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lunedì 25 novembre 2013

Recensione Flash: Benvenuto Presidente!


Anno e nazione di distribuzione: Italia 2013

Distribuzione: 01 Distribution

Genere: Commedia

Durata: 100 minuti

Cast: Claudio Bisio, Kasia Smutniak, Giuseppe Fiorello, Omero Antonutti, Remo Girone, Massimo Popolizio, Michele Alhaique, Cesare Bocci, Gianni Cavina, Patrizio Rispo, Pietro Sarubbi, Piera Degli Esposti, Gigio Morra, Federico Maria Galante

Regista: Riccardo Milani

Immaginate, per un momento, che la presidenza della Repubblica italiana venisse affidata, per un errore dei politici corrotti, ad un uomo onesto, retto e pulito fino al midollo che riesce a risollevare, nei modi più improbabili e meno ortodossi, le sorti del paese in tempi brevissimi.
Ecco, questo è ciò che vedrete in Benvenuto Presidente!, la nuova pellicola di Riccardo Milani con Claudio Bisio nei panni dell'improbabile presidente Giuseppe Garibaldi, bibliotecario precario e pescatore per hobby nominato dai partiti più forti del paese che, tentando di smuovere gli animi votando simbolicamente il vero Garibaldi, si ritrovano a constatare che esiste appunto un uomo con lo stesso nome e pienamente in regola per la carica più importante dello Stato italiano. Se all'inizio, Giuseppe si sente inadeguato nel rivestire tale ruolo, successivamente riesce ad assestare colpi potenti ai poteri forti e alla casta, aiutando i cittadini italiani e tutto il paese a riavere una dignità ed un lavoro con i fatti, e non con le chiacchiere. Il finale del film è tutto una sorpresa.
Come il precedente Viva L'Italia di Michele Placido, anche questo film ripropone, in maniera molto goliardica ma anche seria, la disastrata situazione italiana ridotta in questa maniera da politici che, come viene affermato nel film, si trovano lì perché rispecchiano in pieno i difetti di noi cittadini italiani, la maggior parte dei quali abituati a furbizie, sotterfugi e raccomandazioni.
Ciò che si vede nel film è alquanto utopico, ma non impossibile. Tutto sta nel cambiare prima noi stessi e poi il paese intero, viziato da brutte e radicate "abitudini". Riusciremo mai a salvarlo coi fatti concreti e non con parole buttate al vento? A voi la risposta.
Buona visione!

Il trailer:


Consigliato: Sì

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mercoledì 31 ottobre 2012

Dedicato a tutti quelli che stanno scappando...

La vita a volte diventa incomprensibile. Sbandiamo nei giorni. 
Non ci spieghiamo nemmeno come riusciamo a viverli quei giorni.
Poi un ricordo, un amico o semplicemente l'istinto di sopravvivenza ci dicono di correre. Fuggire da quella realtà. Perché cambiare la situazione che si sta vivendo è maledettamente più difficile. O forse non è possibile farlo.

Queste sono le idee alla base della trilogia della fuga di Gabriele Salvatores.
Sto parlando di Marrakech Express, Turnè e Mediterraneo. Questi film penso siano tre delle migliori pellicole del cinema contemporaneo italiano.
Alla base della trilogia c'è l'idea del viaggio come sinonimo di fuga da una realtà che consapevolmente o inconsapevolmente delude. Poi c'è l'amicizia, spesso motore di quel cambiamento necessario.
I cast dei tre film sono eccezionali, molti gli attori feticcio del regista napoletano, da Diego Abatantuono a Claudio Bisio, da Gigio Alberti a Giuseppe Cederna.
Ogni film contiene tante scene memorabili e molte perle di saggezza.


"Ci hai mai pensato al fatto che saremo gli ultimi che hanno i ricordi in bianco e nero?

Le foto dei nostri genitori, quelle delle vacanze, i programmi della televisione...
Ma chi se li ricorderà più? <<La Nonna del Corsaro Nero>>...<<Belfagor>>.
Siamo una tribù in via di estinzione, altro che balle."


Marrakech Express è del 1989.
Quattro amici, ultra trentenni, decidono di partire per aiutare il quinto del gruppo arrestato in Marocco per detenzione di hashish.
Sulle note de L'anno che verrà di Lucio Dalla, i quattro, tornando a casa, comprenderanno di non aver cambiato il mondo e nemmeno le loro vite. Tante scene indimenticabili, eccone alcune:

La cioccolata e l'accrocchio:


Si parte...e il fumo?



La scena più divertente del film è sicuramente quella della partita Italia - Marocco, giocata nel deserto. La scena è stata ripresa anche in Tre uomini e una gamba di Aldo, Giovanni e Giacomo.

Italia - Marocco...ce la giochiamo a calcio:


"Uno passa la vita a farsi dire che prima è troppo giovane, poi dopo diventa troppo vecchio...Ci sarà una fase centrale in cui uno deve correre, no?"

Turnè, 1990: un roadmovie in giro per l'Italia.
Due attori, amici, innamorati della stessa donna. Ironia e malinconia ben equilibrate tra di loro per il film più riflessivo della trilogia. E se una donna non sa scegliere, per fortuna c'è l'amicizia.
Mi sono innamorata di questo film dalla scena iniziale:

L'inizio del viaggio:




"Avevamo tutti, più o meno, quell'età in cui non hai ancora deciso se mettere su famiglia o perderti per il mondo..."


Mediterraneo è del 1991. Vincitore dell'Oscar come Miglior Film Straniero nel 1992.
Otto soldati italiani, durante la seconda guerra mondiale, vengono inviati in un'isoletta greca di dubbia importanza strategica. Ci rimarranno tre anni. Il mondo si dimentica di loro e loro si dimenticano del mondo. Di quel mondo in conflitto e allo sbando. Tornati a casa, in Italia, rimpiangeranno la libertà del Mediterraneo.
Secondo me, il film più bello di tutta la trilogia. Alcune scene:

Una razza una faccia:



Mi si secca il colore:


Anche in questo film troviamo una partita di calcio, ed è un po' come la fine delle vacanze.

Ti sto ipnotizzando nasino?



Gli anni trascorsi sull'isola non sono pesati ai soldati, anzi. Devono tornare a casa, la vita adulta attende di essere vissuta. C'è da fare l'Italia.

Minchia, tre anni!



Termino con due delle scene più belle del film:

Il senso della vita secondo Lorusso:


Una serata particolare:


Buona fuga!

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