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domenica 21 ottobre 2012

Tutti per Gabriele



Ogni tanto mi piglia la malinconia delle belle serie TV di qualche anno fa, così in questi giorni sto rivedendo Stiamo bene insieme: andata in onda su Rai 2 nel 2002, è la storia di sei studenti che condividono casa a Roma, tra speranze per il futuro e problemi nel presente. Ad interpretare uno dei protagonisti c'è un attore che all'inizio io pensavo fosse realmente calabrese, come il suo personaggio. E invece no, perché Gabriele Mainetti è romano de Roma, e quello che io avevo scambiato per il suo accento natio, altro non è che bravura.



Gabriele è laureato in Storia e critica del cinema, ha studiato recitazione a Roma con Francesca de Sapio, ha frequentato corsi di regia e direzione della fotografia a New York, e tanto altro ancora...insomma, mica cotica! Eppure vederlo in TV è difficile. Ma lui, pieno di entusiasmo e interessi, si butta a capofitto in tanti progetti. Ha diretto molti cortometraggi, tra cui Basette con Valerio Mastrandrea, Luisa Ranieri e Marco Giallini, e l'ultimo, Tiger Boy nel 2012. Entrambe i corti hanno ricevuto premi importanti: Basette, liberamente ispirato al manga e anime Lupin III, ha vinto il premio come Miglior corto al Sardinia Film Festival e al Festival del Corto di LA7; Tiger Boy che già dal nome fa riferimento al cartone animato giapponese L'uomo tigre, racconta la storia di un bambino di nove anni e della sua richiesta d'aiuto. Quest'ultimo corto di Gabriele è stato selezionato nella cinquina finale ai David di Donatello 2012, ha vinto il premio come Miglior Regia al Roma Creative Contest 2012, e al Giffoni Film Festival 2012 ha avuto un ottimo riscontro, posizionandosi al secondo posto e ricevendo il Premio del Comune di Giffoni Valle Piana.
Ecco l'intervista a Gabriele al Giffoni: Tiger Boy al Giffoni Film Festival 2012.
In TV oltre che in Stiamo bene insieme, l'attore ha recitato in Un medico in famiglia 2, Crimini nell'episodio Rapidamente diretto dai Manetti Bros. insieme a Gabriella Pession, La nuova squadra e in una delle rare serie guardabili di Mediaset, Tutti per Bruno.



Gabriele nei suoi ultimi lavori mi è piaciuto tantissimo: era già bravo ma con gli anni ha acquistato sicurezza e migliorato le sue capacità recitative. Tutti per Bruno ha avuto un discreto successo di pubblico (mio parere: finalmente una serie TV senza Gabriel Garko), ma non di critica, che ha accusato la nuova serie di essere un soggetto già visto e recitato male. I critici non sono mai contenti, però concordano nel dire che il personaggio di Luca Corsari, interpretato da Gabriele, ha messo in ombra con la sua storyline e soprattutto con la sua ottima interpretazione, Claudio Amendola e Antonio Catania.
Gabriele ha le idee chiare su ciò che vuole diventare da "grande", in un'intervista ha detto: "Io recito solo quando ho bisogno di finanziare un corto, ma lo faccio solo quando ci sono tutte le condizioni per divertirsi". La stoffa per fare il regista ce l'ha: me li immagino tutti i premi vinti, in fila su qualche ripiano. E gli auguro, non solo di cortometraggi.
Intanto, noi spereremo sempre che lui sia alla ricerca di finanziamenti per il suo lavoro di regista, così potremo rivederlo in TV. Di attori cani ne sono pieni la TV e il cinema, ma i professionisti preparati scarseggiano.


INCURSIONI CINEMANIACHE

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venerdì 5 ottobre 2012

Salvuzzo piace sempre!

Per fortuna che c'è la Rai.
Altrimenti saremmo abbandonati ad una programmazione televisiva, come direbbe Gabriel Garko, da peccato e vergogna. Mediaset ce vuole male.
Ovviamente anche la Rai sbaglia: manda in onda fiction che non valgono nulla e interrompe quelle poche che valgono qualcosa. Volete degli esempi? Per me sono state raccapriccianti Violetta con Vittoria Puccini e Anita con Valeria Solarino. Fiction cancellate e perse nell'etere? Medicina Generale e Il commissario Manara.
Eppure, il canone lo pago perché nutro ancora speranza. E questa speranza è alimentata da fiction come Il Giovane Montalbano



Prequel delle avventure del più famoso commissario d'Italia, la fiction andata in onda questa primavera ha mietuto ascolti record come il suo "fratello" maggiore. E ciò non è dovuto semplicemente alle splendide indagini scritte da Andrea Camilleri, ma anche ad una squadra di lavoro di valore e un cast azzeccatissimo.
Salvo Montalbano è impersonato da Michele Riondino: proiettato verso il cinema e la fiction, è la nuova promessa del panorama italiano. L'attore pugliese ha colto in pieno la particolare psicologia del commissario di Vigata, evidenziando con ironia luci e ombre del giovane Salvuzzo.
Il fimminaro Mimì Augello ha il volto di Alessio Vassallo: il giovane attore ha lavorato prevalentemente nella fiction, tra le quali l'esperimento siciliano di Giovanni Minoli, Agrodolce. Più narcisista che mai, il Mimì di Vassallo non ha nulla da invidiare a quello maturo di Cesare Bocci.
Il padre di Fazio è interpretato dal bravissimo Andrea Tidona, c'è bisogno che dica qualcosa su di lui? Penso di no.
Livia è appena arrivata nella vita di Salvo, e quindi è piena di entusiamo ed energia, non conosce ancora il commissario nei suoi giorni di umore nivuro. La giovane Livia è impersonata dalla brava Sarah Felberbaum.




Gli altri interpreti sono volti sconosciuti o quasi, ed è anche questo il bello delle fiction su Montalbano: si vedono volti nuovi, e lo spettatore si illude che sia un viaggio reale nella  Sicilia di tutti i giorni.
L'altra protagonista è proprio la Sicilia con i suoi paesaggi aspri, il mare di Marinella e la sua cucina, di cui Adelina, la cammarera di Montalbano, è una delle più sagge depositarie.
Montalbano in questa fiction è ancora figlio, è inesperto e crede ancora nei suoi ideali di Stato e giustizia. 
Insomma non lo conosciamo questo giovane commissario, ma anche se 'cchiù nico, Salvuzzo si può solo amare.


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