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venerdì 26 febbraio 2016

Recensione Flash... Oscar 2016: Il Ponte Delle Spie


Titolo originale: Bridge Of Spies

Anno e nazione di produzione: USA 2015

Distribuzione in Italia: 20th Century Fox

Genere: Thriller/Spionaggio/Storico/Drammatico

Durata: 141 minuti

Cast: Tom Hanks, Mark Rylance, Amy Ryan, Alan Alda, Austin Stowell, Jesse Plemons, Sebastian Koch, Eve Hewson, Will Rogers, Dakin Matthews, Michael Gaston, Billy Magnussen

Regista: Steven Spielberg

La Guerra Fredda è stato uno dei periodi più terribili della storia umana, forse ancor di più delle due Guerre Mondiali, poiché il rischio più grande che si corse fu proprio quello di passare da una serrata caccia di informazioni tra USA ed URSS sui propri armamenti bellici tramite le rispettive spie ad un vero e proprio conflitto termo-nucleare che, quasi sicuramente, avrebbe provocato l'estinzione della nostra specie su questo pianeta, una cosa per ora fortunatamente visibile solo nei film.
E' proprio durante questo periodo che ebbe luogo un'incredibile vicenda riguardante lo scambio di due spie, catturate dai loro rispettivi nemici, tra le due nazioni rivali per mezzo di un avvocato statunitense specializzato, fino a quel momento, solo nel campo delle assicurazioni. Una vicenda, questa, trasposta da Steven Spielberg nella pellicola Il Ponte Delle Spie, candidato agli Oscar 2016 in ben sei categorie.
In questo film, ambientato nel 1957, assistiamo dunque agli eventi che hanno portato il talentuoso avvocato James B. Donovan (Tom Hanks) a divenire il legale d'ufficio di Rudolf Abel (Mark Rylance), un cittadino britannico di origini russe arrestato per sospetto spionaggio sul suolo statunitense per conto dell'URSS.
Osteggiato dall'opinione pubblica, dal proprio capo e dalla sua stessa famiglia, Donovan si sente in dovere di difendere per bene l'uomo, semplicemente rifiutandosi di recitare una farsa in tribunale, per dimostrare che gli USA sono democratici e rispettano, solo all'apparenza, i diritti di tutti, perfino dei loro nemici.
Nonostante le ripetute angherie, l'avvocato, grazie alla sua esperienza nel campo delle assicurazioni, scatenerà il caos quando riuscirà ad ottenere l'imprigionamento, e non la condanna a morte tanto agognata dal popolo americano, per Abel, ma grazie proprio a questo verdetto, USA ed URSS si ritroveranno a giocare ad armi pari, visto che, non molto tempo dopo, il giovane pilota statunitense Francis Gary Powers (Austin Stowell), in missione segreta per conto della CIA, verrà catturato dai russi.


In virtù della sua astuta mossa in tribunale, Donovan verrà contattato dall'agenzia di spionaggio americana per divenire il negoziatore segreto con l'URSS, al fine di effettuare uno scambio, di cui nessuno sarà a conoscenza, neanche le persone più vicine al legale, su un suolo neutro, ovvero a Berlino Est nella neonata Repubblica Democratica Tedesca.
Se inizialmente l'incarico sembrerà semplice, tolte le precarie condizioni in cui versa la zona di Berlino in mano ai filosovietici, le cose tuttavia si complicheranno non appena la CIA verrà informata del fatto che un giovane studente statunitense, Frederic Pryor (Will Rogers), verrà arrestato dalla polizia della DDR durante il termine della costruzione del muro che ha da poco sancito la suddivisione della città e dell'intera Germania in due aree distinte e separate.
Indifferente alle priorità della CIA, interessata solo nel salvataggio di Powers, Donovan deciderà di ottenere anche la liberazione del ragazzo, sempre in cambio di Abel, ma le difficoltà lungo il suo cammino saranno moltissime e più volte incapperà in tranelli e pericoli mortali.
Devo dire che questa pellicola mi ha appassionato davvero molto, visto che finora il periodo della Guerra Fredda è stata mostrato pochissime volte sul piccolo e sul grande schermo e dato che si tratta di una storia realmente accaduta, e sono quindi contento di aver appreso qualcosa di così interessante su un conflitto implicito che ha riguardato le sorti dell'intero pianeta per tanti anni.
L'accoppiata Spielberg-Hanks si dimostra nuovamente vincente e Mark Rylance si è rivelato essere un attore veramente eccezionale nel ruolo del sempre pacato Rudolf Abel.
L'unica pecca che ho notato però sin da subito è stata quella di voler dimostrare, in maniera alquanto ipocrita e finto-buonista, come gli USA siano stati i "buoni" durante questa guerra e quelli dell'URSS e della DDR i "cattivi", come se solo i sovietici torturassero le spie catturate e gli statunitensi offrissero loro ogni cura, per non parlare poi dell'epilogo della vicenda, in cui (perdonatemi il piccolo spoiler, ma è d'obbligo) si fa trasparire che Abel pagherà un grave scotto per essere stato catturato dagli americani, quando invece in realtà venne addirittura premiato dai suoi compatrioti per il suo valore e divenne istruttore del KGB.
Non dico ciò per difendere i sovietici, sia ben chiaro, ma avrei apprezzato una visione il più imparziale possibile su questi eventi.
Ma, d'altronde, da un film di produzione statunitense, non potevano aspettarci niente di diverso purtroppo.
Ciononostante, consiglio dunque Il Ponte Delle Spie a tutti gli appassionati di thriller e film di spionaggio e vi auguro buona visione!

Il trailer:


Consigliato: Sì

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giovedì 8 gennaio 2015

Recensione Flash: Minority Report


Anno e nazione di produzione: USA 2002

Distribuzione in Italia: 20th Century Fox

Genere: Azione/Fantascienza/Thriller

Durata: 139 minuti

Cast: Tom Cruise, Colin Farrell, Samantha Morton, Max Von Sydow, Patrick Kilpatrick, Lois Smith, Peter Stormare, Tim Blake Nelson, Kathryn Morris, Mike Binder, Neal McDonough

Regista: Steven Spielberg

Steven Spielberg e la fantascienza sono sempre andati d'amore e d'accordo, com'è ben noto a tutti, ed è agli inizi degli anni 2000, forse seguendo l'enorme cambiamento apportato da Matrix (sì, lo so, ho scocciato con la mia trilogia cinematografica preferita, ma è la verità!). che si è dedicato al sottogenere cyberpunk: prima nel 2001 con A.I.: Intelligenza Artificiale, un film progettato da Stanley Kubrick e poi girato senza alcune modifiche della sceneggiatura originale da Spielberg, in onore dell'eccentrico collega morto due anni prima; poi nel 2002 con Minority Report, film liberamente ispirato all'omonimo racconto (in italiano tradotto come Rapporto Di Minoranza) di Philip K. Dick, famosissimo scrittore di fantascienza morto nel 1982, già noto ai più per Blade Runner (ma anche per il suo abuso di droghe che lo ha condotto alla rovina, purtroppo).
In questo film, ambientato nel 2054, osserviamo le operazioni di cancellazione totale degli omicidi nella città di Washington, grazie ad un nuovissimo reparto di polizia chiamato "Precrimine". Di fatto, sfruttando i poteri extrasensoriali e precognitivi di tre individui chiamati "Precog", una donna e due uomini, collegati a delle macchine che amplificano i loro doni, questa squadra di poliziotti riesce sempre a sventare le uccisioni in città prima che esse avvengano. Visto l'interesse del governo nei confronti di questo nuovo metodo di giustizia, arriva, nell'ufficio della Precrimine, guidato dal capitano John Anderton, interpretato da Tom Cruise, l'ispettore federale Danny Witwer, interpretato da Colin Farrell. Di fatto, l'ispettore è lì poiché se questa modalità futuristica di cattura dei criminali funziona senza alcun intoppo, il governo darà il proprio nullaosta al direttore del progetto, Lamar Burgess, interpretato da Max Von Sydow, affinché venga ampliato su scala nazionale.
Inizialmente, l'ispezione sembra andare bene, nonostante Witwer scopra che John, a causa della misteriosa scomparsa di suo figlio Sean molti anni prima, abbia cominciato a drogarsi.
La situazione precipita quando, per caso, John scopre che la prossima premonizione dei Precog riguarda un omicidio di un uomo del tutto sconosciuto che lui stesso commetterà. Cercando di nascondere tutto il più a lungo possibile, Anderton fuggirà, iniziando ad essere braccato in ogni dove dagli stessi uomini che un tempo capitanava, cercando un modo per scagionare sé stesso, convinto del fatto di essere stato incastrato da qualcuno, probabilmente una talpa nel suo stesso ufficio, e provando a cercare il rapporto di minoranza, ovvero quella piccolissima percentuale d'errore dei Precog nelle loro visioni del futuro, che potrebbe dimostrare la sua innocenza.
Riuscirà a trovarlo? Ma soprattutto, qualcuno l'ha davvero incastrato, oppure quell'omicidio avverrà davvero per mano sua?
Sentendone parlare molto positivamente per tantissimo tempo, ho finalmente trovato il tempo per vedere questa pellicola, visto che il genere cyberpunk è da sempre il mio filone fantascientifico preferito, e devo dire che il mio giudizio è alquanto contrastante. Di fatto, se la trama della pellicola è interessante, il ritmo è un po' troppo altalenante, passando da momenti lenti ad altri fin troppo adrenalinici. Il finale è per certi versi prevedibile, mentre per altri non lo è affatto. Tuttavia, è indiscussa la bravura recitativa dei tre protagonisti principali, ovvero Cruise, Farrell e Von Sydow, e se siete amanti dei poteri paranormali e di questioni di etica e morale e la loro implicazione nella società di un futuro fantascientifico, questo è di sicuro il film che fa per voi.
Buona visione!

Il trailer:


Consigliato: Nì

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martedì 8 ottobre 2013

Recensione Flash: Eagle Eye


Anno e nazione di distribuzione: USA 2008

Genere: Azione/Thriller

Durata: 118 minuti

Cast: Shia LaBeouf, Michelle Monaghan, Rosario Dawson, Billy Bob Thornton, Cameron Boyce, Ethan Embry, Michael Chicklis, Anthony Mackie, Julianne Moore (donna del telefono)

Regista: D.J. Caruso

Immaginate di vivere una giornata ordinaria della vostra esistenza e di non pensare minimamente al fatto che quella giornata sarà, invece, del tutto imprevedibile solo per una telefonata da parte di qualcuno che non conoscete affatto e che vi dice di fuggire per evitare la cattura da parte delle forze governative.
Questo è ciò che avviene a Jerry Shaw, un giovane americano scapestrato, interpretato da Shia LaBeouf, che si ritrova un'enorme quantità di armi e denaro in casa, senza saperselo minimamente spiegare, trovandosi braccato dall'F.B.I. che lo accusa di essere un terrorista.
L'unica che gli viene in soccorso è la donna misteriosa che lo telefona continuamente per dargli istruzioni su come muoversi ed evitare ogni minimo rischio.
In questo gioco pericoloso vi prenderà parte anche la giovane Rachel Holloman, interpretata da Michelle Monaghan, una ragazza madre che con grande riluttanza dovrà aiutare Jerry, sempre su richiesta della donna misteriosa, altrimenti suo figlio morirà.
Da qui cominceranno le loro avventure verso un destino incerto, nel tentativo di capire esattamente chi è la donna che li contatta in maniera quasi ossessiva e sapere quali sono i suoi scopi oscuri.
Eagle Eye è un thriller rocambolesco e con una trama molto imprevedibile: cercherete in tutti i modi di capire chi diavolo è la fantomatica donna all'altro capo del telefono ma difficilmente ci riuscirete, finché ella non si rivelerà ai due giovani protagonisti.
Una bella prova da parte del regista D.J. Caruso, appoggiato in produzione dal mitico Steven Spielberg, il quale ha espressamente richiesto sin da subito il giovane Shia come protagonista.
Anche Michelle Monaghan, che molti ricorderanno come la moglie di Ethan Hunt/Tom Cruise negli ultimi due capitoli di Mission: Impossible, se la cava egregiamente, forse proprio perché aveva già recitato ruoli dai toni così forti in passato.
Questo film, dunque, lo consiglio a chiunque ami i thriller complottisti, in cui il più delle volte il tuo governo ti si rivolta contro senza capire minimamente il perché.
Buona visione!

Il trailer:


Consigliato: Sì

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sabato 23 marzo 2013

Recensione Flash: War Horse


Anno e nazione di produzione: USA 2011

Distribuzione in Italia: Touchstone Pictures

Genere: Guerra

Durata: 146 minuti

Cast: Jeremy Irvine, Emily Watson, Peter Mullan, Benedict Cumberbatch, David Thewlis, Tom Hiddleston, David Kross, Matt Milne

Regista: Steven Spielberg

Albert è un ragazzo del Devon che vive nella fattoria dei genitori, nelle terre dell'aristocratico Lyons. Joey è un puledro appena nato. Albert vede Joey nascere, incespicare nei suoi primi trotti. Un giorno i due si guardano e capiscono di aver stretto un legame molto forte che nemmeno il primo conflitto mondiale riuscirà a scalfire o spezzare.
Il signor Narracott, il padre di Albie, acquista Joey per arare i campi, ma essendo un cavallo di razza e non da tiro l'impresa sembra destinata a fallire. Albert, innamorato del suo amico quadrupede, insegnerà a Joey a tirare l'aratro, a rispondere ai comandi e il cavallo, intelligentissimo, ricambierà il ragazzo con un affetto e una fedeltà assoluti. La famiglia sarà salva dallo sfratto ma Joey, allo scoppio della prima guerra mondiale, viene venduto ad un ufficiale di cavalleria e dovrà separarsi da Albert. Sarà l'inizio di una lunga avventura che Albert e Joey seppur lontani, col cuore, affronteranno insieme.


  
Candidato a sei premi Oscar, War Horse di Steven Spielberg è tratto dal romanzo di Michael Morpurgo. Lo scrittore ha dedicato il libro a tutti i cavalli che, durante il primo conflitto bellico, sono stati impiegati sui campi di battaglia e nelle trincee.
Il regista americano non delude, come sempre, per la sua squadra tecnica: professionisti come Janusz Kaminski alla fotografia, Rick Carter alla scenografia, John Williams per la colonna sonora, e i trainer che si sono occupati dei meravigliosi cavalli/attori rendono il film indimenticabile. A deludere un po' per la prevedibilità dei "toni" usati sono gli sceneggiatori Lee Hall e Richard Curtis; il primo è lo sceneggiatore di Billy Elliot, il secondo è un vero e proprio addicted ai sentimenti. Ricordate i film Love Actually, i due Bridget Jones, Notting Hill e Quattro Matrimoni e un Funerale? Poteva Mr. Curtis, essendo autore dei film appena elencati, non cedere al trionfo (scontato) dei sentimenti?
A parte questo, il cast che raduna, oltre a veterani come Emily Watson e David Thewlis, il meglio delle nuove leve del cinema inglese e non. Jeremy Irvine, alla sua prima prova sul grande schermo, supera le aspettative e riesce a gestire ottimamente la parte di co-protagonista con Joey nel film.
War Horse è un bel film che emoziona, forse in maniera prevedibile ma ehi, se siete allergici ai buoni sentimenti la colpa non è di Spielberg! Sarà impossibile non essere conquistati dal grande, dolce cuore di Joey. E dal suo amico bipede.


Il trailer:


Consigliato: Sì


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lunedì 4 marzo 2013

Recensione Flash: Lincoln



Anno e nazione di produzione: USA, India 2012

Distribuzione in Italia: 20th Century Fox

Genere: Biografico

Durata: 150 minuti

Cast: Daniel Day-Lewis, Sally Field, David Straithairn, Joseph Gordon-Levitt, Tommy Lee-Jones, John Hawkes, James Spader

Regista: Steven Spielberg

Mentre la guerra civile americana si avvia verso la fine, nel 1865 il presidente Lincoln decide di portare alla camera, per l'approvazione, il 13° emendamento, riguardante l'abolizione della schiavitù dei neri d'America.
Senza dimenticare che la guerra doveva concludersi entro quell'anno, poiché, come per la schiavitù, troppe vite erano state sacrificate, Lincoln lotterà strenuamente contro l'ottusità di alcuni membri del parlamento per far approvare l'emendamento. Non smetterà mai di credere nella sua visione di America come paese libero, per tutti. Nei suoi ultimi mesi di vita, il presidente cambierà il suo paese, regalandogli finalmente pace e unità, e cambierà il mondo, scrivendo con le sue mani di umile avvocato di provincia l'inizio della grande battaglia per la conquista dei diritti civili, per tutti gli uomini.
Steven Spielberg con il suo nuovo film ha puntato in alto: Abraham Lincoln è sicuramente il presidente più amato nella storia degli Stati Uniti d'America, quindi l'impresa era ardua. Ma il regista americano, avvalendosi del suo fidato team di autori e tecnici ha girato un biopic di pregio, come solo un grande "artigiano" del cinema sarebbe stato in grado di fare. Lincoln è un film che forse nell'intento del regista vorrebbe infondere speranza nella politica intesa come unica associazione umana che opera per il bene comune, soprattutto ora che in più parti del mondo essa delude. Il presidente Lincoln ha mentito, comprato voti, barattato non per sé stesso ma per il bene della nazione. L'uomo più puro d'America ha fatto ciò che era necessario per traghettare la sua nazione verso la modernità, anche se questo voleva dire sacrificare sé stesso, la sua famiglia, la sua vita. Il film è anche un'interessante affresco dei meccanismi della politica, dei suoi obblighi, dei sotterfugi e degli ideali che dovrebbero animarla.
Daniel Day-Lewis è magnifico: nota a tutti la sua metodica immersione nei personaggi interpretati, ha letto oltre cento libri prima di iniziare le riprese. Nonostante la preparazione "libresca" la sua è un'interpretazione viva, vigorosa e commovente. Il resto del cast, compreso lo straordinario Tommy Lee-Jones, ha cooperato rendendo il film sicuramente indimenticabile.

Il trailer:




Consigliato: Sì


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domenica 24 febbraio 2013

Previsioni Oscar-maniache!


Al Dolby Theatre tutto è pronto per l'85esima Notte degli Oscar. 
Chissà i "nominati" come staranno vivendo queste ultime ore che li separano da uno degli eventi più eccitanti dello showbiz. Gli acceptance speech saranno già pronti o i protagonisti delle varie categorie hanno deciso di andare a braccio, affidandosi alle emozioni del momento? Lo scopriremo questa sera!
Per chi volesse seguire in diretta la manifestazione basta sintonizzarsi su SKY Cinema Oscar alle 22:55, in replica domani sempre sullo stesso canale alle 10:50. Per chi mastica l'inglese, gli Academy Awards verranno trasmessi sulla rete televisiva ABC. Per chi invece volesse seguirlo in streaming basta cliccare QUI, sintonizzandosi alle 23:30.
Questa edizione degli Academy sarà presentata da Seth MacFarlane, il creatore della serie TV Family Guy e dell'irriverente orsetto Ted, di cui ha scritto la sceneggiatura e diretto il film. Sarà una serata che celebrerà i cinquant'anni dell'agente segreto di Ian Fleming, ovviamente sto parlando di James Bond e forse sul palco saranno presenti tutti gli attori che l'hanno impersonato nel corso degli anni. Ma nello show avrà molto spazio la musica, infatti sul palco si avvicenderanno Norah Jones, Barbra Streisand, Adele e Shirley Bassey per l'omaggio musicale a 007 e il cast del film musical Chicago.
I bookmakers sono indaffaratissimi con le quotazioni sui vincitori e le scommesse, mai come quest'anno per alcune categorie, potrebbero essere sicure da piazzare per gli scommettitori. Per chi volesse tentare la fortuna, i favoriti per Miglior Film sono Argo e Lincoln, poco lontano nelle quotazioni Il Lato Positivo. Per Miglior Regia i bookmakers danno per scontata la vittoria di Spielberg. Per Miglior Attore Protagonista anche qui sembrano non esserci dubbi: la vittoria dovrebbe essere di Daniel Day Lewis, ma qualche speranza potrebbe esserci per Hugh Jackman. Nella categoria Miglior Attrice Protagonista la favorita è la giovane Jennifer Lawrence, seguita a ruota da Emmannuelle Riva e Jessica Chastain. Per il premio come Miglior Attore Non Protagonista invece ci sono due opzioni date per vincenti, si tratta di Tommy Lee Jones e Christoph Waltz. E in ultimo, sicuramente la vittoria più sicura (e meritata) è per Anne Hathaway come Miglior Attrice Non Protagonista.
Noi non siamo bookmakers, quindi non fidatevi: ecco le nostre previsioni Oscar-maniache!

Miglior Film

Mario: Argo, un colpo di scena ci sta sempre bene nello show più impomatato dell'anno!

Michela: Vorrei vincesse Il Lato Positivo o in un universo parallelo potrebbe vincere Argo, ma quasi sicuramente vincerà Lincoln.

Miglior Regia

Mario: Steven Spielberg...ehi il colpo di scena ci sta ma non esagereranno sicuramente!

Michela: Stesso discorso, vorrei vincesse David O. Russell o Ben Affleck ma se la gioca di più Spielberg.

Miglior Attore Protagonista

MarioDaniel Day Lewis senza ombra di dubbio, anche se il suo Lincoln, bravura a parte, è più efficace del Tavor!

Michela: Aridanghete, vorrei ardentemente che vincesse Bradley Cooper ma la statuetta andrà sicuramente o a Lewis o a Jackman.

Miglior Attrice Protagonista

Mario: Quvenzhanè Wallis! Ok sì, l'ho sparata grossa! Ma sarebbe bello veder vincere questa bambina di nove anni.

Michela: Jennifer Lawrence nei miei sogni, Jessica Chastain nella realtà.

Miglior Attore Non Protagonista

Mario: Christoph Waltz, almeno un premio importante Django Unchained se lo merita!

Michela: Vorrei tanto vincesse Christoph Waltz ma ci vedo anche Arkin o De Niro.

Miglior Attrice Non Protagonista

Mario: Anne Hathaway...praticamente è già lì sul palco a leggere il suo discorsetto!

Michela: senza alcun dubbio Anne Hathaway!

Miglior Film D'Animazione

Mario: Pirati! Perché merita.

Michela: Frankenweenie perché mi dispiace per il braccio fasciato di Tim Burton!

Miglior Film Straniero

Mario: War Witch, perché mi piace il titolo del film!

Michela: Vorrei vincesse il danese A Royal Affair ma sono arcisicura che vincerà Amour di Michael Haneke.

QUI tutte le nomination, categoria per categoria.
Tifiamo tutti per l'unico italiano in concorso: il compositore Dario Marianelli per la colonna sonora del film Anna Karenina di Joe Wright.
Appuntamento a domani per commentare la serata!


The Conoscitore Brothers


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lunedì 14 gennaio 2013

Sorprendenti Golden Globe



I Golden Globe hanno aperto ieri l'anno dei grandi eventi cinematografici.
Considerati da sempre l'anticamera degli Oscar, i premi assegnati dalla stampa estera a Hollywood, giunti alla 70esima edizione, hanno stravolto pronostici e sorpreso tutti. Mai come quest'anno è sembrata così netta la "distanza" dagli Academy sia per le nomination che per i vincitori. E se gli Oscar forse potrebbero essere i premi più pilotati da produttori e major, i Golden Globe mantengono quell'autonomia e sembra continuino a premiare merito e originalità.
La manifestazione premia cinema e televisione, infatti la scorsa serata sul red carpet hanno sfilato anche le stelle della TV americana ed europea.
Se in alcune categorie le nominees erano sulla falsa riga degli Academy, in altre c'è stata una ventata di freschezza. Basti pensare alle nomination di quest'anno per Miglior Attore Non Protagonista agli Oscar: ci sono artisti che sicuramente hanno fatto la storia del cinema e che anche quest'anno hanno offerto ottime performance, ma dal mio punto di vista meritavano di esserci altri attori nella cinquina.
Tornando ai Golden Globe, scopriamo finalmente i vincitori.


Il film di Ben Affleck, Argo, porta a casa i premi come Miglior Film Drammatico e Miglior Regia. Il più sorpreso di tutti è stato sicuramente lo stesso Affleck (elegantissimo in Gucci), infatti il suo film, acclamato dalla critica, è visto dagli addetti ai lavori come un outsider, dato che nella sua carriera Ben ha soprattutto recitato. Ovviamente non dimentichiamo che Affleck, insieme a Matt Damon, ha vinto l'Oscar per Miglior Sceneggiatura Originale per Will Hunting - Genio Ribelle. Insomma l'attore - regista aveva già dato prova della sua bravura.

Il cast di Argo al completo
Il film narra del rapimento, nel 1979, degli impiegati dell'ambasciata statunitense a Teheran, nei giorni della fuga dello Scià Reza Pahlevi negli USA. Sei di loro riescono a sfuggire e trovano rifugio dall'ambasciatore canadese. Argo è sorprendente e, ovviamente, da vedere. Che non ci riservi sorprese anche agli Oscar? Fingers crossed per Ben.

Il cast de Les Misèrables
Meno sorprendente è sicuramente il trionfo del musical Les Misèrables, tratto dal romanzo di Victor Hugo. Il film di Tom Hooper vince tre premi: Miglior Film, Miglior Attore Protagonista a Hugh Jackman e Miglior Attrice Non Protagonista ad Anne Hathaway, tutti per il genere Commedia/Musical.
Il premio come Miglior Attrice Protagonista in Commedia/Musical è andato invece a Jennifer Lawrence per Il lato positivo, nominata anche agli Oscar.
Mentre i premi, nella sezione Drama, sono andati a Jessica Chastain come Miglior Attrice Protagonista per il film della Bigelow, Zero Dark Thirty, Miglior Attore Non Protagonista a Cristoph Waltz per Django Unchained di Tarantino e Miglior Attore Protagonista a Daniel Day Lewis per Lincoln di Steven Spielberg. Ed è stato proprio il film di Spielberg ad essere stato escluso dai premi più ghiotti, invece è il super favorito nella corsa agli Oscar. Anche il film di Ang Lee, Vita di Pi, è rimasto a bocca asciutta. Altro escluso illustre è Django Unchained di Tarantino che vince solo il premio per Miglior Sceneggiatura Originale. Michael Haneke ha vinto il premio come Miglior Film Straniero con il suo Amour.
Per la TV, Homeland e Girls, la nuova serie della rete americana HBO, hanno buttato giù dal podio la pluripremiata Modern Family. La HBO domina ancora il podio con Game Change, il film su Sarah Palin, interpretato da Julianne Moore ed Ed Harris, che vince ben tre Golden Globe.
Per Downton Abbey, Maggie Smith ha vinto nella sezione Miglior Attrice Non Protagonista. Mentre Lady Mary Crawley alias Michelle Dockery ha visto andare il premio come Best Performance by An Actress a Claire Danes per Homeland. Nulla nemmeno per Zoey Deschanel, la sua Jess in New Girl torna a casa a mani vuote.


Uno dei più bei momenti dello show, presentato da Tina Fey e Amy Poehler, è stato sicuramente il discorso di Jodie Foster: il premio Oscar ha ricevuto il Cecil B. de Mille alla carriera e ha tenuto un toccante discorso sull'omosessualità, guadagnandosi una standing ovation dalla platea.
A questo link troverete tutti i premi e le categorie dei Golden Globe.
E ora piccolo spazietto al red carpet:


Una delle più belle era sicuramente Rachel Weisz (abito Louis Vuitton), accompagnata dal marito Daniel Craig. Rachel sarebbe bella anche se indosserebbe un sacco di patate.



Stupenda anche Zoey Deschanel (abito Oscar De La Renta) e le sue unghiette "cinematografiche" che celebravano l'evento.

La nail-art  di Zoey Deschanel
 Divina anche Michelle Dockery in Alexandre Vauthier.


Chi mi ha deluso per la mise è stata sicuramente Anne Hathaway. Lei sempre impeccabile, questa volta ha proprio toppato, nonostante indossasse una creazione Chanel Haute Couture.


Se le foto del suo matrimonio non avessero fatto il giro del mondo, potrei pensare che avesse riciclato il suo abito da sposa per la cerimonia di ieri sera. Anne, che può permettersi tutto, ha optato per questo scialbo completo bianco. Forse ci riserva qualcosa di meglio agli Oscar. Ma la Hathaway non era la peggio: fate un giro delle varie gallery online e inorridite. Per me sono bocciatissimi gli abiti di Jessica Chastain, Amy Adams, Eva Longoria e purtroppo anche quello di Marion Cotillard. Per non parlare di Lucy Liu, stile tappezzeria settecentesca.
Invece tra i maschietti mi sono piaciuti molto:

Leonardo di Caprio



In gran forma, ha scelto uno smoking classico che lo valorizza molto. Dimenticati i chili di troppo di qualche anno fa, Leo fa ancora sognare.
Signore ora va di scena un po' di british elegance, con due boys di tutto rispetto:

Eddie Redmayne


La nascente star britannica, che interpreta Marius ne Les Misèrables, indossa uno spezzato, pantaloni classici e giacca di velluto, molto originale.

Ed infine, Benedict Cumberbatch


Anche l'aitante Sherlock va sul classico con uno smoking con cravatta e il vezzo del fazzoletto da taschino.
Spero di non aver annoiato il pubblico maschile con questa digressione fashion!
La strada verso gli Oscar l'abbiamo appena imboccata.


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domenica 13 gennaio 2013

Scappa Marty! Siamo su Incursioni Cinemaniache!


Non c'è alcun bisogno di presentazioni: nessuno può affermare di non aver mai sentito parlare della strabiliante trilogia, firmata dal duo Zemeckis/Spielberg, di Ritorno Al Futuro, uscita tra il 1985 ed il 1990. Infatti il successo è stato così grande da renderla una saga di culto per milioni di persone nel mondo, senza contare poi i numerosissimi omaggi ai film da parte di altri registi, come ad esempio Richard Kelly in Donnie Darko o Matt Groening ne I Simpson, e tanti altri ancora.
Dato che però ora la andrò ad analizzare, facciamo finta di non conoscere affatto le vicende di Marty McFly e del suo amico "Doc" Emmett L. Brown e cominciamo dal principio!


Marty McFly è un giovane diciassettenne ribelle che vive ad Hill Valley, una piccola cittadina della California, nel 1985. E' una testa calda ma dal cuore d'oro, fidanzato con la bella e dolce Jennifer, che vive in una famiglia un po' scantonata, con un fratello che non riesce a trovare un lavoro decente, una sorella che non riesce a trovare un fidanzato, una madre, Lorraine, che vive con la nostalgia del passato ed una bottiglia d'alcol sempre a portata di mano e George, un padre inetto e debole che subisce sin da piccolo le angherie del suo ex compagno di scuola, ora suo capo-ufficio, il crudele Biff Tannen.
La sua vita cambia quando il grande amico di Marty, l'eccentrico scienziato "Doc" Emmett L. Brown una notte lo coinvolge nell'esperimento di una vita, dopo anni di fallimenti: il dottore infatti riesce finalmente a creare, con una DeLorean, una macchina del tempo. Tutto ciò è reso possibile dal flusso canalizzatore, un marchingegno creato dallo stesso "Doc" dopo  essergli apparso come un miraggio quando scivolò nel bagno di casa sua sbattendo la testa 30 anni prima, nel 1955.


Il primo crononauta sarà Einstein, il cane di "Doc", che tornerà appena in tempo con l'auto quando la situazione precipiterà di colpo: giungeranno sul luogo un gruppo di terroristi libici che avevano richiesto ad Emmett una bomba nucleare in cambio del plutonio, l'unico elemento in grado di creare la reazione chimica per il viaggio nel tempo. Dopo che Emmett pronuncerà la famosa frase:"Scappa Marty!" il ragazzo assisterà inerme all'uccisione del povero "Doc" che fa da bersaglio per difendere l'amico.
E' in quel momento che Marty, cercando di fuggire, prende la DeLorean e dimenticandosi del fatto che l'auto ha il timer impostato sulla data 5 novembre 1955, giorno in cui Doc ebbe la visione del flusso canalizzatore, e che per viaggiare nel tempo bisogna superare le 88 miglia orarie, parte a tutta birra e si ritrova nelle campagne della Hill Valley del '55.
Dopo il prevedibilissimo spaesamento, il ragazzo si ritroverà per le strade cittadine e si imbatterà per caso proprio nel suo giovane padre ed in Biff, per poi cambiare gli eventi futuri bloccando l'incontro tra suo padre George e sua madre Lorraine, innescando l'attrazione della sua giovane mamma nei suoi confronti, anziché per George!
Sarà solo grazie al Doc del '55 che Marty riuscirà miracolosamente ad evitare il peggio e a sfruttare il fulmine che colpirà la torre dell'orologio pochi giorni dopo per tornare nel 1985, dato che la DeLorean è rimasta a secco di plutonio e solo un fulmine può raggiungere tale potenza.
Inoltre, grazie al suo intervento, nelle mentite spoglie di Marty "Levi Strauss" (la giovane Lorraine lo chiama così sin da quando ha letto il nome della famosa marca d'abbigliamento sulle mutande del figlio!), Marty riuscirà a far innamorare George e Lorraine, infondendo un'enorme fiducia nel padre, che diventa finalmente sicuro di sé, sconfiggendo Biff e trasformandosi, insieme al resto della famiglia, nell'85 da così:


A così!


Tutto sembra andare bene quindi: la famiglia di Marty è cambiata radicalmente in meglio, il Doc dell'85 si salva grazie ad una lettera che Marty gli lascia nel '55 e Marty stesso torna incolume dall'incredibile viaggio. Ma i problemi non sono finiti, anzi!
Nel secondo capitolo infatti, Doc, Marty e Jennifer viaggiano nel 2015, perché i loro futuri figli, due perfetti idioti come lo era il padre di Marty (purtroppo c'è stato il famoso salto generazionale: George idiota! Marty furbo ed intelligente! Figli di Marty e Jennifer idiotissimi!), verranno incriminati e messi in carcere a vita a causa di Griff, il nipote di Biff.
Anche stavolta fortunatamente tutto va per il meglio e Griff e la sua gang verranno imprigionati al posto di Marty Jr., ma i problemi sono appena cominciati: il vecchio Biff infatti scopre che Doc ha creato una macchina del tempo e, rubando l'idea lucrosa di Marty di comprare un almanacco sportivo con su registrati i risultati dei match dal '50 al 2000 per sfruttarli nel passato e farsi molti soldi, prende in prestito l'auto, momentaneamente incustodita, e combina un guaio immane.
Se ne accorgeranno bene sia Doc che Marty, una volta tornati nell'85, quando vedranno in che stato versa la loro città: crimini ovunque, polizia corrotta, quartieri completamente distrutti ed un solo palazzo troneggia al centro del paese: il Paradiso del Piacere di Biff Tannen!


Proprio così! Il losco Biff, tornando indietro nel 1955, ha incontrato il suo giovane alter ego, consegnandogli l'almanacco e permettendogli di sfruttare le vincite per mettere in piedi un enorme impero dell'industria e del gioco d'azzardo, cambiando radicalmente le trame del tempo.
La famiglia di Marty è totalmente distrutta, con Lorraine che è stata costretta a sposare Biff dopo che Biff stesso ha ucciso George, mentre Doc è stato internato in un manicomio.
L'unica maniera di riportare tutto alla normalità sarà dunque quello di tornare nel '55 ed evitare che il giovane Biff si tenga l'almanacco dopo che il vecchio Biff glielo consegnerà.
Marty quindi riesce a scoprire dal Biff dell'85 alternativo, tramite un tranello, in che giorno esatto è avvenuta la consegna, ovvero il 5 novembre 1955, lo stesso giorno in cui Marty è tornato nel presente con il fulmine.


Biff lo inseguirà fino al tetto perché era stato avvertito dal vecchio Biff dell'arrivo di un giovane e di un vecchio scienziato pazzo che gli avrebbero posto quelle domande, ma Marty riesce a fuggire grazie all'intervento di Doc, volando con la DeLorean e tramortendo Biff.
Tornano quindi nel '55 e dopo inseguimenti rocamboleschi ed eventi sfortunati, Marty riesce a rubare l'almanacco al giovane Biff e a bruciarlo.
Doc tenta di raggiungerlo durante la tempesta di fulmini volando da lui quando una scarica colpisce la DeLorean e lo catapulta chissà dove!
Lo scioccato Marty si vede dunque consegnare una misteriosa lettera da un dipendente delle poste inviatagli da Doc stesso dall'anno 1885!
Per questo motivo il giovane si rivolgerà nuovamente allo sconcertato Doc del '55 per tornare nel vecchio West e salvare il Doc dell'85 da morte certa per mano di Beauford "Cane Pazzo" Tannen!


Il ragazzo infatti, anziché usare la DeLorean, nascosta nella vecchia miniera da Doc settant'anni prima, per tornare a casa, la usa per andare nel passato e salvare l'amico fraterno, ignaro della sua morte imminente a causa del bisnonno di Biff.
Marty conoscerà la Hill Valley del "passato ancora più passato" ed assisterà ad eventi storici, come l'inaugurazione del famoso orologio, che verrà rotto per sempre dal fulmine mezzo secolo dopo.
Inoltre, sotto il nome di Clint Eastwood (chiaro tributo all'attore, divenuto famoso grazie alla Trilogia Del Dollaro di Sergio Leone), Marty conoscerà i suoi avi, giunti da poco in America dopo un lungo viaggio dall'Irlanda che gli insegneranno tantissime cose utili per il suo futuro, come il non essere impulsivo ed evitare rogne a causa del suo grande orgoglio.


Proprio grazie a questi insegnamenti Marty fermerà Cane Pazzo facendolo arrestare e riuscendo a tornare nel 1985, dopo aver lasciato Doc con Clara, la maestra giunta da poco in città di cui si innamorerà perdutamente.
Ricongiuntosi finalmente con la sua amata Jennifer, Marty crederà ormai di non rivedere più il suo caro amico Emmett. Sbagliato!
Quando torna infatti, il ragazzo assiste alla distruzione della DeLorean, investita da un treno, come voleva Doc, dato che viaggiare nel tempo si era rivelato troppo pericoloso, ma recandosi nuovamente in quel luogo proprio con la sua fidanzata, vedranno apparire dal nulla Doc, a bordo di una locomotiva trasformata in macchina del tempo, accompagnato da Clara, i loro due figli, Giulio e Verne (sia Doc che Clara sono infatti amanti dello scrittore dell'800) ed Einstein.
Lo scienziato infatti è tornato per dire addio alla coppia dicendo loro di non badare troppo a quello che hanno visto nel futuro, perché saranno essi stessi a crearselo, dato che niente è scritto. L'eccentrico dottore quindi volerà via in un'altra epoca, salutando per sempre il suo grande amico e compagno di avventure.


Tolta la comicità esilarante che fa da contorno a questi mitici film di fantascienza, l'aspetto che amo di più e che dimostra quanto in realtà questa trilogia possa far riflettere gli spettatori che la vedono è quello riguardante l'eterno ritorno, la ciclicità del tempo ed il cambiamento personale, un aspetto ripreso, neanche fatto apposta, da David Mitchell e dai miei amati fratelli Wachowski in Cloud Atlas.
Infatti, se la famiglia McFly, col passare dei secoli, è sempre stata caratterizzata da persone miti, ingenue e burlone, salvo casi eccezionali come Marty, la famiglia Tannen si è sempre dimostrata crudele, spietata e senza cuore, a partire proprio da Cane Pazzo, per poi arrivare a Biff che, specie nell'85 alternativo, dimostra quanto il suo animo sia malvagio e corroso dall'avidità e dall'invidia.


Tornando a Marty, è proprio lui il simbolo del cambiamento personale poiché, lungo l'arco delle tre storie, riesce finalmente a capire quanto sia inutile e pericoloso seguire la propria impulsività ed il proprio orgoglio senza pensare alle conseguenze, cosa che finalmente capisce quando il suo antenato Seamus nel 1885 gli racconta la storia di suo fratello Marty, morto proprio perché aveva un temperamento simile a quello del giovane Marty.
Come si evince tutto questo? Grazie a Needles!


Infatti, il giovane Needles (interpretato da Flea, il bassista dei Red Hot Chili Peppers), che a prima vista sembra un personaggio inutile ai fini della trama, è un compagno di scuola del protagonista ma è anche il cosiddetto "diavolo tentatore" di Marty, poiché nell'85 sarà la causa del disastroso incidente stradale di Marty, durante una corsa d'auto, in seguito alla quale Marty dovrà dire addio alla sua carriera di cantante e chitarrista, mentre nel 2015, sotto gli occhi della giovane Jennifer, nascosta in un ripostiglio, Marty verrà licenziato a causa di un accordo con Needles per tentare di guadagnare qualche spicciolo in più.


Tutto a causa del famoso epiteto "fifone" che, quando viene affibbiato a Marty, lo fa andare in bestia facendogli perdere il lume della ragione!
Fortunatamente però tutto sarà sistemato proprio col cambiamento radicale di Marty che eviterà la corsa d'auto e potrà dedicare la sua vita alla musica.
Sarebbe stato bello vedere un quarto capitolo della saga, già programmato ma poi cancellato a causa del morbo di Parkinson diagnosticato a Michael J. Fox nel '91, ma forse la trama sarebbe risultata un po' troppo forzata, dato che nel terzo capitolo il ciclo si poteva già ritenere chiuso. Who knows?
Vi lascio quindi con le immagini del 25° anniversario dall'uscita del primo film nel 2010 ed alcuni spezzoni divertenti ed esilaranti dei tre film.
Buona visione e ricordatevi di "pensare quadrimensionalmente" quando vedete questa trilogia!

Gli attori in posa con Robert Zemeckis
L'abbraccio fraterno tra Christopher Lloyd e Michal J. Fox davanti alla DeLorean
Ed ecco i link dei video:

Il giovane George salva Lorraine da Biff con la famosa frase "Hey tu porco levale le mani di dosso!":


Marty intrattiene il pubblico suonando Johnny Be Good di Chuck Berry, brano sconosciuto nel '55, dopo che George ha salvato Lorraine:


Il preside Strickland, odiato da tutti a scuola, nell'85 alternativo di Biff è ancora più pazzo di prima!

Mangiate un po' di piombo fannulloni!


Doc e l'alcol non vanno molto d'accordo, come si scopre nel vecchio West!

Joey, prepariamo un Resuscita Morti!


INCURSIONI CINEMANIACHE

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