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giovedì 20 ottobre 2016

Mini-recensione de I Medici ovvero: la rivincita degli streaming addicted


Ok, arrivo in ritardo a parlarvi de I Medici - Masters of Florence, ma arrivo!

Allora, breve recensione per dirvi cosa ne penso e per celebrare, dopo secoli, finalmente una produzione internazionale targata Rai che ha momentaneamente abbandonato gli Scenegggggggiati che piacciono tanto al pubblico italico (per fortuna, non tutto) e ha provato a buttarsi nella mischia delle grandi serie TV. Io manco c'avrei provato sapendo che avrei dovuto fronteggiare prodotti made in UK e USA! Ma va bene, tentare nuoce solo alle tasche dei contribuenti. Però, non sono mai stata così contenta come questa volta dato che parte del mio canoncino è andato nelle saccocce dello scozzese più bello del mondo: Richard Madden *_____*




Tanta bellezza dovrebbe essere resa ILLEGALE!!!
Rieccolo, dopo Game of Thrones in costume: ma quanto ci era mancato vederlo con mantello e spada sguainata??? Manca solo un metalupo.

Comunque, tornando alla recensione: per il cast un melting pot di nazionalità dove è forte la presenza italiana. Tra i tanti Miriam Leone (a questa ce la dobbiamo beccà sempre), Alessandro Preziosi, Guido Caprino (che mi è piaciuto tanto tanto tanto, bravo come sempre) e Lino Guanciale. Che??? Vi starete chiedendo se sono per caso una stalker dell'attore, lo vedo anche quando non c'è. Niente affatto, semplicemente il buon Lino come la Leone ce lo dobbiamo beccare in ogni fiction Rai, e in questa ha avuto l'onore di doppiare il bel Madden perché la fiction, ovviamente, è stata girata in inglese.
Il cast anglofono, appunto, spicca di più per doti recitative in primis proprio Madden che dimostra di saper destreggiarsi tra il Cosimo ragazzo e il Cosimo adulto, donandogli allo stesso tempo innocenza e carisma. Cosa dire di Dustin Hoffman? Nulla, lui è Dustin Hoffman, sarebbe bravo anche stando zitto. Ma della serie TV cosa ne penso? Non ha il pathos e la spettacolarità che è cifra stilistica delle serie TV oltreoceano, oppure la cura maniacale delle produzioni inglesi ma, I Medici è ben fatta, avvince e invoglia alla visione.
Ascolti stellari, e spettatori italiani impazziti: se frequentate TV Show Time (app su smartphone) sapete il perché. L'orgoglio italico finalmente riscattato dato che, per una volta, siamo noi a vedere qualcosa in anteprima assoluta. Inglesi e statunitensi devono aspettare fine ottobre per vedere la serie TV. Buoni spoiler a voi amici anglofoni! Abbiamo avuto finalmente la nostra rivincita, quella degli streaming addicted!
Vi lascio alcune "testimonianze" davvero esilaranti e...buona visione de I Medici!














giovedì 29 novembre 2012

Gli imperdibili di mamma Rai

In principio fu l'Odissea con Bekhim Femiu.
Prima grande coproduzione internazionale di Dino de Laurentis, acquistata in tanti paesi, e che riscosse ovunque molto successo. Poi ci furono I Promessi Sposi con l'indimenticabile Don Abbondio di Alberto Sordi, il grandissimo successo di Sandokan con Kabir Bedi, trasmesso dalla Rai negli anni Settanta. Ancora, Cristoforo Colombo interpretato da Gabriel Byrne e diretto da Alberto Lattuada. Un altro grande successo della rete ammiraglia, questa volta degli anni Ottanta, è La Piovra che rese famoso Michele Placido; nel cast troviamo anche Toni Sperandeo e Vittorio Mezzogiorno.
Tornando ad oggi, sicuramente il miglior prodotto della Rai è Il Commissario Montalbano, tratto dai romanzi dello scrittore Andrea Camilleri. Il commissario più famoso d'Italia ha il volto del bravissimo Luca Zingaretti, mentre ne Il giovane Montalbano è interpretato da Michele Riondino.
Due fiction che, purtroppo, hanno perso qualcosa dalla messa in onda della prima stagione sono sicuramente Tutti pazzi per Amore e Il commissario Manara; la prima ha messo da parte una azzeccata protagonista (Stefania Rocca) e ha dimenticato la divertente originalità che la contraddistingueva. Secondo me, da vedere fino alla seconda stagione, nonostante la stonata presenza di Antonia Liskova. Il commissario Manara, interpretato da Guido Caprino, non ha saputo sfruttare la chance della seconda stagione. E infatti la fiction non è stata rinnovata.
Ma voglio parlarvi anche di...

Coco Chanel


con Shirley MacLaine, Barbora Bobulova, Malcolm McDowell, Olivier Sitruk, Valentina Lodovini, Sagamore Stévenin

La miniserie sulla vita della più grande stilista del Novecento va in onda su Rai Uno nell'ottobre del 2008. Co-produzione tra Italia (Rai Fiction e Lux Vide), USA e Francia.
Gli spettatori seguono la storia di Gabrielle Chanel dall'infanzia fino all'età adulta; mademoiselle Chanel è impersonata da Barbora Bobulova e dalla mitica Shirley MacLaine. Entrambe le interpretazioni rendono la miniserie indimenticabile. Pioggia purtroppo solo di nominations per la MacLaine, ai Golden Globe, agli Screen Actor's Guild Awards e agli Emmy.
Una donna forte e indipendente che ha cambiato il mondo della moda, sorprendendo tutti.


Sissi


con Cristiana Capotondi, David Rott, Licia Maglietta, Christiane Filangieri

Una coproduzione tra Germania (ZDF), Austria e Italia, andata in onda nel marzo 2010.
La storia della più amata imperatrice d'Austria risulta più "vera" in questa versione che nei film fiabeschi con Romi Schneider e Karlheinz Böhm.
Nonostante ci siano parecchi errori storici, la miniserie ha un grande successo, anche grazie all'ottimo cast. Cristiana Capotondi, a tratti con la voce troppo impostata forse a causa del successivo doppiaggio in italiano, grazie alla sua buona interpretazione dona all'imperatrice nuove sfaccettature.
Duemila comparse, le riprese ambientate nei luoghi in cui Sissi ha realmente vissuto come la reggia di Schönbrunn o il castello di Miramare a Trieste, 20 carrozze storiche, 700 costumi: da vedere.


Guerra e Pace


con Alessio Boni, Clemence Poesy, Malcolm McDowell, Violante Placido, Brenda Blethyn, Ana Caterina Morariu, Valentina Cervi

Un cast stellare, quattro puntate andate in onda nell'ottobre del 2007. Record di ascolti per questo kolossal, come non se ne vedevano da un po' sulla Rai.
Il classico di Lev Tolstoj viene ovviamente spogliato delle riflessioni dell'autore su vari aspetti della vicenda, preferendo evidenziare le storie d'amore e la Storia della campagna di Russia di Napoleone. Magari l'epopea tolstoniana ne esce un po' banalizzata secondo i più pignoli, ma la miniserie è comunque di pregio.


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venerdì 5 ottobre 2012

"Allora, dove eravamo rimasti?" Analisi dell'Enzo Tortora di Tognazzi

Il famoso "caso Enzo Tortora" è stato una delle pagine più nere della storia d'Italia e del suo sistema giudiziario: un uomo, giornalista e conduttore televisivo amato dal pubblico ma soprattutto onesto cittadino, viene condannato per associazione a delinquere di stampo camorristico e spaccio di stupefacenti da giudici che si sono sempre e solo basati su prove scialbe e su testimonianze di pentiti di camorra e calunniatori che cercavano solo una diminuzione della pena e la notorietà, senza avere il minimo risentimento per aver distrutto la vita di una persona, in quattro anni di inferno.


La vicenda, dopo quasi 25 anni dalla morte di Enzo Tortora, è stata ricordata domenica 30 settembre e lunedì 1 ottobre, dalla fiction in due puntate Il Caso Enzo Tortora: Dove Eravamo Rimasti? del famoso attore e regista italiano Ricky Tognazzi, di cui è regista ed interprete dello stesso Tortora. In due episodi, la miniserie TV ripercorre lo spaccato di vita del presentatore dal 1983, anno in cui viene condannato, al 1987, quando viene finalmente scagionato da tutte le ignobili accuse e può finalmente tornare, anche se purtroppo per poco meno di un anno, a condurre il suo amato programma Portobello, assistito come sempre dalla cara sorella Anna.


A mio parere, salvo la questione del "tutto in famiglia" (Tognazzi ha scelto sua moglie Simona Izzo per il soggetto e la sceneggiatura, mentre il figlio della sua consorte, Francesco, avuto dalla precedente relazione con Antonello Venditti, ha ottenuto il ruolo di Ruggero, il compagno di cella di Tortora) a cui Tognazzi non è nuovo, la fiction è davvero molto bella: gli attori hanno saputo interpretare molto bene i loro ruoli, a partire in primis dallo stesso Tognazzi che ha impersonato impeccabilmente il presentatore ligure, sia nell'aspetto fisico che nella dizione italiana, per continuare poi con la brillante Carlotta Natoli nel ruolo di sua sorella Anna, del bravo Thomas Trabacchi nel ruolo dell'avvocato di Tortora, Raffaele Della Valle (piccola curiosità: lo sapevate che la Natoli e Trabacchi nella realtà sono sposati?), concludendo infine con il mitico Enzo De Caro, nel ruolo del giudice della corte d'appello, Mariani, che si è prodigato fino all'ultimo per accertare l'innocenza di Tortora, a dimostrazione del fatto che ogni tanto la giustizia italiana viene ancora rappresentata da gente per bene e che la Rai sforna ancora belle fiction con grandi attori (peccato che questa settimana andrà in onda la fiction dal nome che sembra più uno scioglilingua, con la Ferilli in stile "Robin Hood de' noantri"!).


Ma tornando alla fiction, ciò che mi ha colpito di più è stato come Tognazzi sia riuscito a dimostrare egregiamente le numerose falle, già esistenti trent'anni fa, nel sistema giuridico italiano, dove i criminali la facevano da padrone (come oggi d'altronde, solo che ai giorni nostri i criminali si chiamano politici) e i magistrati, salvo casi eccezionali, abbassavano tranquillamente il capo, a discapito degli onesti cittadini.
Ma, aspetto ben più importante, Tognazzi ha mostrato, interpretando il povero Enzo, la stessa identica caparbietà del conduttore nel portare avanti la sua lotta contro la giustizia pur di dimostrare la sua totale innocenza, impresa che alla fine gli è riuscita, grazie alla corte del tribunale di appello, dei suoi amici di cella e dei suoi due avvocati che lo hanno sempre appoggiato, tutto questo però a svantaggio della sua ormai cagionevole salute.


Purtroppo Tortora è stato uno dei tanti casi italiani, anche meno noti, di errori giudiziari che hanno distrutto la vita di gente totalmente innocente. Con il nostro sistema ce ne saranno ancora altri perché nonostante il tentativo di riforma, avviato dopo la chiusura del caso di Enzo, con il referendum sulla responsabilità civile dei magistrati, votato ed avallato all'unanimità, nulla è ancora cambiato. Infatti poco dopo il referendum fu abrogato. Che dobbiamo fare, this is Italy.
Per quanto riguarda Enzo, vorrei concludere lasciando un ricordo di lui: il magnifico e commovente video del ritorno a Portobello, con la standing ovation del pubblico e il famoso discorso di Tortora, provato dalla vicenda che lo ha colpito e dal destino che lo ha ingiustamente punito, strappandolo via alla vita poco dopo la sua vittoria nel processo, nel 1988.


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Salvuzzo piace sempre!

Per fortuna che c'è la Rai.
Altrimenti saremmo abbandonati ad una programmazione televisiva, come direbbe Gabriel Garko, da peccato e vergogna. Mediaset ce vuole male.
Ovviamente anche la Rai sbaglia: manda in onda fiction che non valgono nulla e interrompe quelle poche che valgono qualcosa. Volete degli esempi? Per me sono state raccapriccianti Violetta con Vittoria Puccini e Anita con Valeria Solarino. Fiction cancellate e perse nell'etere? Medicina Generale e Il commissario Manara.
Eppure, il canone lo pago perché nutro ancora speranza. E questa speranza è alimentata da fiction come Il Giovane Montalbano



Prequel delle avventure del più famoso commissario d'Italia, la fiction andata in onda questa primavera ha mietuto ascolti record come il suo "fratello" maggiore. E ciò non è dovuto semplicemente alle splendide indagini scritte da Andrea Camilleri, ma anche ad una squadra di lavoro di valore e un cast azzeccatissimo.
Salvo Montalbano è impersonato da Michele Riondino: proiettato verso il cinema e la fiction, è la nuova promessa del panorama italiano. L'attore pugliese ha colto in pieno la particolare psicologia del commissario di Vigata, evidenziando con ironia luci e ombre del giovane Salvuzzo.
Il fimminaro Mimì Augello ha il volto di Alessio Vassallo: il giovane attore ha lavorato prevalentemente nella fiction, tra le quali l'esperimento siciliano di Giovanni Minoli, Agrodolce. Più narcisista che mai, il Mimì di Vassallo non ha nulla da invidiare a quello maturo di Cesare Bocci.
Il padre di Fazio è interpretato dal bravissimo Andrea Tidona, c'è bisogno che dica qualcosa su di lui? Penso di no.
Livia è appena arrivata nella vita di Salvo, e quindi è piena di entusiamo ed energia, non conosce ancora il commissario nei suoi giorni di umore nivuro. La giovane Livia è impersonata dalla brava Sarah Felberbaum.




Gli altri interpreti sono volti sconosciuti o quasi, ed è anche questo il bello delle fiction su Montalbano: si vedono volti nuovi, e lo spettatore si illude che sia un viaggio reale nella  Sicilia di tutti i giorni.
L'altra protagonista è proprio la Sicilia con i suoi paesaggi aspri, il mare di Marinella e la sua cucina, di cui Adelina, la cammarera di Montalbano, è una delle più sagge depositarie.
Montalbano in questa fiction è ancora figlio, è inesperto e crede ancora nei suoi ideali di Stato e giustizia. 
Insomma non lo conosciamo questo giovane commissario, ma anche se 'cchiù nico, Salvuzzo si può solo amare.


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mercoledì 3 ottobre 2012

Sì, cambiare


Quando la Rai decide di rischiare, dimostra di avere coraggio nel proporre al pubblico qualcosa di nuovo. Dà la possibilità a registi o attori di poter sperimentare. Quando un prodotto è di qualità il pubblico, quello intelligente, lo comprende. Degli esempi? Subito.
Parlo di Alessio Boni e Gianmarco Tognazzi.

Per la seconda stagione di Tutti Pazzi per Amore, tra i nuovi personaggi della serie (tra cui la sfortunatissima sostituzione di Stefania Rocca con Antonia Liskova) compare Alessio Boni. In un ruolo comico non si era mai visto. Quindi il Matteo Carati della Meglio Gioventù o il tormentato Caravaggio sono ben presto dimenticati. L’attore, dall'aspetto fisico al modo di parlare e muoversi, cambia radicalmente. E nella sua nuova pelle è credibilissimo.



Molti avranno pensato che sarebbe stato fuori luogo, Alessio ha sempre dimostrato di preferire ruoli drammatici. Della sua verve comica nemmeno l’ombra. Ed invece ha sorpreso tutti. Lo stesso attore afferma, in un’intervista, che il primo ad aver paura nell'accettare il ruolo era proprio lui. Ce l’avrebbe fatta ad interpretare un personaggio così fuori dal mondo? L’uccellaro (così lo apostrofa Monica/Carlotta Natoli nella fiction) gli riesce benissimo!



Quando bravura e voglia di rischiare si incontrano, il risultato non può essere che positivo.


Tutte le volte che la Rai si cimenta con i classici della letteratura, il successo è sempre dietro l’angolo. Sto parlando di David Copperfield (2009), premiato con ottimi ascolti. Su Canale 5 andava in onda il Grande Fratello: battuto. Per il pubblico italiano c’è speranza.



David Copperfield era interpretato da Giorgio Pasotti, nel cast troviamo anche Maya Sansa, e poi Gianmarco Tognazzi che presta il volto al viscido Uriah Heep.



Interpretare questo personaggio, così diverso dai suoi ruoli consueti, è stata una sfida per lo stesso Gianmarco. L’attore racconta che il suo personaggio ha una psicologia complessa, malsana. Tognazzi doveva perdersi nella sua cattiveria, assumendo ogni sfaccettatura dello spregevole Uriah. Il risultato è stato un cattivo perfetto.

Cara mamma Rai, che ne dici di replicare questi due esperimenti?


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