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mercoledì 24 febbraio 2016

Recensione Flash...Oscar 2016: Carol


Anno e Nazione di Produzione: Gran Bretagna, USA 2015

Distribuzione in Italia: Lucky Red

Genere: Drammatico

Durata: 118 minuti

Cast: Cate Blanchett, Rooney Mara, Kyle Chandler, Jake Lacy, Sarah Paulson

Regista: Todd Haynes

New York, anni Cinquanta. Therese Belivet è una giovane donna che lavora in un departement store. Lavoro odiato ma necessario per vivere. E magari anche per coltivare la sua passione, la fotografia, e trasformarla più in là in lavoro. Un giorno, Therese vede nel suo reparto Carol Aird, donna che attira la sua attenzione, lei che è sempre alla ricerca dell'inaspettato nell'ordinario, e della bellezza. Carol dimentica i guanti al suo bancone, così Therese decide di restituirglieli. Iniziano a frequentarsi. Quella che a tutti sembra un'amicizia, per loro diventa un segreto prezioso da custodire. La vita di Carol, però, non è semplice: ingabbiata in un matrimonio fallito e dalla morale benpensante.


Tra i favoriti agli Oscar 2016, il film di Todd Haynes ha incassato le nomination più importanti. 
Alcuni potrebbero dire: un altro film sull'amore omosessuale? Io rispondo, non saranno mai abbastanza ma, soprattutto, ogni film aggiunge un tassello, un aspetto, un'emozione ad una condizione negata, osteggiata e condannata per gran parte della storia dell'uomo. La morale è il leit motiv del film, nella New York non così cosmopolita e aperta degli anni Cinquanta. Se la Grande Mela in Brooklyn avvera le speranze della protagonista, in Carol si personifica in divieto che addita. 
La regia di Todd Haynes, profondamente elegante, lucida nella narrazione della storia d'amore tra Carol, donna forte, carismatica e fragile allo stesso tempo, fragile nella sua essenza naturale che non puo' (e non deve, ce lo fa comprendere con insistenza il regista) negare, e la giovane Therese forte della sua giovinezza e del sentimento per Carol. Interpretazioni magnifiche: Cate Blanchett e Rooney Mara tolgono il fiato. Costumi, è il caso di dirlo, da Oscar: la costumista Sandy Powell ha ricevuto doppia nomination per Carol e Cenerentola. Così come le musiche di Carter Burwell, altra nomination agli Academy 2016.
La soavità dell'amore tra Carol e Therese, un amore uguale al tuo. Il diverso è chi crede che lo sia.

Il trailer:


Consigliato: Sì

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lunedì 17 marzo 2014

Recensione Flash: Lei


Anno e Nazione di Produzione: USA 2013

Titolo Originale: Her

Distribuzione in Italia: BIM

Genere: Commedia

Durata: 126 minuti

Cast: Joaquin Phoenix, Scarlett Johansson, Amy Adams, Rooney Mara, Olivia Wilde, Matt Letscher, Chris Pratt

Regista: Spike Jonze

Theodore Twombly lavora come scrittore per una piccola società online che "vende" lettere scritte su commissione. Solo ed introverso, Theodore dopo la rottura con la moglie Catherine si è chiuso ulteriormente al mondo, rifugiandosi nella sua rassicurante routine e nei pochi amici. Un giorno acquista un OS, un sistema operativo con intelligenza artificiale. Il programma, personalizzabile e intuitivo, diventa per Theodore dapprima un'amica, poi qualcosa di più. Sorpreso e confuso, l'uomo però si lascia andare, corrisposto dall'OS Samantha che lo "guarirà" con i sentimenti più di qualsiasi essere umano in carne ed ossa.
Il film, ambientato in un futuro non troppo lontano quando esseri umani e computer interagiranno grazie all'intelligenza artificiale di cui saranno dotate le "macchine", è sicuramente uno dei più originali degli ultimi anni. Spike Jonze, nel corso della sua carriera, ha abituato il pubblico a sorprendersi e a riflettere, su se stessi e il mondo. In Lei, Jonze tocca tutta la gamma dei sentimenti umani presentandoli e facendoli percepire al pubblico come se fosse la prima volta. Samantha, intelligenza artificiale e quindi per categoria priva di sentimenti, risveglia invece in Theodore quella purezza d'animo che l'uomo ha dimenticato. Colori, parole, la voce di Samantha, che è solo suono e non corpo, danno sostanza alla vita vuota di Theodore facendogli riscoprire la vera dimensione umana. Samantha lo rimette in connessione con se stesso e in pace col passato.
Il film è soprattutto fatto di sensazioni, percezioni, sta allo spettatore volerle assaporare e "assaggiarne" la poesia mandata a memoria chissà quando, forse da bambini, e poi dimenticata.
Meraviglioso Joaquin Phoenix, un camaleonte del cinema che raramente delude. Scarlett Johansson, voce di Samantha, coinvolge e trasmette tanto, sentire per credere! 
Vincitore dell'Oscar e del Golden Globe per la Miglior Sceneggiatura Originale a Spike Jonze e del premio come Miglior Attrice a Scarlett Johansson al Festival di Roma, il film secondo me è da vedere in lingua originale con sottotitoli senza voler togliere nulla al doppiaggio italiano. Colonna sonora degli Arcade Fire, una delle più belle sentite nell'ultimo periodo.
Un grande grazie a Spike Jonze: di film che accarezzano il cuore e lo riempiono ce ne sono sempre meno in giro.

Il trailer:

  
Consigliato: Assolutamente Sì

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mercoledì 21 agosto 2013

Recensione Flash: The Social Network


Anno e nazione di produzione: USA 2010

Distribuzione in Italia: Sony Pictures

Genere: Biografico

Durata: 120 minuti

Cast: Jesse Eisenberg, Andrew Garfield, Justin Timberlake, Rooney Mara, Joseph Mazzello, Patrick Mapel

Regista: David Fincher

Mark Zuckerberg è uno studente di Harvard. Nel gergo giovanile contemporaneo lo si potrebbe definire uno sfigato. Un nerd, sfigato. Non ha molti amici, vita sociale pari a zero e ha appena rotto con la sua ragazza. Per "vendicarsi" la sbeffeggia sul suo blog, letto da tutti nel campus, e sono scontate anzi dovute le prese in giro verso la ragazza da parte degli altri studenti. Mark da il via anche a una gara, un concorso di bellezza online: chi tra le studentesse di Harvard è la più bella? La rete internet del campus va in tilt per i numerosi contatti ed è in quel momento che inizia l'avventura del futuro milionario Zuckerberg perché "Facebook" è appena dietro l'angolo.
David Fincher per The Social Network si è dimostrato un regista davvero valido e intelligente: ha documentato la nascita di un fenomeno e ha accuratamente evitato di farlo da un unico punto di vista, quello cioè di Mark Zuckerberg/Jesse Eisenberg, ma usandone molteplici perché in questa storia c'è più di un protagonista che ha qualcosa da dire o da "testimoniare". Significativo il dialogo, circa a metà film, tra l'ex fidanzata, Rooney Mara, e Mark poiché la ragazza esplica l'essenza di Facebook: il (malsano) bisogno di essere protagonisti e di condividere ogni aspetto della propria vita in rete, anche con sconosciuti. Questa voglia di protagonismo, e soprattutto di rivalsa, è ciò che spinge Zuckerberg nell'ideare Facebook, oggi il social network più famoso e diffuso dell'intero globo. L'alter ego del regista è la giovane avvocatessa che è l'unica che instaura con il personaggio di Mark un dialogo durante le interminabili giornate di patteggiamenti con gli avvocati dei suoi ex amici: "Mark tu non sei stronzo ma fai di tutto per esserlo", questa battuta mette in evidenza la grande solitudine e difficoltà nell'essere Mark, e nel diventare poi Mr. Zuckerberg. Lo sguardo vacuo e perso di Eisenberg trasmette lo smarrimento di un ragazzo che voleva solo essere notato, davvero speciale la sua interpretazione. Andrew Garfield gli tiene testa: convince e avvince. La dose di cinismo è tutta di Justin Timberlake, attore (ormai prestato alla musica) che alterna ruoli leggeri a quelli più impegnativi interpretandoli con successo e bravura.
David Fincher non racconta soltanto la storia di Mark Zuckerberg o di chi ha preso parte alla nascita di Facebook, ma narra di un'intera generazione, quella digitale, sempre più persa nell'individualismo e in rapporti umani che si riducono a bit impersonali e tristi con-divisioni.

Il trailer:


Consigliato: Sì

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