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giovedì 14 aprile 2016

A Hero Has Come: Beowulf: Return To The Shieldlands


La storia di Beowulf, il celebre eroe scandinavo uccisore del demone Grendel e gran guerriero dei Geati, la cui leggenda è divenuta famosa grazie al primo manoscritto in inglese antico giunto intatto fino ai nostri giorni, è stata trasposta in tutte le salse: si va dal film iper-futuristico Beowulf del 1999, con protagonista Christopher Lambert, alle due pellicole basate sull'epopea, ma differenziatesi per varie ragioni, ovvero Beowulf & Grendel del 2005 con Gerard Butler ed il grande La Leggenda Di Beowulf, realizzato con la tecnica dell'animation-capture tanto amata dal regista Robert Zemeckis, con protagonista Ray Winstone, per poi giungere addirittura ad una storia liberamente ispirata al poema, ovvero Il 13° Guerriero con Antonio Banderas, di cui vi ho parlato tempo fa, e, infine, ad una serie TV, realizzata quest'anno dal canale britannico ITV ed anch'essa liberamente basata sulle gesta dell'uccisore di mostri, ovvero Beowulf: Return To The Shieldlands!
Con "liberamente basata" intendevo proprio dire che della storia originale non vi è alcuna traccia, al di fuori dei personaggi che la compongono, come appunto Beowulf o Breca o re Hrothgar e così via.
Di fatto, la serie TV rimescola totalmente ed in maniera molto originale le vicende narrate nel poema, cambiando le sorti dell'intera Scandinavia, per l'appunto nota come Shieldlands o Terre Dello Scudo, e dei suoi abitanti.
Assistiamo quindi al ritorno, dopo tanti anni di esilio, di Beowulf, interpretato da Kieran Bew (noto ai più per la sua interpretazione dell'odiosissimo e crudelissimo Alfonso II di Napoli nella serie TV Starz Da Vinci's Demons).

Beowulf
Il prode guerriero, divenuto famoso in ogni dove per le sue gesta contro i predoni tagliagole Wulfing ed i Mudborn o Figli Del Fango, ovvero creature di svariate razze che un tempo governavano le Shieldlands prima che gli uomini le relegassero in antri oscuri e terre aride, decide infatti di tornare ad Heorot, capitale delle Terre Dello Scudo, per il funerale del suo padre adottivo, il defunto re Hrothgar.
Con questa mossa, l'uomo decide di sfidare apertamente Rheda, la potente e caparbia vedova dello jarl, al momento ella stessa jarl ad interim, e suo figlio, il giovane Slean, testardo ed ambizioso, poiché, proprio a causa di entrambi, il guerriero fu costretto ad andarsene molto tempo prima dai domini del suo patrigno.
Nonostante le ritrosie ed i rancori iniziali, la venuta di Beowulf capiterà proprio nel momento più azzeccato, visto che, man mano, cominceranno ad essere intessuti intrighi e tradimenti interni ed esterni alla corte dello jarl, dovuti alla scelta ed alla conseguente nomina del suo successore tra tutti i thane, ovvero i capitribù sottoposti a Hrothgar, ad opera di nemici ed amici di Rheda e Slean, costretti infine ad accettare l'aiuto del figlioccio dell'ex sovrano delle Shieldlands per sopravvivere.
Cosa accadrà?
Da un lato dunque, gli uomini più importanti della corte erano e sono: Hrothgar, Slean, Abrecan, Rate e Breca:

Da sinistra verso destra: Hrothgar, Slean, Abrecan, Rate e Breca
Il primo, interpretato dal grande William Hurt, farà la sua apparizione in svariati flashback, permettendo agli spettatori di comprendere il rapporto che intercorreva tra lui e Rheda, nonché quello che lo legava a suo figlio biologico e a quello adottivo, un amore per quest'ultimo che scatenerà proprio l'invidia di Slean verso Beowulf e che, al termine della stagione, farà comprendere a tutti quanto importante fosse questa relazione per via di un grandissimo segreto.
Il secondo, interpretato da Edward Speleers (lo sfortunatissimo protagonista dell'orrendo Eragon), è per l'appunto il figlio dello jarl defunto ed il suo (quasi) ovvio successore, se non fosse per i rancori, le lotte intestine ed i tradimenti di corte che lo allontaneranno sempre più dal trono, salvo poi nel finale, quando le sorti delle Terre Dello Scudo cambieranno radicalmente. Varrà lo stesso anche per lui e per la sua rivendicazione del titolo di nuovo jarl oppure no?
Il terzo, impersonato da Elliot Cowan (il mitico Lorenzo de' Medici sempre in Da Vinci's Demons; il terzo ed ultimo attore preso in prestito dall'ormai conclusa serie di Starz è Lee Boardman, lì interprete di Amerigo Vespucci e qui nei panni di Hane, un personaggio secondario e scagnozzo di Abrecan), è il fratello minore di Rheda ed l'ambiziosissimo thane di Bregan. Inizialmente apparirà come l'uomo più gentile e cordiale al mondo e primo supporto della sorella ma, come dice il detto, l'abito non fa il monaco e, di fatto, man mano si scopriranno quali sono le sue reali intenzioni.
Il quarto, interpretato da David Ajala, è il temerario e sfrenato thane dei Varni, intenzionato a rivendicare per sé il trono di jarl delle Shieldlands ed il cui rispetto, difficile da ottenere, va solo verso i guerrieri possenti come Beowulf, con cui condivide un rapporto di amicizia e, al tempo stesso, di costante rivalità.
Il quinto ed ultimo, interpretato da Gísli Örn Garðarsson, è il miglior amico del protagonista, conosciuto in circostanze alquanto rocambolesche, e scanzonato dongiovanni. Se inizialmente il suo ruolo nella lotta per la successione sarà marginale, nella seconda metà della season 1 diverrà addirittura essenziale, per via del suo torbido passato e per il suo tentativo di riscatto agli occhi dei suoi cari. Ci riuscirà?
Dall'altro lato invece si stagliano le cinque donne più forti alla corte di Heorot, in grado di cambiare e mischiare le carte in tavola con le loro scelte: Rheda, Elvina, Kela, Vishka e Lila:

Da sinistra verso destra: Rheda, Elvina, Kela, Vishka e Lila
La prima, interpretata da Joanne Whalley, è appunto la vedova di Hrothgar, sulle cui spalle ricadono i doveri di Heorot verso le tribù vassalle delle Terre Dello Scudo, almeno fino a quando non verrà nominato il nuovo jarl. All'apparenza Rheda sembra una donna indifesa, ma, con l'aumento degli intrighi di corte, tirerà fuori le unghie e combatterà come un vero leader, lasciando di stucco tutti con una furbissima mossa che cambierà ogni cosa per sempre.
La seconda, impersonata da Laura Donnelly (la dolce e gentile Freya, la Dama Del Lago, in Merlin), diverrà, dopo le motivazioni di dissidio in età adolescenziale, la nuova causa della rivalità tra Beowulf e Slean, poiché la donna, amante segreta del figlio dello jarl, è però attratta dal guerriero dei Geati, che ne ricambierà le attenzioni. Più volte Elvina causerà litigi tra i due uomini, soprattutto nel momento in cui dovrebbero essere invece uniti, ma tali questioni non saranno altro che la punta dell'iceberg di un grandissimo e terribile mistero che avvolge da tempo la donna.
La terza, interpretata da Holly Earl, è la figlia minore di Gorrik, il thane di Mere, impersonato (alquanto brevemente, almeno in questa prima season) da David Bradley (il Gazza della saga di Harry Potter e Walder Frey in Game Of Thrones). La ragazza diverrà la promessa sposa di Slean, dopo la morte di sua sorella maggiore, al fine di sancire una nuova alleanza tra Heorot e Mere e, sebbene sembri dolce e fragile, molto presto dimostrerà di essere tutt'altro che sprovveduta.
La quarta, interpretata da Ellora Torchia, è la giovane figlia del fabbro di Heorot ed un'abilissima guerriera che, più volte, si allena con gli Huskarla, le guardie della città, battendole in continuazione. La sua vita si intreccerà con quelle di Beowulf e Breca, poiché la sua spada sarà molto utile per risolvere svariati problemi, causandone però uno che, se a prima vista, sembrerà risolto in poco tempo, involontariamente, scatenerà poi una feroce rivolta senza precedenti da parte di un antico nemico.
La quinta ed ultima, impersonata da Lolita Chakrabarti, è divenuta il fabbro della città, dopo la morte di suo marito, e sarà infatti essenziale per la difesa di Heorot contro svariati nemici. Nel corso della narrazione, la vedova sarà attratta dallo sciupafemmine Breca, nonostante le ritrosie della fedele figlia Vishka.
Ad aggravare però le lotte interne e gli intrighi nelle Shieldlands ci saranno anche i Figli Del Fango, composti principalmente dai mostruosi Troll, i Mutaforma, l'ibrido Grendel ed i Warig:

In alto da sinistra a destra: Troll e Mutaforma
In basso da sinistra a destra: Grendel ed i Warig
I primi sono i Mudborn più diffusi, famosi per la loro ferocia e l'incredibile forza. Gli umani hanno gradualmente imparato a domarli, grazie al sale, di cui vanno ghiotti, e ad utilizzarli per svariati lavori pesanti, scatenando però ancor di più l'ira degli altri Figli Del Fango che, non solo hanno subito l'espropriazione delle loro antiche terre da parte degli umani, ma adesso devono fare i conti anche con la schiavitù imposta loro dai nuovi dominatori, un aspetto che a lungo andare porterà a conseguenze catastrofiche.
I secondi sono la razza più insidiosa di Mudborn che possano esserci, a causa proprio del loro potere di trasformarsi in perfetti umani a loro piacimento, celando la loro reale natura e vivendo tranquillamente come spie in vari villaggi, senza che nessuno sospetti minimamente di loro. Più volte i Mutaforma appariranno nella season 1 e la loro reale identità sconvolgerà molti dei protagonisti quando verrà loro rivelata.
Il terzo, un esemplare più unico che raro, essendo appunto un mezzosangue metà umano e metà Figlio Del Fango, si imbatterà molto spesso in Beowulf, ma soprattutto in Elvina, con la quale si creerà un misterioso ed atipico legame, del tutto incomprensibile agli occhi del protagonista, per via della sua fama di uccisore di Mudborn e del suo odio verso queste razze primordiali. La verità sarà più incredibile di quanto si possa mai immaginare.
Gli ultimi infine sono la più pericolosa, battagliera, vendicativa nonché civilizzata razza dei Figli Del Fango, organizzati in tribù e guidati da sommi sacerdoti che ormai da anni imperversano nelle Terre Dello Scudo, instillando il fuoco della ribellione contro gli umani. Ma stavolta, dopo tanto tempo, qualcosa cambierà in peggio per gli uomini ed i Warig capiranno sfortunatamente cosa dovranno fare per estirpare una volta per tutte gli invasori dal loro antico reame.
Ho visto il primo episodio di Beowulf: Return To The Shieldlands, distribuito in pre-air a fine dicembre su ITV Hub, la notte di Capodanno, di ritorno dal cenone a casa dei parenti e troppo pieno per andare subito a dormire e, sebbene all'inizio sembrasse molto moscia e piatta come serie, mi sono man mano ricreduto, specie a partire da metà della season 1, quando però purtroppo la gran parte dei fan avevano già abbandonato la visione, causando critiche e recensioni miste ("è una brutta copia di Game Of Thrones" è stata la più gettonata, anche se ormai ogni sceneggiato ambientato in epoche fantasy o medievali deve subire l'inevitabile paragone con la saga targata HBO) che hanno portato ITV a porsi dei grandi dubbi sulla prosecuzione o meno della serie nei prossimi anni, dato che tutto il cast ha firmato un contratto che li vincola alla realizzazione di almeno 5 seasons di Beowulf.
Ora, io spero davvero che questa TV series continui, perché vorrei tanto darle un'altra possibilità, nonostante la discreta recitazione e la CGI poco curata (anche se ho visto di molto peggio onestamente) della prima stagione, composta da 12 episodi (inizialmente erano 13, ma ITV ha recentemente deciso di diminuirne il numero, rimontando le ultime 2-3 puntate in maniera diversa, brutto segno anche questo), soprattutto in virtù del gran finale che ha lasciato tutti col fiato sospeso e che apre ad un mondo di infinite possibilità e potenziali futuri per i protagonisti.
I fan intanto hanno già aperto una petizione da mandare ad ITV per chiedere la continuazione di Beowulf: Return To The Shieldlands, dunque incrociamo le dita, attendiamo con ansia la decisione dell'emittente britannica  e vi auguro buona visione, come sempre obbligatoriamente in English subbed Italian!


Il trailer:


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martedì 12 gennaio 2016

Have you ever watched that? Frankenstein


Come ben sappiamo, tra i temi e personaggi più gettonati appartenenti al mondo del piccolo e grande schermo rientra a pieno titolo Frankenstein, uno dei romanzi più famosi della storia, scritto da Mary Shelley.
Ebbene, tra i tantissimi adattamenti da me visti o semplicemente noti, quello che preferisco tra tutti, poco noto in Italia, poiché arrivato da noi direttamente in DVD e purtroppo in una versione ridotta rispetto all'originale, è Frankenstein, miniserie TV del 2004, diretta da Kevin Connor e prodotta dal mitico canale televisivo Hallmark, che per tanti anni ci ha deliziato con opere stupende: basti pensare all'epico L'Odissea del 1997 con Armand Assante e Greta Scacchi, o a I Viaggi Di Gulliver del 1996 con Ted Danson e Mary Steenburgen, e così via.
Devo ringraziare il mio professore d'Inglese delle scuole superiori se sono venuto a conoscenza di questa miniserie, a mio parere più bella di tutti quanti gli altri adattamenti, televisivi e cinematografici, finora realizzati.
La storia, bene o male, la conosciamo tutti: la vita del vecchio capitano Robert Walton (Donald Sutherland), bloccato durante una spedizione tra i ghiacci del Polo Nord con la sua nave ed il suo equipaggio, cambia improvvisamente col misterioso avvistamento di due uomini, uno dei quali immensamente enorme, che si inseguono in slitta sul pack polare ed il successivo salvataggio dell'inseguitore, febbricitante ed indebolito dal freddo.
Quest'ultimo si rivela essere Victor Frankenstein (Alec Newman), un dottore svizzero, luminare di tutte le branche della scienza nota, che deciderà di raccontare allo spaesato capitano la sua storia: il giovane scienziato è stato infatti il solo ad essere riuscito a dare una risposta alla fatidica domanda "Può l'uomo creare la vita come solo Dio e la Natura possono fare?".
Si torna quindi indietro nel tempo, con la narrazione della storia tramite vari flashback.

Victor Frankenstein
Molti anni prima, durante l'adolescenza, il giovane Victor, grande appassionato di scienze, divenute un'ossessione per lui sin dall'infanzia, va a studiare presso la prestigiosa Università tedesca di Ingolstadt, dove la sua smodata passione viene alimentata dalle intriganti lezioni del professor Waldman (William Hurt), che prende subito in simpatia lo studente, per via delle sue doti innate.

Victor e il professor Waldman
E' appunto proprio grazie alle illuminanti spiegazioni del suo mentore che Victor inizia a fare varie sperimentazioni segrete a casa sua, cercando di rendere realtà la sua più grande ed incredibile ambizione: ridare la vita ai morti tramite il potere dell'energia elettrica unita all'acqua.
Dopo vari tentativi falliti con degli animali e il severissimo ammonimento di Waldman, scioccato da ciò che il suo pupillo sta compiendo e pentito di averlo istruito senza imporgli dei limiti, Frankenstein decide di compiere il grande passo, ovvero resuscitare una persona morta.
Il giovane studente, ormai spinto dalla propria follia, che lo porta a non mangiare e dormire più, va dunque oltre ogni codice morale, rubando vari pezzi di cadaveri dal cimitero e rischiando di finire in carcere o, peggio, di perdere la vita, a causa delle gravi minacce, verbali e fisiche, subite dai guardiani del camposanto.
Ricompone infine il corpo di un uomo ed attende di avere la più potente forma di energia elettrica esistente in natura: la scarica di un fulmine.

Victor e la Creatura
Il gran momento si presenta con il tanto agognato temporale, ma la Creatura (interpretata da Luke Goss, uno degli attori feticci di Guillermo del Toro, divenuto famoso per le sue interpretazioni di Jared Nomak in Blade II e del principe Nuada in Hellboy II: The Golden Army), inizialmente risvegliatasi, cade nuovamente vittima della morte. Del tutto sfinito ed amareggiato, Victor sviene, avendo varie visioni del suo essere, tornato in vita, per poi ridestarsi e rendersi conto che l'esperimento è realmente riuscito e che la Creatura si trova proprio di fronte a lui, del tutto disorientata, poiché non in grado di capire cosa sia successo.
Finalmente scioccato dall'immane orrore che ha compiuto, Frankenstein caccia via l'essere, anche se ormai è troppo tardi per disfare ciò che è stato compiuto: la Creatura, quasi del tutto nuda, fugge via coprendosi con il cappotto del suo creatore, nelle cui tasche ritroverà poi le annotazioni personali di quello che lui, una volta imparato a parlare, chiamerà "Padre" e grazie alle quali capirà come e perché è nato, iniziando a cercare un posto nel mondo, lui che non è nato affatto in maniera naturale.

La Creatura
Imparando cosa significhi vivere ed essere diverso agli occhi della società, la Creatura, inizialmente colpita dalla bontà degli umani, cambierà totalmente idea quando verrà più volte cacciato via, a causa del suo aspetto, venendo accettato solo una volta come proprio pari da due persone: una bambina, pura e senza pregiudizi, e suo nonno, un povero vecchio cieco, che vivono in campagna.
Ormai ricolma di odio nei confronti di suo "Padre", che l'ha prima creata e poi l'ha rifiutata, decidendo di cambiare totalmente vita e di tornare a vivere in Svizzera, sposandosi con la sua amata Elizabeth (Nicole Lewis), la Creatura comincia la sua vendetta, colpendo le persone più care al dottore, prime fra tutte proprio la sua neo-sposa.

Elizabeth e Victor
Con la sua vita, andata del tutto in frantumi, Frankenstein, rendendosi conto di aver sguinzagliato un essere indomabile e terribilmente implacabile nei confronti di tutta l'umanità, cerca di acquietarlo, accettando la sua proposta di creargli una compagna, ma poi si rifiuta di permettere la nascita di una nuova razza, distruggendo il corpo inanimato davanti agli occhi orripilati della Creatura e dando il via alla caccia senza tregua a cui assiste Walton.
E proprio lo stesso capitano conoscerà personalmente la Creatura, al termine della narrazione di suo "Padre" e dopo la sua inevitabile morte, causata dagli stenti della ricerca incessante della sua nemesi in gran parte del mondo conosciuto, assistendo infine alla scomparsa dei due tra le nebbie del Polo Nord.

Il capitano Walton e la Creatura
Come già detto, Frankenstein del 2004 è, secondo la mia modesta opinione, il più bel adattamento finora realizzato del capolavoro di Mary Shelley, per due ragioni molto importanti: la pressoché perfetta e fedelissima caratterizzazione dei personaggi, nonché la palese esaltazione del tema centrale della storia, ovvero la difficoltà di accettare il diverso e l'ignoto da parte della società, un tema sempre attuale, specie ai nostri tempi e nel nostro paese.
Il cast è davvero eccezionale e, nonostante la "fin troppa bellezza" della Creatura, Luke Goss riesce a destreggiarsi davvero bene nel ruolo della Creatura (che, tra l'altro, in italiano viene doppiata dal grande Luca Ward, che con la sua magica voce rende umano ciò che umano, solo all'apparenza, non è).
Per questa ragione, consiglio assolutamente questa miniserie TV a tutti gli appassionati ed appassionate di storie fantascientifiche di fine '800 e vi auguro buona visione con il trailer originale.

Il trailer:


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venerdì 4 dicembre 2015

Recensione Flash: Storia D'Inverno


Titolo originale: Winter's Tale

Anno e nazione di produzione: USA 2014

Distribuzione in Italia: Warner Bros.

Genere: Fantasy/Drammatico/Sentimentale

Durata: 113 minuti

Cast: Colin Farrell, Jessica Brown Findlay, Russell Crowe, Jennifer Connelly, William Hurt, Will Smith, Eva Marie Saint, Matt Bomer, Lucy Griffiths, Kevin Durand, Kevin Corrigan, Graham Greene, Finn Wittrock

Regista: Akiva Goldsman

L'amore vero ed eterno esiste per davvero?
Questo è uno dei quesiti che da sempre scervellano le menti più eccelse, dai filosofi agli scienziati, e finora non si è mai riusciti a trovare una risposta certa, né a livello psicologico né fisico. Per questa ragione, la sola maniera per vedere all'opera l'amore indissolubile al momento è rappresentata dal piccolo e grande schermo e dalle grandi storie che essi ci propongono.
Una di esse è proprio Storia D'Inverno, pellicola del 2014 basata sull'omonimo romanzo di Mark Helprin, pubblicato nel 1983, e diretta dallo sceneggiatore e produttore Akiva Goldsman, che debutta alla regia proprio con questo film.
Esso narra le vicende di Peter Lake (Colin Farrell), un ladro professionista di New York degli inizi del '900, che, trovato da piccolo nelle acque del fiume Hudson da dei Nativi Americani e poi cresciuto dal famoso, spietato e potente criminale Pearly Soames (Russell Crowe), capisce di aver sbagliato a fidarsi del suo boss, che si rivela essere un demone, giunto sulla Terra per evitare che il bene prevalga, e decide di abbandonare i Five Points, la gang di Soames, che in lui vedeva il perfetto erede del suo regno del crimine, salvandosi appena in tempo dalla banda, grazie all'arrivo improvviso di un maestoso cavallo bianco volante.
Durante i preparativi per fuggire dalla città, il cavallo bianco, che in realtà è uno spirito guida giunto in aiuto di Peter, indica al suo cavaliere un'enorme casa, appartenente al famoso editore Isaac Penn (William Hurt): credendo che il suo fidato compagno gli abbia indicato l'abitazione col solo scopo di rapinarla, il giovane ladro si intrufola in essa e si imbatte per caso in Beverly Penn (Jessica Brown Findlay), la giovane e bellissima figlia dell'editore, malata di consunzione e purtroppo in punto di morte.
Tra i due scatta il colpo di fulmine: Peter decide, nonostante gli enormi rischi che ne conseguono, di rimanere in città per vivere con lei, cambiando totalmente vita, ed impegnandosi a scatenare quello che, come il suo fidato amico Humpstone John (Graham Greene) gli ha spiegato, viene chiamato "il miracolo che ogni persona ha dentro di sé", al fine di salvare la sua amata con il suo, ancor di più dopo aver scoperto che il suo miracolo si sprigionerà solo per una donna coi capelli rossi, ovvero proprio il colore della capigliatura di Beverly.
Ma naturalmente, le cose non saranno facili, visto che Pearly, ormai ossessionato da Peter e dalla sua volontà di distruggerlo, contrasterà in tutti i modi, terreni ed ultraterreni, il grande amore nato tra i due.
Cosa accadrà dunque? Peter riuscirà a salvare la sua amata?
Devo dire di essere rimasto abbastanza colpito da Storia D'Inverno, proprio per via della struggente passione tra Peter e Beverly, nonché per gli eventi della trama, del tutto imprevedibili e sorprendenti fino al gran finale.
Purtroppo questa pellicola è stata un flop al botteghino, con mio sommo rammarico, dato che ho visto film ben peggiori di questo ottenere immeritatissimi successi, ma si sa, il pubblico cambia parere sui generi cinematografici dalla mattina alla sera, quindi forse Storia D'Inverno è capitato in un periodo non molto azzeccato.
Complimenti davvero a tutti gli attori del cast, soprattutto ai due protagonisti, a Jennifer Connelly (non vi spiego qual è il suo ruolo per evitare spoiler) e ai due antagonisti, ovvero Russell Crowe e Will Smith (nell'eccentrico ruolo di Lucifero, davvero comicissimo!) e consiglio vivamente questo film a tutta la famiglia.
Buona visione!

Il trailer:


Consigliato: Sì

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lunedì 25 maggio 2015

Recensione Flash: La scomparsa di Eleanor Rigby - Loro


Anno e Nazione di Produzione: USA 2014

Titolo originale: The disappearance of Eleanor Rigby - Them

Genere: Drammatico

Durata: 122 minuti

Cast: Jessica Chastain, James McAvoy, Viola Davis, William Hurt, Isabelle Huppert, Ciaràn Hinds

Regista: Ned Benson

Conor ed Eleanor sono innamorati. Si sposano, poi il nulla li inghiotte. Una tragedia che lui finge di dimenticare, e lei vuole incessantemente ricordare. Lei tenta il suicidio, si salva ma decide di stare da sola. Allontanarsi da chi vuole dimenticare. Torna a casa dei genitori, ricominciare, diventare qualcun'altro. Ma la sua vita è quella, e il dolore non può e non deve essere dimenticato.
L'opera prima di Ned Benson, diviso in tre capitoli, Lui, Lei e Loro (in Italia sono arrivati nella versione home video, saltando l'uscita al cinema), è un film volutamente lento, che con calma e delicatezza narra dell'elaborazione del lutto in modo diverso. Ottime le interpretazioni, se quella di James McAvoy è forse la più "banale", poiché il suo personaggio sceglie di fare finta che nulla è successo, toccante il suo smarrimento. La Eleanor di Jessica Chastain, come l'interpretazione, è straordinaria. Lei scompare, si copre, si mimetizza nel lutto. Dopo il tentativo di suicidio, cerca di cambiare, di inventarsi una nuova vita rimanendo fissa nel vuoto della perdita. La sua domanda ricorrente al marito, infatti, è: ma mi vedi cambiata? "Non ero preparata a tutto questo dolore", così Eleanor parte, va a Parigi. Ma ritorna, cercando ancora Conor a riprova del fatto che il dolore non scompare. Si trasforma ma, come l'amore per l'uomo, rimane. Bello e struggente, da vedere.

Il trailer:



Consigliato: Sì 


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giovedì 4 ottobre 2012

Jane Eyre...allo specchio


Le versioni di Jane Eyre sono, ormai, innumerevoli.
Ma io vi parlo delle due che ho avuto modo di vedere: la Jane Eyre di Franco Zeffirelli (1996) e Jane Eyre di Cary Fukunaga (2011).
Il romanzo di Charlotte Brontë ha conosciuto un notevole successo al cinema, ed è ovviamente un classico della letteratura: chi non ha sognato leggendo dei sospiri della “bella dentro” Jane Eyre per l’ombroso Mr. Rochester?
Le due versioni cinematografiche, tra loro, sono diverse...ovviamente. Perché differenti sono anche le esperienze dei due registi: Franco Zeffirelli è il Maestro, Cary Fukunaga si è appena affacciato nel mondo del cinema.


La Jane Eyre di Zeffirelli è interpretata da Charlotte Gainsbourg. Scelta azzeccata, non solo, diciamolo, per l’aspetto fisico della Gainsbourg ma anche per l’ombrosità e il tormento interiore che l’attrice anglo-francese riesce a donare al suo personaggio. Per me quella della Gainsbourg è la Jane Eyre perfetta. La Brontë definisce Jane una “creatura ultraterrena”, e Charlotte ha colto in pieno questo aspetto: efebica, una creatura a metà tra il nostro mondo e quello soprannaturale.





Mr. Rochester è interpretato da William Hurt. Chiuso e scontroso, il caro Rochester è profondamente ferito. Da un padre che non ha messo il suo bene al primo posto, e da una moglie che deve rimanere invisibile. Il Rochester di Zeffirelli è più posato, più signore. Anche durante la dichiarazione a Jane, William Hurt sembra dover trattenersi, per educazione. Non mi ha comunicato molto.
La versione di Zeffirelli è quella più vicina al romanzo, ma è anche quella più didascalica, “vecchia maniera”. Da racconto intorno al fuoco. Le atmosfere gotiche sono velate e gli attori seguono un percorso ben preciso, da cui non sviano mai. Una Jane Eyre un po’ impostata, ma che rimane comunque un film da vedere e rivedere.
Ecco la parte clou:

Jane e Rochester:





La Jane di Fukunaga è sicuramente più moderna, adatta ai ritmi del nuovo cinema. I due protagonisti sono delle stelle nascenti del cinema mondiale, scelti sicuramente per attrarre e assicurarsi un pubblico globale.
Mia Wasikowska è una Jane più glamour, fin troppo bella. L’attrice è stata bravissima, passionale come la vera Jane è nel romanzo, bruciante di vita, quella vita che le è sempre stata preclusa. Mia si è calata perfettamente nel personaggio, soffre e ama con Jane. Esulta quando la vita finalmente regala qualcosa alla piccola orfana. Ma cara Wasikowska, sei troppo bona per essere Jane. Secondo me quella è una caratteristica importante del personaggio: Miss Eyre è una bella dentro. Altrimenti per Rochester sarebbe stata una delle sue tante conquiste.



Mr. Rochester è interpretato da Michael Fassbender e mi dispiace ma qui, in questo momento, finisce la mia obiettività. Perchè Rochester finalmente, a differenza di quello di William Hurt, prende vita! Passionale, deciso, sicuro di sé per quanto anch'egli ferito ed ombroso. Ma il Rochester di Fassbender c'ha una marcia in più. Forse, anche per la scelta di Fassbender, l'unico appunto che posso fare è che il caro Michael è troppo figo. Ma meglio lui 100 volte che il mummificato Hurt.
Ed eccoli insieme, io vedo solo lui e la sua canottiera...ma quella spada in mano a Mia che significato c'ha? Boh!


La foto non è una scena del film, altrimenti il giovane regista avrebbe proprio toppato! Ma dovevo metterla...ehehehehehhe!
Belli i continui flashback tra il presente e il passato, donano ritmo al film e appassionano lo spettatore. La fotografia e le musiche (del Premio Oscar Dario Marianelli) sono magnifiche. L'atmosfera dark è più ricercata e i tormenti, interiori ed esteriori, sembrano più veri, e vicini alle vite degli spettatori. E più che in quello di Zeffirelli, il paesaggio delle moorlands inglesi è uno dei protagonisti del film. Il resto del cast è di tutto rispetto: il premio Oscar Judi Dench nei panni di Mrs. Fairfax, il reverendo St. John interpretato da Jamie Bell e la signora Rochester interpretata dalla nostra Valentina Cervi.
Una versione decisamente più patinata, ma che ho preferito all'altra. 
La scena clou nella versione di Fukunaga:

Jane e Rochester:


Buona visione!


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