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sabato 20 febbraio 2016

Recensione Flash...Oscar 2016: Sopravvissuto - The Martian



Anno e Nazione di Produzione: USA 2015

Titolo originale: The Martian

Distribuzione in Italia: 20th Century Fox

Genere: Fantascienza

Durata: 130 minuti

Cast: Matt Damon, Jessica Chastain, Chiwetel Ejiofor, Jeff Daniels, Sean Bean, Kristen Wiig, Kate Mara, Sebastian Stan, Mackenzie Davis, Michael Peña 

Regista: Ridley Scott 

Anno 2035. La missione Ares III della Nasa è su Marte, per studi e ricerche sul Pianeta Rosso. Durante una tempesta, il botanico ed ingegnere Mark Watney viene investito dall'attrezzatura di ricerca. Credendolo morto, e viste le difficili condizioni ambientali, la squadra anticipa la partenza. Watney, però, è vivo. Una volta solo, non potendosi mettere in contatto con la Nasa, da' fondo a tutte le sue conoscenze e si lascia guidare dal suo istinto di sopravvivenza su un pianeta totalmente inospitale e disabitato, con la prospettiva di un improbabile ritorno sulla Terra. Si adatta, raziona il cibo e riesce addirittura a coltivare patate nell'hub che lo ospita. Poi ricorda che, nel lontano 1996, l'agenzia spaziale statunitense aveva inviato sul pianeta marziano la sonda Pathfinder. Mark raggiunge il sito, ritrova la sonda e la riavvia. Riesce a mettersi in contatto con la Nasa che, con stupore, inizia ad organizzare la missione di salvataggio dell'uomo.





Tratto dal romanzo di Andy Weir, L'uomo di Marte, Sopravvissuto - The Martian arriva al cinema con sceneggiatura di Drew Goddard e la regia di Ridley Scott. Ad interpretare l'astronauta, un po' Ulisse un po' Robinson Crusoe (e un po' Chuck Noland/Tom Hanks in Cast Away) c'è Matt Damon. Il film ha incassato due nomination importanti agli Academy di quest'anno, quella come Miglior film e come Miglior attore protagonista a Damon. Inoltre, anche lo sceneggiatore Goddard ha incassato la sua nomination. Senza dimenticare le vittorie ai Golden Globe 2016 e gli apprezzamenti della critica.
Tutto questo elenco del palmares per dirvi che Sopravvissuto - The Martian è davvero un bel film: ben fatto, curato nei dettagli (soprattutto in quelli scientifici, anche se alcune inesattezze Scott se l'è concesse ma va bene così) e ben recitato. Assolutamente coinvolgente Matt Damon, non saprei immaginare nessun altro al suo posto. Per me lui è Mark Watney. E raggiungere questo risultato, per un attore è meglio di un Oscar: la completa aderenza dell'interprete al personaggio non è cosa da poco. E Damon non fa notare dove finisce lui e dove inizia Watney. Forse, poteva essere un po' meno lungo ma il regista ha volutamente narrato, quasi in stile cronaca, la vita di un uomo lasciato solo con la sua volontà e il suo genio, su un pianeta distante dalla Terra 225 milioni di chilometri. Gli spettacolari scenari di Marte, altro non sono che i paesaggi assolutamente somiglianti del Wadi Rum in Giordania.
Metaforicamente, è anche una lezione di vita quella di Watney: mai arrendersi, ma analizzare la situazione e affrontare un problema per volta, così da arrivare alla soluzione. Senza perdere la speranza.

Il trailer:


Consigliato: Sì

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venerdì 11 dicembre 2015

The First Time I met...Marion Cotillard


Giorni fa, dando un'occhiata ai post del blog mi accorgo con orrore che non ho scritto nulla di approfondito sulla Divina: Marion Cotillard. Chi segue il blog dagli inizi, sa che perdo quasi completamente l'obiettività con madame. Marion è Marion, e per me qualsiasi cosa faccia è eccelsa. E pensare che stava per mollare la recitazione.

Volete scoprire la storia della diva francese? Allora proseguite la lettura...


Marion Cotillard nasce a Parigi, il 30 settembre 1975.
La sua è una famiglia di artisti: i genitori lavorano nel mondo del cinema e del teatro, e i due fratelli minori, gemelli, Quentin e Guillaume, sono regista e scultore. Si trasferiscono nei pressi di Orléans, dove la piccola Marion trascorre l'infanzia e l'adolescenza. Respirando recitazione fin dalla culla, era impossibile sfuggire a questo percorso, quasi predestinato ma illuminato dal suo grande talento, molto precoce. I genitori la coinvolgono, fin da piccola, negli spettacoli che mettono in scena e, a sedici anni è stata la più giovane allieva ammessa al Conservatorio d'Arte Drammatica di Orléans. Terminati i tre anni di studio, si lancia nei provini: il suo debutto è ne L'histoire du garçon qui voulait qu'on l'embrass di Philippe Harel e ne Il pianeta verde di Coline Serrau. Non va granché bene, così Marion scoraggiata e propensa a cambiare rotta, partecipa ai provini di Taxxi: inaspettatamente per lei, il produttore Luc Besson le assegna la parte di Lily, la compagna del protagonista. Da quel momento sarà tutto in discesa: finalmente il mondo si è accorto della sua bravura e le nomination ai Cesar, gli Oscar francesi, inizieranno a piovere.


Parteciperà a Big Fish di Tim Burton, e ad Una lunga domenica di passioni di Jean Pierre Jeunet per cui vincerà il Cesar. In seguito Mary di Abel Ferrara, al fianco di Juliette Binoche. La Cotillard è ormai molto richiesta anche ad Hollywood, così nel 2006 arriva la sua prima importante parte internazionale, nel film di Ridley Scott, Un'ottima annata con Russell Crowe...


Ed è proprio con questo film che ho scoperto Marion Cotillard, la prima volta l'ho incontrata grazie a Ridley. L'unica cosa che sapevo di questo film è che parlasse di vino e che fosse ambientato in Francia. Per me che sono astemia, il vino proprio non era un'attrattiva a spingermi verso il film, però mi ha incuriosito questo esperimento di Scott e poi alla Provenza non si può dire no. Ah, giusto: c'è Russell! Inizio a vedere il film, e compare lei...


Fanny Chenal, la vulcanica proprietaria di bistrot che non solo incanta Crowe, ma anche me e milioni di spettatori in tutto il mondo. Alla sua prima grande prova internazionale, Marion fa decisamente centro. Poco dopo, il regista Olivier Dahan le propone la parte di Edith Piah nel biopic La vie en rose. I produttori non erano d'accordo: volevano qualcuno che fosse più vendibile sul mercato internazionale. Audrey Tautou sarebbe stata perfetta ma, Dahan non molla: insiste per la Cotillard, in cui ha rivisto una giovane La môme (soprannome della Piaf). I produttori acconsentono ma, tagliano il budget. Così inizia una nuova, grande avventura per Marion. Deve impersonare l'icona francese dai diciannove ai quarantasette anni, sottoponendosi non solo ad una trasformazione fisica ma anche psicologica, avventurandosi nell'animo della Piaf: "Mi hanno rasato i capelli per alzare la fronte, ogni giorno sei ore di trucco per somigliare a Edith. La voce è stato l'ostacolo più difficile, imparare a muovere le labbra nei playback", ha raccontato l'attrice, che della Piaf dice: "Donna egoista, tirannica, ma anche estremamente generosa, un'icona della musica, sempre in bilico tra felicità e autodistruzione". 




Un'interpretazione passionale, pulsante, viscerale e vitale seppur si muova in una vita fatta quasi esclusivamente di sofferenze: la performance della Cotillard entra nella storia della recitazione e vince Oscar, Golden Globe, Cesar e Bafta.
Negli anni a seguire, Marion ha continuato a giostrarsi tra film d'autore, in cui traspare il suo grande carisma, e blockbuster. Sta per tornare al cinema con l'attesissimo Macbeth (in uscita in Italia il 5 gennaio) accanto a Michael Fassbender, e sta filmando Assassin's Creed e il nuovo di Robert Zemeckis, per la prima volta accanto a Brad Pitt. 
Ora mi capite perché dico che Marion è Marion?




Film recensiti su Incursioni Cinemaniache che vedono protagonista l'attrice:


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venerdì 6 marzo 2015

Recensione Flash... Retrò: I Duellanti


Titolo originale: The Duellists

Anno e nazione di produzione: UK 1977

Distribuzione: Paramount Pictures

Genere: Drammatico/Storico

Durata: 100 minuti

Cast: Keith Carradine, Harvey Keitel, Albert Finney, Edward Fox, Robert Stephens, Tom Conti, Alun Armstrong, Gay Hamilton, Alan Webb, Pete Postlethwaite, Liz Smith

Regista: Ridley Scott

Oggigiorno, uno dei valori che ormai sembrano irrimediabilmente persi è l'onore. Eppure, c'era un tempo in cui, si poteva perfino morire a causa di esso.
Ebbene, questo valore è la colonna portante de I Duellanti, primissimo film da regista del grande Ridley Scott.
La storia è ambientata durante il periodo napoleonico in Francia, dai suoi inizi nel 1801 fino al declino dell'imperatore, avvenuto nel 1815 con il suo esilio sull'isola di Sant'Elena.
Quest'atmosfera fa da sfondo alle vicende del giovane tenente ussaro Armand D'Hubert, interpretato da Keith Carradine, d'istanza a Strasburgo. Il giovane riceve l'ordine da un suo superiore di avvisare e ricondurre in caserma agli arresti domiciliari un suo pari grado, un certo tenente Gabriel Feraud, poiché egli si è scontrato in duello con il nipote del sindaco, ferendolo gravemente, perché, a suo dire, ha pesantemente offeso Napoleone.
Tutto sembra procedere bene, finché Feraud, interpretato da un giovanissimo Harvey Keitel, sentitosi oltraggiato nell'onore, dato che D'Hubert, anziché incontrarlo a casa sua, lo trova a casa della sua amante, decide di sfidare a duello senza alcun diritto di obiezione il giovane ussaro. Il duello, alquanto veloce, durante il quale D'Hubert sembra prevalere senza però uccidere Feraud, poiché il ragazzo è un uomo giusto e misericordioso, causerà tuttavia una vera e propria faida che durerà per tutto il corso del regime napoleonico.
In qualsiasi campo di battaglia si incontreranno, i due, a causa della costante ossessione di Feraud per i duelli e per la vendetta, saranno costretti a battersi con ogni tipo di arma, con ogni clima e indipendentemente dalla condizione fisica, mentre la Francia subirà un profondo cambiamento con il crollo di Napoleone e il ritorno della monarchia.
Dopo tanti anni, questa faida avrà finalmente fine, ma in una maniera del tutto imprevedibile e sorprendente.
Questa pellicola del 1977 è stata il primo banco di prova per Ridley Scott e, già solo vedendola una volta, si può ben capire quanto siano sempre stati profondi, sin da subito, i personaggi dei film diretti dal regista britannico.
D'Hubert e Feraud non sono solo due spadaccini troppo affezionati al loro onore per accettare di essere chiamati codardi: essi impersonano una Francia alquanto mutevole ed imprevedibile che li forgia e li rende l'uno l'esatto opposto dell'altro, con D'Hubert capace di cambiare e di adeguarsi alla situazione del tempo e Feraud mentitore "seriale" ma molto idealista e sempre fedele a Napoleone, nonostante ciò gli possa causare tanti guai.
L'unica piccola pecca forse è la lentezza di alcune scene, ma alla fin fine si tratta comunque di un film ben più profondo di quel che sembra.
Complimenti davvero dunque al regista e ai due attori protagonisti, tutti e tre da sempre bravi nel fare il loro lavoro.
Consigliato a tutti gli amanti dei film storici e dei valori perduti.
Buona visione!

Il trailer:


Consigliato: Sì

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domenica 2 giugno 2013

Recensione Flash... Retrò: Blade Runner


Anno e nazione di produzione: USA 1982

Distribuzione in Italia: Warner Bros.

Genere: Fantascienza/Noir

Durata: 116 minuti

Cast: Harrison Ford, Rutger Hauer, Sean Young, Daryl Hannah, Brion James, Joanna Cassidy, Edward James Olmos, M. Emmet Walsh, Joe Turkel, William Sanderson, Morgan Paull, James Hong

Regista: Ridley Scott

Los Angeles di un distopico 2019. La Terra ormai è devastata dall'inquinamento, le piante e gli animali sono quasi tutti estinti e ne vengono ricreate mere copie degli originali in laboratorio, gli uomini sono vecchi e malati ed ormai la gran parte di essi vive nelle colonie Extra-Mondo nello spazio o su altri pianeti colonizzati dai Nexus 6, esseri organici in tutto e per tutto simili agli uomini, fuorché per il fatto che sono stati creati in laboratorio da esperti di bio-genetica, con un'aspettativa di vita di massimo 4 anni, al fine di evitare che comincino a provare emozioni umane. Questi esseri, comunemente noti come replicanti, sono stati utilizzati per anni come schiavi degli umani nelle missioni di colonizzazione cosmica e nei lavori forzati, finché un gruppo di essi si ribellò agli umani, causando la loro espulsione dal pianeta Terra. Da quel momento in poi, nel caso in cui alcuni di essi provino a tornare sul pianeta, i Blade Runner, corpi speciali di polizia, sono autorizzati a spararli ed ucciderli a vista, pratica nota come "ritiro del replicante".
Uno dei Blade Runner, Rick Deckard, ormai ritiratosi dal giro, è costretto a tornare in azione quando un gruppo di replicanti, guidati dall'infido e misterioso Roy Batty, riescono a tornare sulla Terra per trovare il modo di prolungare la loro brevissima vita.
Da una parte Rick, un tempo spietatissimo Blade Runner, noto a tutti per la sua immensa bravura nello scovare i replicanti, sarà in grado di svolgere il suo compito, ma dall'altro troverà difficile portarlo a termine per via dell'amore che prova per Rachel, una replicante non facente parte del gruppo di Roy che tuttavia si ribella al suo padrone, il dottor Tyrell, padrone della Tyrell Corporation e creatore dei replicanti, venendo dichiarata anch'essa una fuorilegge.
Cosa farà Rick? Eliminerà tutti i replicanti, compresa Rachel? Oppure capirà per quale causa combattono i replicanti, riuscendo ad aprire finalmente gli occhi?


Liberamente ispirato al romanzo Il Cacciatore Di Androidi di Philip K. Dick ed al libro The Bladerunner di Alan E. Nurse da cui Ridley Scott ha tratto il titolo, questo film, noto a tutti come uno dei precursori cinematografici di uno dei miei generi preferiti, il cyberpunk, ha riscosso una grandissima fama a livello globale, portando sotto le luci della ribalta il futuro regista de Il Gladiatore, ed i due giovani protagonisti, Harrison "Han Solo-Indiana Jones" Ford e Rutger "Navarre" Hauer, quest'ultimo diventato celebre proprio grazie al ruolo di Roy Batty.
Molti volti famosi di Hollywood vennero inizialmente contattati per il ruolo di Deckard, tra cui Robert Mitchum, Dustin Hoffman, Sean Connery, Gene Hackman, Jack Nicholson, Clint Eastwood, per citarne alcuni dei tanti, ma alla fine la scelta ricadde su Ford, proprio perché il più versatile ed adatto all'epoca, grazie alle sue recentissime partecipazioni ai primi due episodi della trilogia originale di Star Wars ed al primo film della futura tetralogia di Indiana Jones.
Per quanto riguarda il film, la scelta per il telespettatore è molto ampia, poiché Scott realizzò tre edizioni, l'International Cut del 1982, la Director's Cut del 1992 con tutte le scene inedite e la Final Cut del 2007, identica alla versione del '92, salvo per il fatto che essa include anche il documentario Dangerous Days, che descrive tutto il lavoro svolto per realizzare la pellicola, con più di tre ore di filmati esclusivi.


"Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi..."

Il celebre monologo di Roy Batty è il cardine su cui si fonda il vero significato del film: paura della morte, la possibilità di una redenzione, l'accettazione del diverso e la ricerca delle emozioni, dei valori ma soprattutto della verità sono alcuni dei temi della trama, tipici del cyberpunk in generale. Se non fossi un patito di questo genere, obiettivamente lo amerei comunque, per via delle sue grandi particolarità e dei tocchi di classe tipici di Ridley Scott.
Il mio consiglio quindi è di vederlo, scegliendo tra la Director's Cut e la Final Cut, poiché entrambe svelano tanti segreti e misteri rimasti senza risposta durante la visione dell'International Cut originale, primo enigma fra tutti quello sulla vita di Deckard.
Intanto, dal 2011 si sta parlando di realizzare un sequel o un prequel di Blade Runner. A lungo ci sono stati rumors a riguardo, ma alla fine, nel 2012, Ridley Scott ha confermato tutto, aggiungendo che farà parte del progetto ed avviando già le trattative con Harrison Ford.
Nella trepidante attesa di ulteriori notizie a riguardo, vi lascio quindi con il trailer della Director's Cut e lo stupendo monologo di Roy Batty, dinanzi ad uno spaesato Deckard, fino a pochi istanti prima inseguito dal replicante e poi miracolosamente salvato da esso.
Buona visione!


Il trailer:


Consigliato: Assolutamente sì

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domenica 6 gennaio 2013

The first time I met... Russell Crowe


Al mio segnale scatenate l'inferno!

Indicatemi una sola persona che non conosca questa famosissima frase, pronunciata dal mio attore preferito, ovvero il mitico e talentuoso Russell Crowe.
Classe 1964, neozelandese naturalizzato australiano, il giovane Russell comincia la sua carriera in Australia, recitando in varie soap opera e serie TV, per poi essere lanciato nel mondo del cinema grazie al film Skinheads del '92, tramite il quale viene notato da Sharon Stone, che riesce ad elevarlo a ruoli più preminenti in produzioni internazionali. Dopo vari film e vari tentativi di ottenere l'Oscar, tutti inutili, raggiunge finalmente il successo mondiale grazie al suo ruolo di Massimo Decimo Meridio nel film Il Gladiatore.
Come tanti, anch'io ho infatti imparato a conoscerlo e ad apprezzarlo grazie a questo film, sia per via del mio amore per la storia di Roma antica ma anche perché l'accoppiata Ridley Scott-Russell Crowe, nata proprio a partire da Il Gladiatore, risulterà molte volte vincente.


Questo epico film narra le vicende del generale Massimo Decimo Meridio, comandante di una legione romana, nella Germania del 180 d.C. In seguito all'omicidio, camuffato come morte naturale, di Marco Aurelio, imperatore di Roma e grande amico e confidente di Massimo, per mano di suo figlio Commodo, che non voleva vedere salire al comando dell'impero un semplice generale ispanico al posto suo, il mondo attorno a Massimo comincia man mano a crollare: il malvagio e vendicativo Commodo trucida la sua famiglia e quasi riesce ad uccidere lo stesso Massimo che, fortunatamente, riesce a fuggire per poi essere catturato da una carovana e venduto al mercato degli schiavi di Zucchabar, nell'Africa del Nord, al lanista Proximo che addestra lui e gli altri uomini a diventare gladiatori.
Massimo, ormai senza più avere niente da perdere, combatte e diventa famoso nelle varie province romane, ma sarà solo quando saprà che è giunto il momento di andare a combattere nel Colosseo, a Roma, che la fiamma della vendetta si accenderà in lui. Uccidere Commodo diventa l'unico pensiero che terrà in vita l'ex generale.

Il generale che divenne uno schiavo, lo schiavo che divenne un gladiatore, il gladiatore che sfidò l'imperatore.


Quando questo film uscì, nel 2000, si aggiudicò ben 5 Premi Oscar, tra cui appunto quello meritatissimo come miglior attore protagonista a Russell Crowe, e tanti altri riconoscimenti, sia a Ridley Scott che ad Hans Zimmer che, insieme a Lisa Gerrard, ha curato la splendida colonna sonora del film.
In seguito, Russell ha partecipato a tantissimi altri film, tra i quali spiccano A Beautiful Mind, Master And Commander: Sfida Ai Confini Del Mare, Un'Ottima Annata e Robin Hood entrambi con Ridley Scott, mentre a breve usciranno Les Misérables, musical basato sul romanzo di Victor Hugo, in cui Russell interpreta il crudele ispettore Javert, L'Uomo D'Acciaio, ennesimo reboot di Superman dove ricopre il ruolo di Jor-El, padre naturale del supereroe, e Noah, film del visionario regista Darren Aronofsky, in cui rivestirà i panni di Noè, il patriarca biblico presente nella Genesi.
Attendiamo quindi con ansia questi nuovi film di Russell e gli auguro in bocca al lupo, sia per la sua carriera da attore che per quella da cantante, in cui se la cava piuttosto bene.
Forza e onore Russell!

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domenica 2 dicembre 2012

Le migliori colonne sonore... secondo me! Parte II

Eccomi con la seconda parte della rubrica dedicata alle mie colonne sonore preferite!
Dopo Braveheart, Il Corvo, Il Gladiatore e La Leggenda Di Beowulf, è tempo di parlare di altre tre delle tantissime colonne sonore che adoro!
Vi ricordo nuovamente che la terza parte sarà interamente dedicata alla trilogia cinematografica di Matrix, mentre la quarta ed ultima sarà dedicata al Maestro Ennio Morricone ed alla Trilogia Del Dollaro di Sergio Leone. Cominciamo!

LE CROCIATE: KINGDOM OF HEAVEN (2005)


Uno dei film più belli di Ridley Scott, riguardante la storia di Baliano di Ibelin, un cavaliere che difese Gerusalemme durante la II Crociata; è impreziosito da un mix di musiche stupende ed affascinanti, dal ritmo tipicamente medievale ed orientale, a seconda dell'ambientazione durante la narrazione. Harry Gregson-Williams, compositore della colonna sonora, oltre alle sue opere, ha utilizzato varie tracce di altri film famosi, ri-arrangiandole in maniera leggermente diversa da quella originale. Un esempio pratico è quello della traccia Valhalla/Viking Victory del compianto compositore Jerry Goldsmith, creata per il film Il 13° Guerriero, di cui vi ho parlato in un precedente post. Chiudo con la scaletta delle tracce della Special Edition della colonna sonora, che io consiglio caldamente poiché è composta da ben 3 cd, così come consiglio la versione integrale del film, uscita ultimamente sul mercato Home Video, e con i link di Valhalla/Viking Victory e della magnifica musica introduttiva del film, France 1186. Buon ascolto!

TRACKLIST:

CD 1:

1-France 1186
2-Crusaders
3-Burning The Past
4-I Am Your Father
5-I Am Your Father Alt
6-Priest Death
7-After Godfrey Alt
8-After Godfrey Alt 1
9-After Godfrey Alt 2
10-Murder
11-Swordplay
12-Swordplay Alt 1
13-Swordplay Alt 2
14-Ambush
15-Eyes Wide Shut And...
16-Path To Heaven
17-To Messina
18-New World
19-Godfrey Dies
20-Godfrey Dies Alt 1
21-Godfrey Dies Alt 2
22-Shipwrecked
23-Saracen Fight
24-Saracen Fight Alt
25-To Jerusalem
26-Golgotha
27-Golgotha Alt
28-My Lord
29-My Lord Alt
30-Religion
31-Raid
32-Good Knight
33-Two Faces
34-Two Faces Alt

CD 2:

1-The King
2-The Pilgrim Road
3-Ibelin
4-Sibylla Visits
5-Washing
6-Caravan Road
7-Kerak Castle
8-Battle Of Kerak Alt
9-Battle Of Kerak Alt 1
10-Battle Of Kerak Alt 2
11-Battle Of Kerak Alt 3
12-Battle Of Kerak Alt 4
13-Terms
14-Guy Power
15-An Understanding
16-Marry Sibylla
17-Better Man
18-King Dead
19-King Dead Alt
20-Templar Fight
21-Leprosy
22-Rape And Pilage
23-Kill The Messenger
24-To War
25-Desert Thirst
26-Corale
27-They're Here
28-They're Here Alt End
29-They're Here Alt

CD 3:

1-Rise A Knight
2-Almaric's Peerage
3-Fireballs
4-Fireballs Alt
5-2nd Day Of War
6-2nd Day Of War Alt
7-Haircut
8-Flag Up
9-Night Burial
10-Night Burial Alt
11-Door Into Jerusalem
12-Wall Breached
13-Wall Breached Alt
14-Ask For Terms
15-Everything
16-Muslim Jerusalem
17-Muslim Jerusalem Alt
18-Smelly Wood
19-Ibelin Song

Ed ecco i link:

France 1186:


Valhalla/Viking Victory:


L'ULTIMO DEI MOHICANI (1992)


Da grandissimo appassionato ed amante della cultura dei Nativi Americani (guai a voi se li chiamate Indiani o Pellerossa, sono entrambi fuori luogo ed offensivi!) non potevo non amare questo magnifico film di Michael Mann. E naturalmente la colonna sonora, composta da Trevor Jones, non poteva essere da meno. Il compositore è riuscito a cogliere tutte le sfumature delle musiche tipiche della cultura nativa americana, riuscendo a fonderle completamente con le ambientazioni della trama, lasciando incantati gli spettatori. Vi lascio la tracklist dei 2 cd ed il link della canzone più famosa della colonna sonora, Promentory, con lo stralcio di film in cui la si può ascoltare, ovvero la battaglia finale (l'altra mia canzone preferita, The Game, purtroppo non si trova su YouTube!). Buon ascolto!

TRACKLIST:

CD 1:

1-Main Title/Elk Hunt
2-The Camerons
3-Rally
4-The Game
5-The British Arrival
6-Cora
7-Tracking The War Party
8-Huron Attack
9-River Walk
10-No Scout
11-Discovery
12-The Glade Part I
13-The Glade Part II
14-Fort Battle
15-No Reinforcements
16-The Interest Of The Crown
17-Magua's Vow
18-Looking At You
19-The Courier
20-Broken Promises
21-Cora's Final Answer
22-Making Plans
23-The Kiss
24-Arrested

CD 2:

1-Munro's Office/Stockade
2-Parley/Magua's Story
3-Leaving The Fort
4-Being Watched
5-Massacre/Canoes
6-Sorrow
7-The Promise
8-I Will Find You
9-A New Prisoner
10-The Ways Of The Yengeese
11-The Great Sachem's Verdict
12-Promentory

Ed ecco il link:

Promentory:


ROBIN HOOD (2010)


Ebbene sì, torniamo a parlare di un altro film di Ridley Scott, uno degli ultimi da lui realizzato e con protagonista uno dei suoi attori preferiti, il mitico Russel Crowe. Sto parlando di Robin Hood, narrante la storia dell'arciere Robin Longstride prima che divenisse il famoso fuorilegge noto come Robin Hood, accompagnato dai suoi compagni di guerra durante le Crociate, che in seguito diverranno noti come l'Allegra Compagnia di Sherwood, con alcuni cambiamenti storici radicali ma sempre tipici del tocco artistico di Ridley. La colonna sonora, realizzata da Marc Streitenfeld, è davvero stupenda, impreziosita, come per Le Crociate, dal suono degli strumenti medievali, come il liuto suonato dall'amico di Robin, il guerriero-menestrello Alan-a-Dale. Ed è proprio il suo suono quello che vi farò ascoltare tramite il link dell'ultima traccia della colonna sonora, Merry Men, la mia canzone preferita. Eccovi la tracklist ed il video. Buon ascolto!

TRACKLIST:

1-Destiny
2-Creatures
3-Fate Has Smiled Upon Us
4-Godfrey
5-Ambush
6-Pact Sworn In Blood
7-Returning The Crown
8-Planting The Fields
9-Sherwood Forest
10-John Is King
11-Robin Speaks
12-Killing Walter
13-Nottingham Burns
14-Siege
15-Landing Of The French
16-Walter's Burial
17-Preparing For Battle
18-Charge
19-Clash
20-The Final Arrow
21-The Legend Begins
22-Merry Men

Ed ecco il link:

Merry Men:


Ed anche la seconda parte delle mie colonne sonore preferite termina qui. Spero che queste soundtracks vi siano piaciute e le abbiate apprezzate come avete fatto con quelle del primo articolo (un grazie enorme per tutte le vostre visualizzazioni e i vostri Mi Piace!) e vi do appuntamento alla prossima settimana con la terza e penultima parte sui tre film di Matrix!

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