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martedì 19 aprile 2016

Recensione Flash: Il Quinto Potere


Titolo originale: The Fifth Estate

Anno e nazione di produzione: USA/INDIA 2013

Distribuzione in Italia: 01 Distribution

Genere: Drammatico/Biografico

Durata: 128 minuti

Cast: Benedict Cumberbatch, Daniel Bruhl, Stanley Tucci, Laura Linney, Anthony Mackie, Alicia Vikander, Carice Van Houten, Dan Stevens, David Thewlis, Peter Capaldi, Moritz Bleibtreu

Regista: Bill Condon

"Il coraggio è contagioso": questa è la frase che sentirete spesso pronunciare nella pellicola Il Quinto Potere, uscita nei cinema di tutto il mondo nel 2013 e diretta da Bill Condon.
Di fatto, in questo film vengono narrate tutte le vicende che hanno reso famosissimo il sito web WikiLeaks, creato dall'hacker Julian Assange (qui interpretato dal mitico Benedict Cumberbatch) dieci anni fa.
Non solo: la pubblicazione dei documenti scomodi che hanno messo in crisi, dal 2008 al 2010, soprattutto il governo statunitense, per via dei dossier riguardanti i crimini di guerra perpetrati dai soldati americani in Afghanistan, fa da sfondo all'amicizia tra Assange ed il suo braccio destro, Daniel Domscheit-Berg (Daniel Bruhl).
Osserviamo quindi come le scelte di entrambi i protagonisti abbiano poi influenzato la direzione che WikiLeaks ha infine preso per giungere alla meritatissima gloria e di come poi il loro rapporto sia sfociato nell'odio più totale, portando addirittura Daniel, del tutto sospeso con effetto immediato da Julian, ad attaccare il sito e distruggerlo come ripicca e vendetta nei confronti del suo ex socio.
Nonostante questo, WikiLeaks risorgerà tranquillamente dalle ceneri e continuerà la sua opera di informazione come ha sempre fatto, senza revisioni né edulcorazioni.
Ora, solo gli spettatori più attenti e ben informati riusciranno a capire quali sono le due ragioni per cui Il Quinto Potere sia stato un vero e proprio flop al botteghino: la prima riguarda le fonti su cui la pellicola si basa, ovvero i due libri Inside WikiLeaks. La Mia Esperienza Al Fianco Di Julian Assange Nel Sito Più Pericoloso Del Mondo, scritto proprio da Daniel Domscheit-Berg, e WikiLeaks. La Battaglia Di Julian Assange Contro Il Segreto Di Stato dei due giornalisti del The Guardian Luke Harding e David Leigh.
Non notate niente di strano? E le fonti di Julian per realizzare questo film in un'ottica del tutto imparziale che fine hanno fatto?
Sono stati praticamente interpellati due estranei alla vicenda (Harding e Leigh) ed il nemico n. 1 di Assange, dunque è più che ovvio che ne Il Quinto Potere il protagonista sia solo un uomo perfido, egocentrico, meschino ed egoista (un aspetto della sceneggiatura che il grande Benedict, dopo un lungo scambio di e-mail con il contrariatissimo Assange, ha cercato di cambiare, invano, chissà perché, ottenendo comunque un plauso da Julian per il tentativo).
Un caso, questo, molto simile a quello riguardante lo sviluppo della pellicola Takedown, di cui vi parlai quasi due anni fa nel mio articolo Hacker o Cracker? Te Lo Dice Incursioni!.
La seconda ragione è il boicottaggio del film promosso proprio dal grande Assange, che più volte aveva affermato che gli Stati Uniti, tramite Hollywood e questa pellicola, volevano demolire la sua immagine (qui troverete l'intervista a tal proposito).
Dunque sì, il film è molto interessante e ve lo consiglio, ma va visto dopo essersi prima adeguatamente informati online sulla vicenda, proprio come ho fatto io.
Vi sentite troppo pigri per fare una cosa del genere?
Allora vedete pure direttamente Il Quinto Potere, ma resterete molto colpiti e scioccati dalla scena finale, io vi ho avvisato! =P
Buona visione!

Il trailer:


Consigliato: Sì

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mercoledì 3 febbraio 2016

Recensione Flash...Oscar 2016: Il caso Spotlight


Anno e Nazione di Produzione: USA 2015

Titolo originale: Spotlight

Uscita nelle sale: 18 febbraio

Distribuzione in Italia: BIM

Genere: Drammatico

Durata: 128 minuti

Cast: Michael Keaton, Rachel McAdams, Mark Ruffalo, Stanley Tucci, Liev Schreiber, John Slattery, Brian d'Arcy James, Billy Crudrup

Regista: Tom McCarthy

Boston, 2001. Al Boston Globe arriva un nuovo direttore editoriale. Alla ricerca di storie interessanti per rilanciare il giornale, che si  è trasformato in un gazzettino provinciale, Marty Baron affida una scomoda inchiesta al gruppo Spotlight, una redazione a parte del quotidiano che si occupa di storie difficili. Da decenni ormai, si susseguono denunce, ed insabbiamenti da parte della Chiesa, riguardo casi di molestie sessuali perpetrati da preti verso vittime adolescenti. Boston, tra le città più cattoliche degli Stati Uniti, sicuramente non renderà facile la ricerca al gruppo Spotlight che, dopo due anni di investigazioni, scoprirà più di seicento casi di abusi e mille preti pedofili. Camminavano tra sopravvissuti ed aguzzini.


Tratto da vicende realmente accadute, Spotlight, al di là delle nomination individuali agli Academy Awards 2016, è un film corale. Come il gruppo di giornalisti ha lavorato insieme per arrivare alla verità (e che vinse il premio Pulitzer nel 2003 per la Miglior inchiesta investigativa), così il team di attori ha collaborato in sinergia con regista e sceneggiatore per restituire allo spettatore, intatti, il clima di quel periodo, la passione per il lavoro di giornalista, il totale sconcerto verso la vicenda. 
Con Spotlight riscopriamo una delle utilità del cinema, che oltre ad essere un passatempo piacevole è anche mezzo di informazione: il caso di Boston ebbe grande risonanza all'epoca, ma se chiedessimo oggi a qualcuno se ne ricorda gli accadimenti, la risposta sarebbe negativa. Ecco il plauso al film: non far dimenticare, non ignorare, informare, sapere. Perché ci sono state vite spezzate, perse in alcool, droga e che hanno visto la morte come unica via di fuga. Non si può dimenticare. 
Tutto il cast davvero valido ed in parte, la nomination dovrebbe essere al gruppo. La regia di Tom McCarthy svela efficacemente, con azzeccate scelte registiche e ritmo serrato ed incalzante, allo spettatore quanto la Chiesa fu complice, quanto fu opprimente la sua presenza, un'entità costante e fissa. Il volto troppo umano di Dio. Sicuramente non un film facile, ma che doveva essere fatto. Da vedere assolutamente.

Il trailer:


Consigliato: Assolutamente sì

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lunedì 17 agosto 2015

Recensione Flash: Le regole del caos


Anno e Nazione di Produzione: Gran Bretagna 2015

Titolo originale: A little chaos

Distribuzione in Italia: Eagle Pictures

Durata: 112 minuti

Genere: Drama/Romance

Cast: Kate Winslet, Matthias Schoenaerts, Alan Rickman, Stanley Tucci, Helen McCrory, Jennifer Ehle

Regista: Alan Rickman

André Le Notre, capo giardiniere di Versailles, è incaricato dal Re Sole di assumere qualcuno per la costruzione del "giardino roccioso", un piccolo anfiteatro nel verde immenso della nuova reggia. La prescelta è Sabine de Barra, vedova e giardiniera, la cui passione è diventata lavoro. Diversi, eppure così simili, André e Sabine lavoreranno fianco a fianco per sorprendere il Re, che troverà nel caos creativo di Sabine il giusto coronamento della nuova dimora reale. E sorprenderanno se stessi, scoprendo la loro capacità di rifiorire alla vita.
Seconda regia dell'attore inglese Alan Rickman, che sceglie la Francia e Versailles come location per una nuova storia da raccontare. Arricchisce le vicende di André Le Notre, realmente esistito ed interpretato da Matthias Schoenaerts, romanzandole col personaggio di Sabine, che ha il volto di Kate Winslet, grande amica di Rickman. Molto curate ambientazioni, ricostruzione storica e fotografia, ma la storia risente del troppo spazio dato ai drammi dei due protagonisti che ancorano il film ad un po' di noia. Molto buona l'interpretazione di Kate Winslet, e mi sono piaciuti anche Stanley Tucci e Alan Rickman. Spenta la prova di Schoenaerts, passivo e trascinato dagli eventi. Bello ma non troppo.

Il trailer:



Consigliato: Nì


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martedì 3 febbraio 2015

Recensione Flash: Transformers 4 - L'Era Dell'Estinzione


Titolo originale: Transformers: Age Of Extinction

Anno e nazione di produzione: USA 2014

Distribuzione in Italia: Universal Pictures

Genere: Azione/Fantascienza/Avventura

Durata: 166 minuti

Cast: Mark Wahlberg, Nicola Peltz, Jack Reynor, Stanley Tucci, Kelsey Grammer, Sophia Myles, T.J. Miller, Titus Welliver, Li Bingbing

Regista: Michael Bay

Dopo 3 anni, i robot più famosi di tutti i tempi ritornano al cinema!
L'odiato/apprezzato Michael Bay ha sfornato da poco il quarto sequel (sarebbe più azzeccato definirlo newquel, più avanti vi spiegherò il perché) di una saga fortunata che ha da sempre appassionato grandi e piccoli: ovviamente sto parlando di Transformers 4: L'Era Dell'Estinzione.
In questa nuova avventura, ambientata 5 anni dopo la terribile battaglia tra Autobot e Decepticon a Chicago, osserviamo la spietatissima caccia ai robot condotta da vari membri della CIA, capitanati dal glaciale Harold Attinger, interpretato da Kelsey Grammer (noto per la sua interpretazione di Bestia adulto nella saga cinematografica di X-Men), ed aiutati da un terribile e misterioso robot cacciatore di taglie, chiamato Lockdown. Questo team speciale non fa distinzioni: infatti distrugge sia robot buoni che cattivi, nonostante tutto il bene che gli Autobot hanno fatto per la Terra. Di fatto, gli ultimi rimasti di questa schiera si nascondono dove possono, ormai del tutto delusi dagli umani e frustrati da questo nuovo regime di terrore.
Nel frattempo, in Texas, l'inventore fallito Cade Yeager, interpretato da Mark Whalberg, ritrova un vecchio camion ammaccato e decide di prelevare i pezzi ancora funzionanti per tirare avanti e pagare gli studi per la sua giovane figlia Tessa, interpretata da Nicola Peltz. Tuttavia, l'impulsivo texano non si aspetta minimamente che il camion da lui ritrovato non sia affatto un camion: infatti, esso è il malandato Optimus Prime, leader degli Autobot, ferito ed esausto per la lunga caccia condotta dalla CIA per catturarlo.
Cade, per dimostrare all'Autobot diffidente di non essere come quegli uomini, decide di aiutarlo e ripararlo, ma questo non farà altro che attirare su di lui il team speciale dell'agenzia governativa e lo stesso Lockdown che, più di tutti, pretende di mettere le mani su Optimus per un'oscura ragione.
Il possente robot e difensore della Terra decide quindi di chiamare a raccolta tutti i suoi vecchi amici e compagni d'armi rimasti, e capire cosa sta accadendo e come difendere i suoi nuovi amici umani da un'imminente minaccia, proveniente non da altri robot, bensì dagli stessi umani e, nello specifico, dal famoso e ricchissimo inventore Joshua Joyce, interpretato da Stanley Tucci.
Cosa accadrà dunque? Il pianeta Terra sarà pronto a fronteggiare una nuova minaccia, dopo il caos della battaglia di Chicago? Ma soprattutto, cosa cercano Lockdown e Joyce? Quali sono i loro intenti?
Non posso definirmi un accanito fan di questa saga cinematografica (posso però dire di essere sempre stato fan dello spin-off animato di questa serie, ovvero Transformers Beast Wars: Biocombat), ma, sebbene io abbia apprezzato il primo ed il secondo film e gradito il terzo, questo quarto film, vuoi per il cambiamento totale del cast umano (ecco perché abbiamo a che fare con un newquel), vuoi per la durata a mio parere troppo lunga della pellicola, sarebbe stato, a mio parere, più interessante se fosse stato meno pesante (proprio a causa della durata) e meno caotico di quanto non sia.
Ciononostante, un aspetto che ho apprezzato parecchio è stato quello riguardante la prima apparizione cinematografica dei Dinobot (d'altronde, non sarei stato un fan dei Biocombat!), davvero ben realizzati e ben riusciti.
Quindi, se proprio volete vedere questa pellicola, inizio di una nuova trilogia cinematografica, da come si può ben capire vedendone il finale, munitevi di grande pazienza e pensate che sarà un sacrificio sopportabile per essere preparati al quinto film, in arrivo nel 2016.
Buona visione!

Il trailer:


Consigliato: Nì

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mercoledì 22 gennaio 2014

Recensione Flash: Percy Jackson E Gli Dei Dell'Olimpo: Il Mare Dei Mostri


Anno e nazione di distribuzione: USA 2013

Titolo originale: Percy Jackson: Sea Of Monsters

Genere: Fantasy/Avventura

Durata: 106 minuti

Cast: Logan Lerman, Brandon T. Jackson, Alexandra Daddario, Douglas Smith, Leven Rambin, Jake Abel, Grey Damon, Stanley Tucci, Nathan Fillion, Anthony Head, Robert Maillet, Derek Mears, Daniel Cudmore

Regista: Thor Freudenthal

Il semidio più famoso e "moderno" di tutti è tornato!
Percy Jackson, figlio mezzosangue di Poseidone, uno dei tre dei più antichi e potenti, ritorna a combattere in questo secondo capitolo, basato sull'omonimo romanzo della saga composta da cinque libri di Rick Riordan, per fronteggiare la potenziale catastrofe verso la quale sta andando il Campus Mezzosangue, l'unico luogo sicuro per tutti i figli semidei delle divinità dell'Olimpo sulla Terra.
Di fatto, l'albero di Talia, la figlia mezzosangue di Zeus sacrificatasi per aiutare i suoi amici a raggiungere il Campus sette anni prima dell'arrivo di Percy e trasformata dal padre in un magico arbusto, viene infettato perdendo i suoi poteri protettivi e causando quindi l'abbassamento della barriera difensiva intorno all'area sicura.
Il primo attacco da parte di un Toro della Colchide viene sventato in extremis da Percy, ma la situazione peggiorerà sempre più se non si correrà ai ripari cercando, come suggerito da Annabeth, la migliore amica di Percy, il Vello d'Oro, unico manufatto in grado di ristabilire la protezione del Campus guarendo l'albero di Talia.
Il problema più grande è che il Vello è celato nel terribile Mare Dei Mostri, la zona che gli umani ordinari chiamano Triangolo Delle Bermuda, e solo con l'aiuto di un satiro verrà ritrovato.
Percy dovrà dunque appoggiarsi al riluttante Grover, il suo mitico satiro protettore, ad Annabeth e Tyson, un ciclope anch'egli figlio di Poseidone e quindi fratellastro di Percy.
I quattro si ritroveranno a fronteggiare Clarisse, battagliera figlia di Ares ed acerrima rivale di Percy, che vorrà arrogarsi il diritto di essere lei la salvatrice del Campus Mezzosangue, e scopriranno chi c'è dietro a tutto questo immenso caos, un antico rivale di Percy che prova ancora rancore nei confronti degli dei: Luke figlio di Ermes.
Riuscirà Percy a sconfiggere nuovamente Luke, stavolta appoggiato da un antichissimo e potentissimo potere primordiale, o causerà la fine degli dei olimpici, come profetizzato dall'Oracolo di Delfi?
Il secondo film della saga di Percy Jackson si differenzia dal capitolo precedente poiché la comicità del primo viene stemperata dall'altissima tensione del capitolo successivo, dove i protagonisti abbandonano del tutto la sicurezza dell'età pre-adolescenziale e fronteggiano i rischi ben più elevati del mondo degli adulti, dove la posta in gioco non è solo l'evitare i pericoli di un capriccio divino, ma salvare l'intera umanità e gli dei stessi dalla distruzione.
Un film ben riuscito e adattato in maniera molto fedele al libro, con Chris Columbus solo in produzione stavolta, con la solita originalità nel piazzare luoghi ed esseri mitologici in altrettanto originali luoghi moderni.
Vi auguro quindi buona visione ed attendiamo con impazienza il terzo film, La Maledizione Del Titano, in arrivo entro il 2015.

Il trailer:


Consigliato: Sì

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sabato 14 settembre 2013

Recensione Flash: Disastro A Hollywood


Titolo originale: What Just Happened?

Anno e nazione di produzione: USA 2008

Genere: Commedia/Drammatico

Durata: 107 minuti

Cast: Robert De Niro, Catherine Keener, Stanley Tucci, John Turturro, Michael Wincott, Robin Wright, Kristen Stewart, Peter Jacobson, Bruce Willis, Sean Penn, Moon Bloodgood

Regista: Barry Levinson

Difficilmente rivedrete Hollywood così sul grande schermo: Disastro A Hollywood è una commedia dai toni molto amari che riesce perfettamente a delineare tutti i grandissimi difetti dell'industria cinematografica americana, capace "di divorare i propri figli", come lo stesso Bruce Willis afferma durante il funerale di un famoso agente suicida nel film, se non si è in grado di reggerne l'enorme peso.
Il tutto lo si osserva attraverso la vita di Ben, un famoso e potente produttore hollywoodiano, interpretato da Robert De Niro, che si barcamena tra due ex mogli, due figli piccoli e una figlia adolescente interpretata da Kristen Stewart, molto amata dal padre che la vede ancora come la sua bambina, dipendente dalle droghe poiché aveva una relazione proprio col suddetto agente suicida, noto dongiovanni tossicodipendente in vita, come molti altri del mestiere.
A rincarare la dose, ci sono due enormi problemi che minano la carriera di Ben: Jeremy Burnell, regista cocainomane ed ipersensibile, interpretato da Michael Wincott (Guy di Guisborne in Robin Hood: Principe Dei Ladri e Top Dollar in Il Corvo, per citarne alcuni), ha realizzato un film mediocre, con protagonista l'attore Sean Penn, che rischia di infangare ancor di più il nome di Lou Tarnow, la finanziatrice del film, poiché nella scena finale il cane del protagonista viene sparato in testa.
Il secondo problema invece riguarda Bruce Willis, ingaggiato in un nuovo film per un cifra esorbitante che, pochi giorni prima delle riprese, rischia di mandare a monte tutto il progetto per i suoi capricci: si presenta sul set notevolmente ingrassato e, peggio ancora, con una lunga barba che non vuole tagliare perché ci si è affezionato.
Riuscirà Ben a salvare i due progetti a rischio, oppure verrà inevitabilmente buttato fuori dal mondo di Hollywood?
Robert De Niro non si smentisce mai: la sua bravura nell'impersonare ruoli sempre diversi fa reggere in piedi questo alquanto traballante film, ricco di superstar ma al tempo stesso povero di contenuti e a lungo andare pesante, nonostante il forte messaggio critico e satirico che vuole trasmettere.
Come già detto, Hollywood è stata descritta senza pudore, con sincerità, e per questa ragione il film lascia l'amaro in bocca pensando a quanti attori, produttori, registi, sceneggiatori vivano la loro vita nell'ipocrisia più totale.
Consigliato a chi non sa ancora bene cosa vuol dire entrare nel mondo dello spettacolo.

Il trailer:


Consigliato: Nì

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domenica 11 agosto 2013

Recensione Flash: Il Cacciatore Di Giganti


Anno e nazione di produzione: USA 2013

Titolo originale: Jack The Giant Slayer

Distribuzione in Italia: New Line Cinema, Legendary Pictures, Warner Bros. Pictures, Original Film, Bad Hat Harry Productions, Big Kid Pictures

Durata: 114 minuti

Cast: Nicholas Hoult, Eleanor Tomlinson, Ewan McGregor, Stanley Tucci, Ian McShane, Bill Nighy, Ben Daniels, Eddie Marsan, Warwick Davis, Ewen Bremner

Regista: Bryan Singer

Oltre ai film peplum, tornati di moda ultimamente nel mondo del cinema, un altro trend hollywoodiano è quello delle rivisitazioni delle fiabe e favole che i nostri genitori ci narravano da piccoli.
Abbiamo visto la rivisitazione di Biancaneve, quella sulla vita dei Fratelli Grimm trasformati in cacciatori di streghe e, recentemente, anche di Hansel e Gretel.
Il Cacciatore Di Giganti, invece, come avrete già capito, rivisita la fiaba Jack E La Pianta Di Fagioli, un famoso racconto popolare inglese tramandato oralmente di generazione in generazione per molti secoli, che appunto narra le vicende di un giovane contadino che, al mercato, in cambio di un cavallo o una mucca, riceve dei fagioli magici. La semina di questi prodigiosi legumi provoca la crescita di una gigantesca pianta che arriva fino in cielo, in una terra incantata abitata da un terribile gigante a cui Jack (o Giacomo, come tradotto varie volte in italiano) riesce a rubare vari oggetti di valore, finché il gigante, nel tentativo di fermarlo, si arrampica sulla pianta ma muore a causa della caduta, dovuta all'abbattimento della pianta da parte del giovane astuto.
La rivisitazione del film da parte dell'"X-Men Lover" Bryan Singer sta nella moltiplicazione dei giganti, da uno ad un intero popolo, famoso per aver già attaccato la Terra in passato, depredando e mangiando gli umani, assalendo in particolare il regno di Cloister, il cui leggendario re, Eric, riuscì a sconfiggerli tramite una corona magica, creata col sangue nero di un gigante, e costringendoli a tornare da dove erano venuti.
Dopo tanti anni, il giovane Jack, involontariamente, farà nascere nuovamente l'immensa pianta, dando ai giganti, capitanati dal malvagio Fallon, la possibilità di vendicarsi del torto subito. Il ragazzo dovrà inoltre salvare la principessa Isabelle, prigioniera dei giganti, e trovare il modo di sconfiggerli una volta per tutte. Riuscirà nella stessa impresa di re Eric, dimostrando che anche se non si è di nobili natali si può essere nobili d'animo, oppure crollerà nel tentativo, anche a causa di un misterioso traditore nella corte di re Brahmwell, padre di Isabelle?
Rispetto alle altre rivisitazioni, rese perlopiù adatte ad un pubblico adulto, questo film mantiene un certo equilibrio, mai sbilanciandosi verso il "troppo infantile" o "troppo adulto": di fatto, se da una parte osserviamo la grande stupidità dei giganti, dei rozzi esseri alquanto comici, dall'altro vediamo come sboccia man mano l'amore tra Jack ed Isabelle, in barba a tutte le leggi riguardanti l'impossibilità, da parte di un membro della famiglia reale, di sposarsi con un popolano.
Un film, quindi, perfetto per passare una bella serata in famiglia, senza troppi pensieri per la testa.
Vi auguro buona visione!

Il trailer:


Consigliato: Sì

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mercoledì 27 marzo 2013

Il fenomeno The Hunger Games


Dopo l'esperienza "Twilight" avevo deciso di stare lontana dai film per young adult, come li chiamano negli USA, e di fare la spettatrice seria. Dedicarmi ai grandi registi e magari andare a qualche rassegna di film "per pochi eletti", corredati di sottotitoli che fanno tanto intellettuale della rive gauche.
Ma, sì c'è un ma, la mia anima adolescenziale non ha resistito al fenomeno The Hunger Games. A convincermi anche la presenza nel film di Jennifer Lawrence: la giovane attrice, che in Hunger Games interpreta la protagonista Katniss Everdeen, è sicuramente quella che in quest'ultimo periodo ha conquistato entusiastici riconoscimenti per la sua bravura. E non dimentichiamoci l'Oscar vinto nel febbraio scorso per il ruolo interpretato ne Il Lato Positivo. Jennifer ovviamente ha conquistato anche me, quindi potevo ignorarla in un film che ha incassato, globalmente, più di seicento milioni di dollari? Direi di no.


Prima che un film, The Hunger Games è una trilogia, scritta da Suzanne Collins. Come per la trilogia della Meyer, anche il successo di quest'ultima è legato alla grande risonanza che la versione cartacea ha avuto, globalmente. Il primo libro della saga fu pubblicato con una tiratura di 200.000 mila copie, ma il successo fu strabordante. Così il libro fu tradotto in ventisei lingue e pubblicato in quaranta nazioni. Definito best seller dal New York Times, recensito positivamente dallo scrittore del brivido Stephen King, la casa di produzione cinematografica Lions Gate acquista i diritti per girare i film.


La Collins non ha ricoperto una creatura soprannaturale di brillantini e l'ha ficcata nel triangolo amoroso più noioso mai esistito, ma ha scritto di una realtà distopica in un lontano futuro, con le sue regole, le sue storture. Un mondo vicino a quello reale, quello che noi viviamo ogni giorno, come il nostro anche la realtà della nazione di Panem si regge su un fragile equilibrio.
La scrittrice ha raccontato che l'ispirazione per scrivere la saga l'ha attinta da diversi luoghi, letterari e non: il mito di Teseo e il minotauro per l'antica punizione dei Tributi che i governanti di Panem infliggono ai dodici distretti a loro assoggettati. I ragazzi scelti, giunti a Capitol City, la capitale, dovranno partecipare agli Hunger Games. E il vincitore sarà solo uno.


La guerra in Vietnam, che la scrittrice ha vissuto in prima persona, visto il coinvolgimento del padre e gli ormai onnipresenti reality show e i loro pazzeschi meccanismi di alleanze e finzioni. Di riflesso ritroviamo tutto, nei libri e nel film.
La Lions Gate e la Warner Bros sapevano di avere tra le mani un nuovo successo, appena acquistati i diritti si mettono subito al lavoro per scrivere la sceneggiatura ed iniziare i casting. Chi saranno i protagonisti del nuovo fenomeno mondiale? La più perplessa ad accettare il ruolo in Hunger Games è stata proprio Jennifer Lawrence: sapeva che la sua vita sarebbe radicalmente cambiata e la sua immagine sarebbe stata legata a quella di Katniss, ma ehi se ce l'ha fatta miss Espressività (Kristen Stewart) la Lawrence non avrebbe dovuto nemmeno preoccuparsi. Accetta ed entra in squadra. Con lei Liam Hemsworth che interpreta Gale e Josh Hutcherson che interpreta Peeta.


Come da copione i fan della saga, da ogni parte del mondo, hanno protestato per il consueto stravolgimento nel passaggio dal libro al film. La trama è stata semplificata in alcuni punti per  rendere più dinamico il film e mantenere costante l'apporto di tensione. Perché trascorsa la prima parte del film, quella delle alleanze e dell'adattamento di Katniss alla realtà di Capitol City così diversa da quella del suo distretto, si inizia a giocare. Con la vita.
La ragazza di fuoco, la prima ad essersi offerta volontaria per il distretto 12, dimostrerà di saper infuocare il pubblico del reality show e di fare gioco di squadra con Peeta anche se molti, compreso il presidente Snow, considera quelli dei distretti più periferici degli underdogs (sfavoriti).


Insieme ai tre protagonisti nel cast ci sono anche Donald Sutherland, il glaciale presidente Snow, Woody Harrelson che interpreta Haymitch Abernathy, il mentore dei due ragazzi del distretto 12, il cantante Lenny Kravitz nel ruolo dello stilista (e fautore del successo mediatico di Katniss) Cinna e Stanley Tucci nei panni dell'eccentrico presentatore Caesar Flickerman.


Anche se le riprese sono state molto impegnative (Jennifer Lawrence ha raccontato di tante giornate trascorse nei boschi a girare in mezzo al fango e ad animali di ogni genere; la sera, una volta tornata nella sua roulotte non aveva nemmeno la forza di farsi una doccia e così si ripresentava la mattina dopo, ricoperta di terra e sangue finto, già pronta per girare senza passare al trucco!) il film di Gary Ross ha ottenuto il successo sperato, superando il budget di 78 milioni di dollari, speso per la sua realizzazione. Al primo week end nelle sale la prima parte della trilogia di Hunger Games ha incassato 152 milioni di dollari, una cifra da record!
The Hunger Games non è una superficiale teen saga: i produttori statunitensi hanno capito che ciò che il pubblico giovane vuole vedere al cinema, oltre alla classica storia d'amore (a due o a tre è indifferente), sono personaggi diversi che si ribellano e che agiscono, che cercano di cambiare la realtà con la forza delle menti, che si sottraggono alla macchinazioni (politiche, sociali e dei media) decidendo e pensando con la propria testa.
Il nuovo capitolo della saga cinematografica, La Ragazza Di Fuoco, con tutto il cast riconfermato, è atteso nelle sale per il 22 novembre 2013.
Nell'attesa, che la fortuna possa essere sempre a vostro favore.




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