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venerdì 22 gennaio 2016

Recensione Flash...Oscar 2016: Joy


Anno e Nazione di Produzione: USA 2015

Data di uscita in Italia: 28 gennaio

Distribuzione in Italia: 20th Century Fox

Genere: Drammatico

Durata: 124 minuti

Cast: Jennifer Lawrence, Robert De Niro, Bradley Cooper, Edgar Ramirez, Diane Ladd, Virginia Madsen, Isabella Rossellini

Regista: David O. Russell

Joy Mangano, fin da piccola, ha sempre avuto una fervida immaginazione. Ha sempre vissuto a metà tra il suo mondo, affollato di invenzioni più o meno realizzabili, e la realtà dove ad attenderla c'è una famiglia allargata e molto vivace. Quando i genitori divorziano, Joy rinuncia a frequentare una prestigiosa università per rimanere accanto alla famiglia. Si laurea, sposa Tony e ha due figli. Barcamenandosi sempre tra i problemi dei genitori, della sorellastra e, ovviamente, anche i suoi. Dopo la separazione da Tony, sempre a corto di denaro, Joy decide di mettere a frutto la sua fantasia e inventare qualcosa che aiuti le casalinghe nei lavori domestici. E che aiuti lei, a diventare quello che ha sempre sognato di essere: una donna di successo.


David O. Russell torna al cinema con un biopic un po' fuori dagli schemi, perché la protagonista è ancora viva e vegeta ma, anche perché è un po' il biopic (o elogio?) di una nazione, gli Stati Uniti. L'imprenditrice Joy Mangano, inventrice del miracle mop e di altre geniali soluzioni domestiche, è una self made woman che ha lottato duramente per imporsi e farsi valere. "Nel nostro paese, ogni giorno l'ordinario incontra lo straordinario", dice in una battuta il personaggio di Bradley Cooper. Ecco, i film di David O. Russell mi sono sempre piaciuti, escono fuori dal coro e li apprezzi proprio per questo. Il difetto di Joy, purtroppo, è l'ovvietà: si regge su una sceneggiatura fragile e per nulla accattivante. Di Joy e del suo scopettone non te ne importa una cippa. E questo non dovrebbe essere l'intento di un biopic, che dovrebbe far appassionare lo spettatore alla storia narrata. Che il regista abbia puntato tutto sulla performance di Jennifer Lawrence? Questo non so dirvelo, ma è scontato che l'attrice sia una vera e propria mattatrice, una forza della natura. Che però, da sola, non riesce a far decollare un film confuso e noioso.

Il trailer:


Consigliato: Nì


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lunedì 11 gennaio 2016

Golden Globe 2016: i premiati e gli acceptance speech!


La corsa ai premi è decisamente iniziata!
Ad aprire come ogni anno la stagione, i Golden Globe assegnati dalla stampa estera ad Hollywood, che premiano Cinema e Serie TV. Molte le sorprese, alcuni dei favoriti sono stati sbaragliati e qualche perplessità su dei premi assegnati. However, andiamo con ordine e iniziamo col cinema. E già che ci siamo, perché no, facciamo delle previsioni Oscar visto che il prossimo 14 gennaio saranno annunciate le nomination agli Academy Awards.

CINEMA

MIGLIOR FILM DRAMA e MIGLIOR REGISTA




Un sorpreso Alejandro González Iñárritu, che forse non si aspettava di risalire sul palco a distanza di un anno dall'enorme successo di Birdman, ritira i Golden Globes per The Revenant - Redivivo. Per gli Oscar la vedo dura: nomination assicurate, ma la statuetta più ambita forse, anzi LO SPERO, la stringerà solo Leonardo DiCaprio.

MIGLIOR FILM COMMEDIA/MUSICAL


Il premio per la categoria se l'è accaparrato Ridley Scott (pensavo sarebbe stato postumo, dice il regista) per The Martian che vince anche il premio per Miglior attore commedia che va a Matt Damon. Agli Oscar, anche in questo caso nomination assicurate ma sono incerta sulla vittoria in categorie importanti.


MIGLIOR ATTORE IN UN FILM DRAMMATICO



Standing ovation in sala. What can I say? Bello come il scioleeee, come sempre d'altronde, Leonardo DiCaprio vince il premio come Miglior attore protagonista per The Revenant. Non ho ancora visto il film, ma sono sicura che è strameritato. Ok, la bellezza, ma Leo è anche altro: magnifico il suo acceptance speech. Per gli Oscar gli auguro il meglio, perché davvero se lo merita.

MIGLIOR ATTRICE IN UN FILM DRAMMATICO


A sorpresa, Brie Larson sbaraglia la temibile doppietta Cate Blanchett/Rooney Mara e l'altra favorita, Saoirse Ronan. Agli Oscar credo che la situazione sarà decisamente ribaltata. Terzo Academy Awards per la divina Blanchett? Vedremo...

MIGLIOR ATTRICE IN UN FILM COMMEDIA/MUSICAL


Oops, she did it again! Jennifer Lawrence vince il suo terzo Golden Globe per Joy di David O. Russell. Da notare: gli altri Golden Globe li ha vinti sempre per film di Russell. In pratica il suo discorso di ringraziamento è una dichiarazione d'amore e riconoscenza al regista. Agli Academy, JLaw ci sarà sicuramente ma la sua vittoria la vedo incerta. Per il film forse c'è qualche chance.

Inoltre, a sorpresa il premio come Miglior attrice non protagonista va a Kate Winslet per Jobs, Miglior attore non protagonista a Sylvester Stallone per Creed, Miglior film straniero a Lazlo Nemes per The son of Saul and.... Miglior colonna sonora al Maestro Ennio Morricone che vince il suo terzo Golden Globe. Lo ritira per lui il regista di The Hateful Eight, Quentin Tarantino, che troppo eccitato sbaglia. Quentin non è il primo Globe per il Maestro: 


SERIE TV

MIGLIOR SERIE DRAMMATICA


Il premio va a Mr. Robot, che in questi mesi ha raccolto consensi positivi ovunque grazie all'originalità della storia e al magnifico cast. Uno dei protagonisti insieme a Rami Malek, Christian Slater vince il premio come Miglior attore non protagonista.


MIGLIOR SERIE  e MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA COMMEDIA/MUSICAL


YEAHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!! Mi chico!!!! Tra i premi più meritati, tra quelli assegnati ieri sera. Emozionatissimo Gael Garcia Bernal, e pure incredulo. Davvero la qualità di Mozart in the Jungle è innegabile, così come la sua originalità: Amazon torna a vincere alla grande dopo l'anno scorso con Transparent.

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA IN UNA SERIE DRAMMATICA


The Queen!!! Taraji P. Henson vince per Empire, la serie Fox creata da Lee Daniels. Cookies for everyone, dice l'attrice che ha reso iconico il suo personaggio e aggiunge: non sarei niente senza il resto del cast.

MIGLIOR ATTORE IN UNA MINISERIE 


Mi cospargo il capo di cenere: avevo iniziato a vedere Show me a hero e poi l'ho abbandonato. Mea culpa, lo vedrò sicuramente perché da quella sola puntata che ho visto avevo capito che era un gran bello show, targato HBO. Grande Oscar Isaac davvero un bel periodo per il bravissimo attore guatemalteco.

Poi: Miglior attore in una serie drammatica, Jon Hamm che è premiato all'ottava ed ultima serie di Mad Men. Rachel Bloom per Miglior attrice protagonista in una serie commedia/musical, Crazy Ex Girlfriend. Maura Tierney in The Affair per Miglior attrice non protagonista in una serie. Wolf Hall vince il premio per Miglior Miniserie. E ora mi devo soffermare su questo:

MIGLIOR ATTRICE IN UNA MINISERIE O FILM TV


SERIOUSLY????? What a crap! In una cinquina di attrici molto più meritevoli di lei, voi  date il premio a Lady Gaga? Ok, se vogliamo parlare di persone alla loro prima prova recitativa, io avrei fatto vincere Sarah Hay di Flesh and Bone. E non sono di parte: se avete visto la serie mi capirete, e se non l'avete fatto beh, non perdetevi quel capolavoro.

That's all folks for this year! Nel bene o nel male i Globe ci sorprendono sempre...

martedì 1 dicembre 2015

Recensione (mica tanto) Flash: Hunger Games - Il canto della rivolta Parte II


Anno e Nazione di Produzione: USA 2015

Titolo Originale: The Hunger Games - Mockingjay Part 2

Distribuzione in Italia: Universal Pictures

Genere: Avventura

Durata: 136 minuti

Cast: Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Liam Hemsworth, Donald Sutherland, Philip Seymour Hoffman, Julianne Moore, Woody Harrelson, Gwendoline Christie, Natalie Dormer, Elizabeth Banks, Sam Claflin, Jena Malone, Stanley Tucci, Jeffrey Wright

Regista: Francis Lawrence

Mentre Katniss deve ancora riprendersi dall'aggressione di Peeta, tornato da Capitol City e sfuggito al controllo del presidente Snow, la campagna vittoriosa dei distretti ribelli capeggiata da Alma Coin prosegue. Manca davvero poco all'arrivo a Capitol, e l'arma (mediatica) principale dei ribelli è proprio la Ghiandaia Imitatrice. Coinvolta in spot di propaganda e in nessun modo utile alla causa, Katniss pensa ad un piano in solitaria: vuole uccidere personalmente Snow. E' anche un modo per allontanarsi da Peeta, non riuscendo a riconoscere il ragazzo che ama. Parte clandestinamente e arriva al distretto 2: Alma Coin e Plutarch Heavensbee scoprono la fuga e mettono su, sempre per propaganda, una squadra speciale composta da Katniss, Gale, Finnick, a cui si aggiungerà, con stupore di Katniss, anche l'instabile Peeta. Riuscirà la Ghiandaia Imitatrice a sconfiggere Capitol, uccidere Snow e riportare la pace, non solo a Panem ma anche nel suo cuore?


Quando una saga finisce, sono sempre triste. Tranne Twilight! Infatti la differenza tra la saga dei vampiri luccicanti e quella di Hunger Games è il sotto testo, le allegorie, i messaggi che una storia, seppur per adolescenti, uno young adult come sono definiti, lascia nel lettore e, in questo caso, nello spettatore. Rifacendomi al gergo della storia, Hunger Games è un ibrido: a metà tra l'intrattenimento e l'impegnato. Ecco qual è il suo valore, quel fulcro di riflessione che, secondo me, soprattutto in libri o film per adolescenti, dovrebbe sempre esserci. Non far guidare la propria vita agli altri, ma esserne sempre i protagonisti. Indagare la realtà e non fermarsi alla sua apparenza, non essere schiavi di un mondo a cui interessa solo l'esteriorità e vorrebbe tutti superficiali. Proteggere chi si ama.
A fare grande questa saga anche gli attori: in primis il premio Oscar Jennifer Lawrence. L'ho sempre pensato, fin dalla prima volta che ho visto un suo film: questa ragazza è un fenomeno, è nata per recitare. E sono convinta che è proprio lei l'ingrediente segreto del successo di Hunger Games al cinema. Un'attrice meno dotata (coff coff Kristen Stewart coff coff) sarebbe rimasta intrappolata nel ruolo: lei, invece, è riuscita ad essere Katniss, e ad uscirne grazie alla sua grande forza recitativa, duttile ed empatica con qualsiasi ruolo interpretato. Katniss non era un personaggio semplice da interpretare: molto introspettivo e poco comunicativo, la Lawrence ha recitato soprattutto l'interiorità di Katniss, i non detti, gli sguardi, portando lo spettatore a conoscerla e stabilire un contatto con lei.


Parafrasando Dirty Dancing: nessuno può mettere Katniss in un angolo. Lei combatte, pensa e agisce. Non è una pedina tra le mani della Coin. Ed è questo che la presidente del Distretto 13 sottovaluta, e che Heavensbee invece apprezza, e usa a suo favore ma, al tempo stesso, supportando Katniss per il bene di Panem. Un grande Philip Seymour Hoffman: poche scene ma l'imponenza di questo grande interprete hanno lasciato il segno nella saga. Ottimi anche Julianne Moore e Donald Sutherland, quasi una nemesi di Katniss in questo ultimo capitolo. Meno preponderanti le presenze di Liam Hemsworth e Josh Hutcherson, ma comunque valide ed indispensabili, che contribuiscono a caratterizzare Katniss. 
La regia di Francis Lawrence ha decisamente soddisfatto le mie aspettative, non deludendo.
Spetta a Haymitch, il bravo Woody Harrelson, lanciare il messaggio del film: siamo esseri votati all'autodistruzione, e sempre sarà così. Quello che ci salva è la nostra ostinata speranza in un futuro migliore.

Il trailer:


Consigliato: Sì

I precedenti articoli sui film della saga:


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venerdì 26 giugno 2015

Recensione Flash: Una folle passione


Anno e Nazione di Produzione: USA, Repubblica Ceca 2014

Titolo originale: Serena

Distribuzione in Italia: Eagle Pictures

Genere: Drammatico

Durata: 110 minuti

Cast: Bradley Cooper, Jennifer Lawrence, Rhys Ifans, Toby Jones

Regista: Susanne Bier

George Pemberton è un imprenditore di legname, nel North Carolina degli anni Venti. Scapolo impenitente, ha una relazione con una ragazza del posto, Rachel, ma dedica il suo tempo principalmente al suo lavoro. Quando, per risolvere dei problemi legati alla sua impresa, parte per chiedere aiuto alla sorella, George conosce Serena: volitiva e forte, l'uomo se ne innamora perdutamente e decide di sposarla. L'arrivo di Serena in North Carolina cambia molte cose, e George decide di ignorare l'arrivo del bambino da Rachel. Presto Serena prenderà il controllo della vita e del lavoro di George, fino a quando vari eventi manderanno in frantumi il suo precario equilibrio psichico.
Quando ho saputo che il primo film hollywoodiano di Susanne Bier era stato un flop, non ci volevo credere: ma come? Bier alla regia, e la magnifica coppia Bradley Cooper/Jennifer Lawrence come protagonisti ed è brutto? Ovviamente, ho voluto verificare di persona, così l'ho visto. E purtroppo devo confermarlo: pessimo, noioso, una storia banalotta senza il tocco personale e inconfondibile della regista danese. Delusione pazzesca anche la recitazione, incastrata in un melo' forzato e prevedibile. Salvo solo la fotografia. Per il resto, soldi sprecati. 

Il trailer:



Consigliato: No

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lunedì 15 dicembre 2014

Recensione Flash: Hunger Games - Il canto della rivolta Parte I


Anno e Nazione di Produzione: USA 2014

Titolo Originale: The Hunger Games - Mockingjay Part I

Distribuzione in Italia: Universal Pictures

Genere: Avventura

Durata: 123 minuti

Cast: Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Donald Sutherland, Philip Seymour Hoffman, Julianne Moore, Liam Hemsworth, Jeffrey Right, Woody Harrelson, Elizabeth Banks, Stanley Tucci, Natalie Dormer, Sam Claflin, Jena Malone

Regista: Francis Lawrence

L'edizione dei 75esimi Hunger Games si è chiusa con l'irruzione dei ribelli. La rivolta contro il presidente Snow ha eletto, come suo simbolo, proprio Katniss Everdeen. Il suo coraggio, la sua rabbia fiera hanno ispirato i distretti, e li ha spinti a liberarsi dal giogo di Capitol City. Katniss e Peeta vengono divisi: lei, la Ghiandaia Imitatrice, raggiunge il distretto 13; Peeta, invece, rimane a Capitol City, e alla mercé di Snow. Plutarch Heavensbee e pochi altri, compreso Haymitch, erano a conoscenza del piano dei ribelli, e vogliono sfruttare l'effetto sorpresa, d'accordo con il presidente del distretto Alma Coin, di avviare la rivolta proprio dal distretto fantasma. Katniss accetta di esserne la protagonista, il volto di quella rivolta. Per la sete di giustizia dei distretti, ma soprattutto per salvare Peeta.
Penultimo film della saga, tratta dai romanzi di Suzanne Collins. Anche per Hunger Games, come accadde anni fa per Harry Potter, si è deciso di dividere in due film, l'ultima parte della storia. Avendo letto il libro, sapevo già in anticipo che questa prima parte non sarebbe stata molto esaltante. In effetti, la storia si focalizza più sulla preparazione della rivolta, sul lato mediatico del potere di Katniss. Azione e adrenalina sono le grandi assenti. Così, il film va a rilento, arranca di scena in scena fino alla conclusione che, invece, preannuncia un epilogo epico.
Jennifer Lawrence, come sempre, ottima. Dà uno spessore alla sua eroina per teenager. Liam Hemsworth non pervenuto. I "grandi" del cast, da Philip Seymour Hoffman, Julianne Moore fino a Woody Harrelson e Stanley Tucci, sono in parte e conferiscono il giusto pathos ai loro ruoli. Menzioni d'onore per Josh Hutcherson e Donald Sutherland: lo sguardo smarrito del Peeta di Hutcherson ti rimane impresso. Preparatevi ad una grande interpretazione dell'attore nell'ultimo capitolo della saga. Sutherland è glaciale, di una crudeltà composta e di classe. Magnifico.
Da vedere, ma come preludio all'ultimo film della saga.

Il trailer:



Consigliato: Nì


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mercoledì 12 novembre 2014

Recensione Flash: X-Men: Giorni Di Un Futuro Passato


Titolo originale: X-Men: Days Of Future Past

Anno e nazione di produzione: USA 2014

Distribuzione in Italia: 20th Century Fox

Genere: Azione/Fantascienza

Durata: 131 minuti

Cast: Hugh Jackman, Patrick Stewart, Ian McKellen, Halle Berry, James McAvoy, Michael Fassbender, Jennifer Lawrence, Nicholas Hoult, Peter Dinklage, Shawn Ashmore, Ellen Page, Daniel Cudmore, Omar Sy, Booboo Stewart, Fan Bingbing, Adan Canto, Evan Peters, Lucas Till, Kelsey Grammer, Famke Janssen, James Marsden, Anna Paquin

Regista: Bryan Singer

E siamo arrivati a quota 7!
Ebbene sì, la saga cinematografica più longeva (iniziò tutto nel lontano 1999) ha aggiunto un ulteriore, prezioso tassello al puzzle che forma quello che noi conosciamo come X-Universe: sto parlando ovviamente di X-Men: Giorni Di Un Futuro Passato.
Questa pellicola, attesissima da tempo da tutti i fan dei mutanti, me compreso, fa praticamente da collante tra gli eventi della trilogia originale (X-Men, X-Men 2 e X-Men 3: Conflitto Finale) e ciò che avviene nel recente Wolverine: L'Immortale, senonché da sequel per X-Men: L'Inizio.
Osserviamo quindi come Logan/Wolverine, interpretato come sempre dal grande Hugh Jackman, essendo stato raggiunto nel presente da Magneto, interpretato da Ian McKellen, dopo aver riacquistato nuovamente i suoi poteri (ciò è visibile già nella scena finale di X-Men 3: Conflitto Finale), e dal redivivo Dottor X, interpretato da Patrick Stewart (se non siete dei maniaci delle scene celate nei titoli di coda, anche questo si vede al termine dei titoli finali di X-Men 3: Conflitto Finale), deve evitare, nel futuro imminente, la fine della razza mutante, così come di quella umana, per mano delle Sentinelle, cyborg dotati di I.A. in grado di emulare tutti i poteri dei mutanti, la cui creazione ottenne il via libera del governo statunitense in seguito ad un incidente diplomatico gravissimo, causato dalla giovane Mystica, interpretata da Jennifer Lawrence.
Di fatto, l'unica maniera per evitare la catastrofe è tornare indietro nel tempo, a pochi giorni di distanza dall'incidente, ed evitarlo a tutti i costi per bloccare la catena di eventi che diedero vita alle micidiali macchine umanoidi.
I mutanti ancora liberi rimasti in vita nel futuro, prima dell'imminente e totale capitolazione della loro razza, sono molto pochi: Logan, Xavier, Magneto, Tempesta (Halle Berry), Uomo Ghiaccio (Shawn Ashmore), Colosso (Daniel Cudmore), Kitty/Shadowcat (Ellen Page), quest'ultima in grado di rimandare indietro nel tempo chiunque riesca a sopportarne il viaggio, Alfiere (Omar Sy), Warpath (Booboo Stewart), Blink (Fan Bingbing) e Sunspot (Adan Canto).
Il Dottor X si propone immediatamente come volontario per il viaggio spazio-temporale, ma persino la sua mente potentissima non può sopportare il dolore che tale potere comporta. Ecco quindi che l'unico candidato valido è proprio Logan, dato che qualsiasi parte del suo corpo è in grado di rigenerarsi.
Se quindi i pericoli del viaggio sono stati superati, l'ostacolo più grande per Wolverine deve ancora arrivare: nel passato, come già visto in X-Men: L'Inizio, il rapporto tra il giovane Charles, interpretato da James McAvoy, ed Erik, interpretato da Michael Fassbender, è tutto fuorché pacifico. Inoltre, Logan dovrà prima di tutto convincere Charles a credere nuovamente in sé stesso e dovrà fargli da maestro, come richiesto proprio dallo Xavier del futuro, come il Dottor X ha fatto con Wolverine nel presente. E quel che è peggio è che tutto ciò dovrà avvenire in pochissimo tempo, o il futuro del mondo sarà segnato per sempre.
Ci riuscirà l'impaziente ed irruente Logan a compiere l'impossibile?
Devo dire che stavolta le mie aspettative, sempre fin troppo elevate a causa della campagna virale fatta attorno a pellicole del genere, sono state soddisfatte in parte, in un rapporto 50:50. Il film è infatti molto bello ed intrigante, ma mi aspettavo giusto qualcosina in più. La scena più bella e comica che ho apprezzato è stata quella del giovane Quicksilver (qui interpretato da Evan Peters, mentre in The Avengers 2: Age Of Ultron il suo ruolo sarà ricoperto da Aaron-Taylor Johnson) che salva la situazione al Pentagono, originale davvero!
Come molti hanno poi osservato, la furbata di questo film, diretto nuovamente da Bryan Singer, sta proprio nel finale. Non vi svelo altro, per non rovinarvi la trama, ma la fine del film aprirà una marea di nuovi scenari.
Vi auguro buona visione!

P.S. Naturalmente, guai a voi se vi dimenticherete della scena nascosta nei titoli di coda! Vale tutto il film e farà da tramite per il capitolo finale della nuova trilogia, X-Men: Apocalypse, in arrivo nel 2016!

Il trailer:


Consigliato: Sì

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lunedì 20 gennaio 2014

Recensione Flash: American Hustle - L'apparenza inganna


Anno e Nazione di Produzione: USA 2013

Distribuzione in Italia: Eagle Pictures

Genere: Drammatico

Durata: 138 minuti

Cast: Christian Bale, Amy Adams, Bradley Cooper, Jennifer Lawrence, Jeremy Renner, Jack Huston, Alessandro Nivola

Regista: David O. Russell

Irving Rosenfeld è un truffatore. Non uno qualunque, il più bravo. Nella sua "attività" lo affianca Sidney Prosser, amante e anima gemella, di truffe e aspirazioni. I due però vengono scoperti. Per non finire in galera accettano il patto che il poliziotto Richie DiMaso gli propone: aiutarlo nell'incastrare politici corrotti e mafiosi. Chi meglio di loro? Per farlo si servono di Carmine Polito, sindaco di Camden e principale fautore della rinascita del New Jersey. Il sindaco vuole legalizzare il gioco d'azzardo e creare posti di lavoro. Invece, Irving, Sidney e Richie vogliono vincere questa "partita" con la delinquenza nella florida America di fine anni Settanta. Chi giocherà davvero a carte scoperte?
David O. Russell ha la "mano fortunata" sul grande schermo dall'anno scorso, quando uscì nelle sale Il Lato Positivo, un grande successo di critica, pubblico e premi. Comunque non è fortuna ma tanta, tanta bravura. Russell è uno dei pochi registi contemporanei che riesce ad affabulare, incantare lo spettatore, quasi a ipnotizzarlo, attingendo al vecchio e al nuovo cinema. American Hustle è molto diverso rispetto al film precedente, sono all'opposto: nel primo si parla di sincerità, positività, rinascita. Nel secondo c'è sensualità, inganno, ambizione sfrenata. Il cast è straordinario, un team affiatato. Su tutti Christian Bale e Amy Adams: i loro personaggi hanno un'incredibile chimica e soprattutto una grande intesa, difficile da interpretare se non da attori incredibilmente dotati: i due sono sulla stessa lunghezza d'onda, ambiziosi come pochi. Vogliono vivere bene e uscire dall'anonimato. Ambizioso come loro, ma dall'altro lato della barricata, il poliziotto di Bradley Cooper, bravo ma non al suo meglio. Che dire di Jennifer Lawrence? Questa ragazza non vuole smettere di sorprenderci! La sua vulcanica Rosalyn renderà ancora più ingarbugliati i meccanismi dell'american hustle. Davvero brava. Jeremy Renner, che interpreta il mayor Polito, a parte la parrucca che gli hanno messo in testa (può competere con quella di Javier Bardem in Non è un paese per vecchi!) convince e oltre che conquistare Irving, (per Carmine, il suo nuovo amico, stravolgerà il piano di DiMaso), conquista anche lo spettatore.
A proposito di parrucche: il film si apre con l'intricato riporto di Irving e prosegue con improbabili e complicate acconciature che sono quasi una metafora, un travestimento: sullo schermo vediamo solo personalità posticce, false. Come se il regista volesse avvisarci con questo espediente tricologico.
Russell regala al pubblico un altro piccolo tesoro. Da non perdere.

Il trailer:


  
Consigliato: Sì

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lunedì 2 dicembre 2013

Recensione (mica tanto) Flash: Hunger Games - La Ragazza di Fuoco


Anno e Nazione di Produzione: USA 2013

Titolo Originale: Hunger Games - Catching Fire

Distribuzione in Italia: Universal Pictures

Genere: Avventura

Durata: 146 minuti

Cast: Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Liam Hemsworth, Woody Harrelson, Elizabeth Banks, Lenny Kravitz, Philip Seymour Hoffman, Jeffrey Wright, Stanley Tucci, Donald Sutherland, Jena Malone, Sam Claflin

Regista: Francis Lawrence

Tornati al loro distretto, Katniss e Peeta hanno poco tempo per dimenticare gli Hunger Games, Capitol City e il presidente Snow. I due ragazzi, a casa, oltre ad affrontare la nuova stretta tirannica di Panem, devono fronteggiare i demoni e i brutti ricordi che dopo i giochi non li hanno abbandonati, e prepararsi al Tour della Vittoria. La situazione nei distretti è diventata difficile da controllare per il presidente Snow: tutti hanno visto in Katniss una speranza di ribellione e di libertà. Così, Panem (è il caso di scriverlo con la maiuscola!) et circenses: Snow vuole ammansire le folle con i due innamorati del distretto 12. L'arrivo del nuovo comandante dei pacificatori al loro distretto, che istituisce il coprifuoco ed esecuzioni sommarie, fa comprendere ai ragazzi che il loro mondo, quello prima della partecipazione ai giochi, è definitivamente scomparso. Così Katniss deve nuovamente dire addio alla sua famiglia e a Gale. Durante il Tour, la Ragazza di Fuoco non riesce a tollerare le sofferenze a cui sono costretti i distretti ma non può fare nulla per loro: il presidente ha scoperto il legame con Gale e costringe Katniss a recitare il ruolo da lei tanto odiato, pena: la morte delle persone che ama.
Aiutata da Peeta, porterà a termine il Tour proprio a Capitol City ma Snow ha in mente qualcosa, d'accordo con il nuovo stratega, Plutarch Heavensbee. Un'edizione della memoria per i 75esimi Hunger Games: i vincitori ancora in vita delle passate edizioni vengono sorteggiati e ributtati nell'arena. Per Katniss e Peeta è una nuova grande sfida da affrontare insieme. Per la Ragazza di Fuoco e per i distretti è l'inizio della rivolta.


Per la regia del secondo film della saga, il testimone è passato da Gary Ross a Francis Lawrence (per chi se lo stesse chiedendo, nessuna parentela lo lega a Jennifer). Il secondo Hunger Games è sicuramente diverso dal primo per trama e caratterizzazione dei personaggi: i protagonisti hanno vissuto un'esperienza traumatica come quella dei giochi. Katniss, Gale e Peeta sono cresciuti, sono diventati più consapevoli di ciò che succede nel loro mondo, consapevoli del loro nuovo sé e del potere che soprattutto Katniss esercita sulla gente come ispiratrice della rivolta dei distretti, assoggettati a Capitol City.
C'è molta più tensione, adrenalina e più cervello in questo secondo lungometraggio: non sono più dei giochi con ragazzi senza scrupoli che contano solo e soltanto sulla loro forza. All'Edizione della Memoria partecipano adulti, persone che affronteranno i giochi con il cervello e l'astuzia. Inoltre molte cose sono tenute nascoste allo spettatore che le scopre solo alla fine del film. Se invece avete letto il romanzo, alleanze e colpi di scena non vi sorprenderanno molto. Ho letto i romanzi e penso che i registi, finora, abbiano fatto un buon lavoro. Ovviamente alcuni momenti sono stati tagliati o modificati, ma la storia è tutta lì: nel coraggio di Katniss, nella forza di Gale e nella tenace dolcezza di Peeta.

  
Parlando proprio dei tre ragazzi: Katniss ha molta paura. Il coraggio la accompagna sempre ma dopo aver conosciuto il mondo malato di Capitol City e la crudeltà del presidente Snow è costantemente preoccupata, attanagliata dal timore di perdere le persone cui vuole bene. Peeta, tra i tre, forse è quello che è cambiato meno ma è diventato più maturo, sicuro di sé e del sentimento che prova per Katniss. Per lui non è finzione ma realtà. Gale, invece, non è più il ragazzotto che lavora nelle miniere del distretto 12 ma un combattente, un guerriero che diventerà protagonista nei prossimi film della saga, previsti per il 2014 e il 2015.
Katniss è molto confusa: è attratta da Gale perché è come lei. Peeta però ha un potere, quello di tranquillizzarla, di tenere a bada il fuoco che le arde dentro costantemente. La ragazza lo capirà perché nell'ultima parte del film il bacio tra lei e Peeta non è per le telecamere ma riguarda solo loro.
Attori al loro massimo, su tutti Jennifer Lawrence che non ha dato vita ad una banale eroina per adolescenti ma ad una ragazza dalle mille sfaccettature, mai uguale a se stessa. Mi sono piaciute molto anche le new entries: Philip Seymour Hoffman, Jeffrey Wright, Jena Malone e Sam Caflin che ritroveremo nei prossimi film insieme ad altri due nuovi arrivi eccellenti: Julianne Moore e John Cusack.
Il finale de La Ragazza di Fuoco è molto aperto, tutto deve ancora avvenire e questo film è solo l'inizio della rivolta, la scintilla che infiammerà i distretti e che cambierà per sempre i protagonisti.

Il trailer:

Consigliato: Sì

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mercoledì 27 marzo 2013

Il fenomeno The Hunger Games


Dopo l'esperienza "Twilight" avevo deciso di stare lontana dai film per young adult, come li chiamano negli USA, e di fare la spettatrice seria. Dedicarmi ai grandi registi e magari andare a qualche rassegna di film "per pochi eletti", corredati di sottotitoli che fanno tanto intellettuale della rive gauche.
Ma, sì c'è un ma, la mia anima adolescenziale non ha resistito al fenomeno The Hunger Games. A convincermi anche la presenza nel film di Jennifer Lawrence: la giovane attrice, che in Hunger Games interpreta la protagonista Katniss Everdeen, è sicuramente quella che in quest'ultimo periodo ha conquistato entusiastici riconoscimenti per la sua bravura. E non dimentichiamoci l'Oscar vinto nel febbraio scorso per il ruolo interpretato ne Il Lato Positivo. Jennifer ovviamente ha conquistato anche me, quindi potevo ignorarla in un film che ha incassato, globalmente, più di seicento milioni di dollari? Direi di no.


Prima che un film, The Hunger Games è una trilogia, scritta da Suzanne Collins. Come per la trilogia della Meyer, anche il successo di quest'ultima è legato alla grande risonanza che la versione cartacea ha avuto, globalmente. Il primo libro della saga fu pubblicato con una tiratura di 200.000 mila copie, ma il successo fu strabordante. Così il libro fu tradotto in ventisei lingue e pubblicato in quaranta nazioni. Definito best seller dal New York Times, recensito positivamente dallo scrittore del brivido Stephen King, la casa di produzione cinematografica Lions Gate acquista i diritti per girare i film.


La Collins non ha ricoperto una creatura soprannaturale di brillantini e l'ha ficcata nel triangolo amoroso più noioso mai esistito, ma ha scritto di una realtà distopica in un lontano futuro, con le sue regole, le sue storture. Un mondo vicino a quello reale, quello che noi viviamo ogni giorno, come il nostro anche la realtà della nazione di Panem si regge su un fragile equilibrio.
La scrittrice ha raccontato che l'ispirazione per scrivere la saga l'ha attinta da diversi luoghi, letterari e non: il mito di Teseo e il minotauro per l'antica punizione dei Tributi che i governanti di Panem infliggono ai dodici distretti a loro assoggettati. I ragazzi scelti, giunti a Capitol City, la capitale, dovranno partecipare agli Hunger Games. E il vincitore sarà solo uno.


La guerra in Vietnam, che la scrittrice ha vissuto in prima persona, visto il coinvolgimento del padre e gli ormai onnipresenti reality show e i loro pazzeschi meccanismi di alleanze e finzioni. Di riflesso ritroviamo tutto, nei libri e nel film.
La Lions Gate e la Warner Bros sapevano di avere tra le mani un nuovo successo, appena acquistati i diritti si mettono subito al lavoro per scrivere la sceneggiatura ed iniziare i casting. Chi saranno i protagonisti del nuovo fenomeno mondiale? La più perplessa ad accettare il ruolo in Hunger Games è stata proprio Jennifer Lawrence: sapeva che la sua vita sarebbe radicalmente cambiata e la sua immagine sarebbe stata legata a quella di Katniss, ma ehi se ce l'ha fatta miss Espressività (Kristen Stewart) la Lawrence non avrebbe dovuto nemmeno preoccuparsi. Accetta ed entra in squadra. Con lei Liam Hemsworth che interpreta Gale e Josh Hutcherson che interpreta Peeta.


Come da copione i fan della saga, da ogni parte del mondo, hanno protestato per il consueto stravolgimento nel passaggio dal libro al film. La trama è stata semplificata in alcuni punti per  rendere più dinamico il film e mantenere costante l'apporto di tensione. Perché trascorsa la prima parte del film, quella delle alleanze e dell'adattamento di Katniss alla realtà di Capitol City così diversa da quella del suo distretto, si inizia a giocare. Con la vita.
La ragazza di fuoco, la prima ad essersi offerta volontaria per il distretto 12, dimostrerà di saper infuocare il pubblico del reality show e di fare gioco di squadra con Peeta anche se molti, compreso il presidente Snow, considera quelli dei distretti più periferici degli underdogs (sfavoriti).


Insieme ai tre protagonisti nel cast ci sono anche Donald Sutherland, il glaciale presidente Snow, Woody Harrelson che interpreta Haymitch Abernathy, il mentore dei due ragazzi del distretto 12, il cantante Lenny Kravitz nel ruolo dello stilista (e fautore del successo mediatico di Katniss) Cinna e Stanley Tucci nei panni dell'eccentrico presentatore Caesar Flickerman.


Anche se le riprese sono state molto impegnative (Jennifer Lawrence ha raccontato di tante giornate trascorse nei boschi a girare in mezzo al fango e ad animali di ogni genere; la sera, una volta tornata nella sua roulotte non aveva nemmeno la forza di farsi una doccia e così si ripresentava la mattina dopo, ricoperta di terra e sangue finto, già pronta per girare senza passare al trucco!) il film di Gary Ross ha ottenuto il successo sperato, superando il budget di 78 milioni di dollari, speso per la sua realizzazione. Al primo week end nelle sale la prima parte della trilogia di Hunger Games ha incassato 152 milioni di dollari, una cifra da record!
The Hunger Games non è una superficiale teen saga: i produttori statunitensi hanno capito che ciò che il pubblico giovane vuole vedere al cinema, oltre alla classica storia d'amore (a due o a tre è indifferente), sono personaggi diversi che si ribellano e che agiscono, che cercano di cambiare la realtà con la forza delle menti, che si sottraggono alla macchinazioni (politiche, sociali e dei media) decidendo e pensando con la propria testa.
Il nuovo capitolo della saga cinematografica, La Ragazza Di Fuoco, con tutto il cast riconfermato, è atteso nelle sale per il 22 novembre 2013.
Nell'attesa, che la fortuna possa essere sempre a vostro favore.




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