giovedì 7 novembre 2013

Recensione Flash: Bling Ring


Anno e Nazione di Produzione: USA, Gran Bretagna, Francia, Germania, Giappone 2013

Titolo Originale: The Bling Ring

Distribuzione in Italia: Lucky Red

Genere: Drammatico

Durata: 90 minuti

Cast: Israel Broussard, Katie Chang, Taissa Farmiga, Emma Watson, Claire Alys Julien, Georgia Rock

Regista: Sofia Coppola

Los Angeles. Le sue colline pullulano di ville delle star. Personaggi famosi che, con le loro vite e i loro vizi, vivono accanto ai "comuni mortali". Tutti vorrebbero assaporare le loro esistenze esagerate tra macchine di lusso, feste e capi firmati. Soprattutto i ragazzi, quelli su cui il glamour fa più presa. Rebecca e l'amico Marc passano così dall'ammirazione all'emulazione. Tappa obbligata: il furto. Il loro hobby preferito, che diventerà anche quello delle altre ragazze della banda che verrà poi chiamata The Bling Ring, sarà quello di "visitare" le case dei divi in loro assenza, e portare a casa qualche "souvenir".
Tratto da una storia vera, il nuovo film di Sofia Coppola ancora una volta parla di adolescenti. Rispetto ai suoi film precedenti, questi nuovi adolescenti di Sofia non hanno nulla di poetico, non hanno un'aria smarrita, non hanno bisogno di sicurezze o affetto. Hanno bisogno di cose, di cose belle. Di status symbol, quelli dei vip. Diventa una dipendenza, quella di accumulare vestiti, borse, spendere soldi perché è così che si dovrebbe vivere. Anche loro così diventano dei divi. Il carcere sarà un po' la loro vetrina mediatica, dalle sbarre si potranno osservare questi fenomeni da baraccone dei tempi moderni. Poveri adolescenti, poveri dentro.
I protagonisti sono freddi, ciò che li fa sembrare "vivi" sono solo le griffe e la vita notturna da star che rubano e imitano. Sofia Coppola li "spia" nelle loro scorribande e si limita a narrare gli eventi affinché il pubblico poi possa apprendere la "morale" di un mondo al limite. Ben fatto, con un bel cast ma il mio preferito rimarrà Lost In Translation. Insomma, lasciatemi sognare.
Dimenticate Charlotte, Lux Lisbon, Marie Antoinette o la giovane Cleo: questa volta Sofia Coppola fa sul serio. Basta favole, la realtà è ben più spaventosa e non può essere ignorata.

Il trailer:



Consigliato: Nì 

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mercoledì 6 novembre 2013

Recensione Flash: Two Mothers



Anno e Nazione di Produzione: Francia, Australia 2013

Titolo Originale: Adore

Distribuzione in Italia: BIM Distribution

Genere: Drammatico

Durata: 100 minuti

Cast: Naomi Watts, Robin Wright, Xavier Samuel, James Frecheville, Ben Mendelsohn

Regista: Anne Fontaine

Roz e Lil sono amiche fin da piccole. Inseparabili, hanno condiviso quasi tutto. Non avrebbero mai immaginato però che un giorno l'una si sarebbe innamorata del figlio dell'altra. Succede che il marito di Roz, Harold, accetta un lavoro a Sidney. I quattro continuano a vivere le loro vite come sempre, fino a quando il figlio di Roz, Tom, sorprende la madre con il figlio di Lil, Ian. Qualche giorno dopo, Lil e Tom li seguiranno.
Sicuramente l'ultimo film di Anne Fontaine è diverso dai suoi precedenti. La regista di origini lussemburghesi decide di scandalizzare, di essere originale e dall'opera "Le Nonne" di Doris Lessing confeziona questo film che definire patinato è riduttivo. La storia sicuramente è affascinante, solletica quel dark side che, preoccupati, tutti si affannano a nascondere o a mettere a tacere. E anche le dinamiche tra i quattro protagonisti avvincono: la prima coppia a formarsi è quella di Roz e Ian, tra le due quella alla cui base c'è davvero un sentimento. Lil e Tom iniziano ad amarsi di riflesso e per vendetta, e la loro coppia è anche la meno forte, quella che destabilizzerà sempre l'altra. I quattro dapprima cercano di mettere fine alla cosa, non riuscendoci si costruiscono la loro nuova quotidianità, la loro normalità. Sono chiusi al mondo esterno, si influenzano a vicenda e si tradiscono. Un giorno, la "vera" normalità busserà alla loro porta e momentaneamente dovranno separarsi.
Tra Naomi Watts e Robin Wright ho preferito la seconda, mi ha trasmesso di più ed è l'unica che realmente tra le due fa percepire allo spettatore il suo cambiamento, il suo invecchiare nel corso della vicenda. Xavier Samuel e James Frecheville hanno recitato col corpo infatti la regista focalizza l'attenzione sulla loro fisicità, sulla loro giovinezza da contrastare alla "maturità" delle loro madri. Belli e bravi (at)tentatori delle splendide quarantenni.
Il film della Fontaine vorrebbe scandalizzare ma ciò che ottiene alla fine è una storia tormentata e un po' prevedibile come se la regista si aspettasse, quasi come fosse un obiettivo da centrare, il dito accusatore verso il grande schermo dello spettatore. Forse la Fontaine ha avuto paura di esagerare e si è data una calmata.
Come quella zattera in mezzo al mare, così le due coppie a fine film vorranno chiudersi nel loro mondo e rigettare chi cerca di intromettersi. Anche lo spettatore.

Il trailer:


Consigliato: Nì

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Una Bi-Recensione con...un Sole a Catinelle!


Anno e nazione di Produzione: Italia 2013

Distribuzione: Medusa

Genere: Commedia

Durata: 90 minuti

Cast: Checco Zalone, Aurore Erguy, Miriam Dalmazio, Augusto Zucchi, Marco Paolini, Robert Dancs, Valeria Cavalli, Ruben Aprea

Regista: Gennaro Nunziante

Il pugliese Checco, venditore di aspirapolvere, vive al nord, con moglie e figlio di dieci anni. Dopo esser stato premiato dalla ditta come miglior venditore inizia a spendere al di sopra delle sue possibilità. In un avventato slancio di affetto promette al figlio che in cambio di una pagella con voti alti lo porterà in vacanza. La fortuna di Checco dura poco: si separa dalla moglie e sul lavoro le vendite diminuiscono miseramente.
A fine anno scolastico, quando Nicolò porta a casa una pagella con tutti dieci, il padre non vede altra soluzione che unire l’utile al dilettevole: portare in vacanza il bambino nello sperduto paesello del Molise dove vivono le sue zie per vendere qualche aspirapolvere e mantenere la promessa fatta al figlio. Ovviamente il viaggio sarà pieno di sorprese, cambi di rotta, nuove amicizie e avventure esilaranti.

La recensione di Michela:

Checco Zalone non è più il cafoncello che sale al nord in cerca di fortuna. Nel nuovo film, Sole a Catinelle, cafoncello lo è rimasto ma il comico pugliese decide di esplorare il rapporto padre – figlio, come fece Pieraccioni tempo fa, entrambi quasi in parallelo con la loro poi seguente paternità (all'interno del film la canzone Dall'ovaia a Gaia, dedicata alla figlia). Ovviamente Checco è un papà sui generis: fanatico della bella vita e dei prestiti mai restituiti, trasmette al figlio quell'istinto alla sopravvivenza essenziale in un paese mangiato dalla crisi e dai tanti furbetti dei “piani alti”. Checco vuole essere ricco, vuole migliorare la sua vita che di riflesso ovviamente è anche quella del figlio.
Dopo aver parodiato col sorriso e una satira mai offensiva, nel primo e nel secondo film, il mondo omosessuale, la "fede" leghista e l’integralismo islamico, Zalone mira alle fazioni politiche, destra e sinistra, e ne illustra vizi, luoghi comuni e banalità.
Zalone non è assolutamente intenzionato a fare cinema “impegnato”, il suo obiettivo è sempre stato quello di far ridere il suo pubblico. E basta. Però quella comicità semplice e immediata, con le battute colorate dal suo accento pugliese e da quella faccia tonta e stralunata, nasconde l’intento di far riflettere, di pensare a ciò che succede nel nostro paese e ridicolizzare quello che non va. Della serie: ridiamoci su che è meglio. Insieme a Cado dalle Nubi, il miglior film del duo Zalone - Nunziante.
Checco il cafoncello svela al pubblico il potere della risata come balsamo per questi tempi in cui da ridere c’è ben poco.

La recensione di Mario:

Come si dice sempre, non c'è due senza tre: dopo l'aspirante cantante ingenuo e la guardia del corpo che mena schiaffoni sul collo del Papa, stavolta il grande Checco si cimenta come venditore di aspirapolvere porta a porta, finendo, senza neanche capire bene come, tra i ricchi dell'alta società italiana, la gran parte di essi corrotti e incapaci di comprendere come un ignorantello del sud si ritrovi in mezzo a loro di punto in bianco.
Che Bella Giornata e Sole A Catinelle riescono a guadagnarsi un secondo posto alla pari nella mia personale classifica dei tre film realizzati finora da Checco Zalone (al primo rimane, ancora imbattuto, Cado Dalle Nubi, il film più divertente e genuino tra le tre pellicole, forse perché in parte è autobiografico).
La comicità di Checco, originale e tipicamente pugliese, con le parolacce e i modi di dire della nostra bella terra (sì, sono di parte, ahimè!), riesce a reggere in piedi questa commedia leggera dai toni canzonatori e fa apprezzare quanto Zalone riesca a far ridere e, al tempo stesso, criticare la società italiana, cosa che ha sempre fatto nei suoi film.
Ancor di più, per chi ci segue da tempo, ormai avrà capito che i miei gusti cinematografici sono molto selettivi e di certo la commedia all'italiana non rientra quasi per niente tra di essi.
Il mio odio nei confronti dei cinepanettoni, che ho visto e posso dunque permettermi di giudicare, è cresciuto sempre più col tempo, perché dimostrano quanto la commedia italiana sia anch'essa in crisi profonda, dovendo ricorrere a mezzucci come battute volgari e di cattivo gusto, forse anche a causa di un pubblico che molte volte pretende di non doversi scervellare quando va al cinema.
Ecco, per quanto riguarda invece i film di Checco, nonostante la volgarità, il loro punto forte sta proprio nell'originalità e nella morale (Cado Dalle Nubi = Non rinunciare mai ai propri sogni, Che Bella Giornata = Amare indiscriminatamente, Sole A Catinelle = Essere sempre ottimisti, nonostante le numerose difficoltà della vita).
Il mio consiglio quindi è: vedetelo, è una delle poche occasioni che abbiamo oggigiorno di poter ridere per non piangere per la nostra situazione odierna.

Il trailer:



Consigliato: Sì


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sabato 2 novembre 2013

Buio In Sala! #11


I film in uscita nelle sale nel mese di Novembre!


PRISONERS: In un tranquillo paese della provincia americana due bambine spariscono. Le coppie di genitori reagiscono in maniera diversa, chi pensa alla vendetta e a ritrovare le bambine, chi invece si chiude nel proprio dolore. Di Denis Villeneuve con Hugh Jackman, Jake Gyllenhaal, Melissa Leo, Maria Bello, Paul Dano. IN USCITA 7 novembre

MACHETE KILLS: Robert Rodriguez regala al pubblico una nuova avventura di Machete che sarà al servizio del governo americano per catturare un trafficante di droga. Di Robert Rodriguez con Danny Treio, Amber Heard, Mel Gibson, Sofia Vergara, Jessica Alba, Charlie Sheen. IN USCITA 7 novembre

GIOVANE E BELLA: La diciassettenne Isabelle, dopo aver trascorso l'estate al mare e aver vissuto la sua prima, deludente, esperienza sessuale, inizia a prostituirsi per gioco. Il denaro che guadagna non lo spende, si diverte a recitare una parte, qualcuno che non è lei. Ma un giorno qualcosa cambierà la sua vita. Di Francois Ozon con Marine Vacth, Geraldine Pailhas, Frederic Pierrot, Fantin Ravat. IN USCITA 7 novembre

QUESTIONE DI TEMPO: Il maestro delle commedie, romantiche e non, inglese è tornato: Richard Curtis confeziona un'altra storia che scalda il cuore che tra passato, presente e futuro sicuramente avrà successo come i suoi film precedenti. Di Richard Curtis con Domhnaal Gleeson, Rachel McAdams, Bill Nighy, Tom Hollander, Margot Robbie. IN USCITA 7 novembre

JOBS: La vita e il genio di Steve Jobs in un film indipendente che ripercorre la sua giovinezza e la nascita della Apple, prima del successo mondiale. Di Joshua Michael Stern con Ashton Kutcher, Dermot Mulroney, Matthew Modine, James Woods. IN USCITA 14 novembre

STAI LONTANA DA ME: Il miglior consulente matrimoniale su piazza non ha assolutamente una vita amorosa semplice: ogni donna che ha una relazione con lui finisce male perché lui porta sfortuna! Un giorno nella sua vita arriva Sara: riusciranno a sconfiggere insieme la sfiga? Di Alessio Maria Federici con Enrico Brignano, Ambra Angiolini, Anna Galiena, Fabio Troiano, Giampaolo Morelli. IN USCITA 14 novembre

L'ULTIMA RUOTA DEL CARRO: Ernesto, autista di camion, girerà in lungo e largo l'Italia per più di trent'anni e assisterà a cambiamenti, problemi, felicità non solo del suo paese ma anche della sua famiglia e dei suoi amici. Di Giovanni Veronesi con Elio Germano, Ricky Memphis, Alessandra Mastronardi, Sergio Rubini, Virginia Raffaele. IN USCITA 14 novembre

VENERE IN PELLICCIA: Il regista teatrale Thomas sta cercando la protagonista per la sua prossima pièce. Il ruolo verrà interpretato da un'attrice modesta che però si trasformerà in una sorpresa per Thomas. Di Roman Polanski con Emmanuelle Seigner, Mathieu Almaric. IN USCITA 14 novembre 

THOR - THE DARK WORLD: Nuova avventura per Thor che questa volta dovrà combattere un nemico oscuro e ristabilire l'equilibrio nell'universo. Di Alan Taylor con Chris Hemsworth, Tom Hiddleston, Natalie Portman, Stellan Skarsgard, Idris Elba. IN USCITA 20 novembre

FUGA DI CERVELLI: Il primo film da regista di Paolo Ruffini parla di sentimenti ovviamente in chiave comica. Emilio è innamorato di Nadia ma non è mai riuscito a dirglielo. Quando lei gli dice che si sta per trasferire in Inghilterra, il ragazzo decide con la sua banda di amici di partire e finalmente dirle cosa prova per lei. Di Paolo Ruffini con Paolo Ruffini, Guglielmo Scilla, Frank Matano, Andrea Peracino. IN USCITA 21 novembre

ALLA RICERCA DI JANE: Jane Hayes è ossessionata da Orgoglio e Pregiudizio ma soprattutto va matta per Mr. Darcy. Questa sua fissazione però non la aiuta affatto nell'intraprendere una relazione. Così decide di partire per l'Inghilterra e cercare il suo perfetto lord inglese. Di Jerusha Hess con Keri Russell, J.J. Feild, Jennifer Coolidge. IN USCITA 21 novembre

HUNGER GAMES - LA RAGAZZA DI FUOCO: Secondo capitolo della trilogia di Hunger Games. Katniss Everdeen, la Ragazza di Fuoco, e Peeta Mellark sono impegnati nel tour di cerimonie in tutti i distretti di Panem dopo la loro vittoria all'ultima edizione degli Hunger Games. Il presidente Snow ha in serbo per loro una nuova sfida. Di Francis Lawrence con Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Woody Harrelson, Donald Sutherland, Liam Hemsworth, Stanley Tucci, Philip Seymour Hoffman, Lenny Kravitz. IN USCITA 27 novembre

LA MAFIA UCCIDE SOLO D'ESTATE: Arturo vive a Palermo, negli anni Settanta. Alle elementari incontra Flora e decide che sarà la sua principessa. La iena Pif è alla sua prima regia e si avventura nell'educazione sentimentale di un ragazzo durante i duri anni della lotta di mafia in Sicilia. Di Pif con Pif, Cristiana Capotondi, Ninni Bruschetta, Claudio Gioè. IN USCITA 28 novembre

DON JON: Un'aspirante don giovanni, istruito da una donna nell'arte amorosa, tra romance, sesso e seduzione. Prima regia di Joseph Gordon-Lewitt con Joseph Gordon-Lewitt, Scarlett Johansson, Julianne Moore. IN USCITA 28 novembre

Buona Visione!


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lunedì 28 ottobre 2013

Recensione (mica tanto) Flash: La Grande Bellezza


Anno e Nazione di Produzione: Italia, Francia 2013

Distribuzione: Medusa

Genere: Drammatico

Durata: 135 minuti

Cast: Toni Servillo, Carlo Verdone, Sabrina Ferilli, Galatea Ranzi, Iaia Forte, Carlo Buccirosso, Pamela Villoresi, Giovanna Vignola, Roberto Herlitzka, Giorgio Pasotti, Isabella Ferrari, Luca Marinelli, Serena Grandi

Regista: Paolo Sorrentino

Jep Gambardella, giornalista di costume e scrittore mancato, è l'anima delle notti romane.
Trasferitosi nella Capitale da ragazzo, ha dato vita quasi a un regno, inconsistente eppure reale, dov'è l'incontrastato monarca: feste barocche, opulente che richiamano un numero imprecisato di invitati, di ogni tipologia e stranezza. Una mattina, di ritorno da un'altra notte di divertimenti, sul suo pianerottolo trova ad aspettarlo Ernesto. La ragazza che Jep ha amato da giovane è morta, gli riferisce quello che poi l'ha sposata. Per l'uomo quel giorno rappresenterà uno spartiacque da quello che era, cinico, ridanciano, donnaiolo e ironico, al nuovo Jep, o meglio, al resuscitato Jep, sensibile e troppo umano.
Quando Paolo Sorrentino, ormai un anno fa, annunciò che stava scrivendo un film su Roma, disse che sarebbe stato diverso, uno sguardo altro su una città che non si svela a tutti. Infatti Roma è così, ha due "volti": quello turistico, caciarone, sfuggevole e veloce. Poi il secondo che in pochi riescono a scorgere, e Sorrentino c'è riuscito. Ovviamente solo in parte. Il film è sicuramente uno di quelli che bisogna vedere almeno tre volte per riuscire a cogliere ogni aspetto, ogni particolare, ogni messaggio che a una prima visione possono sfuggire.
I protagonisti de La Grande Bellezza sono Jep e Roma. Come la città, anche Jep ha due volti: quello mondano e l'altro, che ha "sotterrato" lui stesso anni fa, e che solo uno scavo archeologico dell'anima fa riemergere. Questo Jep non lo conosce nessuno ma dopo la morte di Elisa, la diga dei sentimenti che l'uomo teneva imbrigliati, frana.


L'atmosfera del film, a tratti, è molto felliniana con la sua galleria di freaks e casi umani, partendo proprio dagli amici di Jep, un'umanità varia e disastrata che illude e si illude.
I bambini ritornano spesso nel film: all'inizio quando dal balcone Jep li osserva con invidia. Poi la scena al tempietto del Bramante, dove una bambina dice a Jep che "non è nessuno". Quasi fossero depositari dell'unica e vera verità, che si sporca quando si diventa adulti. O anche prima, quando gli adulti inquinano questi piccoli saggi (vedi la mini artista che tira secchiate di pittura alla festa dell'arte). Sorrentino non dimentica la Chiesa, il cardinale di Roberto Herlitzka è un semplice uomo che parla di nulla, lui stesso risucchiato dalla bella vita romana, e che non dona alcun conforto cristiano.
Inutile dire che Toni Servillo è perfetto, peccato che il cinema italiano l'abbia scoperto solo qualche anno fa. Il sodalizio con Sorrentino si rivela l'ennesimo successo per il film che è uno dei papabili per la cinquina di Miglior Film Straniero agli 86esimi Academy Awards. Bravi Verdone e Ferilli, delusi chi dalla vita chi da Roma che scappano via da quello che li ha schifati. Teneri e grotteschi i coniugi Buccirosso e Forte.
Il vecchio Jep è disincantato, e da buon giornalista, dove buono sta per sincero e non connivente col potere che tutto muove, ha una lingua affilata che sbugiarda tutto e tutti. Sicuramente le scene più macabramente divertenti sono l'intervista a Talia Concept e il rigurgito di amare verità nei confronti dell'amica Stefania. Come detto prima, Jep cambia, fa un ritorno al passato, alle radici come gli dirà la Santa.
Rivede un suo vecchio amico, ne conosce la figlia, Ramona. Solo a lei farà vedere quel suo volto segreto. Ramona è uguale a lui, solo che sta bene nella sua disperazione e non vuole che qualcuno la salvi. Jep, invece, si salva da solo, con i ricordi che lascia parlare e col mare che ritorna a sentire dentro. E ritrova la grande bellezza della vita.
Poetico e spietato.

Il trailer:


Consigliato: Assolutamente Sì

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giovedì 24 ottobre 2013

Recensione Flash: 20 Anni di Meno


Anno e Nazione di Produzione: Francia 2013

Titolo Originale: 20 Ans D'Ecart

Distribuzione in Italia: Good Films

Genere: Commedia

Durata: 92 minuti

Cast: Virginie Efira, Pierre Niney, Charles Berling, Louis-Do de Lencquesaing

Regista: David Moreau

Alice è una donna che sta per varcare gli anta, giornalista a tempo pieno e madre part time. Tutti quelli della redazione, ma soprattutto il suo capo, considerano Alice troppo impostata, una borghese tutta d'un pezzo che non si concede margini di follia, e nel mondo della moda questo modo di essere è assolutamente OUT. Così l'agognata direzione del giornale si allontana sempre più visto che il posto di direttore di "Rebell" sta per diventare vacante. Sul volo di ritorno dal Brasile, Alice conosce il giovane Balthazar, ventenne che, colpito e affondato da Alice, diventerà per la donna il suo alibi da milf per accaparrarsi il posto da direttore.
Ebbene sì, negli ultimi tempi sono in fissa con le commedie francesi. Forse perché quelle americane sono diventate più prevedibili e ci sono sempre le stesse facce, come in un bar di paese. Così mi sono fatta catturare dal fascino transalpino ma soprattutto dalla freschezza che i "cugini" francesi riescono a infondere nelle loro commedie.
Al cinema abbiamo già visto storie tra donne mature e ragazzi più giovani (vedi Prime con Uma Thurman e Bryan Greenberg), ma il film di David Thoreau parte da quello per arrivare a ben altro: la relazione tra Alice e Balthazar cambia profondamente la donna e la sua vita. Lei si è già scontrata col mondo e preferisce non rischiare, il ragazzo invece è portatore sano di incoscienza e ingenuità. Sarà insomma un nuovo inizio per Alice che ridefinirà le sue priorità.
Pierre Niney è il giovane astro nascente della commedia d'Oltralpe. Il ventiquattrenne ha una faccetta particolare: buffo, stralunato, serio, affascinante. 20 Anni Di Meno è per lui quasi un one man show. La belga Virginie Efira, anche lei osannata in quel di Francia, instaura una bella alchimia comica con Niney e convince.
Finale prevedibile ma che importa, questi film si guardano soprattutto per il lieto fine no?

Il trailer:


Consigliato: Sì

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Recensione Flash: Source Code


Anno e nazione di produzione: USA, Francia 2011

Distribuzione in Italia: 01 Distribution

Genere: Fantascienza

Durata: 93 minuti

Cast: Jake Gyllenhaal, Michelle Monaghan, Vera Farmiga, Jeffrey Wright

Regista: Duncan Jones


Dall'Afghanistan a un treno: il capitano Colter Stevens non riesce a spiegarsi come mai si ritrova in un convoglio diretto a Chicago, con una ragazza che sembra conoscerlo e lo chiama Sean. Otto minuti dopo, un'esplosione sul treno uccide tutti e lui si ritrova in una capsula. Il capitano Colleen Goodwin, da un piccolo schermo, gli chiede dell'esplosione, di cosa ricorda e soprattutto di trovare l'attentatore. Stevens tornerà ancora e ancora su quel treno, e sempre e solo per otto minuti. La sua missione è quella di assicurare alla giustizia l'esecutore della strage, che minaccia di provocarne un'altra in pieno centro città. Il dottor Rutledge svela a Colter che sta prendendo parte al programma top secret denominato "Source Code" che permette, tramite complessi meccanismi di fisica quantistica, di rivivere un momento passato. Colter porterà a termine la sua missione e riuscirà a cambiare la sua vita superando gli ostacoli scientifici col cuore.
Il figlio d'arte Duncan James (il padre è il Duca Bianco, il cantante David Bowie), al suo secondo lungometraggio, conferma la sua originalità associando la fantascienza ai sentimenti. Se avessimo la possibilità di tornare indietro nel tempo, anche solo per otto minuti, avremmo la possibilità di cambiare, riscattarci, perdonare, dire addio. E' quello che fa Colter Stevens che non solo salva il mondo, da classica tradizione hollywoodiana, ma salva soprattutto se stesso. L'inizio del film, a partire dalla colonna sonora, occhieggia molto ai Seventies e non incatena subito lo spettatore. Questione di poco e si viene sbalzati da una realtà a un'altra immergendosi totalmente nelle vicende di Stevens. Jake Gyllenhaal ci sguazza in film del genere, quando la realtà è solo una parola: carismatico, Jake cattura e avvince. Il resto del cast, Michelle Monaghan, Jeffrey Wright e Vera Farmiga, arricchisce di altre sfumature la sfaccettata vicenda di Source Code.
Assolutamente da vedere!

Il trailer:


Consigliato: Sì

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