Anna Foglietta, Alba Rohrwacher, Giuseppe Battiston

Regista: Paolo Genovese

Roma, interno sera. Sala da pranzo di Rocco ed Eva, lui chirurgo estetico e lei psichiatra. La coppia sta aspettando amici per la cena: non sono amici qualunque ma, persone che sono nella vita dei due da tanto tempo. Insomma, si vogliono bene e si 'conoscono' anche bene. Forse.
Durante la serata, Eva ha l'idea di mettere al centro del tavolo i cellulari per condividere con tutti ogni messaggio o telefonata. Per dimostrare, da conoscitrice delle persone, che anche gli amici hanno dei segreti, e gli smartphone aiutano a gestirli. Tutti, anche se non immediatamente, accettano. E scopriranno che il verbo conoscere e il sostantivo amico hanno accezioni molto relative. 
"Ognuno di noi oggi ha tre vite: una pubblica, una privata ed una segreta": con questa frase significativa sulla locandina, che già la dice lunga su ciò che si andrà a vedere, lo spettatore si avvia verso la sala, per assistere alla proiezione del film. 



Il nuovo di Paolo Genovese, Perfetti Sconosciuti, è il campione di incassi al botteghino di questo periodo ed è il terzo film più visto in Italia in questa prima parte di 2016. Il film ha illustri precedenti: Carnage di Roman Polanski e Cena tra amici di Alexandre de La Patelliére e Matthieu Delaporte (e il rifacimento di Francesca Archibugi, Il nome del figlio). Genovese abbandona la sua precedente comicità, ingenua e nazional-popolare, per una commedia nera, dove una cena tra amici si trasforma in un gioco al massacro a cui lo spettatore si appassiona, e davanti al quale si sente anche indifeso: come se fosse la sua stessa vita, quella segreta, ad essere scoperta. Il regista non risparmia sulla crudeltà in questo atto unico: spoglia i propri personaggi e smaschera pregiudizi, bugie e aspetti positivi, anche quelli tenuti nascosti. Interessante la riflessione sui cellulari, complici scrigni dei nostri segreti. Ottimo il finale del film, inaspettato. 
I migliori, per me, in questo giallo corale dei sentimenti sono Marco Giallini e Valerio Mastrandrea, per la maturità della recitazione e la capacità attoriale di reggere i due capi del canovaccio recitativo. Anche il resto del cast regge alla perfezione i tempi di questo cinema che diventa teatro.
Al tavolo di Rocco ed Eva siedono prototipi, 'dieci piccoli indiani'(meno due, i protagonisti ne sono otto), personaggi comuni che potremmo essere davvero noi, e sta qui la forza del film: esce dal grande schermo e tocca lo spettatore, spingendolo quasi a confessare che sì, i segreti ci sono, ce li abbiamo tutti. E la verità è troppo difficile da confessare. Anzi, sconosciuta.

Il trailer:


Consigliato: Sì

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lunedì 18 maggio 2015

Recensione Flash: Se Dio vuole


Anno e Nazione di Produzione: Italia 2015

Distribuzione: 01 Distribution

Genere: Commedia

Durata: 87 minuti

Cast: Marco Giallini, Alessandro Gassmann, Laura Morante, Ilaria Spada, Edoardo Pesce, Enrico Oetiker

Regista: Edoardo Falcone

Tommaso, cardiochirurgo pragmatico e inflessibile, è sposato con Carla, donna di sinistra convertita alla casalinghitudine dopo il matrimonio, e ha due figli: l'incostante e volubile Bianca, sposata col sempliciotto Gianni, e Andrea. Proprio il figlio più piccolo, una sera, li riunisce tutti in salotto per un annuncio: vuole diventare prete. Ateo convinto, Tommaso non riesce ad accettare la scelta del figlio, e così si mette alla caccia del colpevole, di chi ha ispirato Andrea nel prendere quella decisione. Lo troverà in don Pietro, un prete di borgata che nei suoi incontri settimanali con i giovani è acclamato come una star. Il vangelo rock di don Pietro riuscirà a rabbonire Tommaso?

Primo film di Edoardo Falcone, uno dei successi di questa stagione cinematografica italiana, confermato anche dalle numerose candidature ai David di Donatello 2015. Una commedia che associa le risate a tematiche più serie come la ricerca di se stessi, il dare una direzione alla propria vita, riscoprire gli affetti trascurati. Falcone le 'esporta' in chiesa, non rendendo, però, il film un tentativo di "evangelizzazione". La coppia Marco Giallini-Alessandro Gassmann funziona alla meraviglia, dai tempi comici giusti e con momenti seri godibili e riusciti. La regia è vivace, quasi da TV o videoclip. Insomma, se non l'avete già fatto, Se Dio vuole è assolutamente da vedere.

Il trailer:



Consigliato: Sì


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sabato 29 marzo 2014

Recensione Flash: Tutta colpa di Freud


Anno e Nazione di Produzione: Italia 2014

Distribuzione: Medusa

Durata: 120 minuti

Genere: Commedia

Cast: Marco Giallini, Vittoria Puccini, Anna Foglietta, Laura Adriani, Claudia Gerini, Vinicio Marchioni, Alessandro Gassmann, Daniele Liotti, Giulia Bevilacqua, Maurizio Mattioli, Edoardo Leo, Gianmarco Tognazzi

Regista: Paolo Genovese

Francesco è un'analista e papà - chioccia di tre figlie esuberanti. L'uomo le ha cresciute da solo ed è molto protettivo, ha sempre cercato di evitare loro delusioni e illusioni, dimenticando ovviamente se stesso e la possibilità di rifarsi una vita. Quando Sara, omosessuale, torna da New York dopo la rottura con la fidanzata, decisa a cambiare orientamento sessuale, Marta, libraia, capisce che i furti nel suo negozio sono da imputare ad un ragazzo molto interessante ma sordomuto e la diciottenne Emma, invece, gli presenta il fidanzato cinquantenne e sposato (con una donna di cui lui è invaghito), Francesco viene travolto e stravolto come sempre dalle sue ragazze, tra equivoci, sedute d'analisi famigliari e l'happy end.
Paolo Genovese dopo Immaturi e il più recente Una Famiglia Perfetta torna al cinema con un'altra commedia che fa l'occhiolino a quelle brillanti americane, infatti il film ha qualche vaga somiglianza con Perché te lo dice mamma con Diane Keaton. Comunque, somiglianze a parte, è un bel film con un cast affiatato e che funziona alla perfezione.
Storia frizzante e allegra che lancia qui e là qualche messaggio importante e battute divertenti nonostante qualche dialogo in cui il regista ha voluto rincorrere a tutti i costi l'effetto comico. Io adoro Marco Giallini quindi sono di parte e penso che sia uno degli attori più sottovalutati del cinema italiano perché è capace di passare dalla risata al dramma con grande naturalezza. Il "suo papà" mi è piaciuto molto e insieme ad Anna Foglietta penso siano quelli che spiccano di più nel cast, a seguire Vinicio Marchioni e Vittoria Puccini. Divertenti e stralunati Gassmann e Gerini.
Una commedia semplice e forse un po' prevedibile, ma il bello di queste commedie è la sicurezza del lieto fine. Per l'incertezza basta la vita reale.

Il trailer:



Consigliato: Sì


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