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mercoledì 13 aprile 2016

He Was The Perfect Weapon Until He Became The Target: The Bourne Saga


Il mondo del cinema offre da anni pellicole d'azione con protagonisti uomini irriducibili, tutti d'un pezzo e dotati di abilità eccezionali, contrapposti a vari cattivi e super-cattivi: basti pensare al mitico Ethan Hunt interpretato da Tom Cruise nella saga di Mission Impossible, o all'inarrestabile Bryan Mills di Liam Neeson nella trilogia di Taken, e così via.
Ebbene, un altro grande eroe/antieroe simile a quelli sopracitati e, per forza di cose, famoso più o meno per tutti i cinefili, quelli appassionati e non a questo genere, è il granitico Jason Bourne, interpretato da Matt Damon, nato dalla penna dello scrittore Robert Ludlum negli anni '80 e protagonista dell'omonima saga di film, per ora fermi a tre, The Bourne Identity del 2002, The Bourne Supremacy del 2004 e The Bourne Ultimatum: Il Ritorno Dello Sciacallo (sottotitolo naturalmente inutile e fuorviante, visto che lo Sciacallo è il cattivo dei libri che non appare nella pellicola; come sempre, complimenti vivissimi agli adattatori cinematografici italiani!) del 2007, più uno spin-off, The Bourne Legacy del 2012, con protagonista Jeremy Renner, nei panni di Aaron Cross.
Nella seconda metà di quest'anno giungerà invece il quarto capitolo, Jason Bourne, di nuovo con Matt Damon come protagonista.
Ma, prima che andiate troppo in confusione con tutta questa marea di nomi, andiamo con ordine.
Il protagonista principale della saga è, ovviamente, il Jason Bourne di Matt Damon, un uomo che perde la memoria, all'inizio del primo film, per poi recuperarla man mano, ricordandosi di essere stato al soldo della CIA come agente e sicario.
Prima che mi fuciliate per questo potenziale spoiler, come sta per farlo lui qui sotto, vi avviso che ciò che vi ho detto non è altro che la punta dell'iceberg, poiché la vicenda è molto più complicata di quel che sembra!

Jason Bourne
Di fatto, l'uomo, salvatosi per miracolo dall'affogamento, essendo finito in mare dopo l'improvvisa amnesia, inizierà una lunga fuga, costellata di pericoli ed attacchi imprevedibili, da parte proprio dell'intelligence statunitense che, chissà per quale misteriosa ragione, lo vuole morto a tutti i costi.
Grazie al suo incredibile addestramento, a causa del quale capirà di non essere un uomo comune, Jason fortunatamente ricorderà nuovamente cosa significa sapersi difendere, perfino a mani nude contro individui armati, e comincerà la sua lotta alla ricerca della verità e alla riscoperta del suo torbido passato, continuamente tormentato da un solo pensiero:
"Sono un uomo buono o cattivo? Merito la redenzione o la morte per ciò che ho fatto prima di perdere la memoria?"
Al tempo stesso, in The Bourne Legacy, le cui vicende sono contemporanee a The Bourne Ultimatum, Aaron Cross, il protagonista interpretato da Jeremy Renner, è un altro agente e sicario agli ordini di chi gestisce le fila delle agenzie di intelligence statunitensi dietro le quinte, che, nonostante non abbia perso la memoria, condivide comunque con Jason il medesimo destino: essere costantemente braccato, chissà per quale oscura motivazione, da quegli stessi uomini che lo addestrarono per renderlo una macchina della morte.

Aaron Cross
Entrambi dovranno dunque comprendere perché, dopo essere stati scelti per diventare il letale braccio armato del governo americano, vengono improvvisamente gettati nel baratro e ricercati come dei comuni criminali.
Le ragioni saranno diverse, come scoprirete vedendo i quattro film, ma i crudeli burattinai, in entrambi i casi, saranno sempre e solo sette: Alexander Conklin (Chris Cooper), Ward Abbott (Brian Cox), Albert Hirsch (Albert Finney), Noah Vosen (David Strathairn), Ezra Kramer (Scott Glenn), Eric Byer (Edward Norton) e Mark Turso (Stacy Keach):

In alto da sinistra verso destra: Alexander Conklin, Ward Abbott ed Albert Hirsch
In basso da sinistra verso destra: Noah Vosen, Ezra Kramer, Eric Byer e Mark Turso
Il primo, presente nella prima pellicola, è l'ufficiale addetto all'addestramento delle milizie speciali, il cui primo "esemplare" fu proprio Jason Bourne. E' un uomo spietato e farà di tutto, pur di mantenere lo status quo a suo vantaggio, minando la sicurezza del suo ex pupillo.
Il secondo è il capo di una delle sezioni della CIA ed il superiore, nonché strettissimo collaboratore, di Conklin nel progetto di addestramento di Bourne e dei suoi simili nei primi due film: se Conklin è spietato, Abbott, sotto le apparenze di un uomo onesto e per bene, nasconde una sfrenatissima ambizione ed un arrivismo senza freni, che gli saranno utili per contrastare l'operato di Bourne durante la sua ricerca di una verità molto scomoda.
Il terzo sarà il tassello finale per il recupero totale della memoria di Jason, al termine della terza pellicola: questo dottore, a mio parere un vero e proprio successore degli scienziati nazisti, come capirete vedendo The Bourne Ultimatum, sarà di fatto essenziale per il protagonista nel capire come si è infine giunti alla sua trasformazione nell'"arma perfetta", un processo duro e terribile a cui pochi avrebbero potuto sottoporsi.
Il quarto, presente dalla seconda alla quarta pellicola, è uno dei vicedirettori della CIA, unitosi alla caccia a Jason Bourne: cinico e senza pietà, soprattutto per via di svariati oscuri segreti di cui è detentore, darà più volte filo da torcere al protagonista, poiché quest'ultimo è il solo che potrà svelare le sue fitte trame malevole.
Il quinto è il direttore della CIA nel terzo e nel quarto film: le sue apparizioni sono poche e sfuggenti, ma man mano si capirà che anch'egli è in combutta con vari alti funzionari governativi e che è uno dei primi interessati nella cattura, se non proprio nell'uccisione, di Bourne.
Il sesto, presente nella quarta pellicola, è un ex colonnello dell'Esercito, ufficialmente ritirato. In realtà, come si scoprirà in The Bourne Legacy, Byer è da anni il capo di un'ulteriore milizia, di cui Aaron Cross fa parte, specializzata in azioni di guerriglia ma, dopo vari intrighi e giochi di potere, da alleati, lui ed Aaron diverranno acerrimi nemici e, proprio a causa dell'ex colonnello, la fuga per la sopravvivenza di Cross avrà inizio.
Il settimo ed ultimo, anch'esso presente nel quarto film, è un ammiraglio, anch'egli ufficialmente ritirato, ma in realtà divenuto il superiore ed assistente di Byer, come lo fu Abbott per Conklin: uniti dalle stesse motivazioni, lui ed il suo sottoposto saranno una vera e propria spina nel fianco per Aaron, ancora incapace di capire come mai, da predatore, è improvvisamente divenuto la preda, alla pari di Bourne in precedenza.
Ma, come in ogni saga che si rispetti, i protagonisti hanno sempre dalla loro parte delle donne forti ed intraprendenti e, nel caso di Bourne e Cross, le più importanti sono in tutto quattro: Marie Helena Kreutz (Franka Potente), Nicolette "Nicky" Parsons (Julia Stiles), Pamela Landy (Joan Allen) e Marta Shearing (Rachel Weisz):

Da sinistra verso destra: Marie Helena Kreutz, Nicolette "Nicky" Parsons, Pamela Landy e Marta Shearing
La prima, presente nelle prime due pellicole, da semplice aiutante di Jason Bourne, per via della promessa di un lauto compenso da parte del protagonista alla donna, al fine di aiutarlo nella sua fuga, diverrà la sua inseparabile consorte e compagna di vita: dolce, gentile e premurosa, sarà la sola a prendere a cuore il recupero della memoria dell'uomo e ad assisterlo nella sua ricerca.
La seconda, presente nei primi tre film, è l'ex assistente in Europa di Bourne e degli altri membri del gruppo di addestramento speciale appostati nel Vecchio Continente: se inizialmente avrà un ruolo marginale, man mano diverrà sempre più importante e, a quanto lascerà trasparire, è stata parte integrante del passato di Jason, nonostante quest'ultimo non la ricordi affatto.
La terza appare nella seconda e nella terza pellicola ed è un'ufficiale della CIA a capo di una task force: il suo cammino si incrocerà con quello di Jason, a cui anch'essa darà la caccia, ma, a differenza dei sette burattinai, il loro incontro prenderà una piega ben diversa.
La quarta ed ultima appare in The Bourne Legacy ed è una scienziata che diverrà l'irrimediabile e sola alleata di Aaron Cross, con tutti i rischi ed i pericoli annessi, poiché anch'essa è braccata come il protagonista. Lo aiuterà e sosterrà più volte ed il loro rapporto, dapprima freddo e distaccato, come lo era quando si incontravano solo per questioni lavorative, diverrà man mano sempre più stretto.
Ora, avendo finalmente vista l'intera saga, dopo anni di rinvii e dimenticanze da parte mia, incuriosito da svariate recensioni entusiastiche, posso onestamente dire che mi sarei aspettato un po' di più, non tanto dai due sequels e dallo spin-off, bensì proprio dal primo capitolo che, per eccellenza, rimane normalmente sempre quello più epico ed indimenticabile: se infatti The Bourne Supremacy, The Bourne Ultimatum e perfino The Bourne Legacy, che tutti hanno ingiustamente bistrattato, mentre io l'ho apprezzato alla stessa stregua della storia principale (eh lo so, a me piace sempre fare il bastian contrario! =P), The Bourne Identity non ha affatto rispecchiato le mie aspettative, alquanto elevate, vuoi per gli inevitabili paragoni con saghe cinematografiche simili, come quelle citate all'inizio di questo articolo, vuoi appunto per le recensioni tutte iper-positive.
Ciononostante, non boccio affatto il primo film, che ho comunque apprezzato, perché fa da molla scatenante di tutti gli eventi successivi ed è, naturalmente, un passaggio inevitabile tramite il quale il protagonista dà il via alla sua ricerca della verità e della memoria perduta.
Per le tre pellicole successive, niente da obiettare, come già detto: tutte molto interessanti ed avvincenti, grazie anche ai cast stellari di ognuno dei quattro capitoli che hanno interpretato i loro ruoli in maniera egregia.
Ma ci saranno altri film?
Ebbene, Jason Bourne, terzo sequel della storia principale, è in arrivo, dopo nove anni dall'ultimo seguito con protagonista il grande Matt Damon, quindi teniamoci pronto al suo mitico ritorno.
Molti fan e Jeremy Renner stesso vorrebbero invece vedere realizzato questo:


Un crossover con protagonisti Bourne e Cross!
L'idea, almeno secondo me, è davvero intrigante, anche se per ora circolano solo voci di corridoio, ma sarebbe davvero una figata assistere a qualcosa del genere!
Nell'attesa dunque di questa potenziale sesta pellicola, vi do appuntamento al 1° settembre, con l'arrivo di Jason Bourne nei cinema italiani, augurandovi buona visione!

Jason Bourne is coming back!

I trailer:

The Bourne Identity:


The Bourne Supremacy:


The Bourne Ultimatum: Il Ritorno Dello Sciacallo:


The Bourne Legacy:


Jason Bourne:


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venerdì 18 marzo 2016

Recensione Flash: Mission Impossible: Rogue Nation


Anno e nazione di produzione: USA/CHI/HONG KONG 2015

Distribuzione in Italia: Universal Pictures

Genere: Azione/Spionaggio/Thriller

Durata: 131 minuti

Cast: Tom Cruise, Jeremy Renner, Simon Pegg, Rebecca Ferguson, Ving Rhames, Alec Baldwin, Sean Harris, Simon McBurney, America Olivo, Tom Hollander

Regista: Christopher McQuarrie

Dopo un primo film indimenticabile, un secondo epico, un terzo molto sottotono (soprattutto per la pessima scelta di sostituire il mitico Roberto Chevalier, voce storica italiana di Tom Cruise, su richiesta dello stesso attore, per fortuna poi ritornato nel sequel) ed un quarto che recupera di molto in quanto ad originalità, dopo quattro anni ritornano il granitico Ethan Hunt e l'Impossible Mission Force con Mission Impossible: Rogue Nation!
In questo quinto capitolo, l'agente Hunt, impersonato come sempre da Cruise, si ritrova quasi del tutto solo nella lotta contro una misteriosa entità, uno stato canaglia per molti inesistente, noto come il Sindacato, una forza super-terroristica in totale antitesi all'IMF, a causa della quale l'agente viene additato come un pazzo visionario.
Di fatto, non appena avvengono varie tragedie a sfondo politico, in cui Ethan si ritrova quasi sempre immischiato, la CIA, guidata dal ferreo direttore Alan Hunley (Alec Baldwin), richiede ed ottiene lo scioglimento definitivo dell'IMF e l'inglobamento dei suoi ex agenti nell'agenzia governativa ufficiale statunitense.
Intanto, dopo essere sfuggito alla sua morte, per mano dell'enigmatico leader del Sindacato (Sean Harris) e dei suoi scagnozzi, tutti agenti di varie forze governative mondiali misteriosamente scomparsi o ufficialmente morti anni prima, Ethan avrà come soli appoggi i suoi colleghi più fidati Benji (Simon Pegg), William (Jeremy Renner) e Luther (Ving Rhames), nonché l'ausilio, tra alti e bassi, di una donna, Ilsa (Rebecca Ferguson), che più volte lo salverà e i cui oscuri propositi resteranno a lungo ben celati.
Riusciranno Ethan e i suoi compagni a sconfiggere il Sindacato, dimostrandone l'esistenza e ripristinando l'immagine del tutto bistrattata dell'IMF?
Come per la quarta pellicola, anche questa è alquanto interessante, sebbene non eccelli per originalità, dato che l'iniziale sconfitta dell'IMF è un tema che è stato già trattato, in maniera diversa, proprio in Mission Impossible: Protocollo Fantasma.
Ciononostante, il film se la cava bene, grazie alla magistrale interpretazione di Cruise (bellissima la scena iniziale dell'aereo, girata come al solito proprio da lui e non da controfigure) & Co., con un finale diverso, per certi punti, dagli altri quattro e, forse, un po' deludente, almeno per me che mi aspettavo comunque la solita lotta finale tra Ethan e il nemico in questione, ma vabbé, cambiare è sempre un bene, specie per evitare monotonie e ridondanze.
Detto ciò, consiglio ovviamente questa pellicola a tutti gli amanti della saga di M.I. e, in generale, a tutti gli appassionati dei film d'azione e di spionaggio, dandovi appuntamento col sesto capitolo della saga, già confermato da Cruise stesso e al momento in pre-produzione, le cui riprese cominceranno a giugno 2016.
Buona visione!

Il trailer:


Consigliato: Sì

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giovedì 30 aprile 2015

Recensione Flash: Avengers: Age Of Ultron


Anno e nazione di produzione: USA 2015

Distribuzione in Italia: Walt Disney Studios Motion Pictures

Genere: Supereroi/Azione/Fantascienza/Avventura

Durata: 141 minuti

Cast: Robert Downey Jr., Chris Hemsworth, Mark Ruffalo, Chris Evans, Scarlett Johansson, Jeremy Renner, Don Cheadle, Aaron Taylor-Johnson, Elizabeth Olsen, Paul Bettany, Cobie Smulders, Anthony Mackie, Hayley Atwell, Idris Elba, Stellan Skarsgård, James Spader, Samuel L. Jackson, Thomas Kretschmann, Andy Serkis

Regista: Joss Whedon

E' proprio vero che il tempo vola e ciò vale anche e soprattutto per le saghe cinematografiche, prima fra tutte quella del Marvel Cinematic Universe, la cui Phase 2 si è appena conclusa con il sequel di The Avengers, ovvero Avengers: Age Of Ultron!
La domanda da porsi è: il nuovo capitolo è degno del suo predecessore? Sì e no.
In questa nuova avventura, il gruppo di Vendicatori, composto come sempre da Captain America (Chris Evans), ormai divenutone il leader, Iron Man (Robert Downey Jr.), Thor (Chris Hemsworth), Hulk (Mark Ruffalo), Occhio di Falco (Jeremy Renner) e la Vedova Nera (Scarlett Johansson), dopo aver finalmente sradicato ogni rimasuglio dell'H.Y.D.R.A., che, come visto in Captain America: The Winter Soldier, ha lentamente distrutto lo S.H.I.E.L.D., a stento tornato in piedi grazie a Nick Fury (Samuel L. Jackson), Maria Hill (Cobie Smulders) e pochi altri membri onesti rimasti per molto tempo in clandestinità, potrà finalmente godersi un po' di meritata pace. Purtroppo però, la quiete sarà molto breve, poiché Tony Stark e Bruce Banner, attivando in buona fede il programma di difesa globale, da tempo progettato dai due scienziati per poter finalmente ritirarsi a vita privata e lasciare il compito di difendere il pianeta all'Intelligenza Artificiale, causeranno la nascita di un mostro: Ultron.
L'essere robotico, dopo essersi liberato dal controllo del buon J.A.R.V.I.S., l'intelligenza virtuale assistente di Stark, si ribellerà ai suoi creatori, capendo che il solo modo di difendere la Terra da qualsiasi rischio è quello di eliminare la razza umana, e comincerà a realizzare un'armata di Ultron per portare a termini i suoi piani, sfruttando Internet, avendo accesso illimitato ad esso tramite il cyberspazio di cui fa parte, ed ottenendo l'appoggio dei due gemelli Pietro e Wanda Maximoff (Aaron Taylor-Johnson ed Elizabeth Olsen), entrambi spinti da desideri di vendetta verso Tony, poiché le sue armi causarono la morte dei loro genitori quando erano solo dei bambini.
La guerra sarà cruenta e, come Thor ben sa, i rischi saranno elevati non solo per il pianeta, bensì per l'intero universo, dato che Ultron riesce ad impadronirsi della quarta Gemma dell'Infinito, da tempo scomparsa, per il suo piano di sterminio finale.
Gli Avengers, messi a dura prova soprattutto dai poteri dei fratelli Maximoff, che cercano di metterli gli uni contro gli altri, riusciranno a tornare uniti e a sconfiggere questa gravissima minaccia per la Terra?
In fin dei conti, questo film è stato bello, con toni dark abbastanza azzeccati per gli eventi della trama. L'unica nota dolente è stata forse il finale, un po' deludente e scontato, a differenza del primo film che ha riservato molti colpi di scena. La gran parte dei fan si è inoltre lamentata del montaggio fatto un po' a casaccio di varie scene, visto che il film in origine durava bene 3 ore e un quarto. Se, per quanto riguarda la durata, posso tranquillamente concordare e condannare la scelta di tagliare ben 50-55 minuti di film (la questione della pellicola che dura troppo, in casi come questi, non regge affatto, dato che, se la storia è appassionante, gli spettatori restano letteralmente incollati alla poltroncina!), per quanto riguarda invece il montaggio fatto in maniera un po' frettolosa e poco curata, sinceramente non ho notato niente di simile, se non per quanto concerne la breve sottotrama di Thor e del dottor Selvig, smorzata in maniera troppo veloce. Se non siete d'accordo, perdonatemi, forse non sono abbastanza cinefilo per accorgermene, chi lo sa; ciononostante, proprio in questi giorni Joss Whedon e Kevin Feige hanno cominciato a parlare del rilascio di una versione estesa della pellicola, o almeno, dell'inclusione delle numerosissime scene inedite nell'edizione DVD e Blu-Ray del film, quindi il problema dovrebbe essere risolto in questa maniera.
Per il resto, la pellicola è stata abbastanza godibile ed interessante, specie per via delle vicende personali di ciascun Avenger, nonché per la preparazione degli spettatori agli eventi della Phase 3, a partire dall'anno prossimo con i film Captain America: Civil War, Thor: Ragnarok, Black PantherAnt-Man (questo'ultimo è il vero creatore di Ultron nei fumetti) e, forse il nuovo Spider-Man, le cui vicende si concluderanno infine con le due parti di Avengers: Infinity War, in arrivo nel 2018 e nel 2019, in cui il nemico finale, com'era già noto da tempo, sarà il terribile ed inarrestabile Thanos, visibile nella scena nel bel mezzo dei titoli di coda (non fatevela sfuggire).
Quindi, vi do appuntamento con la Phase 3 del MCU e vi auguro buona visione!

Il trailer:


Consigliato: Sì

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lunedì 24 novembre 2014

Recensione Flash: C'era una volta a New York


Anno e Nazione di Produzione: USA 2013

Titolo Originale: The Immigrant

Distribuzione in Italia: Bim

Genere: Drammatico

Durata: 120 minuti

Cast: Joaquin Phoenix, Marion Cotillard, Jeremy Renner, Angela Sarafyan, Jicky Schnee

Regista: James Gray

Ewa arriva con la sorella Magda a New York, nel 1921. Sperano di poter ricominciare, dopo che la guerra in Polonia le ha private di tutto, soprattutto dei genitori. Ai controlli, ad Ellis Island, però le due sorelle vengono divise. Magda ha la tubercolosi. Ewa, invece, disperata, si affida a Bruno Weiss. L'uomo, impresario di spettacoli nei locali al tempo del proibizionismo e protettore di un affermato gruppo di prostitute, promette alla donna di aiutarla a ricongiungersi con la sorella. Ewa comprende subito di dover scendere a compromessi, e inizia a lavorare con le ragazze di Bruno. Quando nel locale dove si esibiscono, ritorna Emil, cugino di Bruno, la situazione per la giovane diventa complicata: divisa tra l'attrazione per Emil e gli obblighi verso Bruno, Ewa dovrà scegliere per se stessa e la sorella.
C'era una volta a New York, ennesimo, banale e patetico, titolo italiano. Prendere in considerazione di lasciare quello inglese no, eh? Comunque, il film è un classico melò che si regge su tre grandi interpreti. Joaquin Phoenix, da cattivo a redento, incanta con la sua forza interpretativa. Ugualmente incantevole Marion Cotillard, anche se costretta in un ruolo, soprattutto da metà film, piatto e ripetitivo. Il bravo Jeremy Renner aggiunge l'elemento destabilizzante, sbloccando il personaggio di Phoenix e lanciandolo verso il gran finale. Sicuramente avvincente e dal buon ritmo, ma il film di Gray non brilla per originalità.

Il trailer:


Consigliato: Nì

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lunedì 20 gennaio 2014

Recensione Flash: American Hustle - L'apparenza inganna


Anno e Nazione di Produzione: USA 2013

Distribuzione in Italia: Eagle Pictures

Genere: Drammatico

Durata: 138 minuti

Cast: Christian Bale, Amy Adams, Bradley Cooper, Jennifer Lawrence, Jeremy Renner, Jack Huston, Alessandro Nivola

Regista: David O. Russell

Irving Rosenfeld è un truffatore. Non uno qualunque, il più bravo. Nella sua "attività" lo affianca Sidney Prosser, amante e anima gemella, di truffe e aspirazioni. I due però vengono scoperti. Per non finire in galera accettano il patto che il poliziotto Richie DiMaso gli propone: aiutarlo nell'incastrare politici corrotti e mafiosi. Chi meglio di loro? Per farlo si servono di Carmine Polito, sindaco di Camden e principale fautore della rinascita del New Jersey. Il sindaco vuole legalizzare il gioco d'azzardo e creare posti di lavoro. Invece, Irving, Sidney e Richie vogliono vincere questa "partita" con la delinquenza nella florida America di fine anni Settanta. Chi giocherà davvero a carte scoperte?
David O. Russell ha la "mano fortunata" sul grande schermo dall'anno scorso, quando uscì nelle sale Il Lato Positivo, un grande successo di critica, pubblico e premi. Comunque non è fortuna ma tanta, tanta bravura. Russell è uno dei pochi registi contemporanei che riesce ad affabulare, incantare lo spettatore, quasi a ipnotizzarlo, attingendo al vecchio e al nuovo cinema. American Hustle è molto diverso rispetto al film precedente, sono all'opposto: nel primo si parla di sincerità, positività, rinascita. Nel secondo c'è sensualità, inganno, ambizione sfrenata. Il cast è straordinario, un team affiatato. Su tutti Christian Bale e Amy Adams: i loro personaggi hanno un'incredibile chimica e soprattutto una grande intesa, difficile da interpretare se non da attori incredibilmente dotati: i due sono sulla stessa lunghezza d'onda, ambiziosi come pochi. Vogliono vivere bene e uscire dall'anonimato. Ambizioso come loro, ma dall'altro lato della barricata, il poliziotto di Bradley Cooper, bravo ma non al suo meglio. Che dire di Jennifer Lawrence? Questa ragazza non vuole smettere di sorprenderci! La sua vulcanica Rosalyn renderà ancora più ingarbugliati i meccanismi dell'american hustle. Davvero brava. Jeremy Renner, che interpreta il mayor Polito, a parte la parrucca che gli hanno messo in testa (può competere con quella di Javier Bardem in Non è un paese per vecchi!) convince e oltre che conquistare Irving, (per Carmine, il suo nuovo amico, stravolgerà il piano di DiMaso), conquista anche lo spettatore.
A proposito di parrucche: il film si apre con l'intricato riporto di Irving e prosegue con improbabili e complicate acconciature che sono quasi una metafora, un travestimento: sullo schermo vediamo solo personalità posticce, false. Come se il regista volesse avvisarci con questo espediente tricologico.
Russell regala al pubblico un altro piccolo tesoro. Da non perdere.

Il trailer:


  
Consigliato: Sì

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domenica 6 ottobre 2013

Recensione Flash: Hansel & Gretel: Cacciatori Di Streghe


Anno e nazione di distribuzione: Germania, USA 2013

Titolo originale: Hansel And Gretel: Witch Hunters

Genere: Azione/Fantasy/Horror

Durata: 88 minuti (97 minuti versione integrale)

Cast: Jeremy Renner, Gemma Arterton, Famke Janssen, Peter Stormare, Thomas Mann, Zoe Bell, Derek Mears

Regista: Tommy Wirkola

Continuano le rivisitazioni cinematografiche delle fiabe classiche ad Hollywood.
Abbiamo già parlato ad esempio di Biancaneve E Il Cacciatore (Clicca QUI per la Recensione Flash) o di Il Cacciatore Di Giganti (Clicca QUI per la Recensione Flash), mentre oggi invece tocca ad un'altra famosissima fiaba dei fratelli Grimm: Hansel & Gretel.
Se le prime due rivisitazioni sopracitate restano comunque adatte a tutti, bambini inclusi, Hansel & Gretel: Cacciatori Di Streghe denota toni così dark, un linguaggio così scurrile e scene altamente sanguinolente, nel tipico stile della grandissima serie TV Il Trono Di Spade, che questa pellicola, da fiaba innocente, si è tramutata in storia adatta solo ed esclusivamente ad un pubblico adulto.
Nelle prime scene del film osserviamo tutto quello che già abbiamo sentito narrare tante volte da piccoli: i due bambini indifesi abbandonati dal padre in un bosco, a causa della madre (nel caso del film apparentemente cattiva, mentre nella fiaba è una terribile matrigna), e catturati da una strega malvagia che vive in una casa di marzapane, la quale li abbuffa per poterli cucinare. Naturalmente, tutto cambia quando Gretel, approfittando di un attimo di distrazione della megera, riesce a liberare Hansel e a spingere insieme a lui la fattucchiera nel forno, bruciandola viva.
E' da questo momento in avanti che la trama assume i toni innovativi della rivisitazione: i due fratelli decidono di votarsi a combattere il male, divenendo cacciatori di streghe al fine di evitare che altri bambini indifesi, come lo erano loro un tempo, vengano uccisi da queste orribili serve del demonio.
Armati fino ai denti, dovranno far fronte ad uno degli eventi più attesi dalle streghe di tutto il mondo, organizzato dalla malefica Muriel, la Grande Strega Nera, che potrebbe far crollare il mondo nel caos più assoluto ed eterno.
Riusciranno ad evitarlo oppure periranno nel tentativo?
Il cast vanta nomi di tutto rispetto: i due fratelli sono interpretati rispettivamente da Jeremy "Occhio Di Falco" Renner e Gemma "Tamina/Io" Arterton, mentre i ruoli di Muriel e del losco sceriffo Berringer vengono rivestiti da Famke "Jean Grey" Janssen e Peter "Lucifero" Stormare.
La trama è abbastanza movimentata, con vari lati comici e sono sicuro che gli amanti del genere che io definisco "realistic fantasy" (un nome paradossale, per indicare un fantasy venato da vicende alquanto realistiche) lo apprezzeranno parecchio.
Buona visione!

Il trailer ufficiale italiano:


Consigliato: Sì

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