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martedì 30 settembre 2014

Recensione Flash: Il capitale umano


Anno e Nazione di Produzione: Italia 2014

Distribuzione:01 Distribution

Genere: Commedia (Umana)

Durata: 109 minuti

Cast: Fabrizio Bentivoglio, Fabrizio Gifuni, Valeria Golino, Valeria Bruni Tedeschi, Luigi Lo Cascio, Giovanni Anzaldo, Matilde Gioli, Gigio Alberti

Regista: Paolo Virzì

A Ornate, un paesotto della Brianza, si svolgono le vite, intricate e intrecciate, di vari "esemplari" sociali. Un imprenditore rampante e sua moglie, annoiata e pavida. Il figlio viziato, che fa coppia fissa con la figlia di un'immobiliarista, arrivista e prevedibile. Una sera, ad una festa per soli ricchi, al prestigioso liceo privato della città, un cameriere quarantenne sovverte le vite, vuote e compiaciute, di questa fauna di provincia. E sarà un gioco degli equivoci. Sei personaggi in cerca non di un autore ma, di una vita a loro misura.
L'ultimo film di Paolo Virzì conserva quelle atmosfere, tra noir e thriller, e quei toni da denuncia sociale che lo spettatore aveva già incontrato in Tutta la vita davanti. Dal macrocosmo della Capitale, il regista livornese sposta la scena nel microcosmo di un piccolo comune brianzolo, dove tutto è cristallizzato dalla noia e dai soldi, dai segreti e dalla nebbia. Sicuramente, il personaggio più grottesco e affascinante è quello del bravissimo Fabrizio Bentivoglio, un borghese piccolo piccolo. Dei nostri giorni, però. Ottima anche Valeria Bruni Tedeschi, che col suo male di vivere flaubertiano, trasmette noia e incompiutezza in modo efficace. Convincenti anche le interpretazioni dei giovani Giovanni Anzaldo e Matilde Gioli. Il resto del cast, bravo e in parte. 
Virzì alterna, nella sua filmografia, cuore e accuse. Io lo preferisco nell'ultimo caso. Le sue commedie umane non deludono mai. Si sono giocati i sentimenti, l'affetto dei loro figli, la pietas, il capitale umano, per puntare sulla rovina. Dei loro cari e del loro paese. Benvenuti ad Ornate, Italia.

Il trailer:



Consigliato: Sì


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mercoledì 10 settembre 2014

Recensione Flash: La sedia della felicità


Anno e Nazione di Produzione: Italia 2013

Distribuzione: 01 Distribution

Genere: Commedia

Durata: 90 minuti

Cast: Valerio Mastrandrea, Isabella Ragonese, Giuseppe Battiston, Katia Ricciarelli, Raul Cremona, Marco Marzocca, Milena Vukotic, Fabrizio Bentivoglio, Silvio Orlando, Antonio Albanese, Roberto Citran

Regista: Carlo Mazzacurati

Dino tatuatore, Bruna estetista. Nel mezzo, padre Weiner, un prete dipendente dal gioco d'azzardo. La caccia al tesoro che Norma, madre di uno dei ladri più famosi del nord est scatena, sarà stralunata e incalzante. Vittime della vita e di se stessi, i tre gireranno in lungo e in largo il Veneto alla ricerca della sedia che nasconde la felicità e la risoluzione dei loro problemi.
Uscito postumo, l'ultimo film di Carlo Mazzacurati è un arrivederci allegro di un regista poliedrico, una delle voci più interessanti e significative del cinema italiano contemporaneo. Ne La sedia della felicità, tanti sono gli attori/amici che si sono ritrovati con Mazzacurati, dopo le precedenti avventure cinematografiche: Roberto Citran (Il prete bello), Antonio Albanese e Fabrizio Bentivoglio (La lingua del santo, La Giusta distanza), Silvio Orlando (Vesna va veloceLa Passione). A macinare chilometri, per raggiungere il tesoro, ci sono: Valerio Mastrandrea, sempre all'altezza e impeccabile, dai tempi comici infallibili e con quello sguardo che promette risate. Isabella Ragonese, che conferma la sua flessibilità tra comico e drammatico, camminando sul filo immaginario che li divide. Infine, Giuseppe Battiston, uno degli attori preferiti da Mazzacurati, un'esilarante padre Weiner.
Il suo nord est sullo sfondo, già protagonista in precedenza, e l'unicità di narrazione di Mazzacurati fanno de La sedia della felicità, una delle commedie italiane più valide degli ultimi anni.

Il trailer:


Consigliato: Sì

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mercoledì 31 ottobre 2012

Dedicato a tutti quelli che stanno scappando...

La vita a volte diventa incomprensibile. Sbandiamo nei giorni. 
Non ci spieghiamo nemmeno come riusciamo a viverli quei giorni.
Poi un ricordo, un amico o semplicemente l'istinto di sopravvivenza ci dicono di correre. Fuggire da quella realtà. Perché cambiare la situazione che si sta vivendo è maledettamente più difficile. O forse non è possibile farlo.

Queste sono le idee alla base della trilogia della fuga di Gabriele Salvatores.
Sto parlando di Marrakech Express, Turnè e Mediterraneo. Questi film penso siano tre delle migliori pellicole del cinema contemporaneo italiano.
Alla base della trilogia c'è l'idea del viaggio come sinonimo di fuga da una realtà che consapevolmente o inconsapevolmente delude. Poi c'è l'amicizia, spesso motore di quel cambiamento necessario.
I cast dei tre film sono eccezionali, molti gli attori feticcio del regista napoletano, da Diego Abatantuono a Claudio Bisio, da Gigio Alberti a Giuseppe Cederna.
Ogni film contiene tante scene memorabili e molte perle di saggezza.


"Ci hai mai pensato al fatto che saremo gli ultimi che hanno i ricordi in bianco e nero?

Le foto dei nostri genitori, quelle delle vacanze, i programmi della televisione...
Ma chi se li ricorderà più? <<La Nonna del Corsaro Nero>>...<<Belfagor>>.
Siamo una tribù in via di estinzione, altro che balle."


Marrakech Express è del 1989.
Quattro amici, ultra trentenni, decidono di partire per aiutare il quinto del gruppo arrestato in Marocco per detenzione di hashish.
Sulle note de L'anno che verrà di Lucio Dalla, i quattro, tornando a casa, comprenderanno di non aver cambiato il mondo e nemmeno le loro vite. Tante scene indimenticabili, eccone alcune:

La cioccolata e l'accrocchio:


Si parte...e il fumo?



La scena più divertente del film è sicuramente quella della partita Italia - Marocco, giocata nel deserto. La scena è stata ripresa anche in Tre uomini e una gamba di Aldo, Giovanni e Giacomo.

Italia - Marocco...ce la giochiamo a calcio:


"Uno passa la vita a farsi dire che prima è troppo giovane, poi dopo diventa troppo vecchio...Ci sarà una fase centrale in cui uno deve correre, no?"

Turnè, 1990: un roadmovie in giro per l'Italia.
Due attori, amici, innamorati della stessa donna. Ironia e malinconia ben equilibrate tra di loro per il film più riflessivo della trilogia. E se una donna non sa scegliere, per fortuna c'è l'amicizia.
Mi sono innamorata di questo film dalla scena iniziale:

L'inizio del viaggio:




"Avevamo tutti, più o meno, quell'età in cui non hai ancora deciso se mettere su famiglia o perderti per il mondo..."


Mediterraneo è del 1991. Vincitore dell'Oscar come Miglior Film Straniero nel 1992.
Otto soldati italiani, durante la seconda guerra mondiale, vengono inviati in un'isoletta greca di dubbia importanza strategica. Ci rimarranno tre anni. Il mondo si dimentica di loro e loro si dimenticano del mondo. Di quel mondo in conflitto e allo sbando. Tornati a casa, in Italia, rimpiangeranno la libertà del Mediterraneo.
Secondo me, il film più bello di tutta la trilogia. Alcune scene:

Una razza una faccia:



Mi si secca il colore:


Anche in questo film troviamo una partita di calcio, ed è un po' come la fine delle vacanze.

Ti sto ipnotizzando nasino?



Gli anni trascorsi sull'isola non sono pesati ai soldati, anzi. Devono tornare a casa, la vita adulta attende di essere vissuta. C'è da fare l'Italia.

Minchia, tre anni!



Termino con due delle scene più belle del film:

Il senso della vita secondo Lorusso:


Una serata particolare:


Buona fuga!

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