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mercoledì 12 febbraio 2014

Recensione Flash: Alla ricerca di Jane


Anno e Nazione di Produzione: USA, Gran Bretagna 2013

Titolo Originale: Austenland

Distribuzione in Italia: Warner Bros Italia

Genere: Commedia

Durata: 97 minuti

Cast: Keri Russell, JJ Feild, Bret McKenzie, Jennifer Coolidge, James Callis, Georgia King, Rupert Vansittart, Ricky Whittle, Jane Seymour

Regista: Jerusha Hess

L'americana Jane Hayes è una grande estimatrice di Jane Austen, Orgoglio e Pregiudizio e Colin Firth, l'indimenticabile mr. Darcy nella serie cult della BBC. Ok, estimatrice è un termine troppo soft, perché la ragazza è proprio ossessionata e preferisce vivere nel suo mondo regency piuttosto che nella realtà. Stufa della sua vita banale e stanca degli uomini stupidi che le capitano, Jane decide di volare in Gran Bretagna ad Austenland, una vacanza in cui potrà vivere realmente il suo sogno e magari innamorarsi del suo mr. Darcy. La posticcia realtà ricostruita da mrs. Wattlesbrook aiuterà Jane a svegliarsi dal suo sogno e a vivere finalmente la sua vita.
Prodotto dalla scrittrice Stephenie Meyer, (sì, purtroppo quella di Tuailait), Alla Ricerca di Jane è una commedia molto divertente e ben recitata. La protagonista approda in questa villa inglese dove il trash incontra Jane Austen: oltre alla grottesca e comicissima compagna di viaggio, mrs. Charming interpretata da Jennifer Coolidge, Jane è circondata da attori che dovrebbero interpretare i più famosi personaggi dei romanzi austeniani ma che in realtà sono macchiette o abili ingannatori. Con un divertentissimo accento cockney, tutti contribuiranno a scuotere Jane dalla sua fantasia romantica. Mr. Darcy non può mancare e regalerà a Jane il, vero, lieto fine alla sua storia. Keri Russell e JJ Feild in parte e capibanda di un cast che strappa molte risate. Non è ovviamente umorismo inglese ma un film per trascorrere una piacevole serata.

Il trailer:



Consigliato: Sì


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giovedì 19 dicembre 2013

Spie On The Rocks: The Americans


Cari seriemaniaci, se qualcuno di voi è giunto alla conclusione che io abbia gusti molto girly, ora credo proprio debba ricredersi.
Non rinnego assolutamente la mia "anima" adolescenziale ma se un film o una serie sono fatti particolarmente bene posso momentaneamente mettere a tacere la teenager che è in me e appassionarmi a un genere che non avrei mai pensato potesse piacermi. Eppure a quella sedicenne che si aggira ancora nella mia testa dovrei dire grazie. Capirete tra un po' il perché.
Oggi è di scena, su Incursioni Cinemaniache, la serie TV The Americans andata in onda su FX (qui in Italia è ancora on air su Fox) con la prima stagione fino a maggio 2013 e il cui ritorno è previsto per febbraio 2014.
Come avvenne l'incontro con le spie venute dal freddo? Qualche settimana fa un articolo su La Repubblica annunciava la messa in onda in Italia della serie che, ad oggi negli USA, è una delle più osannate tra i nuovi prodotti che i vari network americani hanno sfornato in questo 2013. Leggo l'articolo e scopro che una delle protagoniste è lei, Keri Russell, l'attrice che ha accompagnato la mia adolescenza in una delle serie TV che ho più amato (insieme a Roswell): Felicity. Dopo aver scoperto che c'era Keri e dopo aver letto la trama, mi sono detta: ma sì proviamo! In pochi giorni ho ingurgitato avidamente tutti gli episodi e decisamente confermo ciò che gli altri hanno scritto prima di me: è una serie da non perdere e una delle migliori prodotte negli ultimi tempi.



LA TRAMA

Anni Ottanta. Elizabeth e Philip Jennings vivono nella tranquilla periferia di Washington D.C., in una di quelle classiche e anonime villette a schiera americane. Hanno due figli, Paige e Henry, e lavorano come agenti di viaggio. Tutto molto normale, direte voi, forse troppo. Infatti è facciata, il loro matrimonio è una copertura e ovviamente non sono degli agenti di viaggio ma due spie del KGB, i servizi segreti sovietici. Da ormai dieci anni si fingono una coppia e hanno avuto dei figli per essere più credibili, tutto pur di servire la madrepatria. La sorte vuole che nella villetta di fronte si trasferisca la famiglia di Stan Beeman, agente dell'FBI. L'uomo, istintivamente, avverte qualcosa di "sbagliato" nella famiglia Jennings ma le due spie russe riescono a ingannare anche lui.
La Guerra Fredda non è mai stata così "calda", ed Elizabeth e Philip sanno che il pericolo è reale, per loro e per i figli.



LA MENTE DIETRO THE AMERICANS

Mischa e Nadezhda, i veri nomi di Elizabeth e Philip, nascono dalla fantasia di Joe Weisberg, ex agente della CIA. Proprio dalla sua precedente esperienza lavorativa e dai racconti di ex colleghi, che lavorarono per il governo americano durante gli anni di tensione tra USA ed ex URSS, Weisberg ha attinto per regalare al pubblico The Americans. Presenti nella narrazione eventi realmente avvenuti, ma soprattutto Weisberg ha voluto porre l'accento sulla famiglia e sulla coppia, che sia quella di Elizabeth e Philip o quella di Stan e la moglie. Quindi non aspettatevi solamente intrighi, sparatorie e travestimenti perché questa serie è molto di più. I sentimenti, strano ma vero, sono il motore di questo period drama, traggono in inganno o fanno più paura rispetto a scudi missilistici, armi nucleari e complotti. Descritta così, sembra una serie banale. No, vedere per credere!
Il confine tra finzione e realtà è molto sottile, e tutti i personaggi ci fanno i conti. Tutto, nel corso dei tredici episodi, viene messo in discussione e tutti dovranno adeguarsi.



COME UNA MATRIOSKA...

Ci sono varie tecniche narrative per raccontare una storia, e una di queste è sicuramente quella del flashback. Spesso nelle serie TV è molto abusato, usato male e fuori luogo; invece in The Americans è sapientemente utilizzato per svelare a poco a poco, come se gli spettatori stessero arrivando alla statuina più piccola e nascosta di una matrioska, la psicologia e i trascorsi delle due spie russe e degli altri personaggi.
La diversità tra Elizabeth e Philip la si nota già nel pilot: lui si è quasi affezionato agli USA e sente lontana, non solo geograficamente, la Russia. Lei, invece, è profondamente dedita alla "causa" e piuttosto che tradire preferirebbe morire. Poi le cose cambiano, il passato influenza il presente. Le fragilità di Elizabeth non lasciano più spazio alla finzione, così la donna abbandona l'algida sicurezza da spia per capire, arrendersi e lasciarsi andare. E...non voglio svelarvi troppo!





I PERSONAGGI

Di Elizabeth ho già parlato, non voglio anticiparvi altro perché il suo è un personaggio affascinante e vale la pena scoprirlo da soli. Bravissima Keri Russell, forse uno dei suoi ruoli migliori, e pensare che non era assolutamente convinta di recitare nella serie! Philip, invece, è interpretato dal gallese Matthew Rhys: anche lui lascia senza parole, seppur il suo personaggio abbia meno ombre rispetto a quello di Elizabeth. Forse, come character, lo posso definire più semplice. Philip non è freddo come la "collega", anzi: è un uomo che ama, profondamente. E che lotta per proteggere chi ama, siano i figli o Elizabeth. Insomma letale in battaglia, vulnerabile nei sentimenti. Questo tratto è sicuramente quello che lo accomuna alla moglie. Davvero bravo Mr. Rhys.



L'altra coppia dello show è quella formata da Nina, l'impiegata dell'ambasciata russa a Washington, che viene "arruolata" da Stan Beeman come spia per l'FBI. Fin dalla loro prima scena insieme ho capito che sarebbero diventati amanti. Forse questa è stata la storyline più banale e prevedibile nell'intero show (negativo il parere anche sul ruolo di "soprammobili" affibbiato ai piccoli Jennings, ma Weisberg ha anticipato che saranno i protagonisti della seconda stagione) ma glielo perdono a Mr. Weisberg.
Stan è in crisi con la moglie e completamente assorbito dal lavoro, diventato quasi la sua unica ragione di vita. Sembrerebbe tutto d'un pezzo ma non è così: come Elizabeth, le sue fragilità e le questioni irrisolte saranno il suo tallone d'Achille, la debolezza di cui si servirà l'affascinante Nina. La relazione tra i due almeno all'inizio è sincera, poi come recita lo slogan della serie "in amore e in guerra, fredda, tutto è lecito". Straordinari Noah Emmerich e Annet Mahendru.
Come dimenticare Margo Martindale, supervisor dei Jennings e agente del KGB, Claudia? Certo, per me è stato un po' uno choc vedere l'attrice che in New Girl interpreta la comicissima madre di Nick Miller indossare i panni di una spia! Comunque il suo personaggio è un altro motivo del successo di The Americans. Gira voce che la Martindale, Keri Russell e Noah Emmerich siano candidati ai prossimi Emmy Awards. La serie sarà sicuramente tra i candidati nella categoria Miglior Serie TV ai vari premi, americani e internazionali.
Allora, cosa fate ancora qui a leggere? Correte a vedere The Americans! E se non vi fidate del mio giudizio, fidatevi almeno di Stephen King che l'ha definita come la migliore serie TV del 2013.

Il trailer della prima stagione:




E questi sono i link per i due teaser trailer della seconda: 1 e 2

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martedì 6 novembre 2012

American Dreams


Serialmente tutti noi, per ragioni diverse, amiamo l'America.
Semplicemente perché è da più di trent'anni che alimenta il nostro immaginario con le serie più interessanti e ben fatte.
Differenti per genere, offrono uno sguardo variegato sulla nazione più popolata al mondo di vampiri, licantropi, medici, avvocati, zombies, liceali problematici o canterini. Come ha affermato l'attrice Valentina Cervi in un'intervista sulla sua esperienza nella serie della HBO, True Blood, le serie USA sono delle macchine da guerra.
Ne seguo diverse e se per alcune, arrivate alla longevità di più stagioni la "stanchezza" è fisiologica ma non patologica, le serie made in USA non mi deludono mai.
Cominciamo questo viaggio in giro per gli Stati Uniti, tra serie TV terminate e ON AIR.

Prima tappa

BOSTON, Massachussets


Andata in onda in Italia a partire dal 2000, è una delle mie serie preferite.
Racconta vizi, nevrosi e fissazioni della dolce avvocatessa Ally McBeal. In una girandola di avventure, immaginarie e non, vi affezionate alla stramba Ally e alla sua banda di amici, più o meno normali. L'originalità di questa serie sta proprio nel rendere "protagonista" dello show la fervida e spiritosa immaginazione di Ally e del resto del cast. Come dimenticare John Cage/Peter MacNicol e i suoi balletti propiziatori sulle canzoni di Barry White?


La coppia più bella di tutte le stagioni? C'è da chiederlo?


Ally - Larry oltre che fare assonanza, era anche la coppia che mi ha emozionato di più. E poi, Robert Downey Jr. non si batte.

Seconda tappa

LOS ANGELES, California


Jessica Day, per gli amici Jess. Anche lei tipetto sopra le righe, vive in un mondo tutto suo e pensa di poter alleggerire la sua vita e quella degli altri mettendo in musica qualsiasi situazione o problema. Tutti la adorano, anzi Jess è adorkable: ovvero, una dolce rompiscatole. La migliore amica di Jess è Cece, una modella di origine indiana: le due sono totalmente all'opposto caratterialmente, ma come amiche sono perfette.
Risate assicurate con i suoi tre coinquilini, anche loro molto particolari: il barista Nick, tutti noi stiamo sperando in una sua storia con Jess. Insieme sono stupendi:


Poi c'è Schimdt, l'unico ad avere un impiego fisso ed il solo ad avere l'armadio più trendy di tutte le serie TV, anche se ogni scusa è buona per sbottonare la camicia e mettere in mostra i suoi pettorali. Infine Winston, ex giocatore di basket, competitivo fino al midollo e in cerca di un suo posto nel mondo. Le sue battute non fanno mai ridere ma lasciano piacevolmente dubbiosi.
La serie va in onda dall'anno scorso, ed è in corso la seconda stagione in America. Originale come poche.


Terza tappa

New York, State of New York



Durata quattro stagioni (1998 - 2002), la serie TV Felicity, prodotta tra gli altri da Ron Howard ed ideata dal mitico J.J. Abrams, ha riscosso enorme successo in tutto il mondo. Eppure, alla base della storia, il classico triangolo amoroso. La californiana Felicity, dopo il diploma, decide di seguire a New York il ragazzo di cui si è innamorata, frequentando lì l'università. Ben però non è a conoscenza dei suoi sentimenti. Nella Grande Mela la ragazza vivrà ogni sfumatura dell'essere giovani, i cambiamenti che contribuiranno a farla crescere fuori e dentro, con gli altri e in solitudine.
Imperdibile come serie, un "grande classico" degli anni Novanta. La serie ha collezionato ben 29 premi tra cui un Emmy e il Golden Globe a Keri Russell.
P.s.: se tutte impazzivano per Ben, io ero letteralmente innamorata di Noel! Sempre controcorrente io...

Ecco le sigle delle varie stagioni...amavo anche quelle:



Quarta Tappa

Tree Hill, Carolina del Nord


One Tree Hill è una delle serie americane più longeve, è arrivata alla nona stagione e ha chiuso i battenti l'anno scorso. Gli autori avevano raccontato quasi tutto sui ragazzi di questa cittadina, che sono cresciuti sotto gli occhi di noi spettatori. Dal liceo fino alla vita adulta, tra problemi e momenti felici, questo gruppo di amici rimane unito affrontando insieme la vita.
A tratti troppo banale e favolistico, a mio parere la più bella stagione rimane la prima. Alcuni scivoloni nella recitazione di alcuni attori forse dovuti alla stanchezza dei personaggi. Ma trasmette molte emozioni e appassiona. Bellissima la sigla della serie cantata da Gavin DeGraw:


Quinta tappa

ROSWELL, New Mexico


Protagonisti degli alieni, con una bellezza non di questo mondo. Infatti non sono i classici omini con le antennine verdi ma creature uguali a noi, più umani loro dei veri abitanti della Terra. Roswell secondo me è stata una delle serie più innovative: coniugava ironia, divertimento, amore, amicizia, mistero e drammi adolescenziali. Le vicende di Max, Michael e Isobel, atterrati sulla Terra nel 1943 e rimasti addormentati nelle loro capsule di sicurezza fino agli anni Ottanta, ci hanno tenuto compagnia fino al 2004 per tre stagioni. Coinvolgente la storia d'amore tra la terrestre Liz e l'alieno Max.

Sesta Tappa

MYSTIC FALLS, Virginia


Con True Blood, è globalmente la serie più popolare su vampiri, licantropi & Co. E se la prima è più trasgressiva, The Vampire Diaries vi terrà incollati allo schermo per l'eterno triangolo amoroso che si trascina ormai dalla prima stagione tra Elena e i due fratelli e vampiri, Damon e Stefan. Siamo alla quarta stagione, e Miss Gilbert non ha ancora le idee chiare sui suoi sentimenti. Gli sceneggiatori, nonostante alcune perdite di tono negli ultimi tempi, riescono a scioccare sempre gli spettatori con i loro colpi di scena. Uno show che tra alti e bassi funziona ma che ha bisogno adesso, avendo visto le ultime puntate andate in onda, di un cambiamento netto nella trama. Il triangolo a lungo andare, annoia.
Se non avete letto il mio post sulla première della quarta stagione, eccolo qui.

Ultima tappa

Storybrooke, Maine


Non deve essere stato facile per Emma Swan scoprire di venire dal mondo delle favole, e sapere che il sindaco della cittadina in cui è sceriffo è Regina alias Malefica, la strega cattiva (e con molti problemi psicologici!). Tutti i protagonisti delle fiabe che avete letto da bambini vivono a Storybrooke, nel Maine, e non ricordano assolutamente nulla delle loro vite da favola. Regina, per punire Biancaneve e il Principe Azzurro, ha trasferito tutti nel mondo reale e gli ha strappato via i ricordi. Spetta a Emma e a suo figlio Henry salvare tutti e sconfiggere il male.
E' andata in onda la seconda stagione (per inciso, mi ha deluso: Nulla a che vedere con la prima stagione secondo me), l'anno scorso Once Upon a Time è stato uno dei più grandi successi della rete americana ABC. Dopo aver visto questa serie, capirete che gli americani sono il popolo con l'immaginazione più fervida. Sorprendente il risultato ottenuto rimaneggiando le favole della tradizione, raccontando il dietro le quinte delle vite di Biancaneve, Malefica, Cenerentola, il Principe Azzurro e chiunque altro vi venga in mente. Cast perfetto, su tutti Ginnifer Goodwin nel ruolo di Biancaneve e Robert Carlyle che interpreta Tremotino.

Gli americani sanno far sognare.


INCURSIONI CINEMANIACHE

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