Visualizzazione post con etichetta BBC. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta BBC. Mostra tutti i post

sabato 16 aprile 2016

Recensione Flash: Mr. Holmes: Il Mistero Del Caso Irrisolto


Titolo originale: Mr. Holmes

Anno e nazione di produzione: UK/USA 2015

Distribuzione in Italia: Videa

Genere: Drammatico/Poliziesco/Giallo/Noir

Durata: 104 minuti

Cast: Ian McKellen, Laura Linney, Milo Parker, Hiroyuki Sanada, Roger Allam, Frances De La Tour, Nicholas Rowe

Regista: Bill Condon

Sherlock Holmes è uno dei personaggi più rappresentati della storia del cinema e delle TV mondiali: l'abbiamo visto in tutti gli stili più svariati, dal classico investigatore della Londra dell'800 al più recente ed originalissimo Sherlock della BBC interpretato dal grande Benedict Cumberbatch, di cui in precedenza abbiamo parlato abbondantemente in due articoli, quello sulle prime due stagioni e quello sulla terza, nonché sullo Special natalizio del 2015, e le cui riprese della season 4 sono finalmente cominciate ad aprile 2016.
Ebbene, proprio in virtù di queste numerosissime trasposizioni sul grande e piccolo schermo, il mio interesse per le opere dedicate al consulente detective, nato dalla penna di Sir Arthur Conan Doyle, è divenuto alquanto selettivo, soffermandosi solo su adattamenti originali, come appunto Sherlock.
Va da sé dunque che non potevo assolutamente farmi scappare l'occasione di vedere Mr. Holmes: Il Mistero Del Caso Irrisolto, realizzato sempre dalla BBC, questa volta BBC Films, e basato sul libro del 2005 A Slight Trick Of The Mind dell'autore Mitch Cullin.
Il perché è molto semplice: si tratta del primissimo lavoro dedicato alla vecchiaia del grande Sherly, tra l'altro impeccabilmente interpretato dal mitico Sir Ian "Gandalf-Magneto" McKellen!
Di fatto, osserviamo come il detective, ormai giunto alla veneranda età di 93 anni, si sia ritirato in solitudine nella sua casa di campagna nel Sussex, dedicandosi giornalmente alle sue amati api e venendo accudito dalla sua governante, Mrs. Munro (Laura Linney), e da suo figlio, il piccolo Roger (Milo Parker).
Oramai solo, per via della perdita dei suoi vecchi amici e parenti più cari, ovvero John Watson, suo fratello Mycroft e Mrs. Hudson, Holmes comincia la sua frenetica ricerca della memoria, oramai gravemente deteriorata dalla vecchiaia, poiché non riesce più a ricordare la ragione esatta della sua scelta di abbandonare la sua amatissima professione, come conseguenza di un grave evento funesto collegato al suo ultimo caso, anch'esso finito nell'oblio.
Man mano, dopo i tentativi falliti di provare a migliorare le sue facoltà intellettive prima con la pappa reale delle sue api e poi con il pepe del Sichuan, dopo un lungo e faticoso viaggio in Giappone, Sherlock riuscirà a ricordare tutto solo grazie all'aiuto del piccolo Roger, a cui si è affezionato e che lo sprona sempre più a scrivere tutto e a svelare la verità sull'indagine finita male, la cui ultima traccia rimasta al momento è solo la solita versione edulcorata del fidato Watson che, in questo caso particolare, per l'amore fraterno che lo univa al collega, preferì distorcere la vicenda ed inventarsi un altro finale.
Le domande saranno molte, ma le più importanti in assoluto saranno solo due: cos'è successo esattamente di tanto grave nell'ultimo caso accettato da Holmes? E perché l'investigatore ha preferito addirittura ritirarsi a vita privata?
Nonostante l'interessantissima trama non sia delle più attive (non gliene faccio una colpa, dato che non poteva essere diversamente, come capirete vedendo la pellicola), il ritmo del film è molto incalzante e la storia è appunto molto bella, proprio perché finalmente abbiamo un ritratto inedito del sociopatico funzionale per eccellenza, oramai anziano e preda dei rimorsi, rimorsi che lo porteranno verso il suo cammino di redenzione, alla riscoperta di quei sentimenti che aveva sopito da troppo tempo.
Del cast nulla da eccepire, tutti azzeccati, dal primo all'ultimo, soprattutto Mr. McKellen ovviamente, bravissimo nell'impersonare non tanto lo Sherlock più giovane dei flashback, bensì quello ultranovantenne e pieno di acciacchi, con la toccante interpretazione della disperata e forsennata frustrazione del protagonista quando tenta, il più delle volte invano, di ricordare il passato.
Veramente un'ottima pellicola che consiglio a tutti, soprattutto agli amanti dei gialli e, naturalmente, del grande Sherly, qualsiasi sia la sua età o l'epoca in cui vive.
Buona visione!

Il trailer:


Consigliato: Sì

INCURSIONI CINEMANIACHE, seguiteci su:

Fan Page Ufficiale Facebook

Profilo Ufficiale Twitter

giovedì 10 marzo 2016

England Is Born: The Last Kingdom


Bernard Cornwell è e resterà sempre il mio autore di romanzi storici preferito in assoluto.
Di fatto, ad eccezione della saga di Richard Sharpe, che non mi attira granché, dato che il mio periodo storico preferito va dall'Antico Egitto fino al termine del Medioevo nel 1492, di lui ho praticamente letto quasi tutto: l'ho conosciuto tramite la saga Alla Ricerca Del Graal, con protagonista l'arciere inglese Thomas di Hookton, poi sono passato a Il Romanzo Di Excalibur, epopea narrante le vicende di Re Artù tramite gli occhi del giovane guerriero britanno Derfel e, infine, neanche fatto apposta, ho iniziato a leggere qualche mese fa quella che, da molti, è stata definita come "la storia infinita" di Cornwell, ovvero proprio Le Storie Dei Re Sassoni, al momento giunta al nono libro, Warriors Of The Storm, da me terminato qualche giorno fa ed uscito ad ottobre nel Regno Unito, mentre in Italia siamo ancora fermi al settimo, Re Senza Dio, dato che Longanesi, casa editrice italiana dei libri di Bernard, non ha ancora in programma le traduzioni degli ultimi due romanzi.
Non potete dunque neanche lontanamente immaginare con quale grandissimo stupore ho accolto la notizia dell'arrivo, ad ottobre 2015, di una serie TV, basata su questo ciclo di romanzi e prodotta da BBC Two, proprio mentre stavo leggendo il secondo o terzo libro, non ricordo bene.
Con gran trepidazione ho quindi atteso l'arrivo della serie in questi mesi, specie dopo l'annucio del nutrito cast di attori ed attrici, noti e non al grande pubblico e, finalmente, ora potrò dare un giudizio su di essa tramite questo articolo: sto dunque parlando di The Last Kingdom!
Cominciamo prima con una breve sinossi.
La storia viene narrata in prima persona, come avviene sempre nelle opere di Bernard Cornwell, dal giovane Osbert, un ragazzo sassone, secondogenito di Lord Uthred (interpretato dal grande Matthew MacFadyen), aldermanno di Bebbanburg (oggi Bamburgh Castle, nel Northumberland), il fortilizio più imprendibile della Northumbria, durante le primissime invasioni vichinghe della Gran Bretagna tra l'800 e il 900 d.C.
Un giorno, il ragazzo, in compagnia del padre e di suo zio Aelfric (interpretato da Joseph Millson), scorge in lontananza delle vele danesi di fronte al loro castello. Allarmati, Lord Uthred ed Aelfric mandano in avanscoperta alcuni uomini ed Uthred, primogenito dell'aldermanno e fratello maggiore di Osbert.

Da sinistra verso destra: Lord Uthred e Aelfric l'Usurpatore
Ma i vichinghi, capeggiati dal potente Jarl Ragnar, li assalgono, uccidendo Uthred e scatenando le ire di suo padre, che scende in battaglia contro di loro, unendosi agli altri lord della Northumbria in un unico esercito, non prima però di aver fatto ribattezzare Osbert col nome di Uthred, nominandolo ufficialmente come suo nuovo erede.
Fatto ciò, l'aldermanno, freddo con tutti, perfino con i propri cari, decide di portarsi dietro suo figlio in guerra, contro il volere della madre, e lì il giovane Uthred non solo assisterà alla sconfitta dell'esercito sassone ed alla cruenta uccisione di suo padre, il quale verrà inoltre derubato del titolo di aldermanno di Bebbanburg dall'invidioso fratello Aelfric, che bandirà il nipote, il legittimo erede del castello, mettendo una taglia sulla sua testa: Uthred infatti verrà anche rapito dallo Jarl Ragnar, poiché in lui vede un giovane ardimentoso e coraggioso, che non si arrende dinanzi a nessuno.
Da qui cominceranno quindi le avventure e disavventure del ragazzo, interpretato da Tom Taylor, nato sassone e cresciuto come danese, che verrà appunto adottato dal nobile vichingo, divenendo Uthred Ragnarson, impersonato da Alexander Dreymon.

Da sinistra verso destra: il giovane Osbert/Uthred e Uthred adulto
Il ragazzo ripudierà la religione cristiana per abbracciare il culto degli dei di Asgard, divenendo in tutto e per tutto un membro della famiglia di Ragnar, composta da sua moglie e da sua figlia Thyra, nonché dalle persone che più saranno vicine al giovane, ovvero lo stesso Jarl, suo figlio primogenito Ragnar il Giovane, il padre dello Jarl, Ravn, e la sua migliore amica e primissimo amore, ovvero Brida.

Da sinistra verso destra: lo Jarl Ragnar il Vecchio, Ragnar il Giovane, Ravn e Brida
Il primo, interpretato da Peter Gantzler, inizialmente rude nei confronti del ragazzo, gli sarà debitore, decidendo appunto di liberarlo dalla sua condizione di schiavo dei danesi e addirittura di adottarlo come suo figlio, poiché Uthred sarà il solo a dirgli la verità, riguardante il tradimento e la vergogna di Sven, un bambino crudele, figlio di Kjartan, uno dei guerrieri più formidabili di Ragnar. Ma la testimonianza del ragazzo contro Sven e Kjartan scatenerà una catena di eventi tragici e funesti del tutto imprevedibili.
Il secondo, interpretato da Tobias Santelmann, ancor prima che Uthred venisse adottato da suo padre, adorava molto il ragazzo e lo amava già come se fosse realmente suo fratello. Questo fortissimo legame resterà intatto anche dopo molti eventi che separeranno più volte i due.
Il terzo, interpretato dal mitico Rutger Hauer, sarà il primo maestro di Uthred, poiché, nonostante la sua cecità ed anzianità, insegnerà al giovane come vivere nella società vichinga, rispettando le tradizioni e, soprattutto, i superiori, vista la grande irruenza e sfrontatezza del ragazzo.
La quarta, interpretata da Emily Cox, sarà appunto il primo amore di Uthred, ancor di più perché entrambi sono accomunati dal fatto di essere sassoni di nascita e danesi di adozione e, a differenza di ciò che avverrà con Ragnar il Giovane, il loro rapporto sarà saldo fino ad un certo punto, ovvero solo fino al momento di un'importante scelta di vita di Uthred, quando dovrà decidere se essere ancora un danese o tornare ad essere nuovamente sassone, un atroce dubbio che lo allontanerà per sempre dalla ragazza.
E quell'importante scelta di vita del giovane sarà sancita da un solo uomo: Alfredo il Grande, re del Wessex, interpretato da David Dawson, e primissimo precursore, nonché ideatore, di una terra, all'epoca divisa in quatto regni (Wessex, Northumbria, Anglia orientale e Mercia), unita sotto un solo sovrano: l'Inghilterra.

Alfredo il Grande
Infatti, se il pensiero fisso di Uthred è quello di rivendicare una volta per tutte Bebbanburg come sua di diritto, strappandola dalle mani dell'odiatissimo zio Aelfric, il sogno di Alfredo di riunire i quattro reami in una singola monarchia farà rimandare di molto la vendetta del giovane northumbro convertito in danese e l'incontro tra i due cambierà radicalmente le sorti dell'intera isola britannica.
Tuttavia, il loro rapporto avrà molti alti ma, soprattutto, tantissimi bassi, sia per via della fervente fede cristiana del sovrano, che si circonda da sempre di preti ed avvoltoi pronti al guadagno della chiesa, a discapito dei cittadini sassoni, e del totale rifiuto del dio crocifisso da parte di Uthred, che preferisce restare un pagano felice e non un triste schiavo del recente culto di Roma, ma anche a causa dei vari sudditi del re del Wessex e, in particolare, di cinque di loro: padre Beocca, Aethelwold, l'aldermanno Odda il Vecchio, suo figlio Odda il Giovane e il loro guerriero più fedele, Leofric.

Da sinistra verso destra: padre Beocca, Aethelwold, Odda il Vecchio, Odda il Giovane e Leofric
Il primo, interpretato da Ian Hart (il professor Raptor di Harry Potter E La Pietra Filosofale), sarà, nonostante le grandi ritrosie di Uthred verso la sua fede, uno degli amici più fidati del ragazzo, poiché il prete lo vide nascere e crescere, essendo stato un tempo il sacerdote di Bebbanburg, battezzandolo per ben due volte e fuggendo via dalla città, come Uthred, quando Aelfric rivendicò ingiustamente il titolo di aldermanno del castello. Durante le vicende della serie TV, i due si scontreranno più volte su molte questioni, ma alla fine si riappacificheranno sempre, soprattutto nel momento del bisogno, quando Alfredo sarà debole.
Il secondo, interpretato da Harry McEntire, è il nipote di Alfredo e legittimo erede al trono del Wessex, la cui pretesa verrà rifiutata dal Witan, il consiglio dei saggi del regno, a causa della sua condotta licenziosa, dedita al gozzoviglio, il gioco d'azzardo e la fornicazione più sfrenata con belle donne, al quale verrà appunto preferito il piissimo e ben più saggio zio. In seguito a questa scelta, il giovane scapestrato, le cui ben poco nobili attitudini lo accomuneranno varie volte ad Uthred, inizierà a serbare rancore nei confronti del suo parente, cercando in tutti i modi di rubargli la corona.
Il terzo, interpretato da Simon Kunz, è uno degli aldermanni più fidati di Alfredo, un uomo giusto ed onesto che si dimostrerà più volte amico del giovane Uthred, aiutandolo in molti casi.
Stessa cosa però non si potrà dire nel caso del quarto personaggio, cioè suo figlio Odda il Giovane, interpretato da Brian Vernel, il quale non perderà mai occasione di spiattellare il suo forte odio contro il giovane sassone cresciuto dai danesi, nel quale vede rispecchiato il giovane coraggioso e caparbio che lui non sarà mai. Più volte metterà i bastoni tra le ruote ad Uthred, specie quando il legittimo aldermanno di Bebbanburg otterrà, grazie ad Alfredo, la mano di Mildrith, donna che Odda ha sempre amato.
Infine, il quinto, interpretato da Adrian Bower, è il fidato capitano dell'esercito di Odda il Vecchio, al quale sarà affidata, sempre da Alfredo, la supervisione dell'operato di Uthred nell'addestramento delle milizie del Wessex, poiché il ragazzo è il solo a conoscere le tattiche di guerra dei danesi, avendo vissuto accanto a loro per tanti anni. I due, inizialmente freddi l'uno con l'altro, diverranno man mano grandissimi amici e fratelli d'armi e resteranno sempre fianco a fianco in ogni occasione, anche in quelle più funeste.
E le occasioni funeste saranno decretate proprio dai nemici di Uthred, ovvero Kjartan e suo figlio Sven, Ubba, il re dei danesi, Guthrum, fedele alleato di Ubba, e Skorpa (nei libri in realtà si chiama Svein, vai a capire la ragione di questo cambiamento di nome, mah!) del Cavallo Bianco, un potentissimo e crudele Jarl danese.

Da sinistra verso destra: Kjartan e Sven, Ubba, Guthrum e Skorpa
Come già detto prima, la testimonianza del piccolo Uthred contro Kjartan e Sven, interpretati rispettivamente da Alexandre Willaume e da Ole Christoffer Ertvaag da adulto, scatenerà una serie di eventi tragici che spingeranno il giovane danese di adozione a fuggire via con Brida, poiché ricercato per un gravissimo crimine, crimine che lui in realtà non ha mai commesso.
Infatti, il secondo, interpretato Rune Temte, sarà il primo a credere che Uthred sia colpevole, poiché in lui appunto scorre pur sempre sangue sassone e non danese, e, essendo il re, gli darà più volte la caccia, fino all'epico scontro finale.
Il terzo, interpretato da Thomas W. Gabrielsson, è uno dei Jarl più potenti della Danimarca e fedele amico di Ubba, unito ad egli da un timore reverenziale per gli dei, siano essi quelli norreni o il Dio dei romani. Col passare del tempo, il potere di Guthrum crescerà e la sua sete di conquista lo porterà a scontrarsi più volte con Alfredo e, di conseguenza, anche con Uthred.
L'ultimo, interpretato da Jonas Malmsjö, si farà avanti in Gran Bretagna, dopo aver combattuto insieme ad Uthred per una causa comune e quando il potere del Wessex sarà indebolito. Inizialmente amico del giovane sassone/danese, lo tradirà e scatenerà una tremenda faida con il ragazzo.
Ma, come sempre, che cos'è un uomo, senza il sostegno di donne sagge al proprio fianco? E di fatto, dopo Brida, Uthred conoscerà l'amore per altre due ragazze (le prime di tante, se i produttori della serie resteranno fedeli ai libri nelle prossime stagioni): Mildrith ed Iseult.

Da sinistra verso destra: Mildrith e Iseult
La prima, interpretata da Amy Wren, è la figlia adottiva di Odda il Vecchio, che sarà promessa in sposa da Alfredo ad Uthred, al fine di rafforzare l'alleanza del giovane aldermanno di Bebbanburg con la nobiltà del Wessex, ma ad un caro prezzo che il ragazzo inizialmente ignora: l'astuto sovrano per mettere alla prova il giovane, cederà sì una delle ragazze nobili più belle della sua terra ad un pagano, ma gli porterà in dote anche l'esorbitante debito che la famiglia di Mildrith ha nei confronti della chiesa cristiana. Ciò scatenerà le ire di Uthred e il graduale deterioramento dell'idilliaco amore della coppia, coronato perfino dalla nascita di Uthred, il primogenito dell'aldermanno northumbro. Il loro rapporto, come si vedrà, subirà, al suo termine, un gravissimo scossone.
Uno scossone anticipato già dall'improvviso e focoso innamoramento di Uthred per Iseult, interpretata da Charlie Murphy (già famosa per il ruolo di Inghean in I Vichinghi), una delle regine britanne più belle del Cornwalum (oggi Cornovaglia). Il ragazzo infatti conoscerà la ragazza, famosa per essere anche una veggente, durante la sua brevissima alleanza con Skorpa e, da quel momento in avanti, il loro amore sarà ardente e, al tempo stesso, come capirete presto quando si parla degli amori di Uthred, tragico.
Ora, la season 1 di The Last Kingdom, composta da 8 episodi ed andata in onda per l'appunto su BBC Two e BBC America (al momento è ancora inedita in Italia, quindi andate assolutamente con le puntate in English subbed Italian, è un ordine!), mi è piaciuta molto fino a poco dopo la metà, perché poi c'è stato un lieve calo che mi ha fatto abbassare di qualche punto il voto finale.
La ragione?
Tralasciando dettagli come la fin troppa "bellezza" di Beocca (nei libri è strabico, zoppo e con la mano sinistra anchilosata), i capelli di Uthred, castani anziché biondi (una bella tinta prima delle riprese no, eh?) l'infanzia di Uthred accorciata di brutto (ma qui posso giustificare la scelta degli sceneggiatori, visto che gli spettatori medi non avrebbero forse gradito assistere molto a lungo alla vita di un bambino) e, come già detto prima, l'inspiegabile cambiamento di nome per Svein, diventato Skorpa, inizialmente la fedeltà ai romanzi è stato molto elevata, sia per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi (e qui va il mio plauso all'intero cast, soprattutto ad Alexander Dreymon) che per le vicende narrate, ma dopo la metà della stagione qualcosa è andato storto: dove cavolo è finito Steapa?
Voi mi direte: possibile che l'assenza di un personaggio possa causare tanto scompiglio? Sì, signori e signore, può farlo e non esagero affatto nel dirlo, dato che chi ha letto i libri mi capisce bene: infatti, quello che, successivamente, diverrà il più formidabile e temutissimo guerriero di Alfredo, pari, al di fuori della sua immensa stazza, in tutto e per tutto ad Uthred, col quale diverrà grande amico, quasi sempre cruciale, poiché si rivelerà essere un costante deus ex machina nelle battaglie che verranno, viene del tutto soppiantato e sostituito da Leofric. Quest'ultimo, come vedrete, accetterà di diventare il campione del re del Wessex contro Uthred per una grave disputa, causando un'incredibile contraddizione, visto che il Leofric dei libri mai e poi mai si sarebbe messo contro il suo migliore amico, cedendo appunto il posto all'allora sconosciuto Steapa, fidato guerriero di Odda il Giovane e poi appunto spada giurata di Alfredo.
Dunque spero davvero che la produzione decida, in qualche modo, di farlo apparire nella season 2, altrimenti la rabbia dei fan, da me capeggiati, già scatenatasi al termine di questa stagione, probabilmente provocherà un calo degli ascolti, almeno da parte dei "bookies".
Per caso lo staff tecnico non sa chi ingaggiare per il ruolo? Toh, vi offro un'ottima soluzione:

Hafþór Júlíus Björnsson
Hafþór Júlíus Björnsson, famoso per aver interpretato la Montagna in Game Of Thrones, a mio parere azzeccatissimo per il ruolo di Steapa, quindi forza cast recruiters di The Last Kingdom, sbrigatevi ad apporre una bella toppa al pasticcio commesso dagli sceneggiatori!
Scherzi a parte (no, non è vero, voglio Steapa! =P), in generale questa serie TV non ha deluso affatto le mie aspettative e non vedo quindi l'ora che arrivi la season 2, la cui conferma dovrebbe giungere a breve, in modo che tutti possano conoscere i magnifici capolavori del grande Bernard Cornwell, tra l'altro discendente proprio della dinastia di aldermanni di Bebbanburg!
Buona visione!

Il trailer:


INCURSIONI CINEMANIACHE, seguiteci su:

Fan Page Ufficiale Facebook

Profilo Ufficiale Twitter

venerdì 16 ottobre 2015

Two Magicians Shall Appear In England: Jonathan Strange & Mr Norrell


Come tutti i cinefili sanno, la magia è uno dei temi più gettonati ed amati nel mondo del cinema e della TV: molti registi e produttori hanno proposto questo aspetto del fantasy in tutte le salse e gli stili possibili ed immaginabili, ma mai fino ad ora mi era capitato di vedere la magia applicata alla storia.
E' questo ciò che avviene in Jonathan Strange & Mr Norrell, miniserie televisiva della BBC One, andata in onda tra maggio e giugno di quest'anno e tratta dall'omonimo e primo romanzo (che a breve leggerò assolutamente) della scrittrice britannica Susanna Clarke.
Di fatto, la storia narra le vicende dell'Inghilterra durante il periodo delle guerre napoleoniche e, nello specifico, di ciò che è rimasto della magia inglese, un tempo praticata da tutti gli individui capaci di controllarla ed ora invece del tutto scomparsa, almeno all'apparenza, da 300 anni sul suolo britannico.
Ormai solo alcune ristrette cerchie di persone si riuniscono ancora in circoli elitari, fregiandosi dell'appellativo di maghi, ma non riuscendo, in fin dei conti, a compiere nessun incantesimo, finché, improvvisamente e attraverso vie differenti, appaiono sulla scena due uomini in grado di recitare per davvero formule magiche ottenendo dei veri e propri incantesimi, come avveniva nei secoli passati: l'introverso ed impacciato Gilbert Norrell (interpretato dal sempre comico Eddie Marsan, famoso, tra i suoi tanti ruoli, per la sua interpretazione dell'ispettore Lestrade in quella che presto sarà la trilogia di Sherlock Holmes di Guy Ritchie), un vero e proprio conoscitore e studioso a tutto tondo della magia, poiché in possesso della stragrande maggioranza dei tomi stampati tempo prima a tal riguardo, e l'irruento e scanzonato Jonathan Strange (interpretato da Bertie Cavel, noto per dei piccoli ruoli in Les Misérables e Sherlock), la cui conoscenza magica è inizialmente pari a 0, ma man mano crescerà poiché in grado di controllarla a livello quasi istintivo.

Da sinistra verso destra: Jonathan Strange e Gilbert Norrell
Il clamore suscitato dal ritorno della magia pratica per mezzo dei primi due veri maghi dopo 300 anni sarà enorme e, se all'inizio, il solo Norrell sarà acclamato a Londra, presto anche il giovane Strange, che diventerà allievo del più attempato e saggio Gilbert, si farà valere più e più volte.
I primi tempi saranno pacifici e prosperi, ma successivamente, a causa di vari fattori preponderanti, primo fra tutti l'avversione di Norrell nei riguardi dell'antica magia praticata nei secoli passati, poiché secondo lui se ne faceva un uso del tutto incontrollato e pericoloso, sotto la spinta di sciocche superstizioni e leggende, causerà vari dissidi con Jonathan, dato che il giovane mago, proprio grazie al suo istinto, preferisce di gran lunga l'antica magia, osannando colui che, secondo Gilbert, incarnava tutto ciò che il vecchio mago odia e vede come causa degli stereotipi sulla magia, ovvero John Uskglass, il mitico Re Corvo che visse molti secoli prima e divenne l'essere più potente dell'isola britannica.
A peggiorare il deterioramento del rapporto tra i due stregoni ci penseranno tre importanti figure, ovvero il primo ministro britannico Sir Walter Pole (interpretato da Samuel West, il re Gunther di Burgund in La Saga Dei Nibelunghi, per intenderci) ed i due uomini più influenti di Londra, Christopher Drawlight e Henry Lascelles, rispettivamente interpretati da Vincent Franklin e John Effernan.

Da sinistra verso destra: Sir Walter Pole, Christopher Drawlight e Henry Lascelles
Il primo si rivelerà inizialmente restio nei confronti di Norrell e della magia, ma cambierà immediatamente idea non appena Gilbert compirà un vero e proprio portento che, tuttavia, scatenerà gravi conseguenze sulle vite di tutti i personaggi della storia. Dal quel momento, poiché continuamente riconoscente nei riguardi del pacato e discreto mago, Sir Walter lo preferirà più volte al talentuoso e poco controllabile Jonathan, riuscendo spesso a dividerli e a deviarli dal cammino che entrambi si erano preposti, ovvero far tornare la magia in Inghilterra.
Ciononostante, la colpa delle azioni di Sir Walter non sono da addossare unicamente a lui, dato che i veri manovratori e burattinai della scena politica londinese non sono altro che Drawlight e Lascelles, ambiziosi leccapiedi ed arrivisti, pronti a vendersi al primo uomo potente che capiti. E quest'uomo potente si rivelerà proprio essere il signor Norrell che, quasi sempre a sua insaputa, verrà pilotato più volte nella direzione scelta dai suoi due scaltri consiglieri, che appunto causeranno la fine del rapporto tra Strange e Gilbert per come inizialmente lo conosciamo, scatenando eventi del tutto imprevedibili ed incredibili che lasceranno gli spettatori di stucco.
Ma, se la loro crudeltà e cinismo vi colpiranno non poco, aspettate di conoscere colui che sarà il vero e solo antagonista della storia: il Gentiluomo, interpretato dal grande Marc Warren, famoso a molti per la sua magistrale interpretazione dello spietato Rochefort nella season 2 di The Musketeers.

Il Gentiluomo
Il Gentiluomo non è altro che uno degli ultimi esseri fatati ancora esistenti al mondo: essi erano, almeno nei secoli precedenti, i maggiori aiutanti dei maghi, nonché loro soci, ma la loro furbizia ed ambiguità li allontanarono man mano dagli stregoni, finché non vennero ritenuti nient'altro che una parte delle antiche superstizioni e favole del passato. Sfortunatamente per Norrell e Strange, il Gentiluomo entrerà prepotentemente a far parte della loro vita, grazie ai suoi astuti inganni, e l'epilogo delle loro vicende sarà tutt'altro che prevedibile, probabilmente perché sarà anche troppo tardi per sistemare le cose... O forse no?
Ma, come sempre, cosa sono gli uomini senza delle grandi donne? E puntualmente le due grandi donne di questa straordinaria miniserie sono la forte e dolce consorte di Jonathan, ovvero Arabella Strange (interpretata da Charlotte Riley, famosa principalmente per il suo ruolo di Carice, la protagonista di Mondo Senza Fine), e la coraggiosa e risoluta Lady Pole, moglie del primo ministro Sir Walter, interpretata da Alice Englert.

Da sinistra verso destra: Arabella Strange e Lady Pole
Quasi sicuramente si può dire che le vite più traviate della storia saranno proprio le loro, poiché avere a che fare e vivere affianco a dei maghi, seppur per ragioni differenti, come potrete constatare, hanno il loro costo, un costo molto elevato che tutti, non solo loro due, prima o poi pagheranno.
Non dimentichiamoci infine dei tre personaggi secondari che, probabilmente, secondari non sono affatto, per via delle loro grandi azioni: sto parlando di John Childermass (Enzo Cilenti), Stephen Black (Ariyon Bakare) e Vinculus (Paul Kaye, noto a molti per il suo ruolo del prete rosso Thoros di Myr in Game Of Thrones).

Da sinistra verso destra: John Childermass, Stephen Black e Vinculus
Il primo è il fido servitore di Norrell: è l'ombra del mago, implacabile e pronto a tutto pur di aiutare il suo maestro (ne è infatti anche un apprendista, dato che è in grado di usare qualche incantesimo semplice). Le sue scelte però verranno messe a dura prova quando l'Inghilterra si ritroverà dinanzi ad un cambiamento epocale, e i suoi dubbi cocenti avranno finalmente una risposta, soprattutto per quanto riguarda sul chi riporre realmente la sua fiducia, aprendo gli occhi sulla verità dei fatti e sugli intrighi che lo circondano.
Il secondo è il capo dei domestici della famiglia Pole, un servo fidato e devoto che, nonostante le sue origini africane (la schiavitù nel Regno Unito è stata debellata da poco tempo), è molto amato dai suoi padroni, soprattutto da Lady Pole. Seppur in principio vi sembrerà un personaggio poco rilevante, ricredetevi: la sua reale importanza vi lascerà assolutamente allibiti.
Il terzo ed ultimo dei personaggi secondari è uno stravagante e, probabilmente, pazzo mago di strada e profeta, due figure queste entrambe odiatissime da parte di Norrell, che appunto, tra le varie ragioni del suo ingresso nella scena politica inglese, si prepone proprio l'eradicazione degli antichi culti e dei ciarlatani. Ma sia lui sia Jonathan si ricrederanno sul conto di Vinculus, visto che egli si dimostrerà essere un vero indovino, in grado di predire il loro futuro e l'enorme cambiamento in atto in Inghilterra, scatenato proprio dall'apparizione dei primi due maghi dopo 300 anni. Vinculus quindi sarà una sorta di canale, attraverso il quale passeranno tutti i protagonisti della storia e grazie al quale il destino della magia sarà sancito, a voi scoprire se a favore del bene o del male.
Un paio di anni fa, la New Line Cinema acquisì i diritti cinematografici del libro per realizzarne un adattamento sul grande schermo. In seguito poco si seppe più a tal proposito, finché appunto non si scoprì che la BBC stava realizzando una miniserie TV sulle vicende dei due maghi più famosi dell'era napoleonica, nati dalla penna della Clarke.
A mio parere, meglio così, perché di certo una miniserie di 7 episodi della durata di 60 minuti l'uno (questa è la strutturazione esatta di Jonathan Strange & Mr Norrell) è più dettagliata e più facilmente sviluppabile rispetto ad uno o, forse, due film per il cinema, dato che il libro è abbastanza corposo (più di 800 pagine) e 3-4 ore di pellicola non sarebbero mai bastati.
Ma a parte ciò, questa miniserie è stata per me una grande rivelazione, sia perché ignoravo del tutto la trama, ma anche per via della sua grande originalità, poiché, come ho già detto prima, il tema della magia inserita in un contesto storico ben definito era per me uno scenario del tutto inedito.
Inoltre, sulla bravura degli attori non ho nulla da eccepire, soprattutto per quanto riguarda tre di essi: Eddie Marsan, noto a molti soprattutto per i suoi ruoli comici e spassosi, poiché qui invece dimostra un'eccezionale bravura anche in uno drammatico; Marc Warren, che conferma nuovamente di essere un grande attore particolarmente azzeccato nei ruoli non del solito cattivo, bensì del cattivo che ispira comunque un certo charme ed influsso sugli altri personaggi, nonostante le sue intenzioni malefiche, esattamente come con Rochefort in The Musketeers; infine Bertie Carvel, che ho avuto il piacere di conoscere per bene qui, dimostratosi essere un vero talento nell'interpretare il difficile ruolo di Jonathan Strange, mostrando alla perfezione il profondo mutamento del personaggio, in seguito a determinati eventi nel corso della narrazione.
Miniserie TV consigliatissima dunque (qui sotto troverete il trailer), naturalmente in English subbed Italian, dato che non si sa se e quando arriverà da noi, e complimenti vivissimi a tutto il cast e allo staff tecnico, nonché alla grande BBC che, nonostante alcuni gravi e recenti sgarri (mi riferisco alla chiusura anticipata della magnifica serie TV Atlantis! Maledetti!), ci offre sempre prodotti eccezionali, a differenza della TV nostrana che, tra vari onori, rispetti, peccati, vergogne e chi più ne ha più ne metta, sta finendo sempre lentamente nel baratro.
Speriamo solo che Netflix, in arrivo ad ottobre, risollevi un po' le sorti del panorama televisivo italiano, con la marea di film e serie esclusivi del canale online.
Buona visione!

Eh sì, anche Jonathan e Gilbert, osservando la TV italiana attuale, sono rimasti del tutto sconfortati! Sigh!
Il trailer:



INCURSIONI CINEMANIACHE, seguiteci su:

Fan Page Ufficiale Facebook

Profilo Ufficiale Twitter

giovedì 17 aprile 2014

One For All And All For One: The Musketeers!


Da un paio d'anni a questa parte il canale televisivo britannico BBC sta proponendo molte serie TV in costume davvero eccellenti, la maggior parte delle quali caratterizzata dal prendere la trama di qualche mito o romanzo antico riadattandolo in chiave molto originale ed innovativa.
Due esempi lampanti sono stati la mitica serie Merlin (Clicca per saperne di più su ---> Merlin), andata in onda dal 2008 al 2013, e la nuova serie, cominciata nel 2013, Atlantis (Clicca per saperne di più su ---> Atlantis).
Ho parlato già in precedenza di entrambe, quindi chi ci segue sa già cosa intendo.
Stavolta invece vi parlerò di una serie, la cui prima stagione è andata in onda da gennaio di quest'anno fino a marzo che, a differenza delle altre due sopracitate, mantiene quasi del tutto intatta la trama del romanzo originale su cui si basa: sto parlando di The Musketeers, le cui vicende sono tratte dalla trilogia di Alexandre Dumas.
Tutti i personaggi e le loro caratteristiche sono esattamente quelle delle loro versioni cartacee: ritroviamo quindi il giovane D'Artagnan, guascone interpretato dal giovane attore Luke Pasqualino (figlio di italiani emigrati in Inghilterra) che durante il viaggio verso Parigi con suo padre, ucciso da dei briganti di strada lungo il tragitto, deciderà di vendicare la sua morte seguendo le tracce dei banditi, mascherati da moschettieri, ed imbattendosi in Athos, Porthos ed Aramis, interpretati rispettivamente da Tom Burke, Howard Charles e Santiago Cabrera (il mitico Lancillotto di Merlin).
Deciderà di sfidare tutti e tre gli abili spadaccini a duello, per poi comprendere di essere stato tratto in inganno dagli assassini di suo padre, travestiti appositamente da moschettieri per sviare le indagini ed incolpare del tutto l'ordine militare creato in difesa del re di Francia.
Da quel momento in poi, il giovane D'Artagnan deciderà di unirsi come cadetto nella caserma dei moschettieri, sotto il comando del gentile e comprensivo capitano Treville.

Da sinistra a destra: Porthos, Aramis, Treville, D'Artagnan e Athos
Naturalmente, dietro la stragrande maggioranza dei complotti ai danni di re Luigi XIII e della sua consorte, la giovane regina Anna d'Asburgo, si cela il crudele e diabolico cardinale Armand Richelieu, interpretato da Peter Capaldi.

Il cardinale Richelieu
Infatti, il dispotico cardinale, ammaliato dal potere supremo sull'intera nazione, opera come eminenza grigia della corte francese, manipolando l'ingenuo e sprovveduto Luigi e servendosi di efferati assassini e spie, tra i quali spicca l'attraente Lady de Winter, interpretata da Maimie McCoy.

Milady de Winter
La donna, spietata ma al tempo stesso gentile con chi la attrae, ammalierà il giovane D'Artagnan, cercandolo di attirare nelle trame del cardinale e sperando di riuscire a dissuaderlo dal continuare il suo addestramento per divenire un moschettiere. Al tempo stesso, Milady de Winter cercherà di restare il più possibile nascosta ai tre compagni del guascone, soprattutto al misterioso Athos, col quale la nobile decaduta condivide un oscuro passato.
Al tempo stesso, l'aspirante moschettiere si innamora perdutamente della buona e dolce Constance Bonacieux, interpretata da Tamla Kari, con la quale vivrà una storia fatta di alti e bassi, per via del marito della giovane donna, monsieur Bonacieux, un uomo freddo e quasi del tutto disinteressato nei riguardi di sua moglie, per via delle sue lunghe assenze dovute al suo lavoro di merciaio.
Nel corso della prima stagione, la relazione tra D'Artagnan e Constance avrà risvolti del tutto inaspettati.

Constance
Il più delle volte, il fulcro della trama, quindi, è il giovane re Luigi XIII, interpretato da Ryan Gage, come già detto molto ingenuo e facilmente manipolabile. Così come per Constance, anche per la regina Anna, interpreta da Alexandra Dowling, sposatasi col monarca di Francia più per questioni d'interesse che per amore, com'era uso dell'epoca, si sentirà attratta da un altro uomo, col quale avrà una relazione altalenante. Ovviamente non vi dirò di chi si tratta!

Anna e Luigi
Tirando le somme, questa serie TV è davvero interessante e ben fatta, come solo la grande BBC poteva fare. Le vicende rocambolesche del quartetto per le strade di Parigi e ben oltre sono appassionanti ed avventurose. Gli attori sono bravissimi e molto capaci, anche i più giovani come Luke Pasqualino.
Tuttavia, una pecca che io ho notato, non so gli altri spettatori, è la trama di ogni episodio: io credo che 50-55 minuti ad episodio siano un po' troppi per "spalmarci sopra" la storia di ciascuna puntata. In quasi tutti gli episodi, fuorché nell'appassionante season finale, vi sono parecchi punti in cui la trama rallenta di brutto e risulta essere alquanto pesante. Io reputo che i canonici 40-45 minuti per episodio sarebbero stati sufficienti.
Ciononostante, la serie risulta molto gradevole e devo comunque dire di averla apprezzata parecchio, sia per i lati comici, come i siparietti tra i donnaioli Porthos ed Aramis, che per quelli seri, come gli oscuri piani di Richelieu.
La consiglio se si pensa al fatto di rivivere le avventure dei famosi difensori del re col quale siamo cresciuti tutti, passando dai libri ai cartoni animati per poi arrivare ai film e appunto alle serie TV.
Vi auguro dunque buona visione (rigorosamente in English subbed Italian, dato che per il momento la season 1 è ancora inedita in Italia), lasciandovi con il trailer della serie e dandovi appuntamento con la season 2, attualmente in fase di ripresa e prevista per inizio 2015.
E ricordate sempre il motto più famoso di tutti: uno per tutti, tutti per uno!


Il trailer:


INCURSIONI CINEMANIACHE, seguiteci su:

Fan Page Ufficiale Facebook

Profilo Ufficiale Twitter

lunedì 6 gennaio 2014

The Legend Begins: Atlantis!


Dai produttori di Merlin non potevamo aspettarci niente di meglio!
Atlantis, ideata sempre per la BBC, ripercorre i passi di Jason, un giovane dei giorni nostri, interpretato da Jack Donnelly, che va alla ricerca del padre, scomparso in mare con il suo sottomarino molto tempo addietro. Il ragazzo non riuscirà a credere a ciò che gli accadrà: con il suo sottomarino, egli infatti verrà risucchiato da un lampo di luce a poca distanza dai resti del sommergibile del padre per poi essere catapultato nel periodo ellenico, e più precisamente, sulle spiagge della mitica Atlantide, governata dal potente re Minosse, interpretato da Alexander Siddig.
Completamente disorientato, Jason camminerà per le vie della città e verrà fortunatamente accolto in casa addirittura dal grande Pitagora e dal mastodontico Ercole, interpretati rispettivamente da Robert Emms e da Mark "Robert Baratheon" Addy.
In cerca di consigli, egli si dirigerà dall'Oracolo di Poseidone, il dio dei mari patrono della città.


La veggente, interpretata da Juliet Stevenson, gli rivelerà il suo destino: egli è un uomo speciale, benedetto dagli dei e proveniente proprio da quel mondo, dal quale il padre lo condusse via verso il mondo del futuro per tenerlo lontano dalle grinfie di oscuri nemici.
Sapendo ciò, Jason (che in seguito si capirà essere l'eroe greco Giasone), Ercole e Pitagora, divenuti grandi amici, condivideranno insieme numerose avventure verso la verità riguardo l'oscuro passato del giovane appena giunto in quel mondo fantastico. Il loro cammino sarà irto di ostacoli, il più delle volte creati dalla crudele regina Pasifae, interpretata dalla poliedrica Sarah Parish, molto amata dai Merlin-fan per la sua comicissima interpretazione della troll sposa di Uther Pendragon nella quarta stagione della serie.


La crudele tiranna, dalle grandi doti di fattucchiera, cercherà in tutti i modi di eliminare i suoi nemici nella sua scalata verso il potere supremo su Atlantide, e ciò vorrà dire andare contro anche la bella e forte Arianna, la sua figliastra nata dalla prima moglie del re Minosse, interpretata da Aiysha Hart, sin da subito innamorata del giovane Jason, dal quale è ricambiata pur sapendo entrambi che l'amore tra una donna di sangue nobile ed un popolano non potrà mai avere un futuro.


Questa prima stagione vede molti dei miti greci mescolati assieme, dando forma ad un prodotto alquanto originale e superlativo, come d'altronde è già avvenuto con Merlin: osserviamo quindi il Minotauro, le Furie, Dedalo, Edipo e tante altre creature e personaggi mitologici, ma una delle più importanti figure epiche presenti sarà la gentile e dolce Medusa, interpretata da Jemima Rooper, che sicuramente molti conoscono per essere la povera donna maledetta dall'invidiosa dea Atena/Minerva, rendendola un essere orrido con i capelli da serpente e lo sguardo che tramuta in pietra tutto ciò che si trova di fronte ad esso. Naturalmente anche per lei i produttori hanno realizzato qualcosa di affascinante e suggestivo, specie per via della liason amorosa che avrà con uno dei protagonisti. Non vi svelo altro!


Ora, premesso appunto che questa serie è stata prodotta dai creatori di Merlin, purtroppo c'è da dire che il tocco di originalità mostrato nelle avventure svoltesi a Camelot sembra essere riproposto alla stessa maniera nelle vicende di Atlantide, solo con personaggi e location diverse ovviamente.
Nonostante ciò, ad essi va il mio enorme plauso poiché l'alquanto frettolosa conclusione, dopo appena cinque stagioni, di Merlin, per cui si parlava addirittura di un progetto cinematografico, ha lasciato l'amaro in bocca a moltissimi fan amanti delle serie fantasy proposte dalla BBC. Atlantis è riuscita a colmare quel vuoto interiore, facendo forse da toppa e non da vero e proprio sostituto alle avventure di Merlino e Artù.
Ecco qual è l'unico difetto di questa comunque magnifica serie: le troppe analogie tra le due serie rovinano un po' le sorprese per chi è un Merlin-fan accanito. A me, ad esempio, è bastato ricordare lo stile delle cinque stagioni della serie dedicata a Camelot per indovinare il più delle volte gli enigmi di Atlantis!


L'ho detto e lo ripeto: malgrado le numerose similitudini, questa nuova serie, la cui prima stagione, composta da 13 puntate, è ancora inedita in Italia ed è appena terminata nel Regno Unito, è magnifica e, soprattutto, finalmente non c'è più quel senso opprimente di segretezza che era la base di Merlin, proprio perché Jason agisce alla luce del sole e l'unico segreto, svelato al termine di questa stagione, riguarda il suo passato e non le sue imprese, quindi deo gratia!
Vi auguro dunque buona visione, lasciandovi con il trailer ufficiale e ricordandovi sempre una delle regole d'oro di noi cinefili: vedete Atlantis in inglese, al massimo sottotitolato in italiano, sia perché ci vorrà molto tempo prima che questa bella serie approdi in Italia e sia perché le voci dei doppiatori italiani, il più delle volte, non riescono a reggere minimamente il confronto con quelle originali.
Appuntamento all'anno prossimo con la seconda stagione!



Il trailer:



INCURSIONI CINEMANIACHE, seguiteci su:

lunedì 16 settembre 2013

Serialmente Addicted: le nuove stagioni in arrivo!


Alzi la mano chi sta scalpitando come me per le season premiere delle proprie serie preferite! Sì, quando una non ha un granché da fare si esalta con poco.
Non amo particolarmente il periodo estivo, anche perché tutto si ferma e una seriemaniaca come la sottoscritta va in astinenza. Per fortuna non sono una producer o una grande capa di qualche rete televisiva americana o inglese perché costringerei gli attori ai lavori forzati. Ovviamente non per il pubblico ludibrio, ma per me! Mettetevi comodi, procuratevi dei generi di conforto perché prevedo di essere logorroica. However, prima di addentrarmi nelle previsioni da bookmaker de noantri, un memorandum:

17 settembre: NEW GIRL

22 settembre: DOWNTON ABBEY

3 ottobre: THE VAMPIRE DIARIES

Dicembre 2013/Gennaio 2014: SHERLOCK (di questo ne parlerà in seguito il mio "collega")

Ready? Go!
Inizio con The Vampire Diaries per togliermi il pensiero. Perché? Vi chiederete. Presto detto: la serie nel corso delle stagioni è diventata sempre più patinata, alcuni attori, senza fare nomi...Nina Dobrev, hanno acquistato più consapevolezza delle loro capacità (ovvero, sò figa e me ne vanto). Insomma non so se è solo una mia impressione ma nel corso delle stagioni ho assistito allo snaturamento della serie. Ovvio che sia i personaggi che gli attori sono cresciuti, cambiati, e la storyline non poteva continuare a seguire le vicende di liceali neofiti di creature soprannaturali. Anche perché a Mystic Falls di umano è rimasto solo il povero Matt.


Comunque, critiche a parte, l'ultima puntata della quarta stagione ha visto Silas, nuova piaga dei vampiri della Virginia, prendere il posto dello sfigatissimo Stefan. Non oso immaginare cosa combinerà lo stregone millenario quindi le Stelena dovranno armarsi di taaaanta pazienza per rivedere qualche scena genuina tra i due dato che il little Salvatore è rinchiuso in un baule nel fondo del lago. L'unica che potrebbe aiutarlo è Bonnie, neo-defunta che può interagire solo con Jeremy, da poco tornato nel mondo dei vivi proprio grazie all'incantesimo che ha spedito la streghetta nell'aldilà. Penso che Stefan (con buona pace di Paul Wesley che si diverte a interpretare ruoli da cattivo) non rimarrà troppo a lungo fuori dai giochi, perché lui cattivo non è credibile a lungo. Forse a metà stagione potremo godere di nuovo della sua glicemica dolcezza. Più del rinsavimento di Elena, bad girl per qualche puntata, e della reunion con Damon, tutti i fan stanno aspettando sicuramente di vedere la malefica Catherine in vesti umane. Nonostante la sua nuova e fragile natura, Catherine non si farà sfuggire occasioni per creare scompiglio, seminare zizzania ma soprattutto ritornare vampira. Elena, fossi in te terrei gli occhi ben aperti! Anche al college, dove nel frattempo con Caroline si appresta a frequentare l'università.


Le due vampire avranno vita facile al college? Qualcuno penserà: beh finalmente si sono allontanate dalla maledetta Mystic Falls, direi di sì! E no invece, sennò la serie come andrebbe avanti? Dovremmo seguire le lezioni delle novelle matricole? Too normal! Vedrete che in quel college ne succederanno di tutti i colori. Anche grazie a Bonnie, ectoplasmatica presenza: già me la immagino vagare per le aule e la sala mensa...brrr!!! Il 3 ottobre è prevista anche la messa in onda della prima puntata di The Originals: Caroline al college e Klaus a New Orleans in licenza di paternità per il nascituro mostriciattolo. Questi due mi stanno facendo penare più di Elena e Damon! Il mio desiderio per la five season è sempre quello: che quaglino! Dulcis in fundo, Damon: come nelle serie precedenti sicuramente le cose per lui non saranno semplici ma il vampiro più affascinante della TV ha dato prova di sapersela cavare, sempre. Una richiesta ai creatori della serie: lasciateci vivere il Delena tranquillamente almeno per un po'!
E le dipartite? Sono uno dei leitmotiv della serie! Chi ci lascerà durante la quinta stagione? Siamo nelle mani grassocce di Julie Plec. Cominciate a prepararvi psicologicamente, ciò che non è mai mancato in The Vampire Diaries sono i colpi di scena.



Oddio come è deprimente questa foto. Da come ho potuto intuire guardando le immagini delle prime puntate della quarta serie di Downton Abbey, Mary vestirà sempre di nero. Un po' come fece Coco Chanel alla morte di Boy Capel. E le assonanze non finiscono qui tra le due perché sia Matthew che Boy sono morti in un incidente stradale. Ma che c'entra Coco Chanel con Mary? Nulla, sto divagando.
Mi scusino le fan più accanite della serie ma devo dirlo: l'incidente di Matthew è stato proprio comico:

<<Evviva, mio figlio, erede di Downton, finalmente è nato!>>





<<Sono così felice che riesco a guidare anche senza guardare la strada!>>




<<Ehm ehm, forse no...>>



Il caro Julian Fellowes poteva architettarla meglio come scena: la faccia da ebete di Dan Stevens (ok, ci sta la gioia della paternità ma penso che i neo papà non rincoglioniscano come Matthew) e lo scontato incidente in cui perde la vita il caro Crawley più che commuovermi mi hanno strappato una risata. Troppo cinica e critica? Maybe.
Mary sarà una vedova inconsolabile? Non credo, vedendo i maschioni che Julian ha assoldato per lei:



Io tifo per Tom Cullen (già visto in Mondo senza Fine) alias Lord Anthony Gillingham, nella foto il terzo da sinistra: mi sembra affidabile, adatto a Mary. E bono, che non guasta mai. Il primo, Mr. Charles Blake (l'attore Julian Ovenden), lo vedo furbetto, combina guai. Non mi ispira molto. Staremo a vedere.


Lord Gillingham e Mary
Tra i due pretendenti di Mary, quello al centro nella foto è il cantante jazz Jack Ross (Gary Carr) che promette di portare un po' di pepe e i Roaring Twenties a Downton. Forse sarà uno degli interessi amorosi della vivace lady Rose MacClare che dalla Scozia ha lasciato papà Shrimpie e mammà e si è trasferita dai Crawley.



Chi farà sicuramente faville, finalmente, nella quarta serie sarà Edith. Archiviato quel bacucco di Strallan, la secondogenita di casa Crawley si tuffa in una relazione extraconiugale con la naturalezza di una milf navigata. Io tifo per lei, era ora che iniziasse a vivere e a godersela. Il personaggio di Edith è uno di quelli che è cresciuto di più durante le stagioni precedenti e la quarta penso sarà un po' la sua golden age. E chissà, magari dopo la fase adultera, incontrerà il principe azzurro.



E downstairs cosa accadrà? I Bates faranno sognare, saranno una consolazione, un'oasi di pace ne sono sicura. Quei due sono meglio di un giardino zen!
Oltre alla rimonta di Edith io sto aspettando quella del neo vice maggiordomo Thomas Barrow: il personaggio è cambiato nel corso della serie e soprattutto durante la terza stagione i telespettatori l'hanno visto sempre più solo ed emarginato. Solo l'arrivo di Jimmy l'ha scosso un po', forse troppo effettivamente! Ma prevedo che tra i due s'instaurerà una bella amicizia. Meglio Jimmy che Mrs. O'Brien! Amori e gelosie scuoteranno i giovani dipendenti dei Crawley quindi penso che ne vedremo delle belle. Sono impaziente di rivedere nonna Violet, mitica elargitrice di battute e consigli. Can't wait!



I fan di New Girl l'happy end l'hanno avuto. Ok, ma ora cosa succederà? Tutti erano impazienti di vedere finalmente insieme Nick e Jess e il percorso di avvicinamento dei due è stato memorabile. Adorabili imbranati, i due hanno faticato un bel po' prima di mettere le cose in chiaro e dirsi che sì, effettivamente volevano provare a essere una coppia. Ma ora che ce l'hanno fatta voi credete che per loro sarà tutto in discesa? Non credo, anche perché vivono a Los Angeles e non a San Francisco...ok, battuta pessima!

Scherzi a parte, conoscendo i personaggi, durante la terza stagione si complicheranno la vita a vicenda, la complicheranno agli altri e gli altri la complicheranno a loro a partire proprio da Schmidt e Winston, i principali boicottatori del Ness! Probabilmente Nick e Jess si potrebbero anche momentaneamente lasciare. Ma soprattutto penso ci saranno molti baci...alla Nick:



Jess nell'episodio "Quick Hardening Caulk" dice a Nick: "Kiss me like a man". Cara Miss Day, penso che Mr. Miller lo sappia fare molto bene e che tu apprezzi abbastanza a giudicare dalle foto.
A proposito di Schmidt: ora è diviso tra Cece ed Elizabeth. Riuscirà a scegliere? Alcuni spoiler dicono che per un periodo porterà avanti le due relazioni in contemporanea. Ma non durerà a lungo anche perché l'attrice Merrit Wever, che interpreta Elizabeth, ha confermato la sua presenza nella serie solo per le prime puntate. Forse ci sarà un happy end anche per gli Schmece?
Spero di vedere ancora più attivo Winston: a differenza della prima serie, nella seconda ha avuto più spazio ed è stato esilarante. Previsto il ritorno di Coach nella settima puntata, chissà che non rimanga a lungo.



Domani in onda la prima puntata della terza stagione di New Girl! E a giudicare dalla foto non sarà caratterizzata dalla tranquillità! Ma vi aspettavate qualcosa di diverso dai roommates più pazzi di LA?

Buona Visione!


INCURSIONI CINEMANIACHE, seguiteci su:

Fan Page Ufficiale Facebook

Profilo Ufficiale Twitter