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giovedì 28 gennaio 2016

Recensione Flash... Oscar 2016: Star Wars: Il Risveglio Della Forza


Titolo originale: Star Wars: The Force Awakens

Anno e nazione di produzione: USA 2015

Distribuzione in Italia: Walt Disney Studios Motion Pictures

Genere: Fantascienza/Azione

Durata: 135 minuti

Cast: Harrison Ford, Mark Hamill, Carrie Fisher, Adam Driver, Daisy Ridley, John Boyega, Oscar Isaac, Lupita Nyong'o, Andy Serkis, Domhnall Gleeson, Gwendoline Christie, Anthony Daniels, Kenny Baker, Peter Mayhew, Max von Sydow

Regista: J. J. Abrams

Ebbene sì, dopo una lunghissima attesa, anche la terza ed ultima trilogia di Star Wars ha finalmente avuto inizio, con il settimo capitolo, Star Wars: Il Risveglio Della Forza!
In questa pellicola, ambientata all'incirca trent'anni dopo la sconfitta di Palpatine e dell'Impero Galattico, assistiamo alla nascita, dalle sue ceneri, del Primo Ordine, una nuova organizzazione dittatoriale, al servizio di una crudele entità aliena, il Leader Supremo Snoke (Andy Serkis), e guidata da una nuova stirpe di Jedi passati al Lato Oscuro della Forza, veri e propri eredi dei Sith, nota come i Cavalieri di Ren.
Ma perché la storia si è ripetuta ed il Male ha trovato i suoi nuovi campioni?
La ragione è molto semplice: Luke Skywalker (Mark Hamill), l'ultimo grande Cavaliere e Maestro Jedi dell'universo, è improvvisamente scomparso nel nulla, non lasciando tracce di sé e sguarnendo sua sorella Leia (Carrie Fisher), divenuta ora il Generale Organa, dell'unica speranza e difesa della ripristinata Resistenza.
La battaglia tra le due fazioni, apparentemente in una fase di stallo, viene improvvisamente sbloccata quando il più formidabile pilota della Resistenza, Poe Dameron (Oscar Isaac), viene contattato dall'anziano Lor San Trekka (Max von Sydow), il quale afferma di essere il detentore segreto della mappa per giungere nel luogo in cui si troverebbe Luke.
A causa delle svariate spie del Primo Ordine sparse in ogni galassia, la notizia giunge anche alle orecchie di Snoke, che immediatamente sguinzaglia il suo spadaccino Jedi più giovane e più agguerrito, Kylo Ren (Adam Driver), al fine di rintracciare il paladino del Lato Chiaro della Forza e distruggerlo una volta per tutte.
Dopo innumerevoli peripezie ed avventure, la mappa giungerà inconsapevolmente tra le mani di due giovani, l'orfana contrabbandiera di rottami Rey (Daisy Ridley) ed il soldato disertore del Primo Ordine Finn (John Boyega), conosciutisi grazie al droide BB-8, a cui Poe ha segretamente affidato il file di localizzazione di Luke Skywalker.
Catturati nello spazio dal leggendario Han Solo (Harrison Ford) e dal suo braccio destro, il Wookie Chewbacca (Peter Mayhew), i due ragazzi si uniranno, volenti o nolenti, alla Resistenza, poiché ritrovatisi irrimediabilmente immischiati nella guerra che imperversa da anni nel cosmo, con il Primo Ordine addirittura pronto ad usare una nuova arma, ancor più potente dell'ormai distrutta Morte Nera, dovendo fare i conti proprio con lo stesso Kylo Ren, il cui animo, all'apparenza duro ed incorruttibile, si rivelerà spezzato, fragile e tormentato, per via di un incredibile segreto che da sempre circonda la sua vita.
Riuscirà dunque la Resistenza a fermare il Primo Ordine? Ma soprattutto, chi, tra le due fazioni riuscirà a trovare per prima il potente Luke Skywalker?
Questa pellicola mi è piaciuta, non moltissimo, ma abbastanza, poiché mi aspettavo giusto qualcosina in più, a causa dell'hype molto elevato scatenato dai trailer virali dei mesi scorsi.
Di sicuro non sminuisco affatto il settimo capitolo come hanno fatto i sostenitori dell'ingiusta teoria, secondo la quale Il Risveglio Della Forza non è altro che un remake/brutta copia del quarto film in ordine cronologico ed il primo uscito al cinema nel 1977, ovvero Star Wars: Una Nuova Speranza. Posso infatti concordare sul fatto che le analogie sui due capitoli siano tante, ma a mio parere, le differenze sono comunque sufficienti per discostarli ed evitare inutili paragoni.
Una cosa invece che mi ha fatto storcere un po' il naso è stata forse la fin troppa comicità di varie scene, nel pieno stile di J. J. Abrams, regista del film, perché sì, è vero che l'humor è e sarà sempre una delle caratteristiche più distintive della saga di Star Wars, ma è anche vero che il troppo storpia. Va però detto che ciò non ha inficiato assolutamente la qualità della pellicola, sia ben chiaro, perché questa è solo una mia osservazione con la quale naturalmente potrete essere d'accordo o no.
Ciò che invece mi è ancor più chiara è stata la bravura recitativa dei tre nuovi protagonisti e del villain: Oscar Isaac non ha bisogno di presentazioni né di essere lodato più di tanto, visto che tutti i cinefili più accaniti lo apprezzano da anni, mentre i due debuttanti, ovvero Daisy Ridley e John Boyega, insieme, sono riusciti a creare un'ottima alchimia, molto simile a quella precedente tra Harrison Ford e Carrie Fisher, ma comunque diversa ed originale sotto vari punti di vista. Bravo davvero appunto anche Adam Driver con il suo Kylo Ren, un cattivo ben diverso da quelli delle due trilogie precedenti, proprio per via dei suoi demoni interiori.
Per il resto, i membri storici del cast non hanno ovviamente smentito le loro qualità ed il colpo di scena riguardante uno dei protagonisti della prima trilogia, forse il momento cinematografico più spoilerato del 2015, vi lascerà a bocca aperta.
Promuovo quindi tranquillamente questo film, dandogli 8 su 10, con l'attesa ora di vedere se otterrà qualcosa agli Oscar 2016, essendo stato nominato in ben cinque premi della categoria tecnica.
Intanto, i prossimi appuntamenti saranno quelli con gli ultimi due capitoli, l'VIII° ed il IX°, rispettivamente a Natale 2017 e nel 2019, e quelli con i due spin-off, Rogue One: A Star Wars Story, in uscita il 16 dicembre 2016, e Han Solo: A Star Wars Story, dedicato interamente al mitico contrabbandiere, in arrivo il 25 maggio 2018.
Buona visione!

Il trailer:


Consigliato: Sì

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lunedì 11 maggio 2015

Recensione Flash: A most violent year



Anno e Nazione di produzione: USA 2014

Distribuzione in Italia: Movies Inspired

Genere: Azione

Durata: 125 minuti

Cast: Oscar Isaac, Jessica Chastain, David Oyelowo, Alessandro Nivola

Regista: J. C. Chandor

Il 1981 a New York è stato l'anno più violento che la città abbia mai vissuto. Un immigrato, ora imprenditore, Abel Morales cerca di espandersi, di migliorare lo status della sua azienda e della sua famiglia ma la violenza e la corruzione dilagante lo ostacolano tanto da metterlo in ginocchio. Sarà solo la sua tenacia a salvarlo.
Il nuovo film di J. C. Chandor vede protagonisti Jessica Chastain e Oscar Isaac, sempre più in ascesa ad Hollywood. Seppur buone entrambe, chi stupisce di più tra i due è proprio Oscar Isaac che ricorda un Al Pacino d'annata, regalando al pubblico un'interpretazione intensa, carismatica e vibrante. Jessica Chastain si muove in un ruolo, quello della figlia del gangster, che la vede sicura e graffiante, ma non convince del tutto. E' un film di testa, lento dove lo spettatore partecipa alle preoccupazioni di mr. Morales, che vede il suo sogno americano andare lentamente in frantumi.

Il trailer:


Consigliato: Sì

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martedì 18 febbraio 2014

Recensione Flash: A proposito di Davis


Anno e Nazione di Produzione: USA, Francia 2013

Titolo Originale: Inside Llewyn Davis

Distribuzione in Italia: Lucky Red

Durata: 105 minuti

Genere: Drammatico

Cast: Oscar Isaac, Carey Mulligan, Justin Timberlake, Garrett Hedlund, John Goodman, F. Murray Abraham

Registi: Joel ed Ethan Coen

Anni Sessanta. Llewyn Davis, cantante folk sconosciuto ma talentuoso, vive e lavora a New York. Senza una casa e senza prospettive per il futuro, Llewyn vagabonda da un divano all'altro, raccattando affetto e ospitalità dai suoi amici. Non fa progetti per il futuro, è allergico alle responsabilità, la musica è il suo unico punto fermo. Llewyn si trascina nei giorni, senza farsi troppe domande, accumulando serate nei locali di New York per inseguire il suo sogno. Quando incassa l'ennesimo no di un produttore e fa visita al padre in una casa di riposo, Llewyn accetta la sconfitta e la celebra con un'ultima serata. Un'ultima, struggente, ballata folk.
L'ultimo lavoro dei fratelli Coen, che ha vinto il Gran Premio della Giuria a Cannes, è più intimo, tenero ed introverso rispetto ai precedenti. In Llewyn ci possiamo riconoscere tutti, il suo personaggio è portatore universale di illusioni e aspirazioni deluse: lui non vuole sopravvivere ma vivere. In inglese il concetto rende meglio: "Non voglio esistere, voglio vivere!". E' un uomo che non vuole piegarsi al sistema, che non vuole seguire tappe prestabilite, che crede in quello che fa e con la musica vorrebbe dimostrare agli altri che si può desiderare anche di più di un banale posto fisso e di un'asfissiante famiglia da mantenere. Eppure Llewyn si piegherà perché la musica, la sua unica certezza, non sarà più amore dopo la morte di Mike e gli insuccessi della sua carriera da solista, diventa un semplice mezzo per sopravvivere. Il suo sogno si sporca di prevedibilità e paura.
Oscar Isaac è un Llewyn che ti entra dentro: davvero eccezionale la sua interpretazione, mix indimenticabile di recitazione e musica. I fratelli Coen regalano al pubblico un film emotivamente autentico; ombre inghiottono il loro protagonista che alla luce non ci si avvicina nemmeno per sbaglio. Bellissima la scena tra Isaac e Murray Abraham, dove l'arte e la bravura di Davis sono quantificati in "vile denaro". La poesia della sua canzone svanisce violentemente.
Dai tratti comici e struggenti, il personaggio di Llewyn colleziona ironicamente sconfitte ed errori. Durante la sua ultima esibizione, con levità accarezza le corde della sua chitarra, cantando ancora una volta quando la vita degli altri, quella rifiutata, già lo attira su un sentiero di anonimato e sicurezze inutili.

Il trailer:



Consigliato: Sì


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