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giovedì 18 febbraio 2016

Recensione Flash...Oscar 2016: La grande scommessa


Anno e Nazione di Produzione: USA 2015

Titolo originale: The big short

Distribuzione in Italia: Universal Pictures

Genere: Drammatico

Durata: 130 minuti

Cast: Christian Bale, Steve Carell, Ryan Gosling, Brad Pitt, Marisa Tomei, Melissa Leo, Rafe Spall, Max Greenfield, Margot Robbie

Regista: Adam McKay

Stati Uniti, 2005. Il mercato immobiliare è tra i più fiorenti, le banche si crogiolano nella loro infinita liquidità. La gente compra case e accende mutui. Tutti contenti? No. Come dice il vecchio adagio latino, "Nemo profeta in patria": è quello che accade a Michael Burry, titolare di un fondo finanziario, che leggendo tra le righe, ignorando i bilanci floridi delle agenzie di rating, e analizzando i dati, scopre che l'intera economia mondiale non soltanto quella degli Stati Uniti, sta andando incontro ad un immenso default che partirà proprio dal mercato immobiliare, in quel momento così di successo. Burry, con altri professionisti del mondo della finanza come Mark Baum e Jared Vennett, comprende che è il momento di investire contro il mercato immobiliare americano. Di scommettere sul suo collasso.


Credo che La grande scommessa sia tra i film più interessanti in lizza per gli Oscar 2016. Certo, non è un film facile da seguire (per delucidazioni clicca ---> QUI). La materia trattata, finanza e banche, non è di immediata comprensibilità. Ma la forza del film sta, oltre che nelle interpretazioni, soprattutto nell'aver reso semplice, attrattiva ed interessante una vicenda che, spremuta all'osso, affastella solo numeri, dati e sigle incomprensibili nella mente dei comuni mortali: mitico il "Fuck off" di Margot Robbie beatamente a mollo nella vasca da bagno. La forza del film sta in questi siparietti geniali, durante i quali personalità assolutamente estranee al mondo della finanza spiegano, attraverso il proprio 'linguaggio tecnico', tematiche dell'alta finanza.
Il ritmo del film, molto vivace, contribuisce a non far calare l'attenzione, così come i dialoghi. Il lungometraggio di Adam McKay incassa importanti nomination agli Academy Awards, tutte assolutamente meritate. O quasi: senza nulla togliere a Christian Bale, io la nomination l'avrei data a Steve Carell con un'interpretazione molto più incisiva (tralasciando la zazzerina bionda che gli hanno messo in testa). 
Un film difficile ma importante, per questo dobbiamo ringraziare McKay che sceglie il cinema come mezzo di comunicazione per svelare mondi sommersi, altarini e segreti che la gente comune non avrebbe mai scoperto. Che gli squali della finanza non esistono. Gli sciacalli sì.

Il trailer:


Consigliato: Sì

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venerdì 9 agosto 2013

Recensione Flash: Gangster Squad


Anno e nazione di produzione: USA 2013

Distribuzione in Italia: Warner Bros

Genere: Thriller

Durata: 113 minuti

Cast: Sean Penn, Josh Brolin, Ryan Gosling, Emma Stone, Nick Nolte, Robert Patrick

Regista: Ruben Fleischer

Immediato dopoguerra, la brava gente di Los Angeles preferisce non accorgersi che la città, anche grazie a molti agenti della polizia e giudici conniventi, sta cadendo nelle mani del pugile ebreo Mickey Cohen. Assetato di potere e denaro, il boss sta costruendo un vero e proprio impero del malaffare: droga, prostituzione, scommesse. Nessuna esitazione nell'eliminare qualsiasi ostacolo al suo folle piano di conquista della città degli angeli. I pochi poliziotti onesti preferiscono non mettersi contro Cohen. Tranne uno, il detective John O'Mara. Supportato dal capo della Polizia losangelina, Bill Parker, O'Mara mette su una squadra e dichiara guerra a Cohen. La posta in gioco per entrambi è alta e sono pronti a tutto per difendere ciò che hanno di più caro al mondo.
Il film, tratto da una storia vera e basato sul romanzo di Paul Liebermann, era molto atteso soprattutto per la presenza di grandi nomi nel cast che raggruppa certezze del cinema americano e stelle in ascesa. Ma il regista Fleischer ha decisamente toppato: sicuramente il ritmo è buono, non ci si annoia nemmeno un po'. Ma a partire dalla caratterizzazione dei personaggi fino al massiccio uso dello slow motion, il lungometraggio fa pensare a una scatola vuota, un grande circo per intrattenere gli spettatori e nulla più. Spreco di bravura per personaggi stereotipati e prevedibili, che non sono stati arricchiti di nessuna sfaccettatura: il boss assetato di potere (Sean Penn), l'ex soldato ligio al dovere (Josh Brolin), il poliziotto colpito negli affetti che giura vendetta (Ryan Gosling), la ragazza che voleva diventare attrice e finisce in un brutto giro (Emma Stone) e così via. Digressione estetica: vogliamo parlare delle sopracciglia depilate di Sean Penn? Il caro Sean non è decisamente sto' gran figo ma conciato così penso che il regista glie voleva male! 
Se amate l'azione, vecchie storie di gangster e pallottole questo film fa per voi. Altrimenti statene alla larga.

Il trailer:


Consigliato: No

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