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martedì 21 aprile 2015

Recensione Flash...Doppia! Divergent & Insurgent


Anno e Nazione di Produzione: Usa 2014/2015

Distribuzione in Italia: Eagle Pictures

Genere: Azione/Avventura

Durata: 139 minuti; 119 minuti

Cast: Shailene Woodley, Theo James, Kate Winslet, Ansel Elgort, Miles Teller, Zoe Kravitz, Ashley Judd, Naomi Watts, Octavia Spencer, Suki Waterhouse

Regista: Neil Burger; Robert Schwentke

In un futuro distopico, anni dopo una grande guerra che ha distrutto le città, i superstiti della razza umana vivono secondo un nuovo ordinamento della società per mantenere la pace. Divisi in fazioni, Abneganti, Candidi, Eruditi, Intrepidi e Pacifici, ogni ragazzo al compimento della maggiore età può scegliere liberamente a quale fazione appartenere. Giunge il momento anche per Beatrice Prior e il fratello Caleb di Chicago. I genitori appartengono agli abneganti, cosa sceglieranno loro invece? Prima del grande giorno, Beatrice e Caleb sono sottoposti al test attitudinale, che dovrebbe indirizzarli alla fazione adatta a loro. Per Beatrice, però, non andrà così: al test risulta essere una divergente, non imbrigliabile in una sola fazione, ma soprattutto i divergenti sono perseguitati dal governo e fatti sparire perché ritenuti pericolosi. In preda a dubbi e paure, Beatrice sceglie di entrare negli intrepidi, uno dei risultati del test, e così inizia il suo training nelle forze di polizia. Sarà dura crescere, migliorare, prendere decisioni e trovarsi in situazioni più grandi di lei. Ma grazie ai suoi amici e a Quattro, Beatrice inizierà un nuovo capitolo della sua vita.

DIVERGENT

Primo film della saga, tratta dai romanzi di Veronica Roth che hanno riscosso un enorme successo tra i giovani, Divergent ha decisamente un buon ritmo. La storia è accattivante e trascina lo spettatore nella storia di Beatrice. Non ho letto i libri, quindi confronti non posso farli però il film mi ha decisamente colpito perché ha gli ingredienti giusti per avere successo: azione, avventura, amore, una cattiva direi eccellente interpretata da Kate Winslet. Non per niente al primo week end nelle sale ha guadagnato 56 milioni di dollari. Una regia che appassiona, dicevo, e inoltre un cast azzeccatissimo: la sempre più lanciata Shailene Woodley e i due golden boy di questi ultimi anni, Ansel Elgort e Miles Teller. Theo James, affascinante ma un po' mono-espressivo. Ce ne deve essere sempre uno negli young adult, chissà perché! Godibile. 



INSURGENT

Arrivato nei cinema a marzo, Insurgent è decisamente diverso rispetto al primo capitolo. Cambio di regia, dietro la macchina da presa arriva Robert Schwentke: il film è più debole e noioso, con movimenti di macchina e inquadrature che a volte fanno pensare se ci sia davvero qualcuno a coordinare le riprese. La storia è sempre appassionante, seguire Tris nel suo cammino di crescita lascia qualche emozione ma l'indecisione del regista compromette film e interpretazioni: salvo solo Kate Winslet, Naomi Watts (anche se a volte hanno l'aria da: ma cosa ci faccio qui?) e Miles Teller: ma quanto è bravo 'sto ragazzo? Gli altri del cast spenti e non sfruttati al meglio delle loro possibilità. Poi, vogliamo aggiungerci la stucchevolezza della romance tra Tris e Quattro? Ho capito che i ragazzi si amano, ho capito che Tris potrebbe morire da un momento all'altro  ma ripetere nel giro di cinque minuti "non posso vivere senza di te" mi pare un po' eccessivo. However, un po' una delusione ma aspettiamo gli ultimi due film della saga...perché sapete vero che Allegiant è stato diviso in due? As usual, la Lionsgate ha previsto l'uscita rispettivamente per la Parte I di Allegiant il 18 marzo 2016, mentre la seconda il 24 marzo 2017.

I trailer:




Consigliati: Sì/Nì

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giovedì 5 febbraio 2015

Recensione Flash: Birdman - O l'inaspettata virtù dell'ignoranza


Anno e Nazione di Produzione: USA 2014

Distribuzione in Italia: 20th Century Fox

Genere: Commedia

Durata: 119 minuti

Cast: Michael Keaton, Edward Norton, Zach Galifianakis, Emma Stone, Naomi Watts, Andrea Riseborough, Amy Ryan

Regista: Alejandro González Iñárritu

Riggan Thompson è un attore hollywoodiano, sul viale del tramonto. Si ricicla in teatro, a New York, con uno spettacolo impegnato, interpretato e diretto da lui. La sua missione è far dimenticare al pubblico il supereroe che lo ha reso una star mondiale, Birdman. Vuole riscattarsi, e dimostrare che non è un semplice personaggio da fumetti. Eppure, per Riggan non sarà semplice liberarsi di vecchi demoni, nuove paure e pesanti ossessioni.
Nel nuovo film di Alejandro González Iñárritu ritroviamo quel dinamismo, tipico dello stile del regista messicano. Iñárritu non lascia tregua allo spettatore, cerca di mantenere sempre viva l'attenzione (e la tensione) affinché nessun particolare della storia vada perso: visi, sentimenti, rancori, insomma anche il più piccolo particolare è essenziale alla narrazione. Il film, candidato a ben nove premi Oscar, ha già incassato numerosi riconoscimenti e critiche positive. E, a proposito di critiche, Birdman è una critica fatta film, un atto d'accusa verso l'appiattimento dell'industria cinematografica hollywoodiana che, ormai, sforna solo film su "uomini in tutina", come fa dire il regista al Riggan di Michael Keaton. Inoltre, è lo scontro di due mondi, quello newyorchese e quello losangelino: il primo, snob, intellettuale e un po' fricchettone, il secondo superficiale e venale.




Poi spazio al potere dei social media, che da virali sono diventati virulenti. Ma, soprattutto, c'è la lotta di Riggan contro Birdman: l'attore diviso tra aspirazioni, superflue, e certezze, rifiutate. È un intreccio di storie, con personaggi altrettanto complicati ed interessanti, alle prese con fragilità, prigionieri di false convinzioni. 
Un ritorno per Michael Keaton col botto, con un ruolo quasi biografico. L'attore compensa i suoi anni d'assenza con un solo film, con un'interpretazione dalle mille sfaccettature: comica, dolente, triste, intima. Candidatura e premi più che meritati. Anche per Emma Stone candidatura agli Oscar più che meritata, conferma il suo eclettismo e la sua capacità di diventare strumento del regista, dando comunque una lettura personale ed originale del ruolo. Mitico l'attore vanaglorioso di Edward Norton. Iñárritu è uno dei registi più originali del panorama mondiale, i suoi film non deludono quasi mai.
La storia di Riggan si conclude con un ritorno al passato: raggiungere la fama, cercare di andare oltre i blockbuster, non è quello il suo mondo. Riggan sceglie di elevarsi sopra tutti trovando, finalmente, la sua libertà.

Il trailer:




Consigliato: Assolutamente sì


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sabato 19 aprile 2014

Recensione Flash: Diana - La storia segreta di Lady D


Anno e Nazione di Produzione: Gran Bretagna, Francia, Belgio, Svezia, Mozambico 2013

Titolo Originale: Diana

Distribuzione in Italia: BIM

Genere: Biografico

Durata: 113 minuti

Cast: Naomi Watts, Naveen Andrews, Juliet Stevenson, Douglas Hodge, Geraldine James

Regista: Oliver Hirschbiegel

Il marito di un'amica viene ricoverato urgentemente, la principessa del Galles, lady Diana, accorre per starle vicino. A soccorrere e operare l'uomo uno dei più giovani e promettenti cardiochirurgi in Inghilterra, Hasnat Khan. In balia della gogna mediatica creatasi dopo le indiscrezioni sulla separazione dal principe Carlo, Diana vede in Hasnat la sua possibilità di ricominciare una nuova vita. La loro relazione durerà due anni, ma purtroppo come molte volte è già capitato nella vita di lady Diana, anche la relazione col pachistano Hasnat non avrà il lieto fine.
Il regista Oliver Hirschbiegel dopo il film su Hitler e la serie TV sui Borgia, decide di puntare la macchina da presa sul "brand" Lady D, che tanto ancora appassiona e attira. Il film sembra più adatto alla TV che al cinema infatti la Diana di Naomi Watts sembra una liceale in libera uscita con licenza di "rimorchio", un'imitazione troppo scialba e prevedibile ideata per narrare i suoi ultimi anni. Naveen Andrews, che interpreta il medico pachistano, vedo che non ha ancora imparato a recitare, fatta eccezione per il suo ruolo ne Il Paziente Inglese. Comunque gli attori hanno fatto quel che hanno potuto perché è proprio la regia e l'impostazione del film che è sbagliata, patetica e priva di originalità. Nulla di che meravigliarsi se Rotten Tomatoes gli da un 8% di gradimento!
Sappiamo tutti che la principessa "vende" ancora molto, ma se il risultato doveva essere un film come questo, penso che il pubblico avrebbe preferito immaginare o, semplicemente, ignorare quel po' di privato che era rimasto della vita di lady D.

Il trailer:



Consigliato: No


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mercoledì 6 novembre 2013

Recensione Flash: Two Mothers



Anno e Nazione di Produzione: Francia, Australia 2013

Titolo Originale: Adore

Distribuzione in Italia: BIM Distribution

Genere: Drammatico

Durata: 100 minuti

Cast: Naomi Watts, Robin Wright, Xavier Samuel, James Frecheville, Ben Mendelsohn

Regista: Anne Fontaine

Roz e Lil sono amiche fin da piccole. Inseparabili, hanno condiviso quasi tutto. Non avrebbero mai immaginato però che un giorno l'una si sarebbe innamorata del figlio dell'altra. Succede che il marito di Roz, Harold, accetta un lavoro a Sidney. I quattro continuano a vivere le loro vite come sempre, fino a quando il figlio di Roz, Tom, sorprende la madre con il figlio di Lil, Ian. Qualche giorno dopo, Lil e Tom li seguiranno.
Sicuramente l'ultimo film di Anne Fontaine è diverso dai suoi precedenti. La regista di origini lussemburghesi decide di scandalizzare, di essere originale e dall'opera "Le Nonne" di Doris Lessing confeziona questo film che definire patinato è riduttivo. La storia sicuramente è affascinante, solletica quel dark side che, preoccupati, tutti si affannano a nascondere o a mettere a tacere. E anche le dinamiche tra i quattro protagonisti avvincono: la prima coppia a formarsi è quella di Roz e Ian, tra le due quella alla cui base c'è davvero un sentimento. Lil e Tom iniziano ad amarsi di riflesso e per vendetta, e la loro coppia è anche la meno forte, quella che destabilizzerà sempre l'altra. I quattro dapprima cercano di mettere fine alla cosa, non riuscendoci si costruiscono la loro nuova quotidianità, la loro normalità. Sono chiusi al mondo esterno, si influenzano a vicenda e si tradiscono. Un giorno, la "vera" normalità busserà alla loro porta e momentaneamente dovranno separarsi.
Tra Naomi Watts e Robin Wright ho preferito la seconda, mi ha trasmesso di più ed è l'unica che realmente tra le due fa percepire allo spettatore il suo cambiamento, il suo invecchiare nel corso della vicenda. Xavier Samuel e James Frecheville hanno recitato col corpo infatti la regista focalizza l'attenzione sulla loro fisicità, sulla loro giovinezza da contrastare alla "maturità" delle loro madri. Belli e bravi (at)tentatori delle splendide quarantenni.
Il film della Fontaine vorrebbe scandalizzare ma ciò che ottiene alla fine è una storia tormentata e un po' prevedibile come se la regista si aspettasse, quasi come fosse un obiettivo da centrare, il dito accusatore verso il grande schermo dello spettatore. Forse la Fontaine ha avuto paura di esagerare e si è data una calmata.
Come quella zattera in mezzo al mare, così le due coppie a fine film vorranno chiudersi nel loro mondo e rigettare chi cerca di intromettersi. Anche lo spettatore.

Il trailer:


Consigliato: Nì

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domenica 3 marzo 2013

Recensione Flash: The Impossible


Anno e nazione di produzione: USA, Spagna 2012

Distribuzione in Italia: Eagle Pictures

Genere: Drammatico

Durata: 114 minuti

Cast: Naomi Watts, Ewan McGregor, Tom Holland, Geraldine Chaplin

Regista: Juan Antonio Bayona

Henry, sua moglie Maria e i loro tre figli decidono di trascorrere le vacanze di Natale in Thailandia. Henry sta avendo problemi a lavoro e quindi una vacanza, per la famiglia, è proprio quello che ci vuole. Arrivati al resort Orchid Beach, sono subito catturati dalla bellezza del posto e dimenticano i loro problemi. Il 26 dicembre Henry, Maria e i bambini decidono di trattenersi in piscina, gli altri ospiti del resort invece vanno in spiaggia per godersi lo splendido mare thailandese. Il mare, però quel giorno trascinerà via con sé parte delle vite di tutti.
Juan Antonio Bayona dopo l'apprezzato horror The Orphanage, si misura con l'orrore di cui, purtroppo, è capace la natura. I primi venti minuti del film sono di un'ingenuità a volte ridicola: la musica, le immagini, il non detto fanno presagire già la catastrofe imminente. Il film, che racconta del terribile tsunami del 2004 in Thailandia, è basato sulla storia vera di una famiglia spagnola (nel film per esigenze di mercato anglo-americana); ovviamente ben poco è lasciato all'immaginazione dello spettatore quindi l'enfatizzazione, da horror di serie B, del disastro in arrivo Bayona ce la poteva risparmiare. Comunque interessante come il regista ha voluto analizzare la vicenda, mettendo a confronto la piccolezza dell'uomo di fronte la forza della natura. Ma la forza degli esseri umani non è fisica ma d'animo: gli affetti e la solidarietà saranno la soluzione per sopravvivere alla tragedia. La seconda parte del film, ovviamente, commuove e coinvolge. Naomi Watts, martoriata ed esangue, dimentica il glamour degli altri suoi ruoli e convince. Per questo film ha ricevuto la nomination come Miglior Attrice Protagonista agli Oscar di quest'anno. Ewan McGregor è un ottimo gregario. Chi stupisce è sicuramente Tom Holland che interpreta Lucas, il primogenito di Henry e Maria, davvero bravo.

Il trailer:


Consigliato: Nì


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